Vaffancaos

La scena hot del film Caos calmo, quella con Nanni Moretti che sodomizza Isabella Ferrari, induce più che altro al sorriso. Soprattutto nel momento in cui lui si tira giù i pantaloni.

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18 pensieri su “Vaffancaos

  1. nell’epoca dei barbari , dice Baricco, si va al cinema per la scena hot, non per vedere sul grande schermo un grande romanzo sul dolore e sul lutto; mi sembra comunque di capire che quel messaggio non è passato

  2. A me è piaciuta la prima parte, quella incentrata sulla panchina. Quella scena, nell’epoca dei barbari, il romanziere (prima dello sceneggiatore) l’ha prevista chissà perché. Non ci ho visto riflessioni sul dolore e sul lutto.

  3. perché sodomizza? Non ho letto il romanzo, magari lì si parla di sodomia, ma dalla scena del film così com’è non si può stabilire con certezza…
    a me il film cmq è piaciuto per intero tranne le chiappe di Moretti, quelle me le sarei risparmiate, ma in ogni caso non mi son sembrate un dettaglio così rilevante…

  4. E’ che il film dalla metà in poi mi ha lasciato perplesso (a parte il finale), e quella scena mi è sembrata inutile. Citandola, e provocando i commenti di chi il film l’ha apprezzato per intero, magari riesco a capirci qualcosa in più.

  5. se ricordo bene, nel libro la violenza è una sorta di rivalsa sulla donna che era stata salvata mentre la donna importante stava morendo da sola; oh sì che c’entrano il lutto e il dolore; intuisco dalle tue reazioni che il film non riesce a rendere quel senso

  6. In scia alle svariate e multicolori affermazioni a ridicole censure attinenti solo l’inciso del film, riporto qui quanto afferma il capogruppo Udc alla Camera, Luca Volonté.

    «Il tesoretto degli italiani, l’espropriazione forzata di Visco e Prodi, è in parte estesa ai movimenti gay. Altro che povertà delle famiglie: a Roma, nella Roma di Veltroni, si patrocinano i circoli gay nella loro campagna di iscrizione forzata alla lobby nelle scuole pubbliche statali. Barbara Pollastrini, Giuseppe Fioroni e Walter Veltroni sono un trio devastante per i giovani italiani e per quelli romani. L’amico dei Clinton, ora adulatore dell’immagine di Obama, è l’indegno artefice di una spesa pubblica, dei soldi dei cittadini romani, allo scopo di rendere gay e iscritti al circolo Mario Mieli gli studenti della scolaresche romane».

    «Si vuole costruire una gioventù fieramente diversa e disponibile alla sodomia islamica – sottolinea l’esponente centrista – con misure allucinanti e pregiudizi ideologici verso la femminilità e la mascolinità dei giovani italiani. Il leader del Pd getta la maschera, non si allea con la sinistra e con i radicali solo perché, da sindaco di Roma, è promotore di misure che vanno ben oltre il laicismo e il gender sinistro. Il Governo Prodi e il Comune di Roma dimostrano di essere ben oltre la violazione della civiltà e della Costituzione italiana: la loro politica di aumento dei salari parte dall’aumento di stanziamenti e di iscritti ai movimenti omosessuali»

    Ora letto il tutto e fatta una semplice considerazione, e per rimanere nei termini di una campagna politica molto pacata, dico: Ma a questo perchè non lo prendono a selciate sui denti?

  7. Caro jaguar, avevo come una specie di formicolio alle dita quando scrivevo il precedente messaggio, ma ora dopo avere letto l’interessante sua interlocuzione – roba da leccarsi le orechhie – ho capito che con Leo Longanesi lei si sia data una matrice ben identificata al suo nick. Non che con questo non si possa interloquire nuovamente, per carità, ma cerchi almeno di essere un pochino più discreto, visto che qui i razzismi sono banditi.

    Leo Longanesi, dopo la laurea in giurisprudenza, conseguita a Bologna, iniziò la sua carriera come giornalista, proseguita anche come editore. Numerose le testate che fondò e diresse: È permesso, Il Toro, L’italiano e Omnibus (il primo e, tra il 1937 e il 1939, l’unico vero rotocalco settimanale italiano). Fondò altresì, e diresse, “Il Libraio” (1946-1949) e “Il Borghese” (1950-1957). La sua più importante impresa editoriale rimarrà sempre L’italiano, fondato nel 1926, che, nato in un momento di intenso dibattito circa il rapporto tra arte e regime fascista, si caratterizza per una presa di posizione nettamente contraria all’esistenza di un’arte fascista. Secondo il parere di Eugenio Montale, L’italiano riportava quanto di meglio e di più audace la fronda fascista poté esprimere in quegli anni.

    Di qui credo di avere capito di collegare il suo nick ad una lettere inviata alla “posta dei lettori” in contrasto con un ex noto esponente del ps valdostano! Ma forse mi sbaglio….

  8. Caro Giorgio Bruscia , non ho detto nulla di strano , se non ricordato un fatto oggettivo , ricorrendo a una stringata quanto attuale espressione di un noto scrittore : chi ha certe tendenze tifa politicamente più da una parte che non dall’altra . Come naturale , il fifty fifty raramente è ipotizzabile . Non sapevo che citare Longanesi per sottolineare l’apertura della sinistra verso il mondo giudicato da Volontè nel modo sopra da te indicato fosse razzismo . Boh … mi sa che sei prevenuto . Aggiungo : è deteriormente borghese darsi del lei in un blog ( a mio avviso sempre ) , per cui , se interloquirai ancora con me , come spero , vorrei usassi quel tu che caratterizza gli umani come tutti uguali tra loro . Ps . : puoi inserire una tua foto mentre ti lecchi le orecchie ? La cosa mi incuriosisce …

  9. E’ una vecchia battuta di un certo Ezio Greggio, che ancora oggi mi fa sorridere…Quello che non mi fa sorridere invece è il fatto che ritieni di non avere detto nulla di strano. Longanesi era famoso per questa stringatezza, ma di lui si conosceva il contesto. Di te caro jaguar non è facile dire altrettanto, per cui si cerca, non dal nick, ma dagli scritti, di ricavare da che parte “pendi”….

  10. Non essere così eccessivo e allupato. Io parlo di “pendere politicamente.” Comunque sarebbe bene ritornare ai canoni della netiquette forumistica.

  11. a volte i più intolleranti verso i diversi da sé sono proprio i più accesi sostenitori (a parole) della libertà (la propria).

  12. Borghesia.
    Termine che in origine definiva l’insieme dei cittadini liberi, né feudatari né servi della gleba, delle città europee durante il Basso Medioevo. Queste persone erano generalmente commercianti e artigiani, e in seguito anche banchieri e imprenditori, che con la loro attività, cultura e intraprendenza provocarono un forte sviluppo delle città, arrivando a porvi pressanti problemi di governo.

    L’industrializzazione comportò la crescita per numero e dimensioni dei centri urbani, entro i quali si verificò una proliferazione e diversificazione delle funzioni sociali e culturali svolte da persone che, pur non appartenendo allo strato dei capitalisti imprenditori, entravano di fatto a far parte della borghesia per interesse sociale e politico, il tutto compreso nella definizione di “piccola borghesia”.

    Oggi il termine “borghesia” è raramente usato nel suo significato originario, tranne che dagli storici dell’economia e dagli antropologi. In sociologia viene preferita l’espressione “classe media”, uno strato sociale ormai diffuso in tutto il mondo e composto da una miriade di figure professionali e sociali. Dunque come non riconoscersi, oggi, in questa categoria senza tema di sentirsi offeso ?!

  13. Due considerazioni.
    1) Speriamo che Luca Volonté non sia rieletto.
    2) Guarda te quante discussioni nate da quella scena (faccio notare che si tratta di un atto sessuale tra un uomo e una donna, comunque)

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