E se i serbi s’incazzano?

Cronaca dal Kossovo (di un blogger italiano che è lì).

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9 pensieri su “E se i serbi s’incazzano?

  1. Caveri e Cesal (Cesal? sì, proprio Cesal) hanno già riconosciuto il nuovo stato kossovaro e hanno approfittato dell’occasione per ribadire il diritto di ogni popolo all’autodeterminazione (il riferimento alla VDA è ovvio). Dal momento che non sono tipi che scherzano o vendono fumo, aspettiamoci a breve qualcosa di grosso: dichiarazione unilaterale di indipendenza? secessione armata? dichiarazione di guerra all’Italia? guerriglia sui monti? Intanto hanno chiuso l’ormai inutile Convenzione per la riforma dello Statuto, un primo passo. E se i calabresi dell’UV s’incazzano ?

  2. La solita politica accattona e opportunista degli unionisti (e dei loro cortigiani). Evocare l’indipendenza (o l’autodeterminazione, che fa più fine e impegna meno) per continuare a spillare quattrini a Roma. E perpetuare i gozzovigli.

    Bisogna ammettere che finora ha funzionato. Ci sono alcuni politici romani (sempre meno, per fortuna) che credono davvero che qui ci sia una minoranza linguistica francofona. La république des bananes.

  3. Come sai, la persona considerata più “estremista” in ambito autonomista, Etienne Andrione, ha certificato la sparizione del francese in Vda.
    Per il resto, con VdaVive e RV si parla apertamente di un autonomismo di tipo nuovo, virtuoso e non accattone.

  4. Il Kossovo? Libero o annesso sarà sempre sul confine della Serbia, ed i serbi del Kossovo saranno sempre serbi. Qualunque dichiarazione faccia chi non è in grado da solo di sostenerla è inutile, quindi il Kossovo che non riuscirebbe a stare in piedi da solo nemmeno per undici minuti, non sarà mai libero. Infatti oggi è occupato da forze NATO che lo tengono sottomesso come una provincia.

    Tutte le tensioni che attraverseranno l’Europa nel futuro avranno epicentro nel Kossovo. Certo, tutto può cambiare, ma il Kossovo è li a dimostrare che nessuno vuole che qualcosa cambi. Ad iniziare dagli Stati Uniti.
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    Della serie: dalla padella nella brace. Qualche riferimento alla Valle d’Aosta?.

  5. propongo a Caveri di dichiarare unilateralmente l’indipendenza della VDA (tenendo conto delle sue affermazioni sull’autodeterminazione) e di portarne ovviamente tutte le conseguenze. Chi glielo impedisce?. In caso contrario taccia per sempre.

  6. Le scaramucce di frontiera sono pagliuzze. Le travi sono le relazioni internazionali che si vanno formando in Europa. Il Kossovo e la Serbia sono una scacchiera su cui a spese loro, noi ci giocheremo le nostre partite per una supremazia muscolare che porterà alle guerre del futuro.

    In questo sta l’idiozia della maggioranza degli stati europei, e sotto schiaffo in questo momento sono i russi che attenderanno la prima occasione per restituire la pariglia, e la restituiranno, non c’è da dubitare.

    Quella finta indipendenza di una provincia di autonomisti che finisce sotto un regime d’occupazione NATO è la migliore rappresentazione della farsa con cui spesso si camuffa la finta libertà.

    E quella occupazione li trasformerà in una provincia parassita, che vivrà della carità europea, senza sbocchi di una qualche forma di sviluppo che non sia l’assistenza. Solo chi crede nelle favole pensa che quella sia la via che porta alla pace. La pace non la si conquista mai con la forza, salvo che non si trasformi in un armistizio con annessa sconfitta.
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    Della serie: dalla padella nella brace. Qualche riferimento con la Valle d’Aosta?

  7. Il presidente della corte internazionale di giustizia Rosalyn Higgins ha detto: “La corte ha stabilito per 13 voti a 2 che la Serbia non ha commesso genocidio”. La Bosnia aveva chiesto alla Corte internazionale di Giustizia di stabilire se la Serbia avesse commesso un genocidio durante la guerra 1992-95.

    E’ la prima volta che uno stato viene processato per genocidio, fattispecie di reato riconosciuta dopo l’olocausto nazista in base alla convenzione Onu del 1948. Una sentenza a favore della Bosnia avrebbe costretto Belgrado a pagare milioni di dollari di indennizzo. Benché l’uccisione di 8.000 bosniaci musulmani a Srebrenica costituisca genocidio, la Serbia non è direttamente responsabile del massacro, ha detto il giudice Higgins, e quindi condannarla a pagare un risarcimento sarebbe inappropriato.

    La sentenza ha stabilito che la Serbia “ha dato supporto finanziario e militare” ai serbi di Bosnia senza sapere, però, che questi avevano intenzione di compiere un genocidio. Per il genocidio di Srebrenica, il tribunale dell’Aia ha già condannato alcuni individui e la Bosnia ha utilizzato le stesse prove per cercare di dimostrare il coinvolgimento diretto anche dello stato della Serbia.

    In Bosnia, che ora è divisa secondo linee di appartenenza etnica fra una federazione musulmano-croata e una repubblica serba, i cittadini di origini musulmane speravano che la corte dell’Aia bollasse la Serbia come aggressore. Nell’aprile del 1992, i musulmani e i croati di Bosnia seguirono la Slovenia e la Croazia nel chiedere l’indipendenza dalla Yugoslavia contro il volere dei serbi di Bosnia, che si trasformarono di colpo in una minoranza etnica in una repubblica che prima era parte della federazione yugoslava che era governata direttamente da Belgrado.

    Supportati dall’esercito yugoslavo, dopo la dichiarazione di indipendenza i serbi di Bosnia conquistarono due terzi del territorio della repubblica secessionista e misero Sarajevo sotto assedio. Decine di migliaia di non serbi morirono negli scontri in Bosnia e furono forzati ad abbandonare le proprie case.

    Credo che la Serbia abbia portato già a casa una bella vittoria con questa sentenza.

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