Il tracollo

Un dato: le tre forze degli autonomisti ni droite ni gauche (Uv, Sa, Fa) nelle elezioni regionali del 2003 presero circa il 67% dei voti.
In queste elezioni, a un mese dalle regionali, alla Camera sono scese al 37,84%…

Praticamente un tracollo.

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6 pensieri su “Il tracollo

  1. Paragonare regionali e politiche non ha senso per il traino nazionale che quest’ultime hanno. Tra l’altro invece di gioire ed esaltarsi dicendo che l’U.V. è al tracollo, aprirei i giornali nazionali per valutare il vostro nuovo progetto complimenti per i risultati nazionali, provinciali, comunali !! Avete fatto fare una scelta univoca agli italiani, pur di votare voi hanno votato berlusconi, tutto detto… Saluti

  2. Considerando il traino nazionale, del tutto negativo per il centrosinistra, il risultato valdostano della Alleanza Autonomista Progressista viene ancor piu esaltato, perche’ in controtendenza.
    Alla Camera, che deve essere presa a riferimento perche raccoglie il voto di tutti gli elettori, il cartello Uv Sa Fa ha perso la sfida ed e’ crollato rispetto al 2003 (-30%). I fatti non si possono smentire.
    Riguardo al risultato nazionale, il PD non e’ andato male, e comunque gli elettori che hanno votato PDL si renderanno conto molto presto del tragico errore commesso.

  3. “La Stampa 17.04.2008”

    Sul Pd considerazioni che sconcertano

    Nel fondo di martedì scorso sulla prima pagina del quotidiano La Stampa, Martinet si lancia in considerazioni da politologo che lasciano sconcertati. Mi chiedo infatti sulla base di quale dato intangibile il giornalista arrivi alla conclusione che il progetto del Pd in Valle d’Aosta è stato bocciato. Credo sia opportuno partire dai fatti. Oggettivamente e, quindi, non per mia opinione, il cartello composto dall’Union Valdôtaine, Stella Alpina e Federation, accreditate alle elezioni regionali del 2003 al 67% di consensi, ha ottenuto alla Camera il 37,84% e al Senato, dove ha vinto, il 41,39%. Mi pare che un giornalista che voglia fare il politologo dovrebbe partire da questi dati che indicano senza ombra di dubbio l’evidente tracollo del cartello elettorale che governa la regione, gestendo flussi di denaro notevoli e godendo di una notevole visibilità (negli ultimi tempi le conferenze stampa di Fosson e Caveri erano il tema dominante della quotidianità valdostana…). Dall’altra parte c’è una coalizione, quella del Galletto, con un suo progetto che, senza alcun potere di visibilità istituzionale e di gestione del governo regionale, ha ancora una volta messo in difficoltà la corazzata unionista vincendo alla Camera e perdendo di poco al Senato. Mi sfugge quindi il motivo e il dato che dovrebbe avere indotto Martinet a scrivere che il Pd «non ha saputo fare la differenza». Un professionista esperto come lui sa che gli elettori del Galletto non si aspettavano di certo di ottenere la maggioranza assoluta e allora perché questa analisi «cerchiobottista» di «un leone sdentato e di un galletto che non canta più»? A quando analisi serie fondate su dati certi, all’altezza di un quotidiano nazionale prestigioso come La Stampa?

    CLAUDIO CALI
    Aosta
    —————————————————-
    “La Stampa 17.04.2008″

    Il Galletto sperava di vincere. Speranza che aveva un doppio fondamento: la vittoria di 2 anni fa e la spinta di un nuovo partito, il Pd. Mi spiace che Calì parli di serietà quando fa un confronto poco serio con le Regionali del 2003. Se il riferimento fosse il 2003 il Pdl potrebbe dire di aver raddoppiato i consensi. L’Uv e il Pd hanno perso. Non è cerchiobottismo, ma una seria lettura. Calì non offre un confronto serio, ma da tifoso.

    Enrico Martinet
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    Ebbene, il nostro caro Vincenzo Cali viene trattato dal sig. Martinet alla stregua di un tifoso, oltretutto poco serio, magari con bandana, tromba e sciarpa regolamentare al collo. Sicuramente il buon Vincenzo, in tasca non ha armi improprie ma se non ho capito male, purtroppo, è stato trovato in possesso di quelle maledette penne (armi proprie) che ogni tanto, chi ne è proprietario intinge con circospezione il pennino in una sostanza velenosa:”l’inchiostro”. Eh sì veleno dunque, e la risposta “dell’illustre giornalista”, non soddisfa nessuno, tanto meno i lettori e gli elettori attenti…Lui non aspetta altro, e da tempo – visto che sta vivendo momenti di trepidante attesa – che il suo amore politico venga messo di nuovo nella possibilità di essere esternato non più platonicamente, ma di passare anche alle vie di “fatto”. Non gli basta più sorreggere il moccolo, ha bisogno lui stesso di essere l’attore principale.

    Ps. Guardate per curiosità le paginate di roba che anche oggi vengono confezionate da La Stampa a favore dell’amore oramai scoppiato e scoperto “dell’illustre giornalista”.

  4. Chiedo scusa per lo scambio dei nomi nella famiglia Calì. Dove ho scritto Vincenzo è da intendere chiaramente Claudio. Colgo l’occasione per salutare entrambi

  5. Pingback: 40.000: Rollandin medaglia d’oro « Il blog di Vincenzo Calì

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