La Bugiarda corre in soccorso

Le pagine locali della Stampa, come si sa, rappresentano l’unico quotidiano valdostano, che perciò opera in regime di monopolio. Non c’è bacino d’utenza per un giornale concorrente. Per questo motivo, considerando che il giornale è stampato a Torino e potrebbe permettersi una certa indipendenza dalla politica locale, ci si aspetterebbe equidistanza e uno sguardo neutrale nei confronti delle vicende politiche di chez-nous.

Ma dobbiamo constatare che così non è. Le pagine valdostane del prestigioso quotidiano torinese, infatti, negli ultimi mesi si sono schierate in maniera evidente dalla parte del Palazzo. Nulla di vietato, per carità. Si tratta pur sempre di un giornale privato. Ma la trasparenza sulla collocazione politica del giornale sarebbe doverosa. Di Repubblica tutti sanno che è schierata con il centrosinistra. Il Corriere della Sera, nel 2006, dichiarò con un editoriale del direttore Mieli che parteggiava per Prodi. La Stampa stessa sappiamo che di sicuro non sarà mai troppo critica nei confronti di Confindustria. E Libero, il Giornale, Il Tempo, ecc. non nascondono certo le loro simpatie per il centrodestra. È una banale questione di trasparenza. Il lettore ha il diritto di sapere a quali influenze politiche è soggetto un giornale, e se dietro certi titoli e certe impaginazioni c’è una semplice scelta giornalistica o altro.

La redazione locale della Stampa, invece, si schiera fingendo di non farlo. Parteggia fingendo di informare. Fa propaganda per una parte (quella al potere) fingendo di fare cronaca politica.

Ultimi esempi? Beh, l’ultimissimo è sulle pagine valdostane di ieri. A pagina 53 si trova uno sfogo sopra le righe (come al solito) da parte del Presidente-Prefetto Caveri. Il titolo: Perrin mangiato dall’Arcobaleno.
Un’analisi da dilettante della politica, stranamente coincidente con quella del galantuomo Ferraris. Ripropone la tesi, del tutto campata in aria, senza alcuna corrispondenza nella realtà, di un Partito Democratico di ultrasinistra. I casi sono due: o Caveri capisce poco di politica (il che non è affatto da escludere, visti i danni provocati in soli tre anni di governo) oppure è in malafede. Il tentativo è quello di screditare il PD, visto come una seria minaccia al sistema di potere unionista. Siccome i sondaggi attruibuiscono al PD valdostano percentuali molto elevate (dal 15 al 20 per cento) l’ordine di scuderia è quella di descriverlo come una succursale dell’Arcobaleno.
Bene, e la Stampa che fa?
Oltre a  riportare con grande evidenza il delirio caveriano, gli va in soccorso confezionando un titolo capolavoro nella pagina accanto: PD-Arcobaleno, settanta nomi per battere l’UV.
Un titolo del tutto fuorviante, elaborato con il chiaro scopo di contruibuire alla strategia unionista. Di cosa parla infatti l’articolo? Della presentazione delle liste del PD e dell’Arcobaleno per le prossime elezioni regionali.
Due presentazioni avvenute in sedi separate e in tempi diversi.
Ma la Stampa, per compiacere Caveri, le mette insieme, ingannando il lettore, perché gli fa credere che PD e Arcobaleno siano una cosa sola, e che le due forze costituiscano un’alleanza a due.
Eppure i giornalisti e i titolisti della Stampa sanno bene come stiano in realtà le cose. Alle prossime elezioni regionali ci saranno tre liste separate di PD, VdaVive-Renouveau e Arcobaleno. Queste tre forze avranno un programma comune, come prevede la legge elettorale.
La barra di questa alleanza, comprendente le forze che alle politiche hanno fronteggiato alla pari l’ex corazzata unionista, è centrata sulla forza riformista del Partito Democratico.

Questa è la verità che fa paura all’Union e ai suoi vassalli, che fa temere il tracollo del regime e il passaggio a una fase nuova della politica valdostana.

Una verità da contrastare con la disinformazione dei cittadini. E la Bugiarda (come è detta affettuosamente La Stampa) corre subito in soccorso. 

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6 pensieri su “La Bugiarda corre in soccorso

  1. Scusami se sono sincero . Mi pari eccessivo nella critica . Se vvive- renouveau indicava i nomi della lista contemporaneamente a pd e arcobaleno , allora la stampa faceva riferimento ai 105 ……..

  2. Non ti devi scusare di essere sincero. E’ una dote che apprezzo.

    La critica può forse apparire eccessiva, ma arriva dopo tutta una serie di articoli, titoli, ecc. della Stampa che ho trovato molto scorretti, soprattutto nel corso dell’ultima campagna elettorale. Carlo Perrin messo alla gogna come se fosse stato già condannato dalla Corte dei Conti, all’inizio di una campagna elettorale in cui il principale argomento usato dai nostri avversari sarebbe stata proprio la denigrazione di Perrin, attaccato in maniera indegna dai diffamatori di professione con l’intento di incrinare la sua reputazione di uomo onesto. Il largo spazio dato ad autentiche bufale, come il presunto successo per avere ottenuto cospicui finanziamenti per la ferrovia Aosta-Chivasso, ricevuti in realtà per merito di Nicco e Perrin. Lo spazio preponderante dato alla lista Vallée d’Aoste nell’ultimo giorno di campagna, scelta questa non giustificata, visto che fino a prova contraria i parlamentari in carica erano i nostri. Eccetera eccetera.

    Per non parlare di come quel giornale ha trattato la questione Ferraris, dando spazio (enorme) solo alle sue dichiarazioni e censurando (censurando) le motivazioni della sua esclusione dal partito diffuse tramite comunicato stampa dall’esecutivo del PD. Di come quel giornale abbia accreditato la menzogna secondo cui il partito fosse in mano a estremisti, incapaci, dilettanti che conducevano il partito in senso contrario alle idee portate avanti da Veltroni, mentre erano messi in minoranza sedicenti “veltroniani doc” (ovviamente Ferraris & c.)
    Questa idea balzana che il PD sia un covo dell’ultrasinistra, oltre a essere una sciocchezza, è anche l’argomento principale usato dall’UV (vedi Peuple) per screditare il nostro partito e cercare di influenzare i nostri elettori più moderati. Caveri l’ha ripetuto ma non è certo il solo.
    Quel titolo della stampa, con a fianco una grande fotografia del gruppo dell’Arcobaleno, dà spazio e autorevolezza a quella sciocchezza, e continuo a considerarlo una grande scorrettezza nei confronti del PD.

    La mia fiducia nell’imparzialità della Stampa è incrinata. Spero di potermi ricredere, e nel caso ne darei atto volentieri, nel corso della campagna elettorale molto delicata che si apre adesso.

  3. Capisco quello che intendi in questa critica ma a mio avviso l’articolo riportato mette in luce, nella sua grossolanità un problema di immagine di non poco conto che le liste “alternative” (arcobaleno,Pd, vdavive+Rv) si troveranno ad affrontare nelle prossime regionali.
    Malgrado la bozza del programma comune gli elettori che possono avere simpatia in queste forze faticano a trovare motivazioni in un possibile futuro “in comune”.
    Chi fino a poco tempo fa ha votato Union e che si sente pronto ad un cambiamento potrà mai pensare di doverlo condividere e mediare con gli estremisti dell’arcobaleno e viceversa?

  4. Quando leggerai il programma comune tra le tre forze capirai che non c’è nulla che non possa essere condiviso da chi fino a poco tempo fa ha votato Union. La coalizione si propone di governare la regione, e di governarla bene, con nuovi metodi. L’estremismo non c’entra nulla. Un programma di governo di una regione può benissimo essere perseguito insieme da forze che partono da posizioni ideali distanti. Non dobbiamo decidere se andarcene dall’Afganisthan, e da queste parti persino un “trinariciuto” sarebbe convinto che sia necessario un ruolo meno invasivo da parte della Regione.

    Quel dubbio che tu esponi sarà usato da Uv e alleati in maniera strumentale. Serve a infondere negli elettori la convinzione che in fondo sia meglio continuare ad affidarsi al vecchio, senza salti nel buio. Proprio per questo ho reagito in questo modo a quel titolo della Stampa. Perché dà manforte a quella argomentazione insussistente ma che potrebbe trovare spazio in una parte dell’elettorato.

    In realtà, nella coalizione che si propone di scalzare Uv e alleati dal governo della regione, il peso e il ruolo dell’Arcobaleno sono marginali. La barra dell’alleanza è tenuta dalle posizioni riformiste del PD e di VdaVive-Renouveau, che, vedrai, conteranno molto di più anche in temini di percentuali elettorali.

  5. Pingback: V-Day « Il blog di Vincenzo Calì

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