Dopo il successo delle primarie, il Partito Democratico sostiene i referendum del 18 novembre

Si è conclusa l’avventura della Margherita. Adesso siamo tutti nel Partito Democratico, senza distinzioni rispetto alle provenienze. La larghissima partecipazione di domenica alle primarie ha dimostrato che il partito nuovo non è la prosecuzione dei Ds con altro nome, neppure in Valle d’Aosta. Sono venute a votare, sopportando una fila che in alcuni momenti raggiungeva i trenta minuti, tantissime persone che con i Ds nulla avevano a che fare. Quello che stiamo costituendo è davvero un partito del tutto nuovo, con potenzialità notevolissime. Possiamo superare il 15% alle prossime elezioni regionali, sconvolgendo il quadro politico.

Sono felice per il grande numero di cittadini (827) che hanno votato per la lista che mi vedeva candidato con Silvia Nicco, Luciano Boccazzi e Lucia Arado (“Con Veltroni. Ambiente, Innovazione, Lavoro”), e per il numero ancora più grande (1263) di coloro che hanno dato fiducia alla lista “Con Donzel per la Valle d’Aosta”, capeggiata da un’entusiasta Carmela Fontana. I cittadini hanno capito che le liste davvero innovative, quelle che mescolavano la Margherita con i Ds e davano largo spazio alla società civile, erano le nostre. Un risultato per qualcuno sorprendente, che premia il lavoro di chi ha creduto di più nel Partito Democratico. La Margherita ha svolto il ruolo importante di avvicinare al processo costituente persone di riconosciuta onestà e competenza come Giulio Cappa e Giovanna Zanchi. Con la loro elezione, e con quella di un intellettuale stimato come Lorenzo Gillo, che si è conquistato il suo posto nell’assemblea costituente con le sole sue forze e senza apparati organizzativi alle spalle, il Partito Democratico è più ricco: di idee, di entusiasmo, di aria nuova.

La vittoria di Raimondo Donzel, ottenuta malgrado le truppe cammellate inviate da un importante partito regionale per inquinare il voto, è di grande importanza per la vittoria dei referendum e per l’Alleanza di chi si propone di rivoluzionare il sistema politico valdostano, per liberare i cittadini della nostra regione da un regime liberticida, responsabile del gravissimo declino della società valdostana.

Comizio per referendum propositivo 18 novembre a Chambave 

Adesso il Partito Democratico è impegnato, in alleanza con tutte le energie positive della regione (anche nel campo del centrodestra), nella decisiva battaglia per il raggiungimento del quorum ai referendum del 18 novembre. Andiamo a votare in massa, per dimostrare ai dittatorelli di provincia che ci malgovernano che non abbiamo paura di loro, e siamo determinati a mandarli finalmente a casa.

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3 pensieri su “Dopo il successo delle primarie, il Partito Democratico sostiene i referendum del 18 novembre

  1. I quesiti referendari stanno quasi passando in secondo piano e il vero problema è diventato quello del raggiungimento del quorum. Io temo che molta gente, in particolare nei paesi, non andrà a votare non perché abbia scelto di non votare, ma perché impaurita o intimidita. Le voci che verranno fatte circolare saranno infatti: “è una sporca manovra contro noi valdostani, vogliono far fuori l’UV (UV = valdostani)”, approfittando così, se non altro, dell’ingenuità di tante persone. Presso questo tipo di elettorato, da sempre “abbandonato” dai partiti tradizionali nelle mani dell’UV, l’unica speranza è che possano incidere le voci dissidenti di RV e di VdA Vive. Tu cosa ne pensi? Ti sembra che il raggiungimento del quorum possa essere a portata di mano?

  2. In tempi normali (cioè prima del 10 aprile 2006, vittoria di Perrin contro Rollandin) non ci sarebbe stata storia. Gli elettori valdostani, nella consapevolezza che gli unionisti fossero saldamente al potere, avrebbero sicuramente ubbidito agli ordini.
    Oggi, però, stiamo vivendo una fase di grande trasformazione. La voce del dissenso nei confronti di questo regime illiberale e clamorosamente inefficiente, responsabile del grave declino della nostra regione, si sta diffondendo sempre di più, anche se in molti casi sottovoce. Ci sono stati segnali molto eloquenti, che lasciano sperare in una vittoria il 18 novembre. Dapprima la raccolta delle firme, che ha toccato livelli insperati e in tempi record. Più recentemente, la notevole partecipazione alle primarie del Partito Democratico. Nessuno se l’aspettava alla vigilia, e questo fa capire come la voglia di partecipazione covi sotto la cenere… Credo che il 18 novembre avremo una bella sorpresa.

  3. Ma perche’ tra i quesiti referendari non si poteva mettere anche la questione del CONFLITTO DI INTERESSE?
    Gia’ passato di moda e dimenticato?

    Mah…. sono scettico con queste iniziative….

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