Dell’Aquila in volo pindarico (2)

Da un’ennesima lettera sulla Stampa di oggi, scopriamo finalmente che Romano Dell’Aquila, persona che nessuno ha mai visto a nessuna riunione del partito, sarebbe il portavoce di “chi ha ricevuto in Valle circa il 40 per cento dei consensi alle primarie del 14 ottobre scorso ed è rappresentato dal 50 per cento dei delegati valdostani nella Costituente nazionale del Pd“. Si fa forte di cotanto seguito per dare una parvenza di autorevolezza alla proposta che il PD valdostano si presenti da solo alle prossime elezioni regionali.

In questa operazione ci sono evidenti mistificazioni.

Dell’Aquila infatti finge di dimenticare che quel 40% di elettori alle primarie votò un candidato (Enrico Bich) che nella sua dichiarazione d’intenti affermava la necessità di sostenere l’alleanza con il Galletto, oltre che i referendum elettorali (anch’essi avversati poi da Dell’Aquila). Sostenere il Galletto era una scelta di campo, di alternativa al sistema di potere unionista, e quel 40% di elettori, esattamente come il restante 60%, ha votato questa scelta inequivocabile.

La seconda, evidente, mistificazione dell’autoproclamatosi portavoce, è nelle prime righe della lettera alla Stampa, dove Dell’Aquila riporta questa frase di un articolo di Enrico Martinet: «Nel Pd c’è una frangia minoritaria che vuole convincere il partito a presentarsi da solo…». Dell’Aquila la riporta per contestare l’affermazione che si tratti di frange minoritarie. Peccato che abbia censurato ciò che si nascondeva in quei tre puntini di sospensione. Infatti la frase completa di Martinet era questa: «Nel Pd c’è una frangia minoritaria che vuole convincere il partito a presentarsi solo per essere almeno la seconda forza del Consiglio e costringere il vincitore (sperando che sia l’Uv) a un’alleanza di governo».

Dell’Aquila confonde volontariamente le carte per nascondere la verità:  le frange minoritarie (hanno preso zero voti alle primarie) di cui lui è portavoce puntano all’inciucio con l’Uv. Vorrebbero ingannare gli elettori, come hanno già fatto alle primarie, nascondendo il vero, unico, obiettivo che hanno in testa: continuare a fare gli zerbini dell’Uv e continuare a sostenere questo regime corrotto e fallimentare.

Ma hanno perso, e si dovranno rassegnare. Il PD, a partire dal suo segretario Raimondo Donzel, è diretto da persone che non ingannano gli elettori delle primarie e vogliono assicurare ai valdostani, insieme con gli alleati che hanno sostenuto Nicco e Perrin alle politiche del 2006, un’alternativa al regime clientelare e corrotto imperniato sull’Uv, per rilanciare l’economia e ricostruire una società valdostana libera e culturalmente dinamica.

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4 pensieri su “Dell’Aquila in volo pindarico (2)

  1. Per me , un collaboratore di un giornale scrive articoli e non espone il suo ( secondo me poco illuminato ) pensiero nello spazio riservato ai lettori . E’ come se l’arbitro facesse anche il giocatore .

  2. «Guarda che oggi devo uscire presto, devo andare al seggio di via Martinet 9… Ma non si vota dalle 16? Sì rispondo io, ma è meglio cominciare ad organizzare qualcosa, e poi sai com’è…c’è sempre qualcosa da fare prima…» Questo colloquio avveniva tra me e la mia signora a tavola. Una tavola anticipatamente preparata per permettermi di uscire senza fare le solite corse per essere puntuale. Una mia pignoleria, una prerogativa personale a cui non voglio mai venire meno. Mi dovevo ritrovare nella ex sede della Margherita ora adibita a seggio Pd di Aosta centro-Collina.

    Alcune ore sono passate e molta gente si è fatta vedere. Ha ritirato l’attestato di fondatore, ha parlato a lungo anche con me, si è soffermata a commentare il quotidiano. Compagni vecchi che rinnovavano il rito senza ritirare “la tessera”, se la dimenticavano… altri che si sono ripresentati dopo anni di distacco volontario anche loro senza tessera, ma che ora pretendevano l’attestato di fondatore. Gente mai vista e gente conosciuta. Gente anziana che mi ricordava la sua vita di tribolazioni perché vessata da ingiustizie politiche fino alla discriminazione, ma anche giovanissima che entusiasta di quello che stava avvenendo si proponeva di fare anche di più e meglio.

    Ma di che cosa…chiedevo io a questi giovani, meglio di che? Meglio sicuramente di quella “frangia minoritaria” che sicuramente era intenta a cose meno impegnative o ad altre faccende affaccendata. Certo pensavo io, è molto più semplice strepitare, sussurrare, bisbigliare, o scrivere recriminando a proposito di frange minoritarie e compiangendosi e brontolando di vedere usata una terminologia non gradita. Si legge di frangia minoritaria e si disquisisce su percentuali di consenso tirate da tutte le parti come la famosa coperta. Si parla di costituente nazionale e non si vede che quel 50% dei delegati in Valle non è rappresentativo di una realtà concreta, ma virtuale.

    Fare anche di più?…Chiedevo io a quei giovani che dal famoso 14 ottobre scorso, non hanno mai smesso di tirare la carretta, che hanno contattato, organizzato, discusso in maniera irrituale, ma piena di entusiasmo, anteponendo al privato, la vita e lo sviluppo di questo partito. Altro che frange minoritarie, se tutti si adoprassero e si spendessero come fanno questi giovani, avremmo di che complimentarci per non avere più di queste contrapposizioni, di mantenimento ad oltranza di vecchi muri che i vari “signorotti” deposti dal loro scranno, continuano a frapporre quasi fosse il loro, uno sport quotidiano da assolvere con fredda determinazione.

    Uno sport che ha portato allo sfascio i vecchi partiti, uno sport che ha dato alla casta politica tutta quella diffidenza e negatività che la gente normale ha acquisito nei confronti dei professionisti della politica. Del resto è sufficiente andare a guardare anche questa volta i risultati sul territorio valdostano per vedere come in maniera costante, continua, ma inesorabile, le posizioni di dominanza sono ormai definitivamente compromesse e sgretolate a favore del segretario Raimondo Donzel. E con lui il nuovo Partito Democratico che come si evince appunto dai risultati, è nato non più ad immagine e somiglianza del vecchio … ma con il vigore, la forza e la voglia di lavorare di tutte le giovani vite.

    Non vogliamo più parlare il politichese di Dell’Aquila e dei suoi viciniori politici o presunti alleati, noi vogliamo fare… Credo che sia giunto ormai il momento.

    Ps. Chiedo scusa se il commento l’ho preso dal lato romantico. Ho cercato di esprimere alcune sensazioni, infine ho cercato di dire in maniera non politica come questo signore farebbe bene a darsi da fare per il bene di tutto il Pd, e non a presupporre che tutto gli sia dovuto. Se nel Pd c’è una frangia minoritaria, che vuole convincere il partito a presentarsi da solo, questa frangia ieri ha avuto un’ulteriore risposta di conferma: E’ sempre più minoritaria.

    http://areademocratic.mastertopforum.org/viewtopic.php?p=2301#2301

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