Ecco le bozze del codice etico, del manifesto dei valori e dello statuto del Partito Democratico da sottoporre all’approvazione (dopo ulteriori emendamenti) dell’Assemblea costituente.
Riporto qui sotto alcune righe del codice etico. Se nel leggerle penserete ai politici valdostani fischieranno molte orecchie. Orecchie da mercante, bien sûr.
“Le donne e gli uomini del Partito Democratico ispirano il proprio stile politico all’onestà e alla sobrietà. Mantengono con i cittadini un rapporto corretto, senza limitarsi alle scadenze elettorali. Non abusano della loro autorità o carica istituzionale per trarne privilegi; rifiutano una gestione oligarchica o clientelare del potere, logiche di scambio o pressioni indebite.”




3 comments
8 Febbraio 2008 a 3:12 pm
bruno courthoud
Pare che neanche Lavoyer abbia sentito e che si sia già ricandidato: eppure aveva dichiarato che guadagnava di più come libero professionista che come “politico”. Probabilmente, come dice De André a proposito del mestiere più vecchio del mondo, anche per fare il “politico” ci vuole un po’ di vocazione.
9 Febbraio 2008 a 1:25 pm
Stefano
Non capisco come si possa pensare che personaggi “vecchi” possano cambiare atteggiamento solo per uno statuto o per un manifesto dei valori. I partiti sono una presa in giro….!
10 Febbraio 2008 a 5:12 pm
vincenzocali
La lotta contro politiche clientelari, alle lottizzazioni partitiche, alle raccomandazioni, alla corruzione, ecc. è difficile.
Però è più probabile che sia combattuta da chi la mette esplicitamente tra i propri obiettivi politici, rispetto a chi non si pone neppure il problema, o addirittura ne nega l’esistenza (come fa l’Union Valdotaine, ad esempio).