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Un dato: le tre forze degli autonomisti ni droite ni gauche (Uv, Sa, Fa) nelle elezioni regionali del 2003 presero circa il 67% dei voti.
In queste elezioni, a un mese dalle regionali, alla Camera sono scese al 37,84%…

Praticamente un tracollo.

Commento a caldo: il Galletto si conferma alla Camera e viene sconfitto di pochi punti al Senato. Stravince ad Aosta, confermando il traino del Partito Democratico.
Peccato per Perrin, il bersaglio che il regime voleva distruggere, attaccato in maniera indegna in questa campagna elettorale.
Ma il risultato ci dice che alle regionali ce la possiamo giocare, con un ruolo centrale del PD.
Uv e vassalli sono molto preoccupati…

Gli inglesi alle prese con il berlusconismo

È un mese decisivo per la democrazia, in Valle d’Aosta e in tutto il paese. I valdostani lo sentono. Giovedì sera il Giacosa era stracolmo di gente, calorosa e festante. Abbiamo l’occasione irripetibile di portare a termine il lavoro di profondo rinnovamento iniziato due anni fa con la clamorosa vittoria di Nicco e Perrin, liberando la Valle d’Aosta dalla dittatura che la opprime.

Nello stesso tempo, e con lo stesso voto, abbiamo la possibilità di sostenere Veltroni e il Partito Democratico, per cambiare l’Italia e impedire che il governo cada nelle mani di avventurieri e nemici delle istituzioni: da Berlusconi che ci fa ridere dietro da tutto il mondo, a Bossi che parla di fucili, a Dell’Utri che (insieme con Berlusconi stesso) dà la patente di eroe a un mafioso condannato all’ergastolo. 

In Valle d’Aosta Veltroni ci ha detto cosa dobbiamo fare per aiutare la sua vittoria: votare Roberto Nicco alla Camera, e soprattutto Carlo Perrin al senato.

Votare il Galletto significa votare per il Partito Democratico e per l’Italia nuova promessa da Veltroni.

Fermiamo Berlusconi e il suo progetto liberticida. Fermiamo il candidato dell’UV Antonio Fosson (detto Tonino): è di Comunione e Liberazione, è amico di Formigoni, amico di Berlusconi. Votando lui si aiuta gente come Dell’Utri e Ciarrapico. Deve essere sconfitto, per il bene dell’Italia e della Valle d’Aosta.

Votiamo il Galletto per amore. Per amore della democrazia e della libertà.

Questa sera alle 21 al teatro Giacosa ci sarà il comizio finale di Roberto Nicco e Carlo Perrin, candidati della lista del Galletto. Venite e portate quanti più amici potete.
Si sarebbe voluto fare una grande festa in piazza Chanoux, ma fa freddo e minaccia pioggia. Non ce ne lamentiamo. Come ha detto ieri Carlo Perrin nel comizio di Porossan, si tratta di una pioggia buona. Gli agricoltori l’aspettavano con ansia.

Contiamo di fare un buon raccolto con il voto di domenica e lunedì…

La vittoria di Perrin e Nicco nel 2006 è stato un segnale fortissimo dato dai cittadini alla classe politica.

I valdostani, in quelle storiche elezioni, non hanno soltanto eletto i loro due parlamentari: hanno anche gridato forte e chiaro di volere una svolta nel modo di governare la nostra regione. Hanno eletto Nicco e Perrin perché rappresentassero l’auspicato ritorno a una politica dedita al bene comune, agli interessi generali, e non più alle lotte di potere tra comitati d’affari per nutrire gli interessi di una ristretta oligarchia.

La reazione della casta valdostana al potere, rappresentata dall’Union Valdôtaine e dai suoi satelliti, è stata dapprima di incredulità per la pesantissima e imprevista sconfitta di Augusto Rollandin, poi di negazione di qualsiasi conseguenza di quel voto. Parola d’ordine: fingere che nulla sia accaduto. Quella vittoria doveva essere negata, cancellata, fatta dimenticare.

Ma essa è invece rimasta bene impressa nella mente dei tantissimi valdostani che avevano votato per il Galletto nell’aprile 2006. Per questo l’Uv oggi appare insicura e impaurita. I fortissimi interessi economici messi in discussione da un’eventuale vittoria di Nicco e Perrin, che aprirebbe la via a uno storico bis delle forze autonomiste e progressiste alle elezioni regionali del 25 maggio, l’hanno indotta a una campagna elettorale estremamente aggressiva, con l’utilizzo di tutti i mezzi a disposizione: dagli effetti speciali nei comizi degni di un concerto rock, alle campagne promozionali (a spese della collettività) dei vari assessorati, fino ai tentati accordi sottobanco di non belligeranza con forze che potrebbero erodere una parte consistente del suo consenso e al tentativo ignobile di intaccare l’immagine e la reputazione di Carlo Perrin.

Il tutto con l’evidente appoggio dei più importanti mezzi d’informazione.

Rispetto a due anni fa nulla è cambiato, se non in peggio, e questo non fa che rafforzare la nostra convinzione che la speranza di rinnovamento della maggioranza degli elettori valdostani non possa andare delusa. Le donne e gli uomini del Partito Democratico, insieme con tutti gli altri partiti dell’Alleanza Autonomista Progressista, hanno il dovere di proseguire l’opera di risanamento del sistema politico valdostano iniziata proprio allora.

Il primo passo di questa importante sfida sarà la vittoria di Nicco e Perrin alle elezioni del 13 e 14 aprile.

Una vittoria che sapremo costruire sull’immagine serena di questi due candidati, rappresentanti della Valle d’Aosta onesta, quella  che lavora bene e ottiene risultati concreti, a vantaggio di tutta la comunità.  

Il sistema politico valdostano è corrotto fino al midollo (che dovrebbe trovarsi nel Palazzo, occhio e croce). Non ci sono soltanto, come altrove, commistioni tra politica e affari. Qui la politica e gli affari in molti casi coincidono. I partiti sono considerati da molti personaggi politici locali dei meri contenitori, per simulare la democrazia. Le decisioni che contano sono prese a un livello occulto da comitati di affari trasversali ai partiti, nei quali vengono piazzati gli uomini utili ad attuare le decisioni stesse. 

Per questa ragione, la Valle d’Aosta è l’unico luogo conosciuto in cui, durante le campagne elettorali, ci sono persone di un partito che fanno propaganda per una lista avversaria. Se il comitato d’affari punta sulla vittoria di una certa lista, tutti gli uomini di quel comitato, disseminati nei vari partiti, agiranno di conseguenza.

Questi personaggi, che potremmo considerare gli uomini politici più venduti del mondo, agiscono anche in questi giorni. Alcuni in un senso, altri in un altro…  Un’azione occulta, quella dei venduti e dei corrotti, che potrebbe anche falsare il risultato.

Speriamo che i cittadini valdostani, in una votazione come questa dove i capibastone non hanno possibilità di controllare il voto, stupiscano di nuovo tutti con effetti speciali… e facciano trionfare di nuovo il Galletto.

Quel candidato un po’ così del PdL nella circoscrizione estero.

Il video I am PD è stato rimosso da YouTube…

L’intrigo si intriga: chi ha infiltrato chi, e perché? Attendiamo parole chiare e definitive da Bongiorno, Lattanzi, Frassy, Tibaldi, Ottoz, Zucchi, Aloisi… Sono sicuro che queste parole arriveranno: gli elettori non meritano partite truccate.

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