Gli incapaci (3): come fare la scelta peggiore

Un articolo molto documentato di Fabrizio Roscio per chi vuole capire meglio quanto sia sconsiderata la scelta di Caveri e Cerise per l’inceneritore.

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10 pensieri su “Gli incapaci (3): come fare la scelta peggiore

  1. Ho letto l’articolo, molto interessante. Però quello che qui mi preme considerare e sottolineare, in relazione ad alcune affermazioni contenute nell’articolo, è questo. Quale ex funzionario regionale che ha vissuto in amministrazione il periodo precedente all’entrata in vigore della legge 45/95 ed altre, , che hanno di fatto sottoposto tutto l’apparato amministrativo al controllo politico, e subito pesantemente il periodo successivo, posso affermare ed affermo con tutta tranquillità che in Regione non c’è più funzionario, non c’è più incaricato esterno, non c’è più comitato di alcun tipo, tecnico o meno, (VIA, ecc.), non c’è più consulente esterno che goda di una benché minima indipendenza od autonomia nell’esprimere pareri e valutazioni. Ergo, di fatto non c’è parere, tecnico o meno, di fonte regionale, che possa rivestire attandibilità o credibilità per i cittadini. Questo è stato voluto ed è stato fatto da Dino Viérin e dai suoi complici a suo tempo e viene chiamato sistema “Vallée d’Aoste”, che ha come caratteristica essenziale la “manovrabilità” di dipendenti, funzionari, incaricati, ecc. Se qualcuno non avrà il coraggio di rimettere mano al sistema “Vallée d’Aoste”, sarà sempre peggio. Prima di questa riforma i dirigenti regionali, con lunghi scioperi, erano in buona parte riusciti a creare una classe dirigente veramente autonoma ed indipendente. Nel giro di pochi anni tutto è stato distrutto e reso “funzionale” al sistema. Cominciamo solo ora a vederne le conseguenze.

  2. Cerise ha appena affermato che l’attuale discarica sarebbe a rischio. Di che cosa? Non l’ha detto (ha tirato in ballo anche l’alluvione, …che c’è già stata). Se è a rischio la discarica di Aosta, tutte la discariche italiane son da termovalizzare. Es. discarica di Torino, lungo la dora. Cerise, smettila di raccontare frottole (vale per entrambi i fratelli). NESSUNO VI CREDE PIU’, NE’ VOI, NE’ I VOSTRI CONSULENTI MILIONARI (I politici sono bugiardi per definizione; le poche eccezioni confermano la regola). Ti ricordi quando esisteva ancora il CRPT (Comitato Regionale per la Pianificazione Territoriale)? Ci venivi solo, al posto di Lyabel, quando c’era qualche cosiddetta “pista forestale” da far approvare per il tuo Assessore. Pensi di essere cambiato molto da allora?

  3. NE’ I VOSTRI ATTUALI FUNZIONARI (“efficaci”, “efficienti”, ma soprattutto COLLABORAZIONISTI, l’unico requisito che conta). Devo fare un elenco di nomi?

  4. Ancora a proposito della “collina su cui planano i corvi”:
    Cerise (la coppia): dici che tra i rischi generali vi è quello della “possibile rottura dei teli posti alla base degli impianti. Ma se sono collaudati per più di cento anni ognuno, che cosa ci racconti!
    Dici che occorre eliminare le “emissioni causa degli odori da anni oggetto di grave disturbo”. Tra quattro anni la discarica verrà chiusa e sistemata. E tu vuoi rivangare tutta la discarica per altri venti o trent’anni?
    Parli “del rischio di cedimento delle scarpate delle discariche”. Cambia geometra, altri sanno costruirle con le pendenze dovute.
    Parli di pericoli di eventi naturali quali esondazioni. A parte il fatto che durante l’esondazione del 2000 fu soltanto lambita, basta costruire una scogliera adatta. Ne hai costruite tante (ed hai anche autorizzato, tramite i tuoi collaboratori, discoteche in zone alluvionabili!).
    Infine dici che per bonificare la “collina dei rifiuti” ci vorranno 25 anni, quanto durerà l’impianto di termovalorizzazione. Oh, infine hai detto l’unica cosa vera: il termovalorizzatore serve a liberare l’area di una discarica quasi piena, la quale è stata a suo tempo pensata e studiata per stare al suo posto per più di cento anni! Lascia quindi che ci pensino i nostri pro-pronipoti!
    p.s. tra i rischi generali della discarica hai omesso di elencare la possibile caduta ed impatto con un meteorite.
    Non ti sembra ti continuare a dirle un po’ grosse e di continuare a prenderci in giro come se fossimo tutti modzon?

  5. La VDA vuole il termovalorizzatore? Mi pare di no. Mi pare che nessun comune valdostano sia disposto ad accettarlo sul suo territorio. Neppure il comune di Issogne dove verranno stoccate le ceneri, né altro comune della C.M. Mont Rose. L’unico comune disposto ad accoglierlo è il comune di Brissogne. Ad una precisa condizione: che venga termovalorizzata la collina su cui planano i corvi. Chi decide in VDA? La Giunta regionale o i comuni?
    Nessuno parla dei pericoli relativi al trasporto quotidiano di rifiuti pericolosi da Brissogne ad Issogne.
    Ed intanto le “bufale alla diossina” stanno rovinando l’immagine dell’Italia nel mondo. Noi ci prepariamo a rovinare l’immagine della VDA (valle turistica).
    E i pericoli per il latte materno (certificati)? E la recente chiusura prefettizia di un termovalorizzatore fuori norma vicino ad Albertville, a due passi da noi?
    Quisquiglie.
    Che bello, il “polo ecologico” di Issogne: una volta le chiamavano pattumiere. Che serva a questo il codazzo di consulenti legali in materia di ambiente assunto da Cerise? Tutto si risolve in una questione di linguaggio “politicamente corretto”?

  6. Ad ogni giorno basta la sua notizia. Non solo nessun comune valdostano vuole il termovalorizzatore (ad eccezione di Brissogne, il tempo necessario per ripianare la collina su cui planano i corvi), ma neanche rifiuti pericolosi. Adesso Cerise ci informa che nessun rifiuto pericoloso andrà neanche ad Issogne, perché i rifiuti pericolosi (polveri che derivano dai sistemi di abbattimento dei fumi) andranno ancora più lontano, usciranno dalla Valle d’Aosta per finire negli impianti di inertizzazione e di smaltimento. Dove e quali non si sa. Aspettiamo domani.

  7. Cerise (la coppia) e Caveri mi hanno talmente convinto della bontà di un termovalorizzatore in VDA, che ho già detto a mia moglie che quando passerò a miglior vita voglio essere termovalorizzato anch’io (o cremato che dir si voglia).

  8. Ho appena letto la presa di posizione del “Comitato Rifiuti Zero”, che condivido. A monte del problema “termovalorizzarore sì, termovalorizzatore no” occorre infatti rispondere prima alla domanda: “E’ il caso o no di mettere mano all’attuale discarica, o non è meglio che essa venga completata e sistemata come originariamente previsto?” A seconda della risposta (la mia risposta personale è: non tocchiamola) il problema del termovalorizzatore sì o no si pone infatti in termini totalmente diversi.

  9. Nel 1998 le competenze relative all’ambiente, al territorio in senso lato, all’urbanistica, sono state trasferite e messe in capo a quello che era allora l’Assessorato ai lavori pubblici. E’ stata una delle scelte più sciagurate effettuate dall’Amministrazione regionale. La direzione di urbanistica è stata praticamente distrutta, la Direzione dell’Ambiente fà operazioni di facciata con pubblicità e pubblicazioni varie, di fatto opera per giustificare le scelte “imprenditoriali” dell’Assessorato. In pratica, l’esatto contrario di quanto ha più volte affermato la Corte Costituzionale, laddove, in armonia con la Costituzione, ha sostenuto che la protezione dell’ambiente, dei beni paesaggistici ed ambientali, ecc. prevale su eventuali interessi di natura anche economica soggiacenti.

  10. Non so perché, per risolvere il problema dei rifiuti in Campania e a Napoli, non hanno ancora pensato al cratere del Vesuvio! Un enorme inceneritore naturale a portata di mano! E molto probabilmente c’è posto anche per la discarica di Brissogne e per quei pochi rifiuti che produciamo ogni anno. Quasi quasi ne parlo subito con Cerise, la sig.ra Mancuso e l’ing. Ziviani. Probabilmente faccio ancora in tempo, prima del 25 maggio.

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