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La vittoria di Perrin e Nicco nel 2006 è stato un segnale fortissimo dato dai cittadini alla classe politica.

I valdostani, in quelle storiche elezioni, non hanno soltanto eletto i loro due parlamentari: hanno anche gridato forte e chiaro di volere una svolta nel modo di governare la nostra regione. Hanno eletto Nicco e Perrin perché rappresentassero l’auspicato ritorno a una politica dedita al bene comune, agli interessi generali, e non più alle lotte di potere tra comitati d’affari per nutrire gli interessi di una ristretta oligarchia.

La reazione della casta valdostana al potere, rappresentata dall’Union Valdôtaine e dai suoi satelliti, è stata dapprima di incredulità per la pesantissima e imprevista sconfitta di Augusto Rollandin, poi di negazione di qualsiasi conseguenza di quel voto. Parola d’ordine: fingere che nulla sia accaduto. Quella vittoria doveva essere negata, cancellata, fatta dimenticare.

Ma essa è invece rimasta bene impressa nella mente dei tantissimi valdostani che avevano votato per il Galletto nell’aprile 2006. Per questo l’Uv oggi appare insicura e impaurita. I fortissimi interessi economici messi in discussione da un’eventuale vittoria di Nicco e Perrin, che aprirebbe la via a uno storico bis delle forze autonomiste e progressiste alle elezioni regionali del 25 maggio, l’hanno indotta a una campagna elettorale estremamente aggressiva, con l’utilizzo di tutti i mezzi a disposizione: dagli effetti speciali nei comizi degni di un concerto rock, alle campagne promozionali (a spese della collettività) dei vari assessorati, fino ai tentati accordi sottobanco di non belligeranza con forze che potrebbero erodere una parte consistente del suo consenso e al tentativo ignobile di intaccare l’immagine e la reputazione di Carlo Perrin.

Il tutto con l’evidente appoggio dei più importanti mezzi d’informazione.

Rispetto a due anni fa nulla è cambiato, se non in peggio, e questo non fa che rafforzare la nostra convinzione che la speranza di rinnovamento della maggioranza degli elettori valdostani non possa andare delusa. Le donne e gli uomini del Partito Democratico, insieme con tutti gli altri partiti dell’Alleanza Autonomista Progressista, hanno il dovere di proseguire l’opera di risanamento del sistema politico valdostano iniziata proprio allora.

Il primo passo di questa importante sfida sarà la vittoria di Nicco e Perrin alle elezioni del 13 e 14 aprile.

Una vittoria che sapremo costruire sull’immagine serena di questi due candidati, rappresentanti della Valle d’Aosta onesta, quella  che lavora bene e ottiene risultati concreti, a vantaggio di tutta la comunità.  

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