Emilio Fede

Qualche giorno fa qualcuno ha scritto una lettera alla Stampa in cui si chiedeva se Piero Ferraris fosse l’Emilio Fede dell’Uv. Propongo un sondaggio.

Oggi il nostro prode in Consiglio regionale ha sputato veleno sul Pd, di cui dice di voler continuare a far parte, e soprattutto su Donzel, da lui descritto come un principiante che “sta studiando da segretario”, di cui lui, bontà sua, non chiede le dimissioni, solo perché “è stato appena eletto”.

L’intento è evidente: distruggere il Pd valdostano nella culla, per la gioia dell’Uv.

Propongo al segretario e all’Assemblea costituente di dichiarare Piero Ferraris fuori dal Pd.
Noi stiamo costruendo un partito pulito, che dia nuova speranza ai valdostani. Il Pd è un partito aperto, ma non proprio a tutti. Per farne parte si è tenuti a rispettare una disciplina e a comportarsi secondo regole etiche condivise. Ferraris vada per la sua strada, nessuno lo rimpiangerà.

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7 pensieri su “Emilio Fede

  1. Sono pienamente d’accordo. E sicuramente non è il solo, anzi. I risultati deludenti del referendum in Aosta città qualche spiegazione dovranno pur averla. Si rischia, a mio avviso, di aver parlato tanto di un partito nuovo e di ritrovarsi al punto di prima a causa dell’incapacità degli exDS di risolvere una volta per tutte i loro problemi interni. Non si può parlare di un partito nuovo quando una parte di esso continua e vuol continuare a seguire la strada di prima.
    60 votanti qui a Rhemes-Saint-Georges (grosso modo in linea con la media regionale). Incredibile!

  2. che delusione vedere la foto di Donzel attorniato dagli unionisti del nuovo (?) PD con sullo sfondo il logo del partito! Tanto rumore per nulla.

  3. Capisco la tua delusione. Ma quel gruppo è ereditato dal PD. Arriva da vicende passate. Prova ad aspettare le cose che nascono adesso, per dare un giudizio definitivo.

  4. Lo so, decisioni che dovevano essere prese a suo tempo e che non sono mai state prese, e così Donzel e il PD hanno ereditato i problemi conseguenti e non hanno avuto il coraggio e la forza di tagliare la testa al toro. Decisioni che però si continuano a rimandare. Fino a quando? Fino a dopo le elezioni regionali dove ognuno correrà di nuovo da solo (o al limite con finte alleanze e finti programmi passe-partout), mani e piedi liberi per il dopo? Spero che non sia così. Staremo a vedere.

  5. A proposito di veleno sul PD, hai letto la lettera di un certo Dell’Aquila sulla Stampa di oggi? In luogo di guardare ai contenuti delle proposte referendarie il sopra nominato accusa il PD di avere svolto “il ruolo di ruota di scorta di Riccarand e Valleise, di Louvin e Perrin” ed esprime “dubbio e dissenso rispetto a queste scelte”. Non ti pare che stiamo ritornando al solito, squallido teatrino della politica? Non è questo un dissenso, anche se espresso a posteriori, analogo a quello di Ferraris e Fiou? Cosa ne pensi?

  6. Romano Dell’Aquila scrive ai giornali invece di venire a esprimere le sue posizioni nell’assemblea costituente del PD. Tra i lettori della Stampa, penserà, se ne può trovarne qualcuno che ignorando alcuni fatti si lasci ingannare dalle sue affermazioni palesemente false.
    Se avesse avuto il coraggio di venire a dire le cose che scrive nel luogo deputato, gli avremmo ricordato che la linea tenuta finora dal PD (sostegno all’alleanza autonomista progressista e ai referendum) è stata decisa dal 100% degli elettori delle primarie. Infatti entrambi i candidati a segretario, Donzel e Bich, avevano messo nero su bianco questa scelta nella loro dichiarazione d’intenti. Nessuno, né Dell’Aquila, né Ferraris, né Fiou, ha presentato ipotesi alternative. Sostenevano Bich, il quale sosteneva Alleanza a Referendum. Siccome avevo il sospetto che non fossero sinceri, e che se ne stessero quatti quatti nascosti dietro Bich pur pensandola im maniera diametralmente opposta, in campagna elettorale li avevo sfidati pubblicamente (anche nel corso di una trasmissione su Rete Saint Vincent) a dichiarare ufficialmente la loro vera posizione. Luca Tonino e Giuliana Ferrero (scandalizzati dal mio ardire) in trasmissione mi risposero a nome loro, dicendo che se avevano firmato la dichiarazione d’intenti di Bich, era ovvio che la pensassero come lui su quei temi. Mi dissero anche di essere scaduto nei pettegolezzi (!?!)
    A me non sembravano questioni di corna, ma tant’è…
    Oggi abbiamo la dimostrazione che avevo visto giusto. Non hanno avuto il coraggio di presentare trasparentemente le loro opinioni e di sottoporle al giudizio degli elettori delle primarie perché sapevano che sarebbero andati incontro a una magrissima figura. Oggi, perciò, dovrebbero mantenere un dignitoso silenzio. Nient’affatto. Inorgogliti dai complimenti del loro riferimento politico Caveri, che li qualifica come autentici galantuomini, escono allo scoperto, ma sempre evitando il contraddittorio.
    Dell’Aquila cita Veltroni, per dare maggiore importanza alle sue debolissime argomentazioni. Anche oggi a Saint Vincent, Veltroni ha ribadito che l’obiettivo del PD è un bipolarismo maturo. Non ha affatto rinnegato il bipolarismo, ma solo il bipolarismo coatto di questi anni, che costringeva ad alleanze litigiose. Vuole un bipolarismo basato su due grandi partiti, uno di centrosinistra e uno di centrodestra, che si fronteggiano lealmente sulla base di programmi e non di contrapposizioni ideologiche. Ha rigettato nettamente ogni ipotesi di ritorno all’indietro, al sistema puramente proporzionale della prima repubblica. Il sistema tedesco è soltanto un’ipotesi di partenza per arrivare a una riforma non solo elettorale, ma anche istituzionale, che garantisca il risultato che ci si attende (un bipolarismo maturo, appunto).
    Perseguire questi obiettivi del PD e di Veltroni in Valle d’Aosta, contrariamente a quanto afferma Dell’Aquila, significa il superamento dell’attuale sistema, per arrivare a un bipolarismo che consenta l’alternanza di governo ed impedisca a una forza di centro come l’UV di perpetuare il suo potere senza possibilità di alternativa. Perciò il PD, come gli è stato richiesto a gran voce da 3500 cittadini elettori, è e sarà schierato unanimemente (così ha votato l’assemblea costituente) per il rinnovamento della politica valdostana nel senso indicato da Veltroni. Non è e non sarà mai dalla parte di chi vuole mantenere lo status quo, condannando la nostra regione al un declino economico, sociale e culturale che senza una vera svolta rischia di divenire inarrestabile.

  7. Credo però che l’opinione pubblica sia un po’ disorientata in questo momento. Non sarebbe necessario in qualche modo chiarire queste cose di fronte all’opinione pubblica? Ad es. disorienta anche la scelta del PD, che a suo tempo ha dichiarato di essere a chiare lettere, come dici tu, per l’alleanza autonomista e progressista e poi benedice il gruppo consiliare di Aosta proUV. In proposito avevo scritto le stesse cose che ho scritto qui sul blog di Donzel, il quale, invece di darmi un minimo di giustificazione (in ogni caso non è a me che dovrebbe darla, ma all’opinione pubblica e soprattutto a chi è andato a votare per le primarie pensando che la scelta di campo – AAP – non fossero parole al vento), come hai fatto tu, mi ha gentilmente non risposto in politichese, in pratica mi dice di stare zitto.

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