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trinitaLa proposta di Leonardo La Torre, di riunire in un unico partito Uv, Fédération e Stella Alpina mi sembra del tutto condivisibile. Per quanto ci pensi, non riesco a trovare una sola caratteristica che distingua le tre forze. Hanno la stessa concezione della politica, quella di comitati affaristico-elettorali in competizione per spartirsi le cospicue risorse regionali, con l’occupazione permanente di posti di potere e sottopotere. Non parlano quasi mai di politica autentica, quella delle idee (quoi?), ma quando lo fanno (a uso del vuoto teatrino mediatico) i rappresentanti di tutte e tre le forze ripetono all’unisono le solite formulette dettate dal Pensiero Unico: federalismo, Autonomia, specificité valdôtaine, e bla bla bla. Solo che sprecano un sacco di energie inutili: tre congressi, tre segretari, tre marchi, tre sedi. Una fatica, anche perché a volte gli tocca pure far finta di polemizzare tra loro, e poi ogni volta devono fare riunioni per decidere di allearsi alle elezioni. Mettendosi insieme, sotto lo stesso tetto, taglierebbero tempi morti e costi inutili, rendendo la macchina della spartizione più efficiente. Se potessi suggerire il nome del nuovo partito direi di chiamarlo Trinité, in stile fonduta-western. Col 65% dei voti (ma in seguito si potrebbero aggiungere anche i pidiellini, e perché no, persino i piddini) e La Torre nel ruolo del ranger, potrebbe menarle di santa ragione ai sempre più sparuti oppositori.

Un capolavoro di ambiguità e doppiezza, per non dire (si vergognano?) ciò che tutti hanno capito, e che io avevo denunciato già mesi fa: il Pd ha fatto il salto della quaglia, passando dalla parte del regime.

Contrordine compagni! Il comico comunicato sull’assemblea di ieri ci informa, con giri di parole esilaranti, che la vera alleanza autonomista progressista è quella con  l’Uv, la Stella Alpina e la Fédération Autonomiste.

socratewg9Socrate:

So di non sapere

(Platone, Apologia)

non so chi è arrivato secondo all’Isola dei famosi (la prima sì, ma non so se è prima o primo)

non so neppure chi è arrivato terzo, d’altronde

non so chi ha vinto La talpa

non so dire neppure un nome di un partecipante alla Talpa (tranne una che conoscevo di persona)

non so quanti valdostani hanno vinto ai Pacchi

non so come si chiamano le due veline

non so con chi è fidanzata la Canalis

non so che trasmissione presenta Pippo Baudo

non so come s’intitola il libro di Vespa

non so chi è quarto in campionato

non so se nevica ancora, la tapparella è giù

non so chi comanda in Valle d’Aosta, voglio dire che non so se davvero c’è quello lì che comanda

non conosco chi l’ha votato (beh, qualcuno sì)

non so perché Dino s’è buttato a prendersi la scoppola

non so a chi serve un pd zerbino (ho un sospetto, questo sì)

non so se ai valdostani gliene frega qualcosa della libertà

non so chi sono i burloni che hanno inventato la Fédération Autonomiste

non so cosa vuol dire “autonomista

non so cosa vuol dire “specificità

non so perché ho dovuto superare un esame di francese per non usarlo mai

non so dove sono i monumenti lasciati dai Salassi

non so perché non vengono tradotti gli interventi in francese dei consiglieri regionali (per pietà? per schifo? per ridarella del possibile interprete?)

non so chi ha deciso di costruire l‘inceneritore

non so chi ha progettato un parcheggio pluripiano sotto le sale operatorie nell’ampliamento a est (per prenderlo a calci, mica per altro)

non so chi ha prospettato aerei da ottanta posti quando quelli da trenta sono sempre vuoti

non so cosa ha chiesto Milanesio a Rollandin in cambio del suo appoggio elettorale (quale punto del programma)

non so se l’Uv dà lo zuccherino al Pdl. Glielo dà, non glielo dà? I mesi passano

non so cosa intede Cerise per politica utilitaristica. Non riesco a immaginare.

non so quanti servizi faranno le Tv del mondo quando sarà finita la metropolitana nord-sud di Aosta. Quanti gabibbi serviranno?  

non so un cazzo, caro Socrate. Ma mi informerò.

lastampa_301108Altri due momenti di chiarezza sono venuti dai congressi della Fédération e di Renouveau.

Leonardo La Torre ha proposto esplicitamente che alle prossime comunali ci sia ovunque l’alleanza del centro autonomista. Come sintetizzato dal titolo della Stampa di oggi, ha cancellato l’alleanza con il Pd. Alessandro Camera così riporta nel suo articolo le parole chiare di La Torre:
«Per coerenza politica, territoriale e continuità del progetto di governo delle forze autonomiste – ha detto – occorre fin da subito dare vita ad Aosta e in tutta la regione a liste comuni. Si deve chiarire una alleanza con il Pd che non ha permesso a Fédération di svolgere un ruolo propositivo in giunta. L’alleanza con il Pd ha reso poco efficace il governo della città».

Dal congresso di Renouveau sono arrivate altre parole chiarissime da parte del nuovo coordinatore Franco Vallet. Ecco il resoconto di Enrico Martinet, sempre sulla Stampa di oggi:
«La nostra è una scelta di campo chiara, l’opposizione. Attenzione a non cadere nei piccoli inciuci». Poi c’è il rilancio sul territorio con l’organizzazione il più possibile capillare, la presenza in ogni Comune «dove dovremo presentarci con una lista, sono troppi i casi di lista unica, questo è l’obiettivo prioritario». E’ una sottolineatura dei tanti interventi è del ruolo del movimento indicato da Perrin: «Custode della democrazia».

E il Partito Democratico da che parte sta? Quale scelta di campo ha fatto? Con chi vuole costruire un’intesa alle prossime comunali, in primo luogo ad Aosta? Sta dalla parte di chi vuole costruire un’alternativa all’attuale regime centrautonomista, o si lascerà tentare da vergognosi inciuci, tradendo scandalosamente il mandato ricevuto dalle migliaia di partecipanti alle primarie di solo un anno fa?

A queste domande il collaborativo e stranamente evasivo segretario Raimondo Donzel deve dare subito risposta.

Ecco il famoso CENTRO AUTONOMISTA.

La nuova legge elettorale, varata dal Consiglio regionale sulla spinta dei referendum, è incredibilmente macchinosa.  Chi l’ha congegnata voleva arrivare a una legge che non cambiasse nulla facendo finta di cambiare tutto. Voleva mantenere il sistema proporzionale con sbarramento, introducendo una parvenza di maggioritario.

La legge infatti permette il formarsi di alleanze con un programma comune, ma in pratica il sistema resta quello vecchio, tranne che in due casi:

1) se una lista o un gruppo di liste (cioè accomunate da uno stesso programma ma con liste e simboli distinti) conquista 19 o 20 seggi, si aggiudica un piccolo premio di maggoranza e arriva a 21;

2) se nessuna lista arriva a conquistare 18 seggi, si va al ballottaggio tra le prime due, e la lista vincente si vede assegnare un piccolo premio di maggioranza: le vengono infatti assegnati 18 seggi.

Come si vede, tanto rumore per (quasi) nulla. È solo un piccolo aggiustamento della legge precedente. Dà un “aiutino” alla lista o al gruppo di liste che arriva vicino alla maggioranza assoluta. Una spintarella. Di cui si potrebbe giovare… l’Uv. Guarda caso.

Un intervento più drastico la legge lo fa contro i partiti più piccoli. Non conviene formare un gruppo con liste che non raggiungono un seggio pieno, perché i voti di queste ultime non sono contati nel risultato del gruppo. Non conviene neppure formare gruppi composti da liste tutte al dissotto dei due seggi pieni ciascuna, perché in questo caso sarebbe tutto il gruppo a essere eliminato.

L’elemento interessante, come visto, è che al ballotaggio si va soltanto se nessuna lista o gruppo di liste raggiunge i 18 seggi (che possono essere raggiunti anche con meno del 50% dei voti, come ha mostrato proprio l’Uv nel 2003). Ciò significa che sarà l’Union Valdôtaine a decidere se si andrà al ballottaggio o no.

Se si presentasse da sola, infatti, nessuno sarebbe in grado di raggiungere i 18 seggi. Al secondo turno, vincendo, l’UV si aggiudicherebbe 18 seggi tutti per sé. Se invece si alleasse con Stella Alpina e Fédération Autonomiste, l’alleanza potrebbe puntare alla conquista di un numero di seggi compreso tra 18 e 21. Ma questi seggi sarebbero distribuiti proporzionalmente tra le tre liste, e l’UV avrebbe molti seggi in meno rispetto ai 18 dell’altra soluzione.

Insomma, all’UV conviene presentarsi da sola…

Scaricherà Fédération e Stella Alpina? O avrà paura di spingerle tra le braccia di qualcun altro?…

Il referendum propositivo valdostano è sotto gli occhi di tutto il Paese. Nel resto d’Italia, infatti, questo istituto non è previsto.
Anche per questo è importantissimo andare tutti a votare. Ce lo dice anche Beppe Grillo. Diamo una lezione all’Union Valdotaine, alla Stella Alpina e alla Fédération Autonomiste, in poche parole alla casta dei dittatorelli di provincia che ci governa. Andiamo a votare il mattino, prima delle undici…

L’Union Valdotaine chiama a rapporto, Bich & compagni (Ferrero, Ferraris, Aloisi, Tonino, Fiou, Rigo) rispondono: “Obbediamo!”

Riassunto delle puntate precedenti: Enrico Bich e Giuliana Ferrero, nella conferenza stampa di presentazione delle loro liste per le primarie, hanno detto di voler rilanciare la spinta propulsiva del Galletto (l’Alleanza Autonomista Progressista, che si oppone al regime dell’Union Valdotaine e l’ha sconfitta pesantemente alle elezioni politiche del 2006).
Dichiarazioni sorprendenti, visto che la Ferrero e le persone che sponsorizzano la sua candidatura e quella di Bich lavorano a braccetto con l’UV. Lei è addirittura assessore comunale ai servizi sociali, poltrona che si è guardata bene dal mollare anche quando gliel’ha chiesto il suo partito.
Infatti, apriti cielo!
Prima la Fédération Autonomiste ha chiesto alla Ferrero di dimettersi, visto che lavora per il rilancio di un’Alleanza che si pone come obiettivo mandare l’UV e la Fédération all’opposizione.
Lei allora risponde che in conferenza stampa scherzava. Ma l’UV insiste e chiede un chiarimento.
Et voilà, il chiarimento arriva.
E’ Bich in persona a rilasciare una nota, nella quale rassicura gli amici dei suoi sponsor.

C’è bisogno di altre prove della strumentalità delle posizioni di Bich? Qualcuno ancora non ha capito che con lui c’è la vecchia politica, impegnata nella strenua difesa dell’oligarchia al potere, rinchiusa nel suo palazzo-fortino?

11:10 UV: SECTION AOSTE, DEFENSE DU ROLE DE UV AU SEIN MAJORITE’
(ANSA) – AOSTE, 5 OCT – Le Comité de Direction de la Section d’Aoste-Ville de l’Union Valdôtaine, réuni à Aoste le 4 octobre 2007, prenant acte des déclarations de l’assesseur aux services sociaux de la Commune d’Aoste, Mme Giuliana Ferrero, au sujet de la position que le Pd entendrait assumer au sein de l’Alleanza Progressista Autonomista (Galletto), prenant egalement acte des déclarations de la Fédération Autonomiste, invite le Groupe de l’Uv de la Commune à évaluer la situation et à prendre les décisions qui s’imposent pour la défense du rôle de l’Uv au sein de la majorité. (ANSA).

 Vedo con piacere che le ambiguità del fronte Bich (Ferrero, Ferraris, Tonino, ecc.) vengono a galla. Adesso la voglio vedere la Ferrero. Si è incazzata anche l’Uv. Mo’ che farà?

Al sacrosanto comunicato stampa della Fédération Autonomiste (guarda un po’ tu, per una volta devo ammettere di essere d’accordo con loro…) che chiedeva alla Ferrero di rassegnare le dimissioni da assessore al comune di Aosta (visto che in una conferenza stampa ha affermato di sostenere l’alleanza del Galletto) la Giuliana che ti dichiara? Che certe cose si regolano nelle segrete stanze: “la politica non si fa con i comunicati stampa e sui giornali” (Ah no?). Che se quelli della Fédération le avessero parlato di persona, lei avrebbe spiegato e non sarebbe successo niente. Ma cosa avrebbe spiegato? Che in conferenza stampa lei dice il contrario di ciò che pensa? O che lei in conferenza stampa ha detto in realtà un’altra cosa (cioè che lei vuole il PD con l’UV e non con il Galletto) e che i giornalisti non hanno capito nulla? Ma allora perché non ha smentito?

Insomma, perché gli sponsor di Bich non gettano la maschera? Perché non ammettono di essere innamorati dell’UV e che non la lasceranno mai? Perché questa commedia?

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