Referendum: rivoluzione dolce

Non si può dire che sia mancata l’informazione su questi referendum. L’Uv e codazzo avrebbero voluto mettere il silenziatore alla campagna, ma hanno ottenuto l’effetto contrario. L’impressione è che l’evento sia molto sentito da tutta la popolazione. Se ne parla a casa, nei bar, nelle piazze, a scuola (strano)… Vincerà la paura di ritorsioni o l’orgoglio della libertà? L’arroganza della casta o la rivoluzione dolce condotta dai cittadini?
Domattina andiamo a votare presto, prima delle undici…

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2 pensieri su “Referendum: rivoluzione dolce

  1. Col senno di poi , ma non solo : parlare dei referendum è un conto , indubbio , ma che le persone capiscano e superino la pigrizia per andare a votare è un altro , altrettanto indubbio .

  2. Pingback: Mi fanno secco « Il blog di Vincenzo Calì

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