Quando il buon senso va in cenere

Come volevasi dimostrare, la Giunta aveva già deciso: ora ha confermato ufficialmente che vuole fare l’inceneritore. I dibattiti e il coinvolgimento della popolazione erano pura finzione, come da noi denunciato. Qualche sondaggio deve aver convinto che convenisse dare l’annuncio in campagna elettorale. Si sa che la disinformazione, favorita dalle immagini provenienti dalla Campania, favorisce il consenso attorno alla scelta dell’inceneritore.

È una decisione scriteriata: farebbe sicuramente del bene alle tasche (private) di chi gestirebbe l’impianto, ma molto male alle casse (pubbliche) della Regione, che oltre agli 80 milioni previsti per la costruzione sarebbe poi inevitabilmente chiamata a ripianare le clamorose perdite, come già accade per il casinò, l’associazione Forte di Bard, e via sprecando.

Per non parlare della salute dei cittadini, costretti a convivere con le ceneri sospese nell’aria (avete presente la cappa della foschia intrappolata a valle nelle giornate di alta pressione?).

Fortunatamente il progetto non dipende solo dalla decisione di questo disastroso governo Caveri. Dovrà essere sottoposto a valutazioni ministeriali. Dato che si tratta di un progetto sconclusionato (non c’è esempio al mondo di discariche cavate per alimentare un inceneritore) credo che l’avallo non potrà arrivare. A meno che al governo nazionale non ci vada Berlusconi (il cielo ce ne scampi).

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11 pensieri su “Quando il buon senso va in cenere

  1. A PROPOSITO DELL’ANNUNCIO DI CAVERI E CERISE, COSA PENSARE? CERTO CI SI SENTE COME BURATTINI, MANIPOLATI. LA DISINFORMAZIONE IMPERA, PRIMA CERISE PROMETTE “SCELTE CONDIVISE” POI LA GIUNTA DECIDE, SENZA CHE I CITTADINI ABBIANO AVUTO LA POSSIBILITà DI ESPRIMERSI. PARLO DI DISINFORMAZIONE PERCHE’ E’ SU QUESTO CHE I DECISORI ATTUALMENTE AL POTERE CONTANO: DARE INFORMAZIONI FUORVIANTI E POCO CHIARE, CONTANDO SUL FATTO CHE NON TUTTI HANNO LA POSSIBILITA’ DI LEGGERE STUDI E DOCUMENTI. LA QUESTIONE DELLA GESTIONE DEI RIFIUTI E’ COMPLESSA E SI RISCHIA DI NON USCIRNE SE NON SI E’ PREPARATI ADEGUATAMENTE. LA SCELTA DELL’INCENERITORE E’ LA PIU’COMODA: SI BRUCIA TUTTO, CI SI LAVA LE MANI DEI PROBLEMI LEGATI AD UNA DIFFERENZIATA SERIA, NON SI PENSA IN MODO GLOBALE (RISORSE PREZIOSE CHE SI ESAURISCONO ECC.) MA SI GUARDA MISERAMENTE IL LOCALE. SULLA DISCARICA DA BRUCIARE POI CHE DIRE, FOLLIA PURA!

  2. 1) Se la dimensione ottimale di un inceneritore è quella di uno ogni 100.000 abitanti , in Italia (55.000.000 circa di abitanti) mancano inceneritori: ne occorrerebbero 550, mentre adesso sono solo 30/40. Bisognerà ancora costruirne più di 500.
    2) Siccome Caveri ha assicurato che ormai si costruiscono inceneritori su misura del cliente, ho già prenotato un piccolo inceneritore ad uso personale e familiare, così potrò godere di una piena autonomia in materia di smaltimento rifiuti e non contribuirò ad intasare quello di Brissogne.
    3) Caveri e Cerise hanno promesso che appena possibile trasferiranno la loro residenza in comune di Brissogne, ad un centinaio di metri dal nuovo costruendo inceneritore. Cerise inoltre è già andato ad Issogne ad annusare il buco dove verranno depositate le scorie del depuratore (pare ci siano testimoni oculari): puzza zero.

  3. Bruno, sei un ottimo autore satirico.
    Il tuo punto 2 riassume benissimo, e molto seriamente, l’insensatezza della decisione. Insensatezza dal punto di vista dell’interesse generale, ovviamente, che è quello che a noi preme.
    Secondo altri punti di vista (quello di chi gestirà l’affare e quello dei consulenti che seguiranno per tanti anni l’operazione con parcelle salatissime, ad esempio) è invece una decisione sensatissima…

  4. Orietta, sapevo bene (e l’avevo scritto) che le “scelte condivise” erano una bufala, ma pensavo che avrebbero curato la sceneggiata un po’ meglio.
    Invece hanno gettato la maschera quasi subito, rivelando la loro arroganza.

  5. Ad es., il mio compagno di liceo classico e di università Luciano Ziviani, nonché, ai tempi, di alcune bellissime ascensioni in montagna effettuate insieme, sarà senz’altro contentissimo di poter continuare ad offrire la sua collaborazione e le sue consulenze in materia alla Regione e, per lei, alla sig.ra Mancuso, massimo esperto, in amministrazione, di rifiuti e dintorni.
    A proposito, sai che Caveri mi ha già consegnato il contributo per il computer che ho preso per mio figlio Matteo? In tanti anni di amministrazione, mai visto tanta efficacia ed efficienza!

  6. Scusa, Vincenzo, se intervengo ancora a proposito dell’inceneritore ad uso domestico. Avrai notato anche tu la quasi coincidenza con cui la famiglia fratelli Cerise (Alberto Assessore all’ambiente (?), membro della Giunta regionale, e Italo fratello, sindaco di Brissogne) si è pronunciata a suo favore. E’ chiaro come il sole, lo capirebbe anche un bambino, che l’unica condizione che muove Italo a pronunciarsi così benevolmente a favore dell’inceneritore nel suo Comune è che questo serva a togliere l’attuale collina dei corvi (discarica a suo tempo approvata e messa in cantiere con gran fatica) per riconvertirne i terreni chissà per quale uso (mi pare che in origine il comune di Brissogne avesse in mente per tali aree usi industriali o artigianali). Credo che questo sia l’unico motivo che muove il comune di Brissogne ad accettare il “termovalorizzatore” sul proprio territorio, non certo il pubblico interesse. Credo inoltre che questo dimostri , ancora una volta, che tutto era già stato deciso.
    Se si tiene però conto che:
    1) a suo tempo l’attuale discarica era stata pensata e progettata non per essere buttata per aria appena riempita, ma per essere successivamente sistemata in maniera definitiva e ovviamente resa gradevole ed accettabile ambientalmente;
    2) buttarla per aria significa ora andare incontro a delle incognite che poco si conoscono, oltre a tempi pluriventennali di immenso casino “in loco”;

    perché non lasciare la collina al suo posto, sistemarla come originariamente previsto e, partendo da questo presupposto, ripensare il problema dello smaltimento futuro? E se proprio inceneritore domestico dovesse essere, perché non costruirlo ad Issogne, in prossimità della discarica, od in altro luogo adatto (ovviamente Italo Cerise è disposto ad accogliere l’inceneritore solo se gli tolgono la collina e gli restituiscono le aree). Perché tanta fretta in questo momento (non facciamoci impressionare dal caso Napoli)?

  7. La Stampa non mi pare abbia messo in evidenza che a dare un parere favorevole alla decisione di Alberto Cerise fosse il fratello. Forse da queste parti questi conflitti (pardon, confluenze) di interesse sono normali…
    Sarebbe comico se non fosse tragico.
    Certo dovremmo indagare i motivi di tanta fretta. Io ho pensato che la delibera della Giunta fosse una polpetta avvelenata gettata nella campagna elettorale per provare a dividere l’Alleanza Autonomista Progressista. Ma forse tu hai l’esperienza per capire le motivazioni più profonde…

  8. A me pare chiaro che il consenso del comune di Brissogne (vedasi intervista a La Stampa di Italo Cerise) ad ospitare il futuro termovalorizzatore sia subordinato alla “termovalorizzazione” della collina dei corvi. Mi pare anche evidente che si sia parlato tanto di termovalorizzazione sì oppure no, ma si sia sempre “glissato” e mai approfondito il problema della “termovalorizzazione” della collina (costi, benefici, pericoli, ecc.).
    Altrimenti, come mai il comune di Brissogne, che fino a ieri ha sempre ostacolato le iniziative regionali in quell’area (depuratore, compattatore, ecc.), chiedendo in cambio la luna, ora apre le braccia ed accoglie il termovalorizzatore senza battere ciglio? Un termovalorizzatore che forse nessun altro comune vorrebbe senza il dovuto compenso? Do ut des. Penso che la fretta sia forse dovuta ad altri motivi, non tanto ad una polpetta avvelenata per dividere l’AAP. Io inviterei il Consiglio, che deve ancora pronunciarsi, a non avere tanta fretta e a soprassedere in attesa di momenti più tranquilli ed elementi più concreti prima di decidere (ad es. termovalorizzare la collina oppure sistemarla ad avvenuto completamento come originariamente previsto?)

  9. p.s. ti ricordo anche che dai tempi di Rollandin, e soprattutto di Viérin, in regione non muove foglia che comune non voglia. La Regione ha di fatto abdicato a tutte le sue funzioni, compresa quella legislativa, e le ha subappaltate ai comuni (tramite CELVA, CTEL, vie dirette, ecc.). (A quelli bravi, ovviamente … , che sono la quasi totalità).
    Purtroppo la realtà è questa.

  10. Ancora p.s.: Il gruppo di lavoro istituito dal Cpel (Consiglio permanente enti locali) ha espresso il proprio parere sul termovalorizzatore il giorno 18 marzo, cioè pochi giorni prima che si esprimesse la Giunta regionale (21 marzo) e probabilmente previa sollecitazione in tal senso. Di questo gruppo di lavoro faceva parte Italo Cerise, non so in che veste, ma probabilmente non di sindaco, ma di tecnico, così come fa parte, in qualità di tecnico, di altri gruppi di lavoro (o organismi con altre denominazioni) che si occupano in vario modo di gestione del territorio. Evidentemente la Giunta aspettava solo il parere di questo gruppo di lavoro per potersi esprimere (così funziona l’amministrazione, tutto il resto è fumo negli occhi).

  11. Pingback: 40.000: Rollandin medaglia d’oro « Il blog di Vincenzo Calì

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