En Amérique

“Può accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali porti gli uomini a mettersi nelle mani del primo padrone che si presenti loro.

In effetti, nella vita di ogni popolo democratico vi è un passaggio pericoloso. Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente della civiltà e dell’abitudine alla libertà, arriva un momento in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi perdono la testa alla vista dei beni che stanno per conquistare.

Preoccupati solo di fare fortuna, non riescono a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti. In casi del genere, non sarà neanche necessario strappare loro i diritti di cui godono: saranno loro stessi a privarsene volentieri.…

Se un individuo abile ed ambizioso riesce ad impadronirsi del potere in un simile momento critico, troverà la strada aperta a qualsivoglia sopruso. Basterà che si preoccupi per un po’ di curare gli interessi materiali e nessuno lo chiamerà a rispondere del resto. Che garantisca l’ordine anzitutto!

Una nazione che chiede al suo governo il solo mantenimento dell’ordine è già schiava in fondo al cuore, schiava del suo benessere e da un momento all’altro può presentarsi l’uomo destinato ad asservirla.

Quando la gran massa dei cittadini vuole occuparsi solo dei propri affari privati, piccoli partiti possono impadronirsi del potere. Non è raro allora vedere sulla vasta scena del mondo delle moltitudini rappresentate da pochi uomini che parlano in nome di una folla assente e disattenta, che agiscono in mezzo all’universale immobilità disponendo a capriccio di ogni cosa: cambiando leggi e tiranneggiando a loro piacimento sui costumi; tanto che non si può fare a meno di rimanere stupefatti nel vedere in che mani indegne possa cadere un grande popolo.”

Alexis de Tocqueville, tratto da “De la démocratie en Amerique”(1840)

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2 pensieri su “En Amérique

  1. Quello che mi disturba di più è il fatto che la nostra Costituzione vieta la ricostruzione del partito fascista e tutto quello che è ideologia di discriminazione e/o sopraffazione.

    Su queste basi negli anni 70 il Movimento Sociale fu praticamente ostracizzato considerandolo un prodotto “anomalo” della democrazia. Cioè c’era, esisteva, ma non era un partito dell’ “arco costituzionale”. Seppur gli venissero fornite tutte le garanzie costituzionali era un ” bandito “, a prescindere.

    Tutto questo si è perso, non so come, ma si è perso. Forse fa parte della solita nostra italica sciatteria, del volemose bene, quello che tanto manca a molti italiani all’estero. Non ho soluzioni, non ho teorie, non so neanche perchè sia successo.

  2. Luminoso Giorgio , il MSI è stato trattato vergognosamente , ma la legge elettorale del tempo gli ha permesso di esistere . Oggi è peggio : con la finzione di interpretare presunti voleri dei cittadini , si fanno leggi elettorali per il tornaconto dei partiti più grossi sulla pelle della democrazia effettiva .

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