Padre Pio, le valdôtain

Tutti i giornali stanno celebrendo la vittoria strepitosa di Rollandin, il Padre Pio alla valdostana.

Nel suo incredibile successo c’è di tutto: il voto interessato, il clientelismo, il sentiment, i calabresi, eccetera. Lo sappiamo. Ma c’è anche, non dobbiamo negarlo, una buona dose di sincera ammirazione da parte di elettori di tutte le estrazioni sociali.

Come si spiega?

Augusto Rollandin è persona dall’indubbio carisma. Riesce ad affascinare, direi a ipnotizzare, le persone con cui entra in contatto. Sembra conoscere le tecniche ipnotiche di Rol, il prestigiatore-medium torinese. È riuscito a costuirsi l’immagine di santo. Meglio, di santone (vista la stazza). Un santone che fa i miracoli. Capace di risolvere tutti i problemi personali di ciascun suo elettore, pardon, devoto. Le persone si rivolgono a lui con lo stesso spirito con cui invocherebbero Padre Pio. Non escludo che lo ricordino persino nelle loro preghiere.

Le 13.836 persone che hanno scritto il suo nome sulla scheda non si aspettano che sia un bravo amministratore. Vogliono che risolva il loro problema personale. Il posto per il figlio, la promozione in ufficio, il posto nella casa di riposo, l’alloggio nella casa popolare. E la guarigione dal cancro, perché no.

Con i suoi silenzi è riuscito a far credere di essere un grande politico. In realtà, la sua èra dura da un venticinquennio ma nessuno ricorda una sua grande idea, una sua grande riforma. In questi venticinque anni la Valle d’Aosta è decaduta sotto tutti i profili: l’economia è morta, l’industria turistica boccheggia, il territorio è devastato. E poi, qualcuno ricorda cosa ha combinato il nostro nei cinque anni da senatore?

Le sue rare interviste sono mirabili esempi di nulla. Banalità, sciocchezze, profuse al giornalista ossequioso di turno. Ma arrivano dopo mesi (anni) di promettente silenzio, e sono lette con devozione, alla ricerca di chissà quali messaggi cifrati.

Gli occhi, se provate a isolarli con una maschera, potrebbero essere quelli di Diabolik. Anzi, lo sono. Sappiamo finalmente a chi si sono ispirate le sorelle Giussani.
Quindi, cari rollandin-elettori, state attenti: Rollandin non è Padre Pio, ma Stanislao Moulinski in uno dei suoi più riusciti travestimenti.

(Sia chiaro che queste righe sono state scritte per invidia, visto che per arrivare alle sue preferenze avrei dovuto moltiplicare le mie per 40. Valgo un quarantesimo di Padre Pio. Praticamente mezza stimmate.)

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37 pensieri su “Padre Pio, le valdôtain

  1. chissà che non riesca anche a trasformare l’acqua in vino (o in petrolio?)!. Comunque, mi diceva un mio parente acquisito, come negare il voto a chi ti ha procurato un posto in regione per il figlio? Gli ho risposto: ma chi lo paga tuo figlio, lo paga Rollandin o lo paghiamo noi?
    p.s.: ma nella pubblica amministrazione, secondo la costituzione, non si dovrebbe entrare in seguito a pubblico concorso?

  2. Le disquisizioni su “Guste” e su cosa comporti questo fenomeno nella società Valdostana sono puramente effimere.
    “Guste” lo dice l’elettorato è uno di noi.
    E’ uno che ti ricordi quel giorno quando la “vatze iat vigna reina”, ti ricordi del battesimo del bimbo che lui era passato per un saluto o di quel giorno alle 4 del mattino quando era impegnato in cantina ma si è tolto la giacca per tirare il vitello.
    Che vi sia una % interessata nell’elettorato non cambia la sostanza delle cose perchè la sostanza delle cose va molto più al di là del contributo preso o del posto cucito su misura;ne sono convinto.
    Roberto Louvin ha raccolto un risultato simile a “Guste” paragonando i voti di lista pur partendo e proponendosi in un modo completamente diverso nella sostanza.
    “Guste” raccoglie il 43% delle preferenze dell’Union, Robert Louvin raccoglie il 43% dei voti di Vda/Renouvea.
    Due modi diversi di porsi che però una parte di popolazione sente come sua.
    Il problema nasce e cresce quando non si riesce a rendere partecipe l’elettorato che quello che si propone è cosa propria, che entra nelle proprie famiglie e ne segna il passato, il presente e il futuro.

  3. A me piacerebbe sapere come ghianda calcola le percentuali. Quali numeri ha preso in considerazione visto che secondo i miei calcoli molto ufficiosi….
    le percentuali sarebbero altre.

  4. Riporto le “mie” percentuali (con beneficio di “errori”):
    Rollandin: 42,4% (44,6% ad Aosta)
    Louvin: 42,9% (48,5% ad Aosta)
    Donzel: 21,1% (20,1% ad Aosta)
    Calì: 5,09% (8,3% ad Aosta)
    Le % sono calcolate sul n. dei voti di lista (dati riportati sul settimanale “La Vallée”.

  5. E’ incominciata l’era del Cinghiale. I cinghiali sono molto prolifici (e dannosi).

  6. Vedo che già Bruno ha risposto alla domanda sulle % che sono riferite alle preferenze relative ai voti di lista di ogni candidato.
    La forza trainante è evidente guardando queste % ed è evidente come sia mancata nel PD una personalità in grado di fare la differenza e nello stesso tempo essere forza propulsiva.
    Donzel e i soliti pensatori del partito democratico possono dire quello che vogliono ma il risultato è stato un vero disastro per il PD.
    A me sembra che ci sia una profonda scorrettezza morale nell’analisi che si cerca di far passare.
    Sappiamo tutti da quali ruscelli il PD doveva raccogliere la propria acqua ed invece di diventare un piccolo fiume è rimasto un ruscello di poco conto.
    Certo, quando i risultati non arrivano si tira in ballo che la novità richiede tempo per essere capita, che il nemico era troppo forte per le forze messe in campo, che è arrivata l’onda lunga del non brillante risultato delle elezionali nazionali ecc.ecc.
    Quello che dà fastidio è la mancanza di criticità concreta ed oggettiva che dimostra ancor più, se ce ne fosse bisogno, la classica tradizionalità di pensiero politico di un partito che si propone come nuovo.
    Nuovi sì ma con una costruzione mentale vecchia e sorpassata ancor prima di nascere con i soliti comizi stanchi e privi di partecipazione, le vecchie manfrine su quanto siamo stati bravi in Consiglio, la solita confusione che nella gente comune fa nascere la solita domanda: diteci veramente chi siete.

  7. O sarà forse che nel nostro partito le preferenze si danno di meno? e spesso si vota il progetto?
    Ti invito a guardare i dati del 2003 di persone come Fiou, Ferraris o Nicco e quelli dell’UV.
    La percentuale di persone che assegna la preferenza nei partiti autonomisti è maggiore. Ora se l’assegnazione di preferenze e leadership è una mentalità nuova credo che al referendum tutti avrebbero votato per l’elezione diretta del presidente della giunta…mentre invece è stato uno dei referendum con il maggior numero di no!

  8. Ghianda dice: è evidente come sia mancata nel PD una personalità in grado di fare la differenza… Ad esempio una personalità rivoluzionaria e fuori dagli schemi come “ghianda” che non riesce ad uscire neanche allo scoperto? O una personalità disposta ad accettare le difficoltà del momento rischiando di suo? Eh sì perchè in questi momenti tutti sono capaci di fare i soloni. E’ sufficiente guardare nelle liste del Pd per scoprire che i partecipanti non sono personaggi collusi con il vecchio potere o che non siano giovani leve. Altro che disastro come ci propina il ghianda, visto che lui probabilmente appartiene a quella schiera dove vince chi arraffa il potere! Non ha ancora valutato che un partito come il Pd a livello nazionale, seppur leggermente in crisi d’identità, non ha mollato il suo leader perchè tutta la sua maggioranza al 98% rivoterebbe Walter Veltroni. Questa è una ricerca tratta da uno studio di Ilvo Diamanti dell’Università di Urbino. Ora egregio ghianda, Raimondo Donzel e i suoi soliti pensatori, dicono esattamente e più onestamente che non è stato un disastro, ma esattamente un primo passo verso la coerenza. La gente, molta gente di sinistra, di centro progressista, quella che avrebbe dovuto e potuto votarci hanno avuto ancora dei grossi dubbi sulla effettiva volontà di cambiamento del Pd. Hanno visto nei comizi e nelle rimpatriate dei vecchi boss che non vogliono cedere “il cassero” del comando, esattamente quelle manfrine che noi cerchiamo di tagliare per sempre. Ma credo che anche lei dovrà convenire che di tempo ne abbiamo avuto poco a disposizione e tutto quello che abbiamo fatto, da pochi mesi a questa parte, dopo la chiusura dei Ds-Gv è stato, oserei dire, quasi un miracolo altro che disastro!

  9. Caro “nick” giorgio brusca accetto l’attacco e cerco civilmente di risponderle.
    Come ho già avuto modo di dire la questione delle generalità espresse mi stà bene là dove viene posta una parità fra tutti quelli che leggono e scrivono in un determinato blog.
    La questione è priva di importanza concreta poichè se io mi firmassi ad esempio “Osvaldo Godet”(ovviamente inventato) nulla di diverso avrebbe dal mio nome di fantasia che attualmente mi sono dato ma Vi farebbe riappacificare con il Vostro desiderio di poter parlare con una persona concreta e non con un elemento non ben identificato.
    Felici e cornuti si usa a volte dire.
    A leggere le sue parole, giorgio brusca, mi pare di leggere tanta amarezza ma soprattutto mi sembra che lei non abbia voluto cogliere il senso delle parole scritte poichè vi sono costruzioni mentali che rifuggono tutto quello che non amiamo sentirci dire.
    Sentirmi poi accomunare alla parte collusa del potere mi fa sorridere; un sorriso colmo di tristezza visto che in questi momenti stò valutando di chiudere la mia piccola attività commerciale che in questi ultimi anni ha visto un’inesorabile declino anche perchè mai ho voluto perdere la mia dignità per andare alla ricerca di aiuti facili che forse avrei anche potuto trovare.
    Se identificarmi però con il simbolo del male, del corrotto e dello sciacallo come ha evidenziato in un altro post la farà sentire meglio sarò comunque felice di averle alleviato un pò di quel rancore che leggo fra le sue righe.
    Sarò anche contento di sapere che la sua fede nella ricerca dell’Università di Urbino è ben riposta.
    Sarò contento di leggere che la perdita di 4.000 voti (DS+Alè Vallèe) dal 2003 ad oggi non vi crea alcun imbarazzo.
    Non sò quanti anni lei abbia e non sò se si ricorda il compagno che in bicicletta portava alla domenica a casa dei miei nonni l’Unità.
    Non sò se si ricorda le Feste dell’Unità organizzate in tantissimi paesini con il profumo delle costine e la gente che trovava in quei momenti di festa un momento di coesione legata oltre che dal pensiero anche da momenti di vita vissuta.
    Non sò se lei ha dimenticato tutti quelli che sul territorio passavano molte serate ad andare a bere un bicchiere da chi voleva rinnovare la tessera e parlare dei problemi di tutti i giorni.
    Certo ora si tenderà a dire che sono cose nostalgiche, vecchi modi di interpretare la politica, modi desueti e privi di logica nel mondo di oggi.
    Bene, sarò allora contento di vederla felice nel continuare a credere che il 90% delle persone, che poco hanno a che fare con la politica, saranno un giorno disposte e felici di darvi il loro voto per realizzare quello che lei definisce un miracolo.

    Saluti.

  10. Non sono il solo a non vedere i miracoli.

    12:18 PD: DIMISSIONI DI BICH E FLORIO DA COMMISSIONE POLITICA

    (ANSA) – AOSTA, 5 GIU – Enrico Bich e Vanni Florio si sono dimessi dalla Commissione politica del Pd della Valle d’Aosta. Lo ha confermato Vanni Florio evidenziano una diversa valutazione, rispetto al segretario regionale, Raimondo Donzel, del risultato elettorale del partito, e criticando la conduzione e la gestione del partito.

    “Non voglio essere responsabile di scelte che non condivido ma che nemmeno possiamo discutere” ha aggiunto Florio. “Non potendo assolvere al mandato che mi è stato affidato – ha proseguito – preferisco lasciare l’incarico”. Secondo Vanni Florio, a differenza di Donzel, alle elezioni regionali in partito “ha subito un fortissima sconfitta che ci deve far riconsiderare l’organizzazione sul territorio e la nostra azione politica”.

    Nel corso dell’intervento svolto nel corso dell’Assemblea costituente Florio ha poi espresso critiche al modo in cui è stata organizzata e gestita la campagna elettorale. “Poiché nel partito non è permesso che ciascuno, con le proprie responsabilità, possa esprime le rispettive posizioni preferisco – ha ribadito Florio – rimettere il mandato che mi è stato dato”.

    La commissione politica, composta da Raimondo Donzel, Enrico Bich, Roberto Avetrani, Vanni Florio e Giovanna Zanchi, era stata nominata a inzio gennaio. (ANSA).

  11. Leggo ora una risposta di ghianda.
    Una risposta che mi è stata indirizzata in maniera deliberata e decisamente sprezzante e insultante. Vengo al dunque per la spiegazione, non senza prima aver portato un esempio di come ci si può comportare in modo malevolo con un nome e nel mio caso un cognome.

    Ghianda, ad esempio non è solo un nick di questo blog, ma il frutto della quercia, che rappresenta una importante parte della dieta di molti animali come ghiandaie, topi, scoiattoli e altri mammiferi di grossa e media taglia come orsi e cervi. Ma soprattutto viene tutt’ora utilizzata in gran quantità, quale alimentazione per i maiali, dato l’elevato potere nutritivo del frutto.

    Ecco…così si è comportato ghianda nei miei confronti avendo deliberatamente fatto intendere che il mio nome fosse Brusca e non Bruscia. E pensare che il nome appare in grassetto e di facile lettura. Ghianda invece ha preferito passare da ignorante della lingua italiana non ricordando che “scia” vada scritto con la vocale i dopo le due consonanti impure. Ho parlato di maiali perché il nick ghianda, richiama inevitabilmente prima di tutto al porco che le mangia e secondo perché Brusca, senza la i, è un ‘ndranghetoso e mafioso che faceva sparire le vittime o squagliate nell’acido o fatte mangiare dai maiali.

    Tutto il resto detto da Ghianda è fuffa. E prima chiarirà la sua furbizia e meglio sarà. Visto che la netiquette dei forum e dei blog in generale prevedono sanzioni di sospensione e di estromissione se si fa del nome di un nick un bersaglio sarcastico. Tanto più che il mio è un nome e un cognome reale.

    Giorgio Bruscia

  12. Chiedo scusa a Giorgio ma mi sono accorto veramente solo ora di aver commesso quell’errore di battitura.
    E’ stato un errore senza alcun doppio fine o che voleva dare adito ad interpretazioni così fuorvianti come sono state interpretate.
    Circa il resto del post era forse sì un pò ironico ma senza offese, visto che non l’ho abitudine ad attaccare nessuno ma nemmeno quella di prenderle in silenzio.
    Non c’è comunque bisogno di tirare in ballo nessuna netiquette dei forum e dei blog.
    Me ne vado così come sono arrivato salutando tutti prima di essere cacciato a pedate.

    Saluti.

  13. Mah, la reazione di Giorgio mi è parsa eccessiva, forse dettata da un momento di nervosismo, e comunque il misterioso Ghianda si è scusato. Prego tutti di continuare a discutere con educazione e civiltà. Finora così è stato su questo blog, che ieri ha battuto nuovamente il record di contatti giornalieri (520).

  14. Su ghianda, non fare il permaloso!
    La palma di questa “virtù” ce l’ha già Giorgio..
    Certo è che, spesse volte, quando si scrive una frase e quindi non si sente l’intonazione, non si vede l’espressione… viene mal interpretata.
    Conoscendo poi Giorgio che quando scrive legge e rilegge e ogni parola è soppesata avrà pensato che quella fosse stata una mancanza voluta e non un errore.
    Vi invito quindi ad accettare le reciproche scuse e continuare a scrivere. Siete un ottimo pungolo per tutti noi e non posso che ringraziarvi.
    In merito all’Ansa invece ti invito a leggere “Accanto al potere” di Carlo Curtaz. Io ho imparato molto e ho iniziato a capire che spesse volte le cose appaiono in un certo modo all’esterno ma prima o poi avremo una spiegazione di quello che è accaduto ce l’avremo.
    A presto.

  15. Cara Erika, credo tu sia una brava persona.
    Abbiamo maledettamente bisogno, di questi tempi, di avere persone che in modo semplice ma convinto, con spirito costruttivo e con l’entusiasmo della gioventù possano ancora credere che un pò del nostro mondo si possa cambiare con la propria singola azione partecipativa.
    Quello che invece io non ho mai sopportato e trovo difficoltà a “direrire” è la chiusura mentale, sia essa di sinistra o di destra.
    L’autocritica è un valore importante per crescere e trovare le risposte ai problemi che rischiano in caso contrario di diventare castrazioni croniche.
    Credere nei propri pensieri e nelle proprie aspettative non significa catalogare tutto quello che non corrisponde con queste nostre elaborazioni mentali come “roba” da buttare.
    A me sembra che vi sia un pò questa tendenza, con l’insistenza di certe tematiche, con l’attacco ironico e di basso profilo verso alcune persone che non conosco nemmeno (vedi Emily Rini), con il solito ritornello rivolto per lo più ad una sorta di vittimismo sociale.
    Il fatto di pensare che altri sbaglino con la volontà di sbagliare e far partire delle orrende elucubrazioni su questo errore commesso in modo assolutamente “sincero” mi sembra un brutto modo di porsi verso gli altri.
    Non voglio assolutamente fare di tutta l’erba un fascio ma preferisco continuare il mio percorso in altro modo.
    Un saluto.

  16. Ho dei gravissimi problemi quindi penso che per un pò non parteciperò più a questo blog visto che passerò più tempo in ospedale che a casa.
    Però vorrei dire una cosa a Ghianda. Anch’io non la conosco ma è evidente che i giovani eletti in Consiglio sono figli di qualche personaggio politico!
    Vorrei però farti vedere come nascono i Foyer e ora c’è qualcuno che dichiara di essere stata sempre unionista. http://www.12vda.it/index.php?option=com_content&task=view&id=2085&Itemid=310
    Legittimo cambiare idea, ma perchè nasconderlo? Forse è per questo che i giovani non credono più nella politica! Noi dovremmo essere i portatori dei valori di destra o sinistra che siano….

  17. Inutile dire Erika che ti auguro ogni bene e di risolvere quanto prima questi problemi che vanno al di là di ogni discussione.
    Inutile comunque mica poi tanto perchè diamo troppo spesso per sottintese cose che invece andrebbero espresse ad alta voce.
    Ciao.

  18. salve a tutti, io facevo parte dei foyers e vi assicuro che erano assolutamente non politici!io sono da sempre tesserata forza italia..
    emily la conosco bene ed è sempre stata unionista, ha scelto di candidarsi nell’union scegliendo la strada piu dura, infatti nella federation avrebbe avuto bisogno della meta dei voti..riflettete prima di criticare…

  19. Silvia, rimembri ancora
    quel tempo della tua vita mortale,
    quando beltà splendea
    negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
    e tu, lieta e pensosa, il limitare
    di gioventù salivi?

    Sonavan le quiete
    stanze, e le vie d’intorno,
    al tuo perpetuo canto,
    allor che all’opre femminili intenta
    sedevi, assai contenta
    di quel vago avvenir che in mente avevi.
    Era il maggio odoroso: e tu solevi
    così menare il giorno[..]

    [..]A Silvia, non ce la menà,
    lassace perde, nun continuà
    a regalacce ste sole
    che nun sono verità.

  20. Mi ero ripromesso di tacere ma ho difficoltà leggendo queste righe.
    La chiusura mentale è indipendente dal grado di istruzione.
    Ora non voglio ricadere in una sterile ed inutile polemica però a me sembra che il Sig.Giorgio Bruscia abbia un comportamento che non posso non definire arrogante e che mi sembra carico di disprezzo verso tutti quelli che non dicono esattamente quello che lui vorrebbe sentirsi dire.
    Alla faccia del dialogo e dell’apertura mentale.
    Ci sono cose che vanno al di là della politica e credo sia giusto anche essere in disaccodo su diversi temi ma il modo di esprimere queste differenze di pensiero diventa particolarmente pericoloso là dove si rigetta in toto ogni voce diversa dalla nostra perchè è proprio nel confronto e nell’accettazione delle critiche che il nostro pensiero si rafforza quando riesce ad elaborare tali diversità e a non buttarle semplicemente nel cestino con un semplice “Nun ce la menà”.

  21. Reazione di Ghianda eccessiva ma, Giorgio, non canzonare chi partecipa alla discussione. Magari rispondi nel merito, rispettosamente.
    Approfitto per ricordare che in questo blog non sono ammessi attacchi personali, insinuazioni, insulti, volgarità, ecc. Solo discussioni sul merito delle opinioni politiche (o meno) espresse.

  22. Bene,
    cara Silvia..cosa mi dici allora del link da me riportato? Io, ripeto, non la conosco e avrò modo di farlo ora che è in consiglio. Mi sembra anche una ragazza molto preparata, ma allora vorrei muovere una critica ai Foyer e chiederti il perchè il giorno della presentazione in quel tavolo ci fossero solo personaggi di Federation e non il Segretario DS, UV, FI…
    Se si è a-partitici non credi sia stato un errore?
    Forse tu che sei li dentro potrai spiegarci meglio.
    In merito ai voti, ti chiedo si non prenderci in giro. Credi veramente che una qualsiasi giovane ragazza, non sponsorizzata, avrebbe preso quei voti! Credi veramente che all’interno di FA sarebbe stata eletta?
    Ci sono sindaci che hanno preso meno voti di lei. Che spiegazione puoi darci? Tutto merito personale? Se vuoi dei 200 voti nella mia sezione ti dico con chi è uscita per 199 volte! Un caso!?!…
    Comunque ripeto, non è assolutamente nulla di personale, anzi, mi sembra una persona in gamba. Certo è che con la preferenza unica ora potremmo capire meglio alcune cose! Ma forse noi non dobbiamo capire?!?..
    Grazie ghianda per gli auguri. Finalmente si è aperto uno spiraglio di luce!

  23. i voti sono quelli del padre emilio!!il suo è un bacino personale legato all’attività di famiglia..ed era lei stessa che chiedeva a tutti di appoggiare il 30 ed il 31.
    per quanto riguarda il foyer sicuramente qualche errore è stato fatto ed emily rini ha ammesso le sue ipotetiche colpe..ma sfido chiunque ad avere a che fare con lavoyer senza farsi usare!!ti consiglio di conoscerla potresti scoprire una persona diversa

  24. Mi sembra che i foyer,
    con il loro nuovo timoniere, abbiano preso tutto un altro vento..
    Sito molto carino, belle idee e tanta voglia di fare!
    In merito a quanto dici ho semplicemente risposto a quanto hai detto: “ha scelto di candidarsi nell’union scegliendo la strada piu dura, infatti nella federation avrebbe avuto bisogno della meta dei voti..”. e mi dispiace che i voti vengano visti come meriti personali. Spesse volte basta avere il padre, padrino o compagno di cordata giusto in un partito dove non vi sono voti senza preferenze. Vorrei che si confrontassero in un dibattito lei e una donna come la Vassoney (poco più di 100 voti…).
    E’ veramente molto triste comunque sentir dire da una ragazza . “i voti sono quelli del padre emilio!!il suo è un bacino personale legato all’attività di famiglia..”. Non credi ci sia qualcosa che non va????

  25. E’ triste sentire e vedere lì sempre lì, lì nel mezzo, difensori d’ufficio che come in una vita da mediano stanno lì sempre lì, lì nel mezzo a recuperar palloni come qualcuno che nato senza i piedi buoni a lavorare sui polmoni. Una vita da mediano con dei compiti precisi a coprire certe zone, a giocare generosi. Lì Sempre lì…Lì nel mezzo. Pronti a far scattare la reprimenda,l’invettiva.

    E visto che stiamo qui, sempre qui a coprire “certe” zone del campo, sempre in punta di penna, con tutto rispetto riporto che l’invettiva è una figura retorica che consiste nel rivolgersi improvvisamente e vivacemente a persona o cosa, presente o assente, con un tono di aspro rimprovero o di accusa.

    Io da ghianda non cerco nulla. Lui da me faccia altrettanto. Caro Vincenzo, caro moderatore, a me non sembra di aver canzonato nessuno di quelli che partecipano alla discussione non ho letto risposte di Emiliy. Magari posso dire di non avere sollecitata nessuna risposta da Ghianda e rispondere nel merito, rispettosamente lo faccio normalmente soprattutto su messaggi che meritano rispetto. Sono cosciente che in questo blog non sono ammessi attacchi personali, insinuazioni, insulti, volgarità, ecc.

    Sono anche cosciente che una poesia del Leopardi e una canzone di Ligabue non possano portare alla soppressione di questi principi. A meno che un minimo di ironia o di umorismo siano anche questi elementi vietati. In tempi molto bui lo erano…Ci siamo già dentro?

  26. i foyer ora è vero hanno preso un nuovo cammino e sono guidati dal nipote di claudio lavoyer diventando una costola della federation; giusto per essere precisi.
    per quanto riguarda il commento di giorgio io l’ho trovato carino e per nulla offensivo..

  27. Caro Giorgio, l’avvertimento non era rivolto a te in particolare, se non nella parte relativa alla “canzonatura”. Aveva scopo precauzionale, perché certi “scambi” tra te e Ghianda erano già trascesi.
    Come sai ho diretto per cinque anni un giornale, il Cittadino Valdostano, che era l’unico ad avere una pagina di satira. Di satira mi occupo da vent’anni, sia come autore sia come appassionato, e di certo non sarò io a censurare interventi satirici, ironici o umoristici, sempre che non sconfinino nella diffamazione (anche questa precisazione non è rivolta a te, ma ai commentatori… futuri). Credo di poter dire, però, che ci si dovrebbe fare beffe di personaggi pubblici e di potenti, e non di una persona che interviene per la prima volta nel blog. Sylvia comunque non se l’è presa. Bene.

  28. Beh, di padre in figlia, di zio in nipote…
    Comunque è sempre meglio la trasparenza al fingersi qualcosa che non si è.

  29. Pingback: Rollandin medaglia d’oro « Il blog di Vincenzo Calì

  30. Pingback: Benedetto Tg3 « Il blog di Vincenzo Calì

  31. ….3 giorni prima delle elezioni una delle aziende private controllate dalle regione ha asunto 8 operai a tempo indeterminato senza minimamente osservare nessun ordine gerarchico di vecchiaia o specializzazione, me solo in base alla fede politica….il Santo dei posti di lavoro……c’era un uomo una volta che cantava “…a un Dio fatti il culo non credere mai….” ora capisco a cosa si riferiva…..

  32. de andré parlava da poeta, e a volte, i poeti vedono lontano, anche se raramente vengono capiti, in quanto parlano essenzialmente per metafore.
    ma quando anche le aziende “private”, ma di fatto pubbliche o controllate dagli enti pubblici (regione in primis), saranno costrette ad assumere in base a concorsi, esami, selezioni, prove,…
    Questo era lo spirito della costituzione, però…
    e i sindacati dove sono?

  33. i sindacati?! io sono un operaio stagionale, ho quindi un contratto a tempo determinato….la società per cui lavoro ha un potere assoluto su di me perchè decide in base ai suoi bisogni quando devo lavorare e quando posso stare a casa (licenziato…) non posso aver ferie e c’è un giudizio costante del mio rendimento….per di più ogni 6-7 mesi bisogna sperare che abbiano bisogno…..perchè io sono legato alle ore di lavoro che la società programma per la stagione….tot ore = tot stagionali….
    ….partendo da questa situazione già di per se difficoltosa (almeno per una persona come me che vorrebbe poter aprire un mutuo per la casa…) se ci si mette anche il clientelismo allora….. io lavoro per questa società dal 2003 e come ho già scritto sopra, quest’anno a pochi giorni dalle regionali la società ha assunto 8 operai, amici degli amici, e io sono pure rimasto a casa senza il contratto estivo…..dopo che mi ea stato detto che non avrebbero preso nessun stagionale per l’estate….e poi ne prendono 8 e per di più fissi!!! E qui mi viene in testa un’altra canzone di De Andrè, “La Bomba in testa”, ma è meglio non pensarci….però dispiace….potremmo essere migliori…potremmo fare scelte giuste….potremmo essere diversi da tutti e migliori…o almeno provarci…abbiamo radici profonde e splendide su cui troppe volte alcune facce hanno messo il viso…loro non sono quello…ci si nascondono per non far vedere quanto hanno le mani sporche….mettono le campane alle battailles e hanno quei sorrisi da rotocalco….cosa centrano con le nostre tradizioni….avevano visto lungo i mitici “Yubal folk” quando cantavano del candidato ineleggibile da spedire su un dirigibile….mais le pouvoir…..quello dà alla testa e les amis diventaqno electeurs…..sono lontani da noi e non possono aiutarci…io voglio poter ridare ai miei figli la voglia di partecipazione che io non ho…..

  34. Le aziende private (?) a partecipazione pubblica in Valle d’Aosta (e non solo) servono come serbatoi di assunzioni clientelari, slegate da qualsiasi criterio meritocratico. Sono uno dei mezzi con i quali i politici al potere si costruiscono la base elettorale. Si tratta di voti comprati, con soldi pubblici per di più. I cittadini onesti, quelli che non si vendono, sono umiliati. La competizione democratica è falsata. La società è corrotta e decade.

    Il problema è che i soldi in Vda (e sappiamo da dove vengono) sembrano sufficienti a perpetuare questo sistema. Non c’è ribellione da parte di chi subisce ingiustizie, piuttosto rassegnazione o, peggio, adeguamento al sistema.

    L’unico modo per uscirne sarebbe una legge che imponesse assunzioni per concorso pubblico anche per le società partecipate. Gli attuali governanti però da questo orecchio non ci sentono. Non rinunciano certo alle loro armi migliori per la costruzione del “consenso” elettorale.

    Però nei loro discorsi d’insediamento una parolina sulla meritocrazia non ce la fanno mancare. Ai cittadini-sudditi piace tanto farsi prendere in giro.

  35. speriamo che qualche membro di questa (per il momento) asfittica opposizione regionale legga la proposta di Vincenzo, ci faccia un pensierino e successivamente un proprio cavallo di battaglia. Personalmente ho però qualche dubbio, vista anche la sua prudenza nell’esprimersi chiaramente su di una eventuale modifica alla legge 45/95 (dirigenza regionale). Aspettano forse indicazioni dal sindacato?
    Continuerà a prevalere un sottinteso, ma neanche tanto: oggi a te, domani (forse) a me? O è soltanto rassegnazione anche da parte di chi dovrebbe fare opposizione?
    Sarebbe interessante avere qualche dato su quanti sono complessivamente i dipendenti di società partecipate dall’ente pubblico e da cosiddette società private, ma di fatto pubbliche (es. CVA), così, tanto per avere una idea della forza lavoro controllata dalla politica (oltre a quella dipendente direttamente dagli enti pubblici). Si potrebbero forse fare utili osservazioni e commenti, e magari capire meglio, dati alla mano, certe dinamiche della politica.

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