Alessandro Camera e i veltroniani Doc

Nella riunione dell’Assemblea Costituente del Partito Democratico di lunedì sera qualcuno prendeva appunti.

Oggi, guarda caso, ci ritroviamo sulla Stampa un articolo di Alessandro Camera che stravolge completamente le risultanze della riunione. Solo il titolo, che di solito non compete all’articolista, è sostanzialmente corretto. L’articolo in sé, invece, contiene falsità e fantasie, che sembrerebbero ispirate da alcuni partecipanti all’Assemblea.
Scopriamo, ad esempio, che nella rappresentazione immaginifica del PD valdostano dipinta da Alessandro Camera esisterebbero i veltroniani doc. È allora giocoforza presupporre l’esistenza di veltroniani non doc e magari pure di antiveltroniani, e via inventando.

Tra questi ultimi, devo dedurne, ci sarei anch’io, che pure mi sono presentato alle primarie (e sono stato eletto) in una lista a sostegno di Veltroni. E ci sarebbe lo stesso Raimondo Donzel, che ha fatto lo stesso, e che lavora da mesi a stretto contatto con Goffredo Bettini, braccio destro di Veltroni, e con Veltroni stesso.

Scopriamo anche che durante l’Assemblea il sostegno più convinto all’Alleanza (riassunto da Camera, chissà sulla base di quali informazioni, con lo slogan “senza se e senza ma” che nessuno ha mai pronunciato), sarebbe arrivato da voci fuori dal coro.

Sorprendente affermazione, visto che si tratta della linea dettata da entrambi i candidati a segretario Bich e Donzel e votata dai 3500 elettori delle primarie. Ancora più sorprendente se si guarda al titolo dell’articolo, che recita: «Il PD ha scelto: “Faremo l’Alleanza”», con sottotitolo ancora più eloquente: «Unanimità sul documento per l’accordo con Arcobaleno, Vda Vive e Renouveau».

Ma allora questo benedetto coro, secondo Camera, che diavolo avrebbe detto?

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19 pensieri su “Alessandro Camera e i veltroniani Doc

  1. Ti esplicito la mia lettura dell’articolo: tu correggimi se sbaglio. A. Camera (ex-socialista o mi sbaglio?) è rimasto fermo ai suoi tempi e al suo modo di vedere la politica. Pubblica volentieri le lettere del suo amico Romano dell’Aquila. Personalmente ha sposato la tesi del “ni droite, ni gauche” cara all’Union, in cui il “centro” è spostato un po’ più a sinistra rispetto a quello dell’Union. Auspica pertanto che il PD corra da solo, in modo che, dopo le elezioni possa guardare sia a destra (UV) che a sinistra (forze varie), a seconda delle convenienze e dei risultati, prescindendo pertanto dai programmi. All’interno del PD valdostano altri (non so quanti) la pensano forse ancora come lui (politicamente, se non anagraficamente, hanno l’età della pensione per anzianità, ma non se ne voglione rendere conto); non hanno capito (o non vogliono capire), che il PD è altra cosa, non è una minestra riscaldata. Questi sono, secondo Camera, i veltroniani doc, in pratica quelli che vorrebbero che il PD si comportasse analogamente all’UV. Camera in sostanza attribuisce la sua idea del PD a quello che è di fatto il PD. O mi sbaglio? Personalmente può fare quel che vuole, per un giornalista è invece una grave distorsione dei fatti. Se invece avesse disgraziatamente ragione Camera e il PD diventasse quanto da lui auspicato, beh!, lasciamo perdere!
    p.s. prendere appunti è un’arte!

  2. Ecco, ciò che mi ha indispettito è proprio il fatto che l’articolo dipinge il PD valdostano con gli schemi odiosi della politica più deteriore.
    Mi dà fastidio perché la verità è un’altra. Nel partito ci sono tante persone nuove (e anche di precedente militanza nei Ds e nella Margherita) che stanno facendo politica con spirito di servizio, passione e dedizione. Questa è la maggioranza del partito, e sta lavorando per non deludere le aspettative degli elettori delle primarie.
    L’impegno di tutte queste persone viene offeso dall’articolo di Camera, che dà spazio alle manovre torbide di “frange minoritarie del partito” (sono parole di Enrico Martinet) sconfitte nettamente alle primarie.
    La linea poltica comunque ormai è decisa, e queste manovre non la potranno cambiare.

  3. Credo che per poter scrivere alla rubrica “La posta dei lettori” del quotidiano La Stampa, necessiti fare parte anche qui di una certa “categoria”. Le facoltà che queste persone hanno con le proprie lettere di essere lette e di converso pubblicate, non sono più dovute a variabili, mirate alla prosa corretta, dedicate al caso o valutate come interessanti disquisizioni critiche. Ciò che Romano Dell’Aquila ha scritto in merito all’ormai ex ministro Mastella, che riguarda la “famiglia” ne è il segno tangibile.

    Tutto è ormai dovuto evidentemente alla suggestione che alcune persone hanno di poter disporre di un certo “feeling” con i lettori, suggestione scambiata purtroppo per autorevolezza e suggerita dal fatto di essere sempre e costantemente presenti ed in primo piano.

    Già…perchè poi è un bel problema non sapere riconoscere la differenza tra “Famiglia e potere secondo Mastella”. Ormai fra noi ci sono persone che reputano normale riconoscere il potere in alcune famiglie e a capire che di marito in moglie, di padre in figlio, di madre in figlia, di zio in nipote, ecc, ecc…questo rimane sempre agli stessi, portando malessere e scompiglio. Grazie Romano per le sue constatazioni…

    Ps. questa è una lettera che ho inviata a La Stampa e mai pubblicata.

  4. Per Bruno : non ci sono nullaosta preliminari , Camera non c’entra nulla di nulla con la pubblicazione delle lettere . Per Giorgio : nessuno avrebbe pubblicato il tuo scritto , totalmente fuori quadro .

  5. Io ho due lettere trasmesse e non pubblicate: le ho pubblicate su alcuni blog (alcune altre sono state pubblicate dopo sollecitazioni varie e comunque “fuori tempo massimo”).
    Riferisco inoltre quanto riferitomi da fonte attendibile: recentemente una lettera di artigiani in ordine alla famosa (fumosa) querelle che li coinvolge, non sarebbe stata pubblicata perché, sentita preliminarmente la Ippolito (“dirigente” regionale), questa non avrebbe rilasciato il proprio nullaosta.
    Per jaguar: dicendo “Camera” mi riferisco genericamente alla redazione della Stampa (al di là del nome singolo), dicendo “previo nullaosta” mi riferisco ad “ambienti” esterni alla redazione. E’ più chiaro?

  6. Beh , allora ci vorrebbe un dizionario ” secondo bruno ” … Inoltre : io penso che La Stampa se ne batta le molecole di quanto dice il Palazzo ( il che non esclude simpatie singole per il Palazzo ) .

  7. per jaguar:
    se allora Camera non c’entra nulla con la pubblicazione o meno delle lettere di Dell’Aquila, non ci sono nullaosta preliminari, nessuno avrebbe pubblicato lo scritto di Giorgio Bruscia perché fuori quadro, se La Stampa (suppongo la redazione di Aosta) se ne batte le molecole di quanto dice il Palazzo (il che non esclude simpatie singole), che cos’è che tu sai e che a me, ad es., sfugge? Non vorrei infatti aver fatto illazioni totalmente prive di fondamento.

  8. Un cordiale saluto anche a bruno courthoud che è in attesa come il sottoscritto di eventi nuovi ed edificanti…

    …e una richiesta a jaguar. Vorrei conoscere il significato di “fuori quadro”, riferito al mio scritto. Stante che la “Posta dei lettori” – lo dice la parola stessa – è il terminale ricettivo dei pensieri scritti di ogni tipo di lettore senza distinzione di sesso o censo. Propenderei piuttosto a pensare che la posta arrivando firmata, venga valutata e soppesata guardando la firma e dunque con tutte le variazioni del caso. Nel caso non arrivasse firmata, essa potrà essere usata a tempo debito a mò di timer con precisi intendimenti di genere…un saluto più che a jaguar… all’amico del giaguaro!

  9. Un ps.
    Vorrei ringraziare Vincenzo Calì che ancora ci onora della sua apprezzata presenza sul forum di Area Democratica. Questo Forum che è nato come area culturale è rimasto sempre sulla notizia e sulle vicissitudini del Partito Democratico dalla sua gestazione ad oggi. Si sta cercando di mantenerlo attivo come un riferimento critico di fatti e accadimenti politici valdostani.

  10. Illustre Giorgio , il tuo scritto è fuori quadro perchè , nella sostanza , solo aggressivamente polemico verso la testata potenziale tua ospitante . Se leggi lettere su qualunque giornale , non ne trovi una , dico una , con le caratteristiche della tua . Dell’Aquila scrive lettere brevi che sono più facilmente calabili nello spazio della rubrica e servono a stimolare repliche , ma a quanto lui espone , non a scagliarsi contro la testata . Fuori quadro . Per Bruno : non è che a te sfugga questo o quello : ognuno accalappia un! informazione qua e una là e col tempo si fa una relativa cultura in merito . Tu hai accalappiato meno su tale argomento , ovviamente perchè il fato ha deciso così .

  11. Ciao jaguar, ora sei più stato chiaro. Devo dirti che pure con te sono stato ugualmente polemico perchè, avevo capito a cosa miravi, ma volevo che tu lo scrivessi. E proprio per il fatto che la posta dei lettori – come avevo scritto precedentemente – essendo aperta a tutti, tu in pratica mi hai confermato che qui è stata operata una velata censura.

    Altro che fuori quadro! Non ho scritto insulti, nè parole equivoche, ho rispettato il tema di Dell’Aquila, e anzi ho fatto notare quanto il potere della famiglia, qui in Valle, sia molto praticato e in voga.
    Altro che polemica con la testata… è la testata che ha avuto delle remore nei miei confronti e nei confronti di tutti quei lettori che magari la pensano come il sottoscritto.

  12. No Giorgio , sbagli ancora . Nessun giornale pubblica attacchi al giornale stesso , se così acritici , perchè sono tali , e inoltre calati in un contesto duplice , la testata e Dell’Aquila , che oltretutto è sia lettore sia talora scrittore sul medesimo foglio . Hai fatto un relativo minestrone , trovo normale non pubblicarti , ma non puoi prendertela con tale testata : chiunque l’avrebbe fatto . Est modus in rebus , non parlare di censure .

  13. Dunque,
    facciamo un semplice ragionamento. Se io scrivessi alla “Posta dei lettori” tenendo fuori ogni tipo di critica, senza fare riferimenti a ciò che è stato scritto, o ai referenti doppiamente amici della testata, vuoi perchè lettori vuoi perchè anche scrittori, correrei il rischio di essere pubblicato? Bene, a questo punto, caro jaguar, per vedere pubblicata una lettera lo scrittore deve realizzarsi nella famosa “Aurea mediocritas” per raggiungere il fine ideale che è quello di trovare una misura in tutte le cose? Orazio dixit.

    Sappiamo che l’espressione “est modus in rebus”, oggi viene usata in senso ironico e sarcastico, in riferimento ad una persona che non ha particolari capacità e non risplende per apprezzabili doti intellettuali, ma ciò non toglie di fare una considerazione: che solo a queste condizioni si possono superare “certi ostacoli”!

  14. Giorgio , non è vero che La Stampa pubblica solo lettere evirate . Rispetta l’est modus in rebus che qualunque azione comporta e vedrai che La Stampa non ha nulla a che vedere con la Vallèe per quanto riguarda lo scrivere dei lettori . Se poi ti piace forzare la realtà per vestire i panni della vittima …

  15. No, no carissimo jaguar, per carità, lasciamo perdere la storia dei panni della vittima… Le mie sono considerazioni che sono state sollecitate dai tuoi commenti e dalle tue argomentazioni. Non voglio essere nè vittima nè carnefice.

  16. Pingback: Rollandin medaglia d’oro « Il blog di Vincenzo Calì

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