Privatizzazione del potere

Brano dell’articolo di Barbara Spinelli, “I nazionalismi veleno d’Europa“, sulla Stampa di oggi.

I nazionalismi sono un veleno per l’Europa: alla lunga possono renderla irriconoscibile. Ancora non esiste come Unione, ed eccola pronta a creare protettorati che col tempo secerneranno risentimenti e impunità. Sotto un protettorato o dentro l’Unione (lo si è visto in Austria, Italia, Polonia) tutto diventa possibile: i razzismi al potere, l’illegalità, e quel fenomeno sempre più diffuso cui la Banca Mondiale diede il nome di State Capture, nel 2000. La «cattura dello Stato» avviene a opera di persone o gruppi che privatizzano il potere, aggirando leggi e istituzioni. Visto che esiste l’Europa come garanzia esterna, le nazioni e i loro dirigenti possono permettersi ogni cosa: i risentimenti e la caccia al diverso, l’abitudine all’irresponsabilità e la «cattura dello Stato».

Privatizzazione del potere, abitudine all’irresponsabilità… Valle d’Aosta docet.

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7 pensieri su “Privatizzazione del potere

  1. Condivido . Ma molti , ora nel PD , sono stati zitti per anni davanti alle manicomialità micronazionalregionaliste dell ‘ UV …. E nel Galletto avete compagni di viaggio il cui cuore pulsa per l’aberrazione ora indicata …. Non ti senti a disagio ?

  2. No, non mi sento a disagio. Nessuno nel PD ha mai parlato di indipendenza (“autonomia piena”) della Valle d’Aosta. E neanche nel Galletto. Che poi qualche cuore pulsi in quella direzione, può darsi.
    Però c’è differenza tra i cuori che pulsano e le azioni politiche.
    Per esempio, capisco che dei cuori pulsino per abrogare la legge 194. Sono convinzioni etiche che posso rispettare. Diverso è il caso di chi trasforma queste convinzioni intime in propaganda politica.

  3. Questa di jaguar, mi dispiace per lui, è una balla sesquipedale. Molti che ora sono nel PD, lo sono per un motivo ben preciso. Non potendo più stare zitti e soccombere alla vecchia politica, hanno dato vita a questo nuovo partito.

    Un partito che ha una precisa motivazione. Se jaguar la vuol conoscere vada a leggersi la dichiarazione d’intenti del Pd Vd’A. Leggendo la sua risposta, ho come l’impressione che resterà meravigliato.

  4. Condivido l’entusiasmo di Giorgio per il grande partito che stiamo costruendo. Un partito pulito – al quale si sono avvicinati con notevoli speranze tanti giovani e tante donne – che vuole portare la Valle d’Aosta fuori dalle secche in cui l’ha trascinata l’oligarchia al potere. Chiusa nel suo fortino, per bocca del francofonissimo Caverì rilancia il solito allarme sull’Autonomia minacciata, allo scopo di perpetuare il gozzoviglio.

  5. Bruscia e io giammai concordiamo . Non nego la bontà della dichiarazione d’intenti del PD , anzi l’apprezzo . E’su alcuni compagni elettorali di viaggio che non ho la visione di Vincenzo . E non mi riferisco di certo all’Arcobaleno . Battere l’UV alleandosi ( non si può fare altrimenti ! ) con costole dell’UV , quantunque riprogrammate , significa rimandare nel tempo un imprescindibile high noon locale .

  6. Mezzogiorno di fuoco. Lo vidi sul grande schermo tanti anni fa. Della trama preferisco non parlare, dell’ uomo che rimane nella sua città nonostante sia il giorno del suo matrimonio e delle sue dimissioni da sceriffo per affrontare un vecchio bandito in cerca di vendetta di ritorno dalla galera (dove è stato graziato), non mi interessa poi molto. Preferirei anche evitare la metafora politica (allegoria del fallimento degli intellettuali del tempo nel tentativo di debellare la paura per le liste nere).

    Io voglio più semplicemente e superficialmente parlare della storia di un uomo solo, abbandonato da tutti. Un uomo onesto, che ha dato tutto per il suo paese a costo di rendersi odioso e che, proprio per questo, viene ripudiato da tutti. L’ isolamento che subisce lo sceriffo Will Kane non può essere equiparato ad un imprescindibile high noon locale caro jaguar.

    Abbandonato dalla gente, tutte persone visibilmente impaurite che fanno finta di nulla e dall’amico più caro che finge di non essere in casa, a Will Kane non rimane che la Chiesa, ultima ingannevole speranza per un uomo abbandonato da tutti. Deciderà tutto il pacificatore delle due parti che sentenzierà infine che la colpa è tutta di Will: “Senza di lui non accadrebbe nulla!” Abbandonato anche da Dio.
    È ora.
    I tre banditi attendono Frank (il bandito), alla stazione mentre Will scrive una lettera. Solo quando la musica si interrompe per lasciar spazio al fischio del treno in arrivo sappiamo cosa ha scritto Will. È il suo testamento. Nella solitudine più totale lo sceriffo esce dal suo ufficio e si avvia al suo destino segnato mentre le donne della sua vita lo abbandonano per sempre passando insieme su una carrozza di fronte. Ci ritroviamo davanti ad un uomo completamente solo in una città deserta.

    Ovviamente Will Kane riuscirà ad abbattere i suoi avversari uno ad uno, ovviamente sfuggirà ad ogni loro colpo di pistola, ovviamente il suo amore tornerà ad aiutarlo. Ma l’ ultima scena ci mostra Will circondato da tutti i falsi, gli ipocriti, i viscidi, i malpensanti del paese che lo acclamano e tu ripensi ai piedi di Will che si voltano in uno scatto. Ha voltato le spalle alla città.
    Se ne va.

    Credi che tutto questo possa essere equiparato ad un imprescindibile high noon locale caro jaguar?

    Mi ripeto lo so perché l’ho detto anche altre volte, ma se si vuole conoscere bene il cinema classico e se si vuole approfondire cosa è stato il western, bisogna guardare attentamente e magari sezionare e riguardare e risezionare proprio questo film (ma non solo). Un’esperienza

  7. High noon era un termine breve indicante lo scontro finale , non tutto quanto tu hai sottolineato e già sapevo : ho il film e l’avrò già visto 44 volte . Che scontro ci dovrà essere è fuori dubbio , non nascondiamocelo : c’è troppa differenza ideologica , che salterà fisiologicamente fuori in caso di auspicata vittoria .

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