Lettera ai miei venticinque elettori

Chiedo scusa per il silenzio, ma ero impegnato a leccarmi le ferite…

Avevo cercato di non farmi troppe illusioni sul possibile esito delle elezioni, anche se era mio dovere (di candidato) professare ottimismo. Ma il risveglio è stato brusco comunque. Non sospettavo lontanamente un disastro di queste proporzioni.

Rileggere il testo del mio discorso in piazza Chanoux di giovedì sera, alla luce dei risultati, indurrà molti al sorriso (diciamo pure alla derisione nei miei confronti) per l’assoluto distacco dalla realtà che ho dimostrato.

Speravo nel ballottaggio, e invece la coalizione unionista ha raggiunto addirittura il 61,9%.

Credevo nell’affermazione del bipolarismo, e invece il risultato ha quasi ricalcato quello del 2003, con le forze autonomiste che hanno perso solo il 5% malgrado l’ottimo risultato di VdaVive-Renouveau.

Ero fiducioso in un buon risultato del Partito Democratico, progetto per il quale avevo lavorato da dieci anni a questa parte, e invece c’è stato un calo di qualche decimale rispetto al dato dei soli DS nel 2003 (senza contare Alé Vallée, che allora aveva ottenuto il 4,74% ed è oggi confluita in parte nel PD).

Soddisfatto del piccolo miracolo avvenuto alle primarie di ottobre, quando eravamo riusciti a rinnovare profondamente la dirigenza del partito rispetto a quella dei DS, con l’arrivo di tante persone nuove, speravo che tale miracolo trovasse conferma nel risultato delle elezioni regionali. E invece sono stati eletti tre ex DS, con le persone di altra provenienza relegate nelle parti basse della classifica delle preferenze.

E infine tenevo a un buon risultato personale, che mi confermasse la giustezza della mia battaglia politica rivolta al rinnovamento della politica valdostana, alla svolta da molti (?) auspicata verso un sistema politico meno corrotto, meno clientelare, più democratico. E invece ho ottenuto un numero di preferenze di molto inferiore alle (mie) attese.

Una bocciatura su tutta la linea. Della mia persona, non ritenuta politicamente credibile dall’elettorato; del progetto politico (il PD) per cui mi sono speso negli ultimi anni; della coalizione del Galletto, sconfitta senza appello nelle elezioni più importanti.

Di questo risultato prendo atto senza cercare attenuanti, o ridicole giustificazioni.

Fino a stamattina ero un cittadino che si interessava attivamente di politica (non un politico, come molti pensavano). Ho fatto del mio meglio, ma non è stato apprezzato. Da stasera torno a essere un semplice cittadino. Auguro buon lavoro ai consiglieri eletti, e buona fortuna ai valdostani, evidentemente felici di vivere nel migliore dei mondi possibili.

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32 pensieri su “Lettera ai miei venticinque elettori

  1. mi dispiace soprattutto per il PD, che era una speranza (ora non più); alla sezione n. 15 di Aosta (Quartiere Cogne) ho notato che gli exDS, nella quasi totalità dei casi, non hanno votato neppure per Donzel, disapprovando così il loro stesso leader (9 voti Donzel, 9 voti Calì, numerosi voti a Rigo e Fontana), tanto che mi sono perfino stupito della sua elezione finale. Ha vinto il “vecchio” o il “sistema” anche all’interno del PD (gli exDS sono corresponsabili dello “stato delle cose” in cui è venuta a trovarsi la VDA in seguito alla loro “alleanza” (“sudditanza”) con l’UV). Rimaniamo un popolo servo, col cappello in mano, senza dignità, al servizio del signorotto di turno e dei suoi vassalli fedeli. Grazie per il tuo impegno disinteressato, sincero, nobile.

  2. La risposta dei mille quesiti pre-elettorali è stata quanto mai chiara.
    Ci sono due Union che hanno confluito per un giorno in un’unica scheda ma che hanno fatto ben capire quale è la parte che è dal popolo maggiormente seguita e condivisa.
    Inutile andare a ricercare spiegazioni filosofiche di un evento che ben poco ha da spartire con la filosofia ma è semmai immerso nella concretezza di quel “sentiment” di cui abbiamo diffusamente parlato in altri post su questo blog.
    La Valle ha un suo simbolo, giusto o sbagliato che sia, lo gratifica e lo coccola perchè è ai suoi occhi è l’ “impersonificazione” del suo sentiment.
    L’unica voce di contrapposizione valida è stata quella di Vda/Renouveau che si troverà ora a portare avanti e costruire su una buona base un nuovo e concreto modo si interpretare il futuro nella nostra regione.
    Il PD si è di fatto dimostrato un’incosistente azione mediatica privo di concretezza nell’animo della gente comune.
    Le tue parole sono certamente cariche di quell’amarezza che è un comprensibile ed è un doveroso gesto dovuto quello di dover tirar le somme di un importante momento di tempo ed energie profuse ad un risultato che non ha portato al risultato desiderato.
    Io non credo che riuscirai a ritornare ad essere un semplice cittadino perchè le basi morali che ti hanno mosso non te lo permetteranno.
    Un semplice cittadino certamente ma con pulsioni diverse dal cittadino comune.

    saluti

  3. Caro Vincenzo,
    so bene quanto ti sei speso per tutto questo, ma forse abbiamo creduto troppo nei valdostani. In ogni luogo sentivo parlare di quant’erano stanchi di questo assistenzialismo e clientelismo e invece…
    Credevo poi che Vda Vive e RV rosicchiassero molto di più nell’elettorato UV mentre è piuttosto evidente che hanno reso dal nostro. Forse per la litigiosità che ci portavamo appresso e che spesse volte logorava noi stessi.
    Ora qualcuno ci dirà quanto abbiamo sbagliato a non andare nella coalizione che stava al centro della scheda mentre io continuo a credere che abbiamo fatto la scelta giusta e che a lungo termine questa cosa sarà premiata.
    I valdostani hanno scelto in base a vecchie logiche e domani si troveranno un inceneritore, un aeroporto e una porte de la vallee che pagheremo di tasca nostra. Hanno scelto di consegnare uno strapotere in mano ad una persona.
    Ora tutto questo non è sicuramente un bell’esempio di democrazia ma ti prego NON MOLLARE.
    Un abbraccio

  4. è triste dover scrivere quanto mi dispiace..
    in questo progetto ho creduto fin dall’inizio e in questa (per me) bella campagna elettorale mi hai tenuto compagnia e mi hai accompagnata e sostenuto in molte occasioni. Il tuo forte impegno in questo partito non è stato vano, te lo assicuro, anche se purtroppo i numeri non mi danno ragione. ma vorrei oltrepassare questo scoglio dei voti ed andare a quello che tu hai trasmesso alle persone che, insieme a te, hanno fatto questa esperienza. io che ero alle prime armi e non sapevo davvero da che parte girarmi, con persone che mi facevano domande a cui allora non sapevo rispondere, ora mi sento davvero cambiata, maturata, arricchita. Arricchita di un bagaglio che ho fatto mio grazie alle lunghe chiacchierate con te sulla legge elettorale, la famosissima porte de la valle e su quel cambiamento in cui credevamo e speravamo. so che questo non può servire a molto, non sono qui a scrivere per pregarti di fare una cosa che non senti più tua, ma solo per ringraziarti per l’impegno e l’amore che hai dato al nostro partito.
    sai che ovviamente penso e credo che il partito abbia ancora bisogno di te…
    con tanto affetto…

  5. In VDA (ma non solo) siamo ancora in pieno medioevo, in piena epoca feudale, politicamente parlando siamo al livello dell’Afghanistan, dell’Iraq (ma senza petrolio, e con un pochino di acqua), con i suoi clan, le sue faide (prima la legnata a Rollandin, ora la legnata di Rollandin). Bisogna farsene una ragione e non demoralizzarsi. Non siamo noi (e tu Vincenzo, in particolare) ad aver sbagliato, è tanta gente, anche in buona fede per non aver mai conosciuto altro, a non aver ancora capito che ci stiamo sempre più “segregando” “ghettizzando” “separando” dal mondo e dal futuro. E’ un mondo (la VDA) che ha una paura atavica del diverso, dell’estraneo, un mondo in fondo inospitale (es. turismo) nonostante le sue risorse, chiuso in sé stesso da secoli e secoli. Ci vorrebbe una “rivoluzione culturale”, prima ancora che politica. Dimentichiamo per un momento il risultato delle elezioni (ci eravamo illusi che qualcosa fosse cambiato dopo la “legnata” a Rollandin, che era invece solo il frutto di un “regolamento di conti” interno all’UV) e pensiamo al futuro.
    Ma quale altra Regione italiana potrà vantarsi di avere un “Governatore” pluricondannato in via definitiva, interdetto dai pubblici uffici e “graziato”, decaduto a suo tempo per reati contro la pubblica amministrazione, debitore ancora in parte insolvente di milioni di euro alla pubblica amministrazione e nel contempo “plebiscitato” dal suo peuple?
    Un record invidiabile, no?
    Purtroppo non vince il migliore, ma chi riesce ad accappararsi, in un modo o nell’altro, il maggior numero di voti. Ha vinto il peggio e quindi c’è da essere fieri ed orgogliosi di NON essere tra i vincitori.
    Vincenzo, invece di abbatterci(ti), dovremmo essere fieri ed orgogliosi di questo. Bruno

  6. Hanno prevalso le vecchie logiche, le vecchie regole, i vecchi partiti. Sono amareggiata quanto te per i risultati, non per me , visto che ho dato un modestissimo contributo, ma per il rinnovamento che stento a scorgere.
    Devo ammettere che il sistama caccia aL voto mi disgusta, ma pare sia quello che vinca, come d’altronde la mediocrità, l’arroganza, il personalismo sfrenato, oserei dire il nepotismo. Ma sai che ti dico, CHE I POCHI CHE SANNO RINNOVARE SE STESSI SONO I VERI VINCITORI, TUTTO IL RESTO E’ MASCHERA.
    con grande affetto
    Rosanna

  7. Scusate l’intrusione, ma non posso fare a meno di intervenire. Cosa credavate che potesse succedere, il partito democratico ha fatto insieme agli altri della pseudo coalizione un grave errore. Contro lo strapotere dell’union al posto di presentare un listone con 35 pezzi da 90 (vi prego di passarmi il termine) avete fatto 2 liste (PD-RENOUVEAU/VDA VIVE) che hanno spaccato a metà l’elettorato facendo poi confluire i voti degli indecisi nella lista arcobaleno, voti sprecati visto il risultato.
    La Valle non è l’Italia dove il PD è il secondo partito, qua le radici autonomiste sono sempre forti era quindi una mossa obbligata cercare un’alleanza con forze autonomiste come vda-vive e renouveau che sui territorio Valdostano sono meglio distibuite.
    Grazie per l’attenzione

  8. Ringrazio tutti coloro che mi hanno scritto, anche privatamente, e chi mi ha telefonato.

    Mi avete tutti ricordato, in fondo, che ho una responsabilità verso le persone che mi hanno votato, anche se sono state troppo poche.
    Le ringrazio una a una, tutte e trecentoquarantotto.
    Non vorrei certo fare come quegli artisti che quando vedono un pubblico scarso maltrattano i pochi spettatori presenti, per punirli dell’assenza degli altri…

    Vorrei rassicurarvi: non cambio idea, continuo a pensare le cose che ho detto in campagna elettorale e prima ancora. Continuerò a dirle e a scriverle (qui e ovunque sarà possibile).
    Sono disponibile a dare una mano quando me lo chiederete. Vi sosterrò ancora. Sarò dalla vostra parte, dalla parte di chi si oppone al fiume in piena del regime, anche se (ormai) senza speranza di poterlo rovesciare.
    Per dovere di testimonianza.

    Il responso elettorale ha sentenziato che io sono tra coloro che si devono fare da parte. E’ una semplice constatazione. Ma non sono abbattuto, Bruno. Sarò combattivo anche da semplice cittadino, come te.

    Katia e Raffaella, voi invece eravate alla prima esperienza e avete ottenuto un ottimo risultato. E’ giusto che andiate avanti con l’entusiasmo e la passione che avete dimostrato finora. La Valle d’Aosta ha un disperato bisogno di persone come voi.

  9. C’è un lavoro da fare, da oggi: ai nostri concittadini che sognano i favolosi anni ’80, e hanno votato per chi cantava allora, e sperano così di diventare simpatici, intelligenti, spregiudicati e ricchi come lui, occorre ricordare con pazienza che…

    il voto non è un buono benzina, è un pezzetto d’anima

  10. Chiedo scusa. Nel commento precedente ho scritto Katia invece che Erika. Non è un lapsus freudiano, è proprio un lapsus rimbambiano.

  11. Caro Vincenzo,
    vorrei farti notare che hai preso ad Aosta lo stesso numero di voti di alcuni attuali e ex consiglieri comunali e regionali.
    Credo quindi tu debba analizzare i dati nella loro interezza e non parzialmente.
    Su Erika e Katya non ti preoccupare, il fattore K è spesso confuso e visto che la mia dolce metà è proprio K direi che è veramente una lettera che mi perseguiterà per tutta la vita!!!!

  12. Cara Erika,
    credi davvero che il risultato di Vincenzo gli abbia dato l’onore che merita? Un uomo che percepisce e comunica la politica ad un livello di pensiero così alto e al di sopra delle meschinità umane che lo hanno visto invece bersaglio di attacchi e voltafaccia durante la campagna elettorale dai suoi stessi compagni, non potrà certo sentirsi fiero di quei 348 voti sudati, ma che rappresentano anche il fallimento di un progetto di rinnovamento. Ma il vostro guru avrà trovato una risposta adeguata anche a queste anomalie elettorali.. vero?

  13. quindi stai suggerendo di criticare un comportamento e poi comportarci come gli altri partiti?
    Bersaglio di attacchi dai suoi stessi compagni? E’ vero Vincenzo?
    Ti ripeto che prendere gli stessi voti ad Aosta di un consigliere regionale o comunale non lo vedrei come un fallimento.
    Il progetto di rinnovamento credo passi anche nella persona di Donzel, ma…
    Il mio guru, ossia l’unica persona che ascolto sempre e comunque, solitamente parla solo di calcio e per lo più tifa Toro quindi direi che su questo non può dirmi assolutamente nulla…

  14. Cara Erika, il mio risultato è molto negativo. Stop. Non voglio essere come quei politici che girano e rigirano il responso delle urne alla ricerca di mille giustificazioni.
    Persone del Pd che dicono di stimarmi e mi chiedono di non mollare non mi hanno votato, né hanno chiesto ad altri di votarmi. E’ una stima un po’ strana, ma ammetto di dover ancora imparare a conoscere le molte sfumature dell’animo umano.
    Questo fatto mi ha amareggiato, ma non è che io molli, perché le persone che invece mi hanno votato (senza ottenerne in cambio alcuna promessa di favore personale) meritano la mia attenzione.
    Il problema politico è che l’operazione Pd in Vda non è riuscita. Era un’operazione quasi impossibile, con la Margherita così debole. Qualche risultato sono contento di averlo ottenuto. Molte (ehm, alcune) persone validissime e oneste si sono avvicinate alla politica attiva per mia “intercessione”. Ma la commistione non ha funzionato: alla prova del voto la crema è impazzita, e noi non ex-Ds ci siamo ridotti a fare da portatori d’acqua per un riposizionamento delle vecchie correnti interne a quel partito.
    Che fare adesso? Non lo so ancora. Certo, è necessario un chiarimento definitivo. Come in Sicilia si è per il sistema Cuffaro o contro di esso, così in Valle d’Aosta si deve scegliere se si è per il sistema intriso di mafiosità che impera oggi, o contro di esso. Il Pd siciliano (compattamente) non si pone ambiguamente rispetto a questa scelta di campo. Sta all’opposizione. Così deve essere anche qui. Il Pd, ma tutto e non solo una parte, deve stare dalla parte giusta. In regione, in comune e ovunque. Bisogna costruire un’opposizione coerente, convinta, trasparente. Credibile. Il Pd valdostano, hanno detto gli elettori, così com’è non è credibile.

  15. La stima si tramuta in voto?
    Beh, ahimé all’interno della nostra lista stimavo ben più di 3 persone…
    E con grande tristezza vedo che ognuno pensa per se. Uno dei migliori sindaci che conosca è stata fra le meno votate. Nulla toglie che di quella lista per me fosse la migliore!
    Il PD valdostano per essere credibile deve essere tutto schierato da una parte? Per fortuna è aperto e plurale e per fortuna ci sono persone che la pensano in modo diverso. Dubito esista al mondo un gruppo, a parte nelle dittature, dove tutti la pensano nello stesso modo.
    Credo che per essere credibile il PD semplicemente non deve assecondare certe logiche che condanniamo.

  16. Erika, Erika… non cadere nel politichese politicante…
    E’ ovvio che in un partito ci siano persone che la pensino in modo diverso, ma non su certe questioni fondamentali. Altrimenti dovremmo dedurne che stare nel PdL o nel PD o nell’UV sia la stessa cosa. Dovremmo dedurne che i partiti sono semplici contenitori nei quali può stare chiunque, qualunque idea professi… Una sorta di dopolavoro ferroviario, insomma…
    Dovremmo dedurre (dal tuo ragionamento) che essere razzisti o contro il razzismo sia indifferente rispetto alla militanza in un certo partito… (accetteresti come arricchimento culturale un nazista nel partito?)
    Che essere contro il clientelismo e il voto di scambio oppure approvare e adoperare questi mezzi non sia un argomento per decidere in che partito iscriversi…
    Ti riporto all’esempio del mio commento precedente: in Sicilia a nessuno del PD verrebbe in mente di governare con Cuffaro. E’ escluso a priori. Fa parte delle scelte fondamentali, che discriminano nettamente chi sta da una parte e chi dall’altra, e perché.
    Quindi, per favore, piantiamola con questa storia delle idee diverse che possono convivere all’interno del partito. Il PD da che parte sta? Se sta con quelli, io non ci sarò di certo. Io sarò dall’altra parte.

  17. Il PD in queste 4 campagne elettorali ha sempre detto con chi vuole stare.
    Ora non si può cambiare il passato, ma pensiamo al futuro.
    Indubbio ci siano dei nostalgici. Succede anche dentro l’UV dove da congresso escono con un documento per cui vogliono tornare con i DS quindi?
    Cerchiamo di evitare di cadere in personalismi e facili conclusioni.
    E’ il clientelismo l’unica cosa che ci divide o forse anche una diversa visione su come governare la Valle?
    Ecco, crediamo di più nelle nostre idee e meno nei rancori e così l’alleanza del 2006 potrà continuare più forte di prima e ricordiamoci che per le comunali riescono a controllare molto meno il voto….

  18. Entro nel dibattito con un pensiero che credo condividiate: La Valle d’Aosta è un pò come l’Italia! Ha vinto l’uomo forte, l’uomo delle grandi promesse, l’uomo delle sconfitte e delle grandiose resurrezioni. Anche nella nostra piccola realtà il ruolo del leader carismatico diventa centrale e impone a tutti una forte riflessione sull’evoluzione delle attuali democrazie occidentali. In Valle d’Aosta il successo personale di Rollandin è ancora più eclatante e miete vittime fra forze d’opposizione, fra gli stessi alleati dell’UV fortemente ridimensionati e dentro la stessa UV, facendo il vuoto dietro di sé.

    Spero solo che queste vittime rimangano tali e identificate nell’ambito della famosa “corazzata”. Mentre nell’ambito del centro sinistra e più propriamente nel Pd, mi auguro che pensieri bui e ricchi di pessimismo, come quelli di Vincenzo che sta esternando, scompaiano in fretta e senza code residuali dalle nostre fila. Lo dico senza fare la solita manfrina del: mi è dispiaciuto, dai non ti abbattere, non perderti d’animo, i trombati sono altri, ecc, ecc. Io dico solo che i veri cavalli di razza non si fermano al primo ostacolo, caro Vincenzo, e la determinazione a proseguire verso il traguardo e in questo caso verso il completamento del nostro progetto del Pd, vada mantenuta e possibilmente aumentata.

    Ricordati che sono questi i momenti che l’avversario più temibile aspetta! Come quando in un incontro di pugilato, il pugile che ha subito un colpo dimostra d’essere groggy, vedi il suo contendente trasformarsi in una belva per finirlo definitivamente. Tu sei forte caro Vincenzo, sei in grado di riprendere il controllo della situazione e ricuperare l’attimo di sbandamento. Sei un uomo che conosce ” l’arte” della nobile arte, in questo caso della politica Non lasciare all’antagonista muscoloso e forzuto il piacere di vincere solo con la forza del picchiatore. Ricordi Duilio Loi e Nino Benvenuti? Campioni del mondo senza avere nel pugno la forza del
    KO, ma abile schermidori, punzecchiatori e rapidi di riflessi nel colpire il bersaglio!

    Come si dice… del senno di poi son piene le fosse, ma se avessimo contato nelle nostre urne una ventina di voti in più, non saremmo qui a recriminare più di tanto. Come vedi caro Vincenzo, dobbiamo uscire da questa impasse, e senza il tuo apporto sostanziale sarà per tutti noi molto difficile venirne a capo. Come avrai già notato gli sciacalli si stanno gia aggirando tra noi. Dai manteniamo acceso il fuoco e la voglia della politica vera e teniamoli lontani, per ora dal nostro accampamento. Ci abbiamo messo così tanto a relegarli tra i loro simili! Tempo verrà che ciò che abbiamo, che hai seminato fiorirà, e allora…

    Ciao Vincenzo

  19. nell’era del Cinghiale non sono ammesse le mezze misure. il Cinghiale ha detto: o con me o contro di me. Cesal doceat (insegni): S. Lorenzo abbrustolito sulla graticola.

  20. Erika, il tuo commento è incomprensibile. Parli di “rancori”, “personalismi”, “facili conclusioni”… Non si capisce a cosa e a chi ti riferisci. Qui si sta parlando di politica.

    Nell’UV, che citi, sono tutti, dal primo all’ultimo, per il mantenimento di questo sistema clientelare. Sennò ne sarebbero usciti. Non si può essere un po’ contrari al clientelismo, così come non si può essere un po’ incinte. (Siamo nell’era digitale: il Cinghiale, come ricorda Bruno, l’ha capito. Uno o zero, alto o basso, con me o contro di me)
    Il sistema mafioso-clientelare che impera in Valle (sostenuto dalla maggior parte degli ex cittadini, ora sudditi) non è un argomento tra i tanti. E’ la questione fondamentale. Gli altri temi ne sono direttamente influenzati. Se tu analizzi la questione smaltimento rifiuti in un’ottica clientelare-affaristica, l’inceneritore è un’ottima opportunità. Qualcuno ci può fare affari d’oro. Se lo guardi dal punto di vista dell’interesse generale diventa un’ipotesi da scartare, perché è una soluzione antieconomica prima ancora che inquinante. Se guardi alla questione ospedale con l’ottica degli appalti e degli appaltini la scelta cade sull’ampliamento, dal punto di vista dell’interesse dei cittadini invece si sceglierebbe un ospedale nuovo. E potrei continuare con tutti gli altri temi sul tappeto: da quella questione fondamentale derivano i programmi di governo. (A proposito di tappeti, è ovvio che all’UV un tappetino come i Ds faceva molto comodo, ecco perché quel documento congressuale, votato all’unanimità mi pare, e non solo da una parte).

    Giorgio, qui non si tratta di avere pensieri bui e pieni di pessimismo. Si sta analizzando con realismo e lucidità la situazione attuale. Non bisogna certo rassegnarsi. La mia visione della politica è questa: non serve a nulla lamentarsi dell’esistenza del “male” (che è tale dal nostro punto di vista, ovviamente. C’è chi pensa che Hitler sia il bene e Gandhi il male…). Serve di più fare quanto è nelle nostre possibilità per evitare che vinca sempre e ovunque. Così come, quando si è malati, si può guarire solo se lo si crede possibile.
    Vedi, forse per te il PD rappresentava, rappresenta, l’inizio di una fase nuova. Per me, per la mia vicenda politica, è stato invece la conclusione di un percorso. Constatarne il fallimento (parlo del livello valdostano), associato alla mancanza di riconoscimenti alla mia azione (da parte dell’elettorato), mi porta per forza a una pausa di riflessione sul mio ruolo.
    In questo momento credo sia necessario rimettere in discussione il nostro percorso, immaginando un’altra svolta. Il PD valdostano è nelle secche, meglio sarebbe costruire una nuova nave, lasciando a terra l’equipaggio che remava contro e prendendo come compagni di viaggio solo coloro che hanno la nostra stessa meta: la costituzione di un’alternativa credibile e possibilmente vincente a questo sistema di potere.

  21. Salve, sono un cittadino qualcunque molto legato alla Valle d’Aosta e mi riconosco nell’area del PD.
    Mi vorrei avvicinare alla politica ora che ho visto la debacle ricevuta dalla tornata elettorale, perchè credo che ci sia bisogno di dare una mano (ovviamento piccola sia di misura sia di intensità, ma è quello che posso dare).
    Sono partito dal leggere il sito del Partito Democratico della Valle d’Aosta via via visitanto i blog e siti amici.
    Ammetto di essere perplesso. E’ ammetto di provare una profonda ammirazione per il suo coraggio, sig. Calì (le do del lei per ovvi motivi, non credo ci si sia mai visti)
    Lei è l’unica persona che ha dato una chiara lettura della situazione politica valdostana dopo il 25 maggio. Una dura sconfitta. anzi durissima considerati gli sforzi, che ho letto, produsi dalla costituzione del partito.
    La sua lettura è lucida e priva di giustificazioni o di distorsioni volute o non.
    Le dico che mi dispiace, davvero, io non l’ho votata perchè non conoscendo le persone della lista (che al di là di qualcuna era davvero poco….espressiva) ho votato il segretario e i consiglieri uscenti (sperando di non sbagliare), ma il mio è stato un voto della disperazione, perchè quasi ingabbiato a non poter votare altro. Sì le dico quasi a non poter votare altro perchè il mio sentimento legato al mondo di sinistra mi ha impedito di guardare ad altre forze che hanno comunque dato vita ad un colloquio con la gente, hanno dato vita ad un programma, seppur imbevuto di embrionali forme clientelari..
    Il PD invece e mi dispiace dire questo, quasi mi vergogno, poco o nulla! solo molti no giustificati dalla possibilità di alimentare le suddette forme clientelari, e poi… niente di innovativo.
    Mi scusi ma cosa pensa il pd della valle d’aosta del 2020? qual’è il disegno per l’economia di una regione in declino? solo l’assicurazione di un posto fisso? nobile, nobilissimo obiettivo peccato però che oggi, 4 giugno del 2008 in un processo di globalizzazione sono altre le logiche di integrazione a cui si dovrebbe pensare. Cosa si è detto della Valle d’Aosta come polo attrattivo per il turismo, per le eccellenze sulla ricerca e l’innovazione? poco o nulla.
    Sig. Calì mi rendo conto di essere piuttosto banale nelle mie considerazioni che,e credo di avere la presunzione, di essere quelle di un cittadino valdostano che guarda con preoccupazione al futuro della valle soprattutto con un centro sinistra guidato da un management (uso un termine privatistico e non so se è corretto) incapace di dare una chiara lettura e un chairo profilo per la politica valdostana. Vede sig. Calì io l’ammiro perchè lei è stato l’unico a fermarsi e farsi delle domande… La prego non molli la presa. la prego regga a questo momento di sconforto e vada avanti anche da politico perchè mi sembra essere l’unico o uno dei pochi ad avere chiare le idee.
    Anche quando afferma con forza che questo panorama politico è pervaso da logiche clientelari, cosa che non condivido totalmente. davvero vuol far crederer a me e a quelli come me che 13mila e rotti cittadini hanno votato con l’obiettivo di andare a chiedere poi unposto di lavoro? andiamo, capisco anche 5 – 6 mila ma non tutti. Comunque è un mio pensiero… e ravviso in lei quegli elementi embrionali che potrebberò veramente svilupparsi in un futuro Albergo del pd…. Ho anche letto le risposte da altre persone Erika, Rosanna ecc in cui si asserisce che non tutti all’interno del pd hanno lottato per il comune obiettivo??? possibile? anche qui mi si forma nuovamento una domanda: ma l’attuale managemetn non ha una maggioranza incontrasta? e in ogni caso non sarebbe opportuno chiedersi perchè qualcuno che prima “lottava” per DS/Margherita/Alè Valle (credo che si dica così, io nel 2003 non ero neanche in Valle) ora non lotta più per il pd???
    quali sono le ragioni per cui avrebbero indotto queste persone a guardare altrove? solo la loro dispotica ricerca del consenso con il clientelismo??? anche qui non ci credo.
    Concludo, rinnovandole la stima e la richiesta di continuare a combattere perchè altrimenti temo che si lascerebbe un partito in mano a persone incapaci di fare autocritica e forse anche un pochettino presuntuose di essere sempre e comunque nel giusto.
    Mi scuso se sono stato così diretto e non voglio offendere nessuno ma questo è quello che io leggo e probabilmente molti come me della nascita del pd in Valle d’Aosta.
    grazie per l’opportunità di avermi fatto dire la mia, questo è bene
    un Cittadino Qualunque

  22. Beh, io ieri sera c’ero. Ho fatto molta fatica a resistere e ad ascoltare senza poter intervenire. Alcune volte la saggezza degli anziani può essere scambiata per pusillanimità. Ma invito chi legge a credermi, perchè ieri sera in c.so Battaglione, se avessi dato il via alle mie recriminazioni nei confronti di quella parte d’equipaggio che ha remato contro, si sarebbe scatenato il putiferio. Erano tutti lì i maggiori vogatori che avevano infilato il remo al contrario nello scalmo. Erano lì appollaiati pronti a scattare e a sbranare.

    Erano lì a ripetere la stessa scena, quasi la “fotocopia” di altre scene già viste. Come quella da me sofferta nell’assemblea del “Cittadino di Aosta” (eravamo nell’aula della Cgil), quando con un coro di dissensi poco simpatici a me rivolti, non mi fecero finire di parlare. L’allora presidente, l’esimio Caracciolo, (alla faccia della “democrazia”) non mi difese e lasciò che io tornassi a sedere senza farmi concludere la relazione. Stavano preparando il solito ribaltone. Erano tutti presenti dai Ferraris ai Fiou, dai Tonino junior e senior, ai giovani della Sg. capitanati da Giuliana Ferrero, D’Agostino, Carmine Sciulli, Fabio Statti, Luca Vernetti ecc, ecc. C’erano anche alcuni sindacalisti della Cgil che erano le braccia destre dei consiglieri e assessori regionali Ds-Gv e come allora anche oggi, ieri sera per la precisione, facevano parte della “scena madre”. Tranne alcuni personaggi, passati armi e bagagli verso altri lidi, l’equipaggio che remava contro era ancora lì! E uscendo con un amico molto alto ci siamo scambiate alcune considerazioni…..riprendo pari pari le tue fatte appena sopra:-

    ” Il PD valdostano è nelle secche, meglio sarebbe costruire una nuova nave, lasciando a terra l’equipaggio che remava contro e prendendo come compagni di viaggio solo coloro che hanno la nostra stessa meta: la costituzione di un’alternativa credibile e possibilmente vincente a questo sistema di potere.”

    Beh, ieri sera c’ero, ma non ho potuto fare altro che alzarmi e andarmene via. Stavo male credo che la pressione superasse i limiti consentiti dal regolamento di sopravvivenza e assieme a Giovanni altro cardiopatico, ci siamo incamminati verso casa. Avevo sentito troppo e così mi sono perso la replica del segretario. Avevo ascoltato persino parlare male del mio forum. Troppe cose scritte con “durezza” mi hanno detto. Credo, modestamente che siano state scritte solo con quella “Verità” di cui ho ancora l’autorizzazione ad usare.

    A presto e…”Estote Parati”

    giorgio

  23. Caro cittadino qualnque,
    mi dispiace che dal programma integrale inserito nel sito del Partito Democratico tu non abbia visto nulla sull’innovazione, sul turismo, sulla Valle d’Aosta che vuole il PD. Tu non abbia visto cosa crediamo debba essere l’Università della Valle d’Aosta o la Pubblica Amministrazione.
    Evidentemente pensavano che il messaggio potesse essere chiaro e invece…
    Spero che in questi 5 anni di opposizione tu possa capire meglio il nostro progetto per cambiare la Valle d’Aosta e crederci di più.
    A presto.

  24. Devo una risposta al “cittadino qualunque” (ma perché non firmarsi?).

    Grazie per le sue benevole parole nei mei confronti, che si aggiungono a quelle di altri e altre. Mi mettono un po’ in imbarazzo perché potrebbe sembrare che io me le sia tirate, con un’autocritica giudicata eccessiva da molti. Non era mia intenzione.

    Non è vero che il Pd non avesse un programma. Ce l’aveva ed era buono, anche come base per i prossimi vent’anni.
    Ma un programma buono non basta, anzi l’esperienza dimostra che la maggior parte degli elettori se ne disinteressa. C’è una tendenza da parte degli elettori: quella di votare per chi è avvertito come probabile “vincitore”. La sconfitta dell’Alleanza del Galletto è stata dovuta anche alla convinzione che non avesse possibilità di vittoria. Chi ha votato per i partiti dell’Alleanza, perciò, lo ha fatto dando fiducia ai partiti e alle persone ritenute più credibili nel ruolo di oppositori.
    Il Pd, che tante speranze aveva acceso alle primarie, non ha saputo incarnare la speranza di questo tipo di elettorato. Probabilmente perché non siamo riusciti a far passare l’idea che si trattava di un partito nuovo e non della prosecuzione del percorso Pci-Pds-Ds, con l’ennesimo cambio di nome privo di sostanza.
    Io avrei dovuto essere uno di quelli che con la loro presenza in lista rafforzavano questa idea di svolta verso un percorso nuovo.
    Ma non ho ricevuto credito da parte degli elettori. Noi non-ex-Ds siamo stati relegati ai margini, anche perché alla prova del voto il vecchio apparato Ds si è stretto attorno ai suoi rappresentanti. Ma è stato comunque il responso delle urne e ne prendo atto.

  25. Caro Vincenzo, una piccola consolazione potrebbe essere che non tutto l’apparato Ds si è schierato solo attorno ai suoi rappresentanti? Potrebbe darti consolazione sapere che molte persone che io conosco ti abbiano votato assieme all'”orrido” ex Ds? Devo dire piuttosto che un’altra parte quella che in parole povere poteva interessare anche al Pd, quella parte della famosa società civile o quelle persone un tantino più moderate, o quegli elettori che facevano parte del tuo schieramento…abbiano mancato l’appuntamento?

    Io continuo ad andare avanti…, dritto senza voltarmi indietro, tra alti e bassi, non mi fermo, verso la meta, quale sia ancora non si sa, ma so che c’è, la vedo lontana ma la vedo, non è un miraggio, è la meta che una volta raggiunta mi darà nuova vita da vivere ed un’altra meta da raggiungere, si perchè chi si ferma è perso, dritto si, verso la meta, dopo un sospiro di sollievo e avanti dritto, accanto a me gli ideali della mia vita, dritto insieme a loro si va avanti.

  26. Caro Sig. Calì,
    innanzittutto preferisco non firmarmi non per vergogna o per un’esigenza dell’anomimato, ma semplicemente perchè farebbe davvero tanta differenza se dicessi di chiamarmi Mario Rossi, Giuseppe Garibaldi o Pinco pallo?
    Ciò detto concordo con lei che la gente, così curiosa durante le primarie del Pd non hanno continuato “ad avvicinarsi a questa novità” anche dopo e soprattutto alle regionali, concordo meno quando lei dice che non hanno capito l’alternativa, o meglio è vero non hanno/abbiamo capito…ma c’è sempre un punto, sig Calì come e cosa avete cercato di farci capire?
    Ovviamente non c’è recriminazione nelle mie parole solo una modestissima critica costruttiva, ma come avete cercato di far passare messaggi importanti?
    Allontanando Ferraris dal partito per ragioni che ai più non chiare? credo che se l’avete fatto avrete avuto tutte le vostre corrette ragioni, ma possibile che un esponente così importante del centro sinistra valdostano negli ultimi 15 anni abbia fatito qualcosa di così grave per non essere più dentro il partito? Se è così grave probabilmente è qualcosa al limite della legalità? se sì allora perchè non è stato fatto gestire dalle autorità di compenza? se no… allora perchè allontanarlo in un momento strategicamente così, mi perdoni l’arroganza “sciocco”. Io e come me tanti, francamente non abbiamo capito!
    e quali altri momenti di convidisione vera? al di là della campagna elettorale quando è stato possibile incontrarvi e confrontarci? E’ questa è la vera novità….mancata… caro Sig.Calì. Ma credo che ci sia tanta gente che al di là forse di un voto non dato in serenità stanno aspettando con ansia un segretario di un partito forte e che rappresenti tutti sul territorio valdostano… (non lo conosco ma a me non piace tanto… perchè non lo fa lei?)
    Infine nel salutarla e con lei tutti i frequentatori del suo blog, mi permetto di fare un accenno proprio a quella condivisione di valori, quell’apertura di idee e soprattuto di culture che sono il fondamento su cui si regge il partito democratico a livello nazionale e a cui sono molto legato…. non si ritrovano poi così tanto con le parole del suo “ospite” Giorgio che scrive: “Io continuo ad andare avanti…, dritto senza voltarmi indietro, tra alti e bassi, non mi fermo, verso la meta, quale sia ancora non si sa, ma so che c’è, la vedo lontana ma la vedo, non è un miraggio, è la meta che una volta raggiunta mi darà nuova vita da vivere ed un’altra meta da raggiungere, si perchè chi si ferma è perso, dritto si, verso la meta, dopo un sospiro di sollievo e avanti dritto, accanto a me gli ideali della mia vita, dritto insieme a loro si va avanti.”
    Mi permetto di riprendere la sua frase sig. Giorgio perchè, rispettando assolutmente le sue idee, ma mi scusi però per me rapprensentano l’esatto contrario di quello che dovrebbe essere lo spirito di una persona di sinistra.. e se ho capito bene molto vicino alle vicissitudini di un partito. Chiedo ancora scusa ribandendo la costruttività del mio discorso e proprio in tal senso mi piacerebbe avere la possibilità di capirle meglio, perchè se quello è l’atteggiamento di un esponente del partito (mi pare di aver capito che lei è dentro al partito) non credo che ci siano molte possibilità di condivisione e di aggregazione di idee e persone..
    Sig. Calì sempre grazie per l’opportunità e l’ospitalità…
    il solito cittadino qualunque

  27. Mah, guardi, sul’anonimato non sono d’accordo. Bisogna avere il coraggio di esprimere le proprie idee, senza maschere o infingimenti. E poi è ovvio che non bisogna fornire generalità false. Comunque tollero gli anonimi finché si limitano alle discussioni educate e civili.

    Guardi che io non ho mai scritto che gli elettori “non hanno capito”. Casomai ho scritto che noi non siamo riusciti a trasmettere le novità (negli uomini, nelle strutture e nei metodi) del nostro partito.

    I messaggi importanti abbiamo cercato di farli passare nel modo migliore possibile. Abbiamo aperto, anzi spalancato, le porte del partito. Alle primarie di ottobre ha potuto venire a votare (per eleggere il segretario e la dirigenza) chiunque lo volesse. Chiunque. Un’apertura generosissima, e rischiosa. Ma riuscita: 3500 votanti, e molti dirigenti nuovi, persone che non avevano mai partecipato alla vita politica attiva.
    Poi abbiamo tenuto aperte le porte per chiunque volesse partecipare alla stesura del programma. Anche in questa fase sono arrivate persone mai viste prima nei partiti costituenti a collaborare con noi, in totale trasparenza. E porte aperte anche per le elezioni dei coordinatori dei circoli territoriali. Con tantissime iscrizioni in più rispetto a Ds e Margherita.

    Il motivo per cui queste novità positive, e reali, non siano state infine recepite dagli elettori, è che il partito si è trascinato dietro vecchie diatribe, con personaggi che alle novità suddette erano allergiche.
    L’immagine del partito, a causa del rilievo mediatico di queste polemiche interessate (a far fallire il progetto), ne ha risentito in maniera sensibile, e molti elettori che potenzialmente sarebbero stati interessati al Pd, hanno infine cambiato idea, spaventati (o disgustati).
    La potenzialità era attorno al 13-15%, ma 4-5 punti si sono persi per strada proprio per questo motivo…

    Riguardo a Ferraris, l’errore è stato di non espellerlo prima. Il suo comportamento è stato inqualificabile. La rimando ai miei post sull’argomento, qui, qui e qui.
    I motivi lei non li ha capiti perché evidentemente non ha seguito con la dovuta attenzione le gravi scorrettezze perpetrate da Ferraris, e perché la stampa di regime ha manipolato l’informazione, censurando le motivazioni vere della decisione di cancellarlo dagli iscritti, che abbiamo divulgato con un comunicato stampa.

    Infine, il suo riferimento a Giorgio mi pare fuori luogo. Nelle parole di Bruscia da lei citate non vedo cosa ci sia di contrario allo spirito di sinistra. E’ solo la descrizione di uno stato d’animo e della predisposizione al raggiungimento di una meta. Non capisco cosa c’entri la possibilità di condivisione e aggregazione…

    Grazie per lo spirito costruttivo.

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