Disperato bisogno di opposizione

Suma a post.

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13 pensieri su “Disperato bisogno di opposizione

  1. Voyat: “è finita l’epoca del no” (perché, era cominciata?). Purtroppo è cominciata l’epoca del ni (collaboreremo … ogni tanto): opposizione collaborazionista (inciucio?). Rol sorride.
    Peggio di così non poteva incominciare. Pazienza. Come diceva una mia insegnante, la storia NON è maestra di vita, anzi …

  2. emergenza democratica
    leggo oggi con ORRORE e COSTERNAZIONE, che i voti che erano confluiti nella lista dell’Arcobaleno (la quale non ha raggiunto il quorum per essere rappresentata in Consiglio), anziché confluire nella coalizione di appartenenza dell’Arcobaleno, sono stati spalmati su tutte le liste (in parole povere io ho votato per la coalizione A e il mio voto viene aggiudicato, almeno in parte, alla coalizione rivale C):
    di questa questione si era a suo tempo discusso su altro blog e la risposta era univoca, alla luce anche della disposizione di legge (e nel dubbio, del buon senso): i voti rimangono alla coalizione A.
    Altri, la cui eneliggibilità era almeno probabile, non hanno avuto il buon gusto, nel dubbio, di dare le loro dimissioni.
    Siamo di fronte all’emergenza democratica, per chi non lo avesse ancora capito: le leggi (ormai scritte con i PIEDI da quando le professionalità sono state sostituite dalla fidélité lige) si applicano per i nemici e si interpretano per gli amici.
    Chi può, chi ha ancora a cuore la democrazia, faccia e dica qualcosa.

  3. Sembra che la legge (il cochonellum) sia stata applicata correttamente da chi ha effettuato i calcoli. E’ proprio la legge in sé a non stare in piedi, essendo fatta con i piedi.

  4. se così è, ho l’impressione che la legge possa porre problemi di legittimità costituzionale: annullare integralmente il mio voto perché non ha contribuito a raggiungere un quorum, è un conto, annullarlo in parte (non contribuisce al raggiungimento del quorum), e contarlo in vece ai fini del conteggio di tutte le altre liste, comprese quelle di coalizioni per cui non ho votato, è un altro conto. Mi pare un’evidente assurdità e una contraddizione intrinseca nella legge, tali, l’una cosa e l’altra, da inficiarne la legittimità, ma tant’è.

  5. scusa se intervengo ancora. A suo tempo, non avendo il testo di legge sottomano, avevo posto questo specifico quesito ad Eddy Ottoz sul suo sito, Eddy Ottoz che tra l’altro ha partecipato a tutti i lavori preparatori della legge in questione. La sua risposta, che evidentemente non corrisponde però a quanto ora mi sembra venga detto, era stata questa:
    presupposto: siamo di fronte ad una lista che appartiene ad una coalizione (o programma comune), come nel caso specifico dell’Arcobaleno. I casi che possono verificarsi sono due:
    1) la lista non ottiene neanche il quorum a, per aver diritto ad un Consigliere: i suoi voti sono totalmente persi e non vanno a finire in nessun conteggio;
    2) la lista ottiene il quorum a, ma non il quorum b (b = 2a: quorum minimo per poter entrare in Consiglio): la lista non ottiene consiglieri, ma i suoi voti confluiscono nella coalizione o programma di appartenenza.
    Il tutto sembrava essere la conclusione più logica e coerente sia con la legge che con l’intenzione del legislatore.
    Nel caso specifico si è verificato il caso 2). Le conclusioni trattene sembrano però essere diverse da quelle sopra ipotizzate. Qual è la norma (probabilmente anticostituzionale) che autorizza una interpretazione o una lettura diversa?

  6. La bestialità è contenuta nell’articolo 50, comma 2, punto a) 2).
    Riporto qui la parte incriminata:

    2. Ultimate le operazioni di cui al comma 1, l’Ufficio elettorale regionale verifica se si sia realizzata una delle seguenti situazioni:
    a) se una lista singola o un gruppo abbia conseguito almeno 21 seggi. A tal fine:
    1) divide la somma dei voti validi di tutte le liste che hanno raggiunto la soglia minima di cui al
    comma 1, lettera c)
    [cioè la soglia non raggiunta dall’Arcobaleno], per il numero dei consiglieri da eleggere, trascurando la parte decimale, ottenendo così il quoziente elettorale regionale di attribuzione;
    2) verifica quante volte il quoziente elettorale regionale di attribuzione di cui al numero 1) è contenuto
    nei voti validi di ogni lista che ha raggiunto la soglia minima di cui al comma 1, lettera c), evidenziando i rispettivi resti e aggiungendo i seggi eventualmente non assegnati alle liste
    che hanno i maggiori resti;
    3) somma i seggi delle liste facenti parte del medesimo gruppo;

    Per verificare se una lista o gruppo di liste abbia conseguito almeno 21 seggi (come l’articolo afferma di voler fare) bisognerebbe trattare alla pari le liste e i gruppi di liste. Invece la legge in questo punto d’improvviso dimentica l’esistenza dei gruppi di liste come blocco unico e fa i conti con i voti delle singole liste. Poi, nel punto 3), si ricorda di nuovo dell’esistenza dei gruppi di liste, e ne ottiene i seggi sommando i seggi delle singole liste del gruppo…
    Un capolavoro, che guarda caso favorisce il partito più grande. Mi sa che la legge non è stata fatta con i piedi, ma con le teste (rigorosamente unioniste o filounioniste…).

  7. hai ragione. Ho anche provato a rifare tutti i conti. E’ stata una scelta precisa, voluta, e avallata da 30 consiglieri su 35. Non c’è, a mio avviso, alcun pasticcio o ambiguità nella norma. I voti dati alle liste (singole o facenti parte di una coalizione) che non hanno ottenuto il quorum per entrare in Consiglio sono stati, per legge, presi e buttati nel cestino. Non possiamo neanche dire che l’Arcobaleno sarà rappresentato in Consiglio da … Empereur, o qualcun altro entratovi con i resti (nei resti non ci sono i voti dati all’Arcobaleno). I 21 seggi sarebbero stati raggiunti comunque anche tenendo conto dei voti assegnati all’Arcobaleno, ma la ripartizione dei medesimi sarebbe stata DOVEROSAMENTE diversa: (3+1) al PdL, (21 + 1) a UV, FA e SA, 9 (senza resti!) a PD e VdA Vive).

  8. la norma è pertanto stata applicata correttamente. Si tratta però di una norma che, come d’altronde era già stato rilevato a suo tempo, è, con tutta probabilità, anticostituzionale. Infatti, letteralmente, prende e butta nel cestino voti validamente espressi a tutti gli effetti.

  9. Vincenzo,
    ti pare che siamo ancora di fronte ad un’assise democratica quando le opposizioni dichiarano apertamente che faranno opposizione … collaborando? A me pare di no, a me pare un regime assembleare. Mi pare anche che queste non fossero le condizioni, quando siamo andati a votare. E questo solo perché Rol, con somma e consumata astuzia (la stessa cosa aveva fatto a suo tempo Viérin), concede qualcosa (cose ovviamente scontate, come la riduzione dei costi della politica) agli avversari per conquistarne le grazie e … perpetuare il “sistema”. Quanta ingenuità (e calcolo)!

  10. Dopo la trionfale marcia su Roma 2 (Aosta, la Roma delle Alpi), conclusasi praticamente senza spargimento di sangue (l’Arcobaleno), tutte le forze di opposizione ancora rimaste in vita (PD, VdAVive, PdL), disperse e spaurite, rissose al loro interno, messi da parte i progetti della vigilia fatti agli elettori, si stanno lentamente adeguamento alla situazione sopravvenuta: non potendo rinunciare, almeno formalmente, all’opposizione, promettono comunque una leale collaborazione: il novello Imperatore Augusto II ringrazia, sorride ed applaude.
    Buone notizie anche dal comune di Aosta, dove la maggioranza procede compatta e sicura, forte anche del contributo determinante e convinto di forze che in Regione, almeno per il momento, si dichiarano formalmente all’opposizione.

  11. “L’opposizione anomala” di Barbara Spinelli, su La Stampa di oggi, domenica 22 giugno: da leggere assolutamente. Quando “passerà un angelo” anche in Italy, anche in VDA? O dobbiamo proprio rassegnarci? Per il momento rassegnamoci.

  12. Titolo: Ho visto un re
    Autore:Enzo Jannacci/ Dario Fo

    Per la serie …”e sempre allegri bisogna stare, che il nostro piangere fa ma le al re….

    Dai, dai cúnta sú,
    ah beh, sì beh, dai cúnta sú, ah beh, sì beh…

    Ho vist’ un rè.
    Se l’ha vist cus’è?
    Ho visto un rè!
    Ah beh, sì beh, ah beh, sì beh…

    Un re che piangeva seduto sulla sella,
    piangeva tante lacrime…
    ma tante che
    bagnava anche il cavallo
    Povero re!
    …e povero anche il cavallo!
    Sì beh, ah beh, sì beh, ah beh…

    È l’imperatore che gli ha portato via un bel castello,
    Porca malò!
    di trentadue che lui ce n’ha.
    Povero re!
    …e povero anche il cavallo!
    Sì beh, ah beh, sì beh, ah beh…

    Ho vist’ un vè…
    Se l’ha vist cus’è?…
    Ho visto un vescovo!
    Sì beh, ah beh, sì beh, ah beh…

    Anche lui, lui piangeva, faceva un gran baccano,
    mordeva anche una mano…
    la mano di chi?
    la mano del sacrestano.
    Povero vè…scovo!
    …e povero anche il sacrista!
    Sì beh, ah beh, sì beh, ah beh…

    È il cardinale che gli ha portato via un’abbazia
    oh pover Crist!
    di trentadue che lui ce n’ha!
    Povero vè…scovo!
    …e povero anche il sacrista!
    Sì beh, ah beh, sì beh, ah beh…

    Ho vist’ un ric.
    Se l’ha vist cus’è?
    Ho visto un ricco! Un sciur…
    Sì beh, ah beh, sì beh, ah beh…

    Il tapino lacrimava su un calice di vino
    ed ogni go… ed ogni goccia andava
    derent’al vin
    …’sì che tutto l’annacquava.
    Pover tapin!
    …e povero anche il vin!
    Sì beh, ah beh, sì beh, ah beh…

    Il vescovo, il re, l’imperatore l’han’ mezzo rovinato,
    gli han’ portato via tre case e un caseggiato
    di trentadue che lui ce n’ha.
    Pover tapin!
    …e povero anche il vin!
    Sì beh, ah beh, sì beh, ah beh…

    Vist’ un vilan.
    Se l’ha vist cus’è?
    Un contadino!
    Sì beh, ah beh, sì beh, ah beh…

    Il vescovo, il re, il ricco, l’imperatore, perfino il cardinale
    l’han’ mezzo rovinato, gli han’ portato via:
    la casa, il cascinale, la mucca, il violino, la scatola di cachi,
    la radio a transistor, i dischi di Little Tony, la moglie.
    e pö cus’è?
    …un figlio militare!
    Sì beh, ah beh, sì beh, ah beh…

    …gli hanno ammazzato anche il maiale!
    Pover purscel!
    …nel senso del maiale!
    Sì beh, ah beh, sì beh, ah beh…

    Ma lui no, lui non piangeva, anzi, ridacchiava.
    Ma sa l’è? Matt?
    No! Il fatto è, che noi vilan…
    noi vilan…

    ehh sempre allegri bisogna stare,
    ché il nostro piangere fa male al re,
    fa male al ricco e al cardinale,
    diventan tristi se noi piangiam.

    Ah beh!

  13. Pingback: 40.000: Rollandin medaglia d’oro « Il blog di Vincenzo Calì

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