Il Progetto dei furbetti

Grande partecipazione di pubblico a Gressan per la conferenza di Paul Connet organizzata dal Partito Democratico, a dimostrazione che l’argomento “inceneritore” interessa molto i valdostani.
Diventa più difficile per gli oligarchi locali, i furbetti delle Alpi, mettere il silenziatore alla questione. Ora saranno costretti a venire allo scoperto.
In questi giorni abbiamo capito che la decisione di costruire l’inceneritore a Brissogne è già stata presa, anche se non si sa da chi e quando. Di sicuro della decisione non è informato il Consiglio regionale. E non lo è, ovviamente, l’opinione pubblica.
Chi l’ha deciso, comunque, ha già un progetto su dove costruirlo, sulle modalità di utilizzazione e, possiamo scommetterci, sulle modalità di gestione. Ma la Giunta finge che questa decisione non ci sia. Finge di studiare il problema, e di analizzare tutte le possibili alternative. Si affida a costosissime consulenze, affidate a tecnici che lavorano e hanno interessi nel campo della costruzione degli inceneritori. Fingerà anche di confrontarsi con la popolazione. Ma, ripeto, qualcuno ha già deciso. Non certo sulla base delle esigenze della collettività.
La decisione è questa: si costruirà un inceneritore a Brissogne, a fianco dell’attuale discarica.
L’intenzione dei furbetti è di comunicarcelo dopo le elezioni regionali. Se lo facessero prima, chissà, qualche elettore potrebbe anche arrabbiarsi…

I furbetti delle Alpi che hanno deciso di costruire l’inceneritore (magari nel corso di una cena riservata) sanno benissimo che non è economicamente sostenibile. La quantità di rifiuti prodotta in Valle ogni anno è del tutto insufficiente a giustificarne la costruzione. Sanno che è economicamente insostenibile per le casse pubbliche, ma sanno anche che è un affare colossale per chi lo gestirà.

Perciò hanno pensato alla strategia per rendercelo digeribile.

 Si sono inventati la necessità di smantellare l’attuale discarica. Dicono che nell’inceneritore bruceranno anche tutti i rifiuti della discarica da smantellare. In questo modo la quantità di rifiuti da bruciare aumenta, fino a diventare sufficiente a giustificare la costruzione dell’inceneritore.

Ma Paul Connet, su precisa domanda di un partecipante alla serata di Gressan, ha detto di non aver mai sentito né visto nulla di simile. Cavare la discarica per bruciarne i rifiuti nell’inceneritore sarebbe un’operazione estremamente pericolosa, delicata e quindi anche costosissima. Prima di poterlo fare, bisognerebbe trattare la discarica per liberarne i gas, e questo richiederebbe alcuni anni (almeno tre). Poi bisognerebbe scompattare i rifiuti, differenziarli, verificare che non ce ne siano di nocivi o pericolosi. Infine, bruciare la parte più adatta nell’inceneritore. Ma è pura teoria, in quanto, appunto, non esistono precedenti.
A questo proposito la propaganda dei tecnici assoldati dalla Regione cita alcune discariche smantellate, come a Modena e a Pero (doveva passare la linea della TAV proprio lì). Ma in quei casi, i rifiuti delle discariche sono stati semplicemente trasportati altrove, non bruciati in inceneritori.

Abbiamo imparato anche altro. Per esempio che il compattatore di Brissogne (l’attuale discarica) riduce il volume dei rifiuti a un ottavo di quello originario, grazie appunto al compattamento. E questo rapporto si riduce ancora per effetto della macerazione dopo un certo tempo. Ebbene, l’inceneritore riduce il volume dei rifiuti a un decimo di quello originario. Non c’è una grande differenza… La costruzione dell’inceneritore porterebbe un vantaggio minimo in quanto a riduzione dei volumi.

(Tralasciamo volutamente la questione inquinamento. Ai furbetti non interessa).

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4 pensieri su “Il Progetto dei furbetti

  1. Non ero presente a gressan, ma quanto mi dici non mi stupisce per niente. Nel caso specifico l’unico intoppo poteva essere l’opposizione del sindaco di Brissogne, ma tra fratelli può non essere difficile mettersi d’accordo (a suo tempo, per la discarica e lo svincolo autostradale era stato un po’ meno facile…).
    E’ proprio un periodo in cui tutti i furbetti, locali e non, vengono a galla. Meno male.
    Ed Emily Rini che si illudeva (?) di mettere in piedi dei “foyer” in cui i soliti politici non ci mettessero il becco (mi attengo alle dichiarazioni ufficiali)!Come infatti ben sai e come dimostra anche la storia dell’inceneritore, c’è sempre una storia ufficiale, costituita da documenti, ed un’altra storia, più vera di quella ufficiale, che solo i muri conoscono (idem per la giustizia e la “verità giudiziaria”).
    (Tra parentesi, l’ing. Luciano Ziviani, aostano, mio compagno di liceo e di università, progettista di tutti gli impianti di depurazione acque costruiti in VDA, è l’unico esperto in materia esistente in Italia?).

  2. Pingback: Quando il buon senso va in cenere « Il blog di Vincenzo Calì

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