La casta alla valdostana

Il presidente Caveri, nel suo discorso in Consiglio regionale post referendum, si è comportato in modo che a molti è parso infantile. In certi momenti (ad esempio quando mimava grottescamente i “cattivi” che affollano le sue fantasie) si è esibito in atteggiamenti giullareschi non certo consoni a un presidente-prefetto. Verrebbe da dire: poveri noi, in che mani siamo. Ieri l’assessore Marguerettaz, anche lui in Consiglio regionale (luogo che evidentemente ispira le affermazioni più fantasiose) ha negato che la politica regionale sia luogo di politiche clientelari (le giudica “fantomatiche”) e provvedimenti “ad personam” (li considera “falsità”). Incredibile.
I più illustri (si fa sempre per dire) tra gli appartenenti alla casta valdostana paiono irrimediabilmente chiusi nel loro mondo piccolo piccolo, e non possiedono neppure un briciolo di capacità autocritica. Ricordano i mafiosi che negano l’esistenza della mafia. Non è possibile redimerli. Il guaio è che sono anche governanti incapaci. Non hanno idee, e quando le hanno sono disastrose (vedi ospedale, aeroporto, discarica, funivia in centro città…). Che le regionali ce la mandino buona.

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3 pensieri su “La casta alla valdostana

  1. A proposito di regionali. Con la legge elettorale votata in Consiglio (30/35 ci hanno ripetuto per mesi) per perpetuare il regime (con relativo codazzo), sembra già tutto scritto. L’unico ? sembrano i nomi dei 35. Suppongo che a parte il gruppo dell’eventuale 51%, tutti gli altri aspettino il dopo per esprimersi chiaramente. Elezioni al buio come da tradizione?

  2. C’entra poco con l’argomento della discussione , ma il parere di vincenzo potrebbe illuminare me e altri curiosi delle peripezie del galletto . Le dichiarazioni dei verdi indicano un malessere di chi ha vinto le elezioni lo scorso anno . L’Arcobaleno vorrebbe la lista unica , il mio naso mi dice che VdVive ci starebbe , mentre Renouveau e Pd …. Puoi dire qualcosa ? Si legge pure di un Pd ammorbidito verso l ‘ UV , come l’astensione sul bilancio potrebbe confermare .

  3. Più che malessere, c’è una pausa di riflessione sulla strategia migliore per affrontare le prossime elezioni. Io lavorerò affinché il PD sia il soggetto fondamentale di una proposta di governo credibile. Una proposta che si collochi nello schieramento alternativo al sistema di potere unionista. Come presentarsi alle elezioni, con quante liste, con quali alleanze ecc. è una questione “tecnica”, nel senso che dovremo studiare la soluzione che ci assicuri il risultato migliore possibile nelle condizioni date. La soluzione “Galletto” appare ormai logorata, ma resta la volontà di proporre agli elettori uno schieramento innovatore.
    Non ho parlato con Sandri e Fontana in questi giorni, quindi non conosco ancora le motivazioni dell’astensione, ma tenderei ad escludere strani cambiamenti di strategia.

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