Falsa testimonianza

L’assessore Antonio Fosson detto Tonino è cattolico praticante. Conosce i comandamenti. Io non così bene. Non sono sicuro, ad esempio, dell’esatta formulazione di quello che intima di non mentire. “Non dire falsa testimonianza,”, mi pare di ricordare dalle lezioni di catechismo di quasi quarant’anni fa.
Eppure…
Eppure trovo sulla Vallée del 5 gennaio questa dichiarazione dell’assessore: “I referendum (…) hanno messo in evidenza che circa l’85% della popolazione non desidera un nuovo nosocomio contro un 15% che lo vorrebbe. Si tratta di un segnale lampante che nessuno può negare e che noi non possiamo ignorare”.
L’unica cosa lampante, mi pare, è la disonestà intellettuale di chi fa un’affermazione così.
Infatti il risultato del referendum è stato questo: ha votato il 27,16% degli aventi diritto, al dissotto del quorum del 45% previsto dalla legge, per cui il referendum non è stato valido. Il risultato non ha avuto effetto legale.
Politicamente, le uniche conclusioni oneste che si possono trarre sono le seguenti.
Tra le persone che sono andate a votare, il 63,56% ha votato a favore del nuovo “nosocomio”. Cioè, tra le persone che hanno espresso la loro opinione, una buona maggioranza ha accolto la proposta referendaria.
Del 72,84% degli aventi diritto che non si sono recati alle urne, nulla si può sapere. Chi non ha votato non ha espresso nessun parere, per cui non potremo mai sapere come la pensava.
Il buon Tonino, invece, ci informa che tutti, ma proprio tutti, la pensano esattamente come lui.
Una evidente menzogna. Un peccato.
Una lampante trasgressione dell’ottavo comandamento. Ma con una bella confessione, e la comunione domenicale, la sua coscienza è più pulita che mai…

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10 pensieri su “Falsa testimonianza

  1. ci sono, se non erro, addirittura un paio di sentenze della Corte costituzionale le quali affermano chiaramente che il non voto (proposto da chicchessia) e l’astensione, fisiologica o meno, non possono MAI essere equiparate ad un NO al referendum proposto. Questa era la logica dell’astensione (e relativo quorum) nella mente degli estensori della Costituzione, non certo l’uso (o meglio l’abuso) che se ne sta facendo, VDA in prima fila, come ha dimostrato il recente referendum, e nel modo più spregiudicato e sfrontato, per non dire vergognoso.
    Per quanto concerne l’ottavo comandamento, probabilmente Fosson, conoscendo senz’altro meglio di me e forse anche di te le Scritture, ha in mente, quando parla, il suo significato originale, che si riferiva alla “testimonianza” in giudizio, e non alla sua versione o interpretazione banalizzata del catechismo cattolico che ci hanno insegnato da piccoli, cioè “non raccontare le bugie alla mamma (o a chi per essa)”. Solo così mi spiego le sue affermazioni e probabilmente non avrà neanche bisogno di andare a confessarsi.
    A proposito di rispetto di comandamenti (diciamo il settimo), hai letto il simpatico articolo di Brédy (ovviamente dirigente regionale) sulla questione morale nel Mouvement? Vogliamo candidati non dico “puliti”, ma che non abbiano peccato troppo, come Rollandin. Chissà dove sarà il confine. O probabilmente si vuol tagliar fuori solo Rollandin, ma non altri che hanno sì peccato, ma non troppo? Staremo a vedere.

  2. Questa idea che facendo fuori Rollandin si risolve la questione morale valdostana è una mistificazione che viene da lontano. La sostenevano persino i Verdi nei primi anni Novanta, quando andarono al governo con l’Uv. E’ una mistificazione pericolosa, perché finisce per nascondere il marcio diffuso della politica valdostana.
    In Valle d’Aosta il malaffare è abituale e connota un intero sistema.
    Da queste parti, non c’è una semplice “commistione” tra politica e affari: per i partiti al governo la politica “coincide” con gli affari dei vari clan che si spartiscono il potere (poltrone istituzionali e posti di sottogoverno). Rollandin è solo il capo carismatico di uno di questi clan. Ma gli altri non sono da meno.

  3. Quando una società è malata di cancro, come lo era l’Italia della cosiddetta prima repubblica (occupazione del potere, istituzionale e non, da parte della DC e relativi alleati), e come lo è la VDA oggi (stessa identica cosa da parte dell’UV), l’unico vero rimedio è estirpare il cancro e modificare il quadro istituzionale (le regole) che hanno consentito il prodursi di tale malattia. Cosa ne pensi?

  4. Vero. Ci abbiamo provato con i referendum, che però non avrebbero risolto tutti i problemi.
    Bisogna incidere sui meccanismi usati dalla politica per controllare la società. Togliere, o limitare, i poteri di nomina nei consigli di amministrazione, rendere oggettive le scelte dei professionisti nei vari campi, ecc.

  5. Leggendo su La Stampa le vicende di Mastella e compagnia (in due parole: occupazione totale del potere in Campania da parte del potente di “turno”, forse non a caso democristiano e sedicente cristiano come Fosson), mi è sembrato di vedere una situazione del tutto analoga a quella che c’è in questa piccola provincia, il cui capoluogo, pardon, la cui capitale, è Aosta. E di vedere una popolazione in fin dei conti servile (da “servo”), come qui, dove alcuni artigiani, rei di avere firmato una letterina di protesta, vanno poi a chiedere scusa e quasi a piangere (fonte di stampa) dal “padrone” (in questo caso rappresentato da un fido dirigente) per aver osato tanto! Che te ne pare?

  6. Non conosco l’episodio degli artigiani cui ti riferisci.

    Riguardo a Mastella: come è stato messo in luce da molti commentatori, ciò che colpisce è la solidarietà manifestata all’ex ministro da parte della “casta” quasi al completo. E’ la conferma che Mastella è solo la manifestazione più folcoristica e sfrontata (lui non ha mai negato di intendere la politica in quel modo) di una pratica diffusa tra tutti i partiti.

    Troppi politici trovano normale che a decidere chi fa il primario non siano i meriti scientifici, ma le parentele e le fedeltà politiche. Trovano naturale il clientelismo sfrenato. Considerano lecito qualsiasi mercanteggiamento.

    Non so se ne usciremo. Dobbiamo provarci, però.
    A partire dalla Valle d’Aosta, dove il cancro è in fase ancora più avanzata che altrove.
    A livello nazionale, perlomeno, ci sono giornali che possono permettersi di denunciare questo stato di cose. C’è qualcuno che si indigna pubblicamente.
    Qui, invece, l’informazione è quasi del tutto controllata, e i pochi spazi di libertà di stampa, in certi momenti, sembrano rispondere a logiche poco trasparenti. E buona parte della popolazione pare in catalessi, quando non complice.

    Dobbiamo aggrapparci alla grande vittoria del Galletto nel 2006.

    Partire da lì, per provare a immaginare una nuova liberazione dalla partitocrazia, che qui in Valle si manifesta non in lotta di spartizione tra partiti ma (peggio) tra clan senza neppure una parvenza di ideale, puri comitati d’affari alla conquista ad ogni costo del potere fine se stesso, a fini di arricchimento personale grazie al saccheggio di denaro pubblico.

  7. Ma non facciamo il moralisti del tubo!!!
    Secondo me ha ragione Fosson: io come molti altri non sono andato a votare perché NON VOGLIO un altro sperpero di soldi pubblici nell’avvio di un nuovo cantiere alla ricerca dell’ospedale dei sogni… E il referendum è stato l’ennesimo sperpero!!! In Italia pur di essere coerenti con le proprie idee e linee politiche si perde di vista l’evidenza della realtà.

  8. Lei avrebbe dovuto rispettare le opinioni diverse dalla sua, accettare il confronto democratico e andare a votare.

    In quanto allo sperpero di soldi pubblici, non è bene informato. L’ampliamento a est, oltre a essere una follia dal punto di vista urbanistico e architettonico (si legga i miei post a tal proposito), costerebbe molto di più di un ospedale nuovo, come è stato dimostrato conti alla mano. Dico “costerebbe” perché se vinceremo le elezioni regionali quel progetto assurdo non sarà realizzato.

  9. Pingback: 30.000 « Il blog di Vincenzo Calì

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