Dell’Aquila in volo pindarico

Romano Dell’Aquila scrive ai giornali invece di venire a esprimere le sue posizioni nell’assemblea costituente del PD. Ieri c’era una sua lettera sulla Stampa, tra i cui lettori, avrà pensato, se ne può trovare qualcuno che ignorando alcuni fatti si lasci ingannare dalle sue affermazioni palesemente false.
Se avesse avuto il coraggio di venire a dire le cose che scrive nel luogo deputato, gli avremmo ricordato che la linea tenuta finora dal PD (sostegno all’alleanza autonomista progressista e ai referendum) è stata decisa dal 100% degli elettori delle primarie. Infatti entrambi i candidati a segretario, Donzel e Bich, avevano messo nero su bianco questa scelta nella loro dichiarazione d’intenti. Nessuno, né Dell’Aquila, né Ferraris, né Fiou, ha presentato ipotesi alternative. Sostenevano Bich, il quale sosteneva Alleanza a Referendum. Siccome avevo il sospetto che non fossero sinceri, e che se ne stessero quatti quatti nascosti dietro Bich pur pensandola im maniera diametralmente opposta, in campagna elettorale li avevo sfidati pubblicamente (anche nel corso di una trasmissione su Rete Saint Vincent) a dichiarare ufficialmente la loro vera posizione. Luca Tonino e Giuliana Ferrero (scandalizzati dal mio ardire) in trasmissione mi risposero a nome loro, dicendo che se i due consiglieri regionali avevano firmato la dichiarazione d’intenti di Bich, era ovvio che la pensassero come lui su quei temi. Mi dissero anche di essere scaduto nei pettegolezzi (!?!) (A me non sembravano questioni di corna, ma tant’è…)
In questi giorni abbiamo la dimostrazione che avevo visto giusto. Non hanno avuto il coraggio di presentare trasparentemente le loro opinioni e di sottoporle al giudizio degli elettori delle primarie perché sapevano che sarebbero andati incontro a una magrissima figura. Oggi, perciò, dovrebbero mantenere un dignitoso silenzio. Nient’affatto. Inorgogliti dai complimenti del loro riferimento politico Caveri, che li qualifica come autentici galantuomini, escono allo scoperto, ma sempre evitando il contraddittorio.
Dell’Aquila cita Veltroni, per dare maggiore importanza alle sue debolissime argomentazioni. Lo fa del tutto a sproposito. Anche ieri a Saint Vincent nel convegno organizzato dalla Fondazione Donat-Cattin, Veltroni ha ribadito che l’obiettivo del PD è un bipolarismo maturo. Non ha per nulla rinnegato il bipolarismo, ma solo quello coatto di questi anni, che costringeva ad alleanze litigiose. Vuole un bipolarismo imperniato su due grandi partiti, uno di centrosinistra e uno di centrodestra, che si fronteggiano lealmente sulla base di programmi e non di contrapposizioni ideologiche. Ha rigettato nettamente ed esplicitamente ogni ipotesi di ritorno all’indietro, al sistema puramente proporzionale della prima repubblica, del quale ha denunciato i gravissimi guasti prodotti (debito pubblico alle stelle e sistema bloccato). Il sistema elettorale tedesco è soltanto un’ipotesi di partenza per arrivare a una riforma non solo elettorale, ma anche istituzionale, che garantisca il risultato che ci si attende (un bipolarismo maturo, appunto).
Perseguire questi obiettivi del PD e di Veltroni in Valle d’Aosta, contrariamente a quanto afferma Dell’Aquila, significa il superamento dell’attuale sistema, per arrivare a un bipolarismo che consenta l’alternanza di governo ed impedisca a una forza di centro come l’UV di perpetuare il suo potere senza possibilità di alternativa. Perciò il Partito Democratico, come è stato richiesto a gran voce da 3500 cittadini elettori, è e sarà schierato unanimemente (così ha votato l’assemblea costituente) per il rinnovamento della politica valdostana nel senso indicato da Veltroni. Non è e non sarà dalla parte di chi vuole mantenere lo status quo per sostenere l’attuale regime, perché ciò significherebbe condannare la nostra regione a un declino economico, sociale e culturale che senza una vera svolta rischia di divenire inarrestabile.

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5 pensieri su “Dell’Aquila in volo pindarico

  1. a proposito di un bipolarismo maturo, io vedo bene, qui in VDA, il tentativo di Eddy Ottoz, che mi pare sincero, di costruire l’altro polo, rispetto a quello del PD. Chiamamolo polo liberale (e ovviamente democratico). Tu cosa ne pensi?

  2. Boh ! Ci sono i problemi da risolvere e questi vengono prima del tipo di schieramenti che si possono ipotizzare per risolverli . Inoltre in regione c’è l’anomalia del partito più grosso , tanto criticabile quanto solo relativamente inquadrabile in logiche valide sul territorio nazionale . Purtroppo questo partitone attira chi privilegia l’essere sotto l’ala del potente : sa , fa , fi e parte dei pd pensano solo a lui , anche se non possono tutti e 4 servirlo in contemporanea . Ma la volontà servile c’è e questa volontà è gratificata da troppi voti in valle . Il bipolarismo in valle è poco ipotizzabile , uv regnante , perchè l’alternanza si ridurrebbe al solo cambio dei comprimari del leone .

  3. Io invece credo sia possibile arrivare al bipolarismo anche in Valle, e la mossa di Ottoz è un segnale importante in questa direzione.

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