Smascherati

La campagna elettorale per le primarie è appena all’inizio e già gli sponsor di Enrico Bich (Ferraris, Aloisi, Fiou, Ferrero, Rigo, ecc.) cominciano a gettare la maschera.
Nella dichiarazione d’intenti Bich asseriva di essere a favore del voto ai referendum e per l’alleanza del Galletto. Gli faceva eco Giuliana Ferrero.
Ma le bugie hanno le gambe corte. Il consigliere Piero Ferraris, infatti, continua imperterrito a lavorare a braccetto con l’Union Valdotaine. Altro che Galletto. Pochi giorni fa, nella commissione “Assetto del territorio” ha votato a favore di un disegno di legge riguardante l’edilizia residenziale, correndo diligentemente in soccorso della maggioranza, in difficoltà per la mancata partecipazione al voto dei due rappresentanti della Stella Alpina.

Per non parlare della stessa Giuliana Ferrero, la cui presenza in Giunta comunale stride con le sue affermazioni di facciata. Come si conciliano le sue dichiarazioni a favore dell’alleanza del Galletto con la sua permanenza sulla poltrona di assessore in una giunta unionista? A mettere in rilievo l’insanabile contraddizione è stato un partito della maggioranza, la Fédération Autonomiste. Leggiamo infatti sulla Stampa di oggi che “La segreteria cittadina e il gruppo consiliare della Fédération stigmatizzano il comportamento dell’assessore per un atteggiamento che definire politicamente irresponsabile è poco. Se vuole operare per il rilancio dell’azione politica del “galletto” dovrebbe sentire il dovere morale di rassegnare le dimissioni da una giunta comunale che ogni giorno è oggetto degli attacchi di quella coalizione. E’ intollerabile il comportamento dell’assessore Ferrero, la invitiamo a trarre le dovute conseguenze, pena la perdita di credibilità della giunta e della maggioranza”. 

Per una volta dobbiamo dare ragione alla Fédération. Se Giuliana vuole essere credibile, si dimetta subito da assessore e passi a dare manforte all’opposizione con il Galletto.

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3 pensieri su “Smascherati

  1. Sig. Calì vorrei capire…lei e le forze politiche che la sostengono (DS-Margherita), dite che l’invito a non andare a votare ai referendum è meschino e antidemocratico, ma quando nel 2003, l’invito a non votare per far mancare il quorum venne dai DS e dalla Margherita, per far fallire il referendum sull’art. 18, che di fatto fallì, essendosi recati alle urne solo il 25,7% degli aventi diritto, come si spiega?. Lo stesso leader dei DS Fassino allora, come qualche leader unionista ora, disse “chi non vota compie un atto di piena cittadinanza esattamente come chi vota” e “l’astensione non è sempre riducibile a disaffezione o rigetto per la politica. Può essere una scelta franca, argomentata, e politicissima di contestazione e di rifiuto del gioco, di fronte a un gioco truccato o quantomeno paradossale”. Se astenersi era legittimo allora, perché non dovrebbe esserlo oggi?
    Delegittimare l’astensione mi sembra solo una furberia vostra per ottenere quella manciata di No che, secondo i vostri calcoli, permetterebbe la vittoria del Sì. Quindi saluti ed un invito alla COERENZA prima di giudicare tutti !!!

  2. Personalmente sono contrario a usare l’invito all’astensione per aggiudicarsi anche il risultato dell’astensione fisiologica. Se è vero che Fassino ha detto le parole che lei riporta, secondo me sbagliava.
    Però, detto questo, in Valle d’Aosta c’è un fattore in più, molto più grave che un semplice “invito” all’astensione. Lei sarà consapevole che l’oligarchia al potere nella nostra regione, controllando la quasi totalità dell’economia, fa una polticia basata sullo scambio clientelare, sull’intimidazione (o le… lusinghe) e sulla ritorsione nei confronti di chi manifesta opinioni politiche di opposizione.
    Moltissimi valdostani si sono trasformati da cittadini a sudditi, e non osano manifestare le loro idee per paura. Una paura concreta: di perdere privilegi, posti di lavoro, consulenze, appalti, ecc.
    Perciò, l'”invito” dell’UV a non andare a votare, ripetuto dai pappagalli dei partiti satelliti (Fédération Autonomiste e Stella Alpina) non è un semplice invito. E’ un mezzo per controllare il voto degli elettori. Chi andrà a votare sarà segnato sul libro nero dei dittatorelli di provincia che ci governano. Se gli elettori valdostani fossero nelle condizioni di decidere liberamente, anche la scelta di astenersi dal voto sarebbe certamente rispettabile. Ma non viviamo in una democrazia effettiva. Non basta avere la libertà di voto per essere liberi. Bisogna poter usufruire di questo diritto fondamentale senza essere minacciati di ritorsioni.
    Ecco perché penso che nel nostro caso l’invito all’astensione sia da condannare fermamente. Spero che i valdostani abbiano un moto d’orgoglio (e di coraggio) e dimostrino di voler pensare con la propria testa.

  3. Pingback: Smascherati (4): Ferraris, ultimo atto. « Il blog di Vincenzo Calì

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