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Riguardo al possibile ingresso di Roberto Louvin nel parlamento europeo la domanda da porsi è: Antonio Di Pietro può avere interesse a sacrificare uno dei suoi sette parlamentari a favore di un candidato di un’altra lista?
(Aggiornamento: Ovviamente l’Idv ha scelto di tenersi i suoi, facendo optare Sonia Alfano per il nordovest)
La mia gatta ne ha azzeccate molte, ma non tutte. Vediamo i risultati delle europee in Valle, confrontati con le sue previsioni (tra parentesi):
Lega Nord 4,3 (2)
LD 01 (0,1)
Popolo delle Libertà14,5 (13,7)
Vallée d’Aoste 37,1 (43,2)
Partito Comunista 0,5 (0,6)
Radicali 2 (2,9)
Udc 2 (2,6)
Fn 0,2 (0,2)
Rifondazione Comunista 2,2 (1,8)
Italia dei Valori 4,1 (3,9)
Galletto 18,5 (19,6)
La Destra 0,2 (0,6)
Sinitra e Libertà 0,8 (0,8)
Partito Democratico 12,8 (7,9)
Fiamma Tricolore 0,3 (0,2)
Cosa si può dire? La gatta, che pure ha mostrato di saperla abbastanza lunga, ha sopravvalutato il risultato di Vallée d’Aoste. Ha sottostimato la percentuale di elettori unionisti che avrebbe votato Lega Nord, e anche quella che avrebbe preferito il Partito Democratico al Galletto. Una parte di elettori “ulivisti” non ha ritenuto di premiare il Galletto, forse perché nelle sue apparizioni televisive Louvin è parso troppo impegnato ad attirare anche il voto degli elettori di centrodestra, mostrandosi ambiguo rispetto ai due poli nazionali. Il voto europeo non risente troppo delle dinamiche locali, e molti elettori, per dare un voto contro Berlusconi hanno preferito affidarsi al simbolo del Pd, che perde qualcosa rispetto al 2004 (l’Ulivo aveva il 13,6%) ma sostanzialmente “tiene”.
La proiezione nazionale di mezzanotte (per Porta a Porta) dà il PdL al 35%, ben al dissotto del 40% di cui qualcuno parlava nei giorni scorsi.
Gli istant poll presentano forchette del 4%, cioè dicono poco o nulla. Ma i commentatori su Repubblica Tv commentano lo stesso.
Affluenza alle europee in Valle d’Aosta 58,8% (la previsione felina era 57,2%).
La mia gatta, dotata di poteri paranormali, ha rovesciato la busta con le crocchette al salmone. Queste, cadendo, si sono disposte sul pavimento disegnando magicamente i risultati delle elezioni europee in Valle d’Aosta. (La legge non vieta di publicare i sondaggi dei felini).
Percentuale di votanti 57,2%
Vallée d’Aoste 43,2%
Galletto 19,6%
Popolo delle Libertà 13,7%
Partito Democratico 7,9%
Italia dei Valori 3,9%
Radicali 2,9%
Udc 2,6%
Lega Nord 2%
Rifondazione 1,8%
Lista comunista e anticapitalista 0,6%
Sinistra e Libertà 0,8%
La Destra – Mpa 0,6%
Forza Nuova 0,2%
Destra Sociale 0,2%
Liberal Democratici 0,1%

Oggi ho diffuso questo comunicato stampa:
“La campagna elettorale per l’elezione del parlamento europeo comporta inevitabili riflessi politici a livello nazionale e regionale. In Valle d’Aosta la svolta a destra dell’Union Valdotaine (e della coalizione che governa la regione) favorisce la bipolarizzazione del quadro politico, aprendo la strada al consolidamento di un vasto fronte alternativo, collocato saldamente nel centrosinistra, che a partire dal trionfo elettorale del 2006 si identifica nello schieramento del Galletto.
Per questo non ho condiviso l’inopinata rottura unilaterale di questo fronte da parte del Partito Democratico, avvenuta per un disegno opportunistico dell’attuale dirigenza, volto a proporre il partito come interlocutore dell’Union Valdotaine nelle successive scadenze elettorali, sulla base del principio dei “différents niveaux”.
Si è trattato di una rinuncia al ruolo di guida del fronte dell’alternativa in favore di un ritorno alla politica sterile del vassallaggio nei confronti dell’Union Valdotaine.
Da componente dell’Assemblea Costituente Nazionale del Partito Democratico, eletto in occasione delle primarie sulla base di un programma incentrato su una scelta trasparente di sostegno allo schieramento del Galletto, denuncio il tradimento di tali promesse e delle aspettative dell’elettorato di centrosinistra che aveva guardato con speranza alla nascita del partito nella nostra regione.
Plaudo invece alla presa di posizione dell’on. Roberto Nicco, che sostiene il Galletto coerentemente con il mandato ricevuto dagli elettori.
Invito gli elettori delusi dalla dirigenza attuale del Partito Democratico a votare per una delle due liste del centrosinistra riformista che continuano a perseguire la costruzione di un’alternativa all’attuale regime unionista, vale a dire l’Italia dei Valori e il Galletto.
Il voto a una o all’altra delle due liste, scelta a seconda della propria sensibilità, rafforzerà lo schieramento di centrosinistra nel suo obiettivo di imprimere una svolta nella politica valdostana, premiando al contempo una visione meno egoistica della Valle d’Aosta in Europa come esempio di federalismo virtuoso.”
(Aggiornamento: il comunicato, finora, è stato ripreso soltanto da AostaSera).
«Abbiamo dimostrato che il modello valdostano funziona: in tempi di crisi abbiamo retto meglio di altri, ma alla fine se non arrivano i soldi non si va da nessuna parte. Bisogna guardare in faccia la realtà: qual è il punto centrale del federalismo fiscale? Quali saranno i riparti per le regioni? L’economia regionale senza finanziamenti non cammina da sola!»
(Augusto Rollandin, sabato 9 maggio 2009 al cinema De la Ville, in occasione del comizio di apertura della lista Vallée d’Aoste, spiega le spinte ideali e i valori che hanno portato l’Uomo Nuovo Valdostano all’alleanza con il PdL. Fonte: Gazzetta Matin)
L’apparentamento dell’Uv con il PdL doveva servire a rabbonire il governo in vista delle trattative per il federalismo fiscale. Un’operazione opportunista, ma anche un sintomo chiaro di preoccupazione e nervosismo. Per zittire le critiche dei vieriniani, circolava voce che il PdL locale – sollecitato in tal senso da Qualcuno? - stesse pensando all’epurazione di Borluzzi. Impresa non facile, perché quest’ultimo si sta giocando molto bene le sue carte, ma il problema vero adesso è: come farà il PdL valdostano a espellere dal partito il ministro Brunetta?






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