I pensieri di Rol

Ovviamente Rol in campagna elettorale non ha detto nulla sui programmi. Gli elettori devono affidarsi al loro santone senza fare troppe domande, anzi senza farne proprio.

Pacatamente, sommessamente, potremmo sapere quali sono le intenzioni del Sovrano almeno rispetto a
inceneritore, aeroporto, nuova ala est ospedale, porte de la Vallée?

(mio pronostico: sì, ni, sì, no)

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15 pensieri su “I pensieri di Rol

  1. mi auguro che tu possa avere delle risposte precise con l’insediamento della Giunta. Ho però qualche dubbio, fatta eccezione per i sì direi scontati a cui hai fatto cenno. Ma del Santone bisogna fidarsi e basta, che diamine! Che pretesa quella dei programmi!
    Personalmente, al di là di questo aspetto, non riesco assolutamente a capire come mai, di fronte ad una vittoria così schiacciante del centrodestra ed al modo in cui è stata ottenuta, ci siano ancora persone nell’ambito del centrosinistra (ed in particolare del PD) che recriminano sul passato e che intendono continuare a collaborare con la Lega locale (l’UV) ed i suoi cicisbei.
    Credo infatti che ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che quello che, per opportunità politica, si fa chiamare “centro autonomista” altro non è che la Lega locale, a tutti gli effetti assimilabile alla Lega nazionale e chiaramente orientata verso destra (destra non liberale, ovviamente): i risultati delle elezioni, i personaggi, le parentele con le lobby economiche, tutto lo dimostra chiaramente.
    Il fatto poi che la Lega locale non si sia apparentata con il PdL è puramente casuale: è dovuto solo al fatto che non si è andati al ballottaggio. D’altronde il PdL, attraverso Lattanzi, ha già avanzato la possibilità di poter collaborare con la futura Giunta, ma non con il centrosinistra. Più chiaro di così!
    Il risultato delle elezioni è pertanto stato chiaramente il seguente:
    centrodestra: 27 consiglieri
    centrosinistra: 8 consiglieri
    Ogni altro discorso, più o meno sofisticato od implicitamente interessato, mi pare superfluo.

  2. Non hai torto. L’unica differenza rispetto alla Lega nazionale è che quella nostrana finge tolleranza e accoglienza verso stranieri e immigrati. Solo che è lo stesso tipo di tolleranza finora riservata a veneti e calabresi: benessere in cambio di sottomissione.

  3. Sempre Lattanzi, se non sbaglio, parla oggi chiaramente di centrodestra spaccato in due, qui in VDA, e ribadisce l’appoggio alla Lega locale. Se non altro, a questo punto, il bipolarismo è nei fatti, al di là delle parole dette. Bisognerebbe trarne le dovute conseguenze, a tutti i livelli.

  4. A proposito ancora di Lega locale e di intolleranza, penso che il massimo dell’intolleranza la Lega locale la riservi verso i valdostani valdostani (valdostani autoctoni) che rifiutano il dogma: valdostano = UV (il pensiero unico). Verso di essi viene pronunciato il banno medioevale, che di fatto tende ad escluderli dalla società civile locale in quanto “traditori della patria”. A tutti quei valdostani valdostani che hanno avuto il coraggio di abbandonare l’UV (e che l’avranno in futuro) perché si sono resi conto di essere vassalli sciocchi e fedeli di pochi signorotti che li manipolano a piacere (anche culturalmente) va tutta la mia stima e il mio riconoscimento.
    Non dimentichiamo l'”esilio” di fatto imposto a Federico Chabod, padre del nostro Statuto (nel bene e nel male). Emile Chanoux ha invece avuto il buon gusto di morire prima, nessuno sa come si sarebbe comportato al momento di venire al dunque (a mio avviso si sarebbe trovato d’accordo con Chabod, non era il tipo da cercare di fare impossibili ed irrealistiche “rivoluzioni”).

  5. tra i vassalli sciocchi e fedeli della Lega nostrana è quasi impossibile non annoverare, oltre ai cicisbei che hanno fatto parte della coalizione (SA e FA), anche gli ex(?)DS che vanno ancora sottobraccio (o vorrebbero continuare ad andarci) con la Lega di cui sopra.
    A volte particolari che sembrano insignificanti rivelano invece la sostanza delle cose. Si è parlato a suo tempo su altro forum (il problema era stato sollevato, se non erro, da Borluzzi) di via Antoine Gramsci ad Aosta (Borluzzi, provocatoriamente, ha cominciato allora a parlare di Emilio Chanoux). Ora Mancini, in un articolo a stampa, risolleva il problema, il quale è stato ripreso da altro forum locale.
    Perché l’episodio, a mio avviso, è molto significativo? Perché dimostra, in questo caso, il grado di asservimento e di vassallaggio a cui un partito (i DS) ha dovuto piegarsi (nei confronti del pensiero unico = Lega locale) per potersi sedere al banchetto (il comune di Aosta), in cui continua a sedere e a voler continuare a rimanere.
    Intanto Rol, se sono esatte e se troveranno conferma le “voci” riportate dalle fonti di stampa, sembra che voglia riservare esclusivamente a sé la gestione del “sistema Valle d’Aosta”: le partecipate regionali e le politiche del lavoro (e nei posti chiave uomini di assoluta fiducia): agli altri assessori rimarrà probabilmente da seguire le pratiche relative ai contributi vari previsti da leggi regionali. Dal Partito Unico all’Uomo Unico. Ma c’era da aspettarsi qualcosa di diverso?

  6. Rol sembra anche molto sensibile al problema della presenza femminile (quote rosa?) in politica, tanto di moda. Per accalappiare voti vanno bene anche le donne donne, per i posti di potere sembra invece che ci vogliano le donne con le palle palle, come i maschietti, mentre i mariti continuano a fare i “mammi” (avanti e indietro con il passeggino, cambiare pannolini, biberon, ecc. ecc.).
    Sembra anche molto sensibile al problema dell’Ambiente, tanto da voler ricostituire nuovamente il relativo Assessorato, che il Partito Unico a suo tempo aveva bandito come “cosa massimamente impura”.
    Chissà che intenzioni ha nei confronti del PTP, quell’esecrato PTP che si ritrovò tra i piedi già più di vent’anni fa, e che tanto lo faceva incazzare (l’avrebbe buttato volentieri dalla finestra). Forse questa volta lo farà, prima che marcisca definitivamente (non saprei neanche dire se fa bene o se fa male, visto come viene inteso ed applicato, soprattutto da parte della Regione, che non sembra neanche conoscerlo).

  7. Pingback: 30.000 « Il blog di Vincenzo Calì

  8. sembra che Rol voglia ricostituire l’Assessorato all’Ambiente. Come mai? Non certo per renderlo “indipendente” da chi finanzia le opere, grosse o piccole (Ass. Opere Pubbliche), ma perché c’è bisogno di un’ulteriore poltrona (sembra per Zublena; o Cerise? Cambia poco). Si ripete lo scenario di quando lo stesso Assessorato è stato costituito per la prima volta (verrà usato, con ogni probabilità per “giustificare” meglio le scelte e per evitare le critiche che la spregiudicata gestione “congiunta” (ambiente e opere pubbliche) di Cerise aveva sollevato.
    Temo però che nei fatti cambi poco. Se non Cerise, verrà comunque insediata una persona che ne condivide l’indirizzo (e a cui tutti dovranno servilmente adeguarsi). L’indirizzo di Cerise (= indirizzo UV) è questo: l’ambiente deve essere valorizzato (da un punto di vista anche economico), non tutelato (prescindendo da un immediato ritorno economico):e questo alla faccia della Costituzione e delle numerose pronunce della Corte Costituzionale, le quali continuano ad affermare che la tutela ambientale e paesaggistica è prevalente rispetto a ogni sorta di interesse economico.
    Rol s’è anche accorto che in materia di piani regolatori e PTP Cerise ha fatto solo chiacchere ma non ha combinato niente. Faccio presente che l’attuale Direttore della Direzione di urbanistica e Manuela Zublena sono cognate, non si sa mai … . Ma forse c’è qualcun altro, vicesindaco unionista appassionato di urbanistica che aspira … . Staremo a vedere.

  9. Da quel poco che trapela sul programma della prossima legislatura sembra di capire che Rol stia letteralmente sconfessando tutti i suoi predecessori, a partire da Caveri: non è che ci volesse molto, bastava un pò di buon senso, comunque bisogna dargliene atto. Evidentemente chi finora ha denunciato certi comportamenti e certe scelte non aveva tutti i torti, se è stato ascoltato perfino da Rol, che si è, almeno in parte, appropriato dei loro programmi (almeno a parole). Staremo a vedere quali saranno i fatti.

  10. messi da parte i principi costituzionali (nella pubblica amministrazione si accede mediante concorso pubblico) con la legge di riforma della pubblica amministrazione (legge n. 45/95), sembra che una delle professionalità emergenti più promettenti in VDA sia quella di Roberto Vicquéry, compaesano (conbrussonaro) di Rol, vecchia volpe (le renard) da una vita militante nella Lega nostrana e Partito Unico, attualmente disoccupato: per lui verrà creato, a quel poco che si sa, apposito Dipartimento.
    Intanto i “dirigenti regionali” o aspiranti tali cominciano ad agitarsi e a “posizionarsi” (acquisire meriti professionali).
    Per il momento tutto tace: c’è altro a cui pensare!

  11. Per il momento tutto tace: c’è altro a cui pensare!

    …e pensa che ti ripensa pacatamente, sommessamente, cercando di sapere quali sono le intenzioni del Sovrano almeno rispetto a
    inceneritore, aeroporto, nuova ala est ospedale, porte de la Vallée, ho anagrammato un cognome. E ho scoperto un’altra cosa…che la Valle da tempo pensa all’anagramma del cognome del Sovrano: Dollari…nn!
    Tanto lavoro, tanta remunerazione.

  12. basta con Roma ladrona! in effetti le cose, da un pò di tempo in quà, tra “federalismo fiscale”, “autonomie”, decentramenti di competenze, ecc. , stanno andando meglio un po’ in tutta Italia: adesso sembra che ce ne sia quasi per tutti, oltre che per la VDA di Rol. Era ora! Difendiamo caparbiamente i nostri diritti! Guai a chi osa chiamarli privilegi!

  13. Appena eletto e ricevuto l’incarico, Rol ha dato un’occhiata alla lista di collocamento del Partito Unico ed ha immediatamente notato l’elevato numero di disoccupati, anche eccellenti: Dino Viérin, Ego Perron, Ro berto Vicquéry, … . La sua reazione è stata immediata: priorità assoluta all’occupazione!

  14. Rol si ricorda senz’altro di Tacito (vaghe reminiscenze scolastiche) anzi sta proprio ripassando le Historiae. Guarda con soddisfazione quelle che dovrebbero essere le “opposizioni” alla sua Giunta monocolore (nera con un bordino rosso) e sorride tranquillamente: stanno, ognuna, beccandosi e facendo a cazzotti al loro interno, ognuna per la sua strada. Il programma comune dov’é? “Divide et impera”.
    Intanto sta riflettendo: “Ma saranno poi tutti miei questi voti? Non è che tanti abbiano votato per me solo per essere sicuri di non aver più tra i piedi un incapace (amministrativamente parlando) (id est Caveri) o un aspirante tale (idem) (id est Cerise)?

  15. Pingback: 40.000: Rollandin medaglia d’oro « Il blog di Vincenzo Calì

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