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Davvero molto divertenti gli articoli che i settimanali locali dedicano al Pd. Dai loro resoconti sembrerebbe che in tutti i partiti regionali regni l’armonia mentre nel Pd ci sarebbe sempre bufera (con ’sta pioggia e con ’sto vento…). Così, il Corsivo del 29 settembre ci informa, aggiungendo succosi particolari, della visione del partito che Giovanni Sandri ha tratteggiato sul Travail. Da una parte ci sarebbero gli autonomisti (capeggiati da Giulio Fiou, aggiunge il Corsivo. Fiou non è del Pd ma si vede che, boh, capeggia da fuori) e dall’altra i nazionalisti (capitanati dagli inquietanti margheritini, specifica il Corsivo. Quest’ultima definizione mi ricorda qualcosa…). Posso assicurare che all’interno del partito mai si è discusso di questi temi. Però Sandri scrive che la discussione è sotterranea. Non frequento i sotterranei e non so dire cosa succeda laggiù.
Spassoso anche l’articolo comparso sulla Gazzetta Matin sempre di ieri 29 settembre. Ci sono dichiarazioni di Carmela Fontana chiaramente vecchie di una settimana, tanto che fanno riferimento a un’assemblea regionale del partito che si sarebbe dovuta tenere ieri sera. Peccato che si era tenuta il lunedì precedente. Ma alla Gazzetta devono aver pensato che tanto il Pd è sempre nella bufera, e che pubblicare una notizia vecchia di una settimana va bene lo stesso.
Con ’sta pioggia e con ’sto vento…
Ecco le vere ragioni per cui la coppia F-F non ha più NULLA a che fare con il Partito Democratico.
Finalmente.
Ferraris e Fiou non ci hanno fatto una bella figura, si dice.
Non so se è una notizia importante, ma Piero Ferraris è stato cancellato dall’elenco degli iscritti al Partito Democratico, ai sensi dello Statuto e del Codice etico del partito.
Giulio Fiou, più correttamente e più saggiamente, aveva invece evitato di iscriversi, dichiarando subito di non riconoscersi nel nuovo partito.
Riporto (con gli abituali refusi) la notizia diffusa dall’Ansa sulla decisione dell’Esecutivo del Partito Democratico di diffidare Fiou e Ferraris dal continuare a usare la denominazione del gruppo regionale “Per il Partito Democratico in Valle d’Aosta”.
Come tutti possono capire, vista la presenza in Consiglio del gruppo autentico del Partito Democratico, si tratta di un’operazione truffaldina, rivolta a ingenerare confusione presso l’opinione pubblica. I due consiglieri, che ormai non hanno più nulla a che fare con il Partito Democratico (seguono, nei fatti, una linea politica opposta a quella decisa dalle migliaia di elettori delle primarie e dall’Assemblea costituente all’unanimità), danneggiano gravemente e consapevolmente l’immagine del partito.
Per questa loro opera, che la Giunta regionale considera meritoria, il Presidente Caveri li ha nominati sul campo al rango di “galantuomini”.
| 16:38 | PD: VDA; ESECUTIVO PARTITO DIFFIDA FIOU E FERRARIS |
| (ANSA) – AOSTA, 8 GEN – L’Esecutivo del Partito Democratico della Valle d’Aosta ha diffidato i consiglieri regionali Giulio Fiou e Piero Ferraris ad mantenere la denominazione del gruppo ‘per il Partito democratico in Valle d’Aostà.
La decisone è maturata ieri sera al termine di un incontro tra l’esecutivo del Pd e i due consiglieri regionali che, come si legge in una nota del partito, si sono detti indisponibili ad aderire al gruppo del Pd. L’incontro era stato promosso “per verificare se intendessero aderire al costituito Gruppo consiliare del Partito Democratico in Consiglio regionale e per invitarli a sostenere, anche dialetticamente, la proposta politica che ha avuto la legittimazione dalle elezioni primarie del 14 ottobre 2007 e dalle successive deliberazioni dell’Assemblea costituente”. (ANSA). |
Romano Dell’Aquila scrive ai giornali invece di venire a esprimere le sue posizioni nell’assemblea costituente del PD. Ieri c’era una sua lettera sulla Stampa, tra i cui lettori, avrà pensato, se ne può trovare qualcuno che ignorando alcuni fatti si lasci ingannare dalle sue affermazioni palesemente false.
Se avesse avuto il coraggio di venire a dire le cose che scrive nel luogo deputato, gli avremmo ricordato che la linea tenuta finora dal PD (sostegno all’alleanza autonomista progressista e ai referendum) è stata decisa dal 100% degli elettori delle primarie. Infatti entrambi i candidati a segretario, Donzel e Bich, avevano messo nero su bianco questa scelta nella loro dichiarazione d’intenti. Nessuno, né Dell’Aquila, né Ferraris, né Fiou, ha presentato ipotesi alternative. Sostenevano Bich, il quale sosteneva Alleanza a Referendum. Siccome avevo il sospetto che non fossero sinceri, e che se ne stessero quatti quatti nascosti dietro Bich pur pensandola im maniera diametralmente opposta, in campagna elettorale li avevo sfidati pubblicamente (anche nel corso di una trasmissione su Rete Saint Vincent) a dichiarare ufficialmente la loro vera posizione. Luca Tonino e Giuliana Ferrero (scandalizzati dal mio ardire) in trasmissione mi risposero a nome loro, dicendo che se i due consiglieri regionali avevano firmato la dichiarazione d’intenti di Bich, era ovvio che la pensassero come lui su quei temi. Mi dissero anche di essere scaduto nei pettegolezzi (!?!) (A me non sembravano questioni di corna, ma tant’è…)
In questi giorni abbiamo la dimostrazione che avevo visto giusto. Non hanno avuto il coraggio di presentare trasparentemente le loro opinioni e di sottoporle al giudizio degli elettori delle primarie perché sapevano che sarebbero andati incontro a una magrissima figura. Oggi, perciò, dovrebbero mantenere un dignitoso silenzio. Nient’affatto. Inorgogliti dai complimenti del loro riferimento politico Caveri, che li qualifica come autentici galantuomini, escono allo scoperto, ma sempre evitando il contraddittorio.
Dell’Aquila cita Veltroni, per dare maggiore importanza alle sue debolissime argomentazioni. Lo fa del tutto a sproposito. Anche ieri a Saint Vincent nel convegno organizzato dalla Fondazione Donat-Cattin, Veltroni ha ribadito che l’obiettivo del PD è un bipolarismo maturo. Non ha per nulla rinnegato il bipolarismo, ma solo quello coatto di questi anni, che costringeva ad alleanze litigiose. Vuole un bipolarismo imperniato su due grandi partiti, uno di centrosinistra e uno di centrodestra, che si fronteggiano lealmente sulla base di programmi e non di contrapposizioni ideologiche. Ha rigettato nettamente ed esplicitamente ogni ipotesi di ritorno all’indietro, al sistema puramente proporzionale della prima repubblica, del quale ha denunciato i gravissimi guasti prodotti (debito pubblico alle stelle e sistema bloccato). Il sistema elettorale tedesco è soltanto un’ipotesi di partenza per arrivare a una riforma non solo elettorale, ma anche istituzionale, che garantisca il risultato che ci si attende (un bipolarismo maturo, appunto).
Perseguire questi obiettivi del PD e di Veltroni in Valle d’Aosta, contrariamente a quanto afferma Dell’Aquila, significa il superamento dell’attuale sistema, per arrivare a un bipolarismo che consenta l’alternanza di governo ed impedisca a una forza di centro come l’UV di perpetuare il suo potere senza possibilità di alternativa. Perciò il Partito Democratico, come è stato richiesto a gran voce da 3500 cittadini elettori, è e sarà schierato unanimemente (così ha votato l’assemblea costituente) per il rinnovamento della politica valdostana nel senso indicato da Veltroni. Non è e non sarà dalla parte di chi vuole mantenere lo status quo per sostenere l’attuale regime, perché ciò significherebbe condannare la nostra regione a un declino economico, sociale e culturale che senza una vera svolta rischia di divenire inarrestabile.
Parole chiare di Raimondo Donzel ieri nella conferenza stampa di condanna per la posizione «incomprensibile, ingiustificata e immorale» di Piero Ferraris, che usa il nome del Partito Democratico per dire il contrario di ciò che il partito ha deciso all’unanimità sui referendum del 18 novembre.
Piero Ferraris e Giulio Fiou (che, scopriamo ora, è in linea con lui) dicono che risponderanno nelle sedi opportune. Ohibò! Quali saranno?
Si riferiranno mica alla sede dell’Union Valdôtaine?





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