Dobbiamo vincere

La grande novità di queste elezioni regionali, che deve essere comunicata agli elettori, risiede nella possibilità concreta di ribaltare i rapporti di forza nel Consiglio regionale.

È un fatto nuovo e sconvolgente. Sconvolgente per il regime, si intende.
Negli ultimi venticinque anni, infatti, l’esito delle elezioni era scontato, con la centralità ineluttabile dell’Union Valdôtaine.

Ripeto: questa volta i valdostani hanno la possibilità concreta di cambiare. Nessuno può dire chi vincerà. Le due coalizioni, quella incentrata sull’Uv e quella Autonomista Progressista, si fronteggiano alla pari, come hanno dimostrato le elezioni politiche dell’aprile scorso.

Si tratta di un risultato politico importantissimo ottenuto dall’Alleanza Autonomista Progressista (il Galletto) che è riuscita a introdurre anche in Valle d’Aosta il concetto di bipolarismo, da intendersi come “democrazia governante”, per dirla con le parole di Arturo Parisi. Una democrazia, cioè, che permetta la scelta tra più proposte, e la possibilità di alternanza al governo tra partiti o coalizioni differenti.

Una svolta necessaria, perché l’inamovibilità dal potere provoca inevitabilmente tutti i guasti di cui soffre oggi la società valdostana: la mancanza di democrazia e di libertà, il clientelismo sfrenato, la degenerazione della lotta politica in scontro tra comitati di affari.

L’unica occasione in cui l’Uv fu spedita all’opposizione risale al 1990. Ma il famoso ribaltone fu preparato con una congiura di palazzo, profittando di una trasferta a Barcellona di Rollandin. Per questo durò poco.

Stavolta saranno gli elettori a decidere. Hanno davanti a loro due proposte alternative.
Da una parte la conservazione, il regime, la difesa di privilegi e interessi personali e di comitati d’affari.
Dall’altra una proposta di rinnovamento, di governo della cosa pubblica basato sull’interesse generale, sul cambiamento dei metodi di governo. Una proposta di rilancio per la società valdostana, la sua economia, la sua democrazia, la sua cultura.

Tre anni fa si cominciò a capire che questa svolta era possibile anche in Valle d’Aosta. Oggi abbiamo l’occasione, forse irripetibile, di completare questa rivoluzione dolce.

Possiamo mandare a casa Caveri, Rollandin, Viérin e tutti gli altri clan che tengono in scacco la nostra democrazia.
Possiamo cambiare davvero. Non sprechiamo questa opportunità.

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Un pensiero su “Dobbiamo vincere

  1. speriamo proprio di mandarli a casa, o per lo meno speriamo che finalmente finisca l’ipocrita ni droite ni gauche e che, come in campo nazionale, micronazionalisti (UV, cioè la lega locale) e macronazionalisti (PdL e AN) si ritrovino sotto lo stesso tetto.

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