Ventennio berlusconiano

Grande attenzione mediatica (oggi una pagina intera su La Stampa) per il matrimonio tra due che non si sa che mestiere facciano.

(tracce di disapprovazione, per i posteri)

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18 pensieri su “Ventennio berlusconiano

  1. e vierinrollandiniano. Siamo al fascio e/o allo sfascio?
    … e tutti rimangono a guardare. A proposito del nuovo PD, sia a livello regionale che nazionale: ma siamo sicuri che gli exDS, …., PCI, o almeno la maggior parte di essi, siano i più adatti per costruirlo? Non sarebbe meglio metterli in quarantena per il periodo necessario alla loro depurazione, disinfezione, spurgo e successiva (eventuale) rinascita?

  2. subito; ho l’impressione che molti degli ex… facciano fatica a “liberarsi” del loro bagaglio ideologico e contemporaneamente rifiutino una vera opposizione, di cui si sente ormai sempre più il bisogno. Nessun riferimento a nessuna persona in particolare, né in VDA, né in Italia. Per il resto ti potrei rinviare all’articolo di Barbara Spinelli su La Stampa di oggi (da una parte si stenta a liberarsi ideologicamente di “vecchi” retaggi culturali, dall’altra non si vuole fare una opposizione opposizione: opposizione anomala in una democrazia anomala). Capisco di essermi espresso male per troppa sinteticità.

  3. “In Italia si fatica a dare un nome al governo Berlusconi: un regime paradossale … . Ma ancor più impervio è dare un nome all’opposizione. Il PD si oppone ma non vuol essere antiberlusconiano, si oppone ma … . Si oppone nell’impaccio …”
    “Una delle radici è forse nella storia del Pci, evidentemente ancora inconclusa o mal conclusa. Non più comunisti, ormai liberali, gli eredi di Togliatti sono alla ricerca di un’identità introvabile ma una cosa sanno e desiderano: tutto vogliono essere, fuorché sembrare quello che sono stati in passato, cioè oppositori intransigenti…” (Barbara Spinelli).
    Prego leggere il tutto con lo stesso spirito con cui, credo, è stato scritto da Barbara Spinelli, cioè con spirito costruttivo.

  4. per giorgio
    tradotto in soldoni, a complemento di quanto ho scritto più sopra e su cui giustamente mi chiedi spiegazioni: da cittadino qualunque, uomo della strada, mi chiedo: ma è possibile che in un paese in emergenza democratica (Barbara Spinelli parla di anomalia democratica), in cui il rispetto delle regole (Barbara Spinelli parla di rule of law) è ormai un optional, sia a livello nazionale (Berlusconi), sia a livello regionale (Rollandin e compagnia), il PD continui a parlare di “opposizione costruttiva” e continui ad es., qui in VDA, a flirtare con l’UV, per lo meno a “certi livelli”?

  5. Condivido: altro che opposizione “costruttiva”. Qui c’è bisogno di opposizione e basta.

  6. 24ore – Politica La Repubblica
    Roma, 10:09
    PD: FRANCESCHINI, LOGORARE VELTRONI INDEBOLISCE PARTITO
    “Veltroni conduce tra gli applausi di tutti una campagna elettorale difficilissima ma dopo il voto comincia il logoramento. Con una differenza profonda. Negli altri casi i leader erano i candidati di una coalizione alle politiche, in questo caso logorare Veltroni significa indebolire il partito che sta ancora nascendo”.

    Dario Franceschini osserva con dispiacere che ” è ricominciato lo sport nazionale dei gruppi dirigenti del centrosinistra: logorare il leader”. E’ in un’intervista a “Repubblica” che il vicesegretario Pd aggiunge che “questa disciplina va abolita” e rilancia sulla conferma della premiership di Veltroni anche per le prossime Politiche: “Penso che questo sia il mandato che ha ricevuto. A meno che qualcuno, in modo disonesto, pensi che il suo compito fosse costruire il Pd e vincere contro il centrodestra in tre mesi e in quelle condizioni”.
    °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

    Io non mi faccio molti scrupoli caro Bruno e non mi nascondo che il momento è difficile, ma nascondersi dietro a questi mezzucci che ancora oggi vengono usati e ribaditi come qui in Valle d’Aosta questo è da incoscienti. Questi mezzucci, vengono contrabbandati per motivazioni serie e scambiati burlescamente per mancanza di democrazia interna, ecc,ecc. Credono i signori “Ex” di essere di nuovo nella posizione privilegiata di sparare alzo zero.

    Sono incuranti del fatto che questo sport all’interno della Gv-Ds era già stato sconfitto almeno nei numeri nel maggio del 2004 al 3° congresso di Quart. Non gliene frega nulla e a nessuno degli “Ex” di mettere in difficoltà l’unica opposizione democratica rimasta sulla scena politica valdostana. E questo la dice lunga.

  7. Io credo che l’opposizione fine a sè stessa e per partito preso non abbia senso, ma soprattutto credo non abbia senso se la vediamo portata avanti esclusivamente in Consiglio Valle nei modi visti negli ultimi 2 o 3 anni.
    A parte quelli che partecipano attivamente alla vita politica dei partiti e che hanno un pò più chiaro degli altri gli obbiettivi e le ragioni d’essere rimane il problema di creare una consapevolezza nella gente comune che manca in modo concreto e genuino.
    Se si potesse fare un sondaggio fra i 6.000 che hanno votato PD alle regionali e si potesse chiedere quali differenze o meglio quali peculiarità ha il PD rispetto al vecchio partito dei DS quali pensate sarebbero le risposte?
    Se chiedessimo le ragioni del voto indirizzato al partito che vadano al di là di vecchie abitudini, di tradizioni di famiglia, del metto lì la croce e poi vediamo come và oppure di guardare al di là del fatto che “io sono di sinistra” quali sarebbero queste motivazioni?
    C’è un mondo da costruire attorno a questo partito come del resto altrettando è da costruire attorno agli altri partiti d’opposizione (perchè il PD non è il solo) che esitono nella vita politica Valdostana.
    Questo mondo non può essere costruito con i vecchi metodi del giornaletto mandato a casa e regolarmente cestinato perchè incomprensibile ai più o con la continua litanìa dell’autovittimismo sul fatto che la stampa è schierata dall’altra parte.
    Quella dei circoli è una buona idea ma potrà diventare importante, a mio avviso, là dove venga accompagnata da progetti concreti disseminati sul territorio e che possano solleticare l’interesse della massaia, del tubista, del commerciante e l’agricoltore in egual misura.
    Il pericolo che rimangano circoli chiusi è concreto se non saranno accompagnati da un grande lavoro di ricerca e coinvolgimento della gente in un lavoro di proposizione piuttosto che di semplice opposizione.
    Saluti.

  8. La votazione ultima, quella nazionale che ha portato alla vittoria il PdL e la Lega, e che ha visto il Pd bene o male reggere e mantenere a stento diverse posizioni, ha fatto anche registrare una pesante sconfitta di quei partiti che hanno fatto dell’opposizione una battaglia fine a se stessa. In Valle non ci si è discostati di molto, anzi, l’onda lunga romana si è fatta vedere sino ai piedi del Monte Bianco. E chiedere le motivazioni che hanno portato a questo risultato è un’impresa complessa. Non certamente la si può spiegare con le poco onorevoli reprimende che una minoranza del Pd ha fatto al segretario Donzel di non aver saputo gestire il successo ottenuto tangibilmente alle primarie.

    Vorrei per inciso ricordare che l’attuale segretario Pd è diventato tale perché è riuscito a trainare con l’apporto di convinti sostenitori, molti indecisi su tutto il territorio, a votare per la sua persona guardando a lui come la novità e il definitivo distacco totale dalla vecchia classe dirigente ex Ds. L’affossamento di quella dirigenza è stato poi confermato nelle ultime elezioni che hanno dimostrato quanto significativo sia stato l’intralcio e l’ostacolo frapposto al nuovo corso, con tutta la pantomima del doppio gruppo consigliare con “episodi” annessi e connessi. Dunque cosa può capire la gente comune quando va a votare avendo rivista la consuetudine! Ora si cerca nel particolare, nel dettaglio cosa non è arrivato all’elettorato. Io direi invece: cosa purtroppo è ANCORA arrivato!

  9. l’opposizione fine a sé stessa (quella che chiamano la politica del NO) non ha alcun senso, o meglio non ha più senso, né alcuna prospettiva; si tratta invece, a mio modesto parere, di “costruire l’opposizione” (con tutte le forze e i cittadini che ci stanno) ai fini dell’arternativa o meglio dell’alternanza (si spera) all’attuale “regime” (di anomalo “centrodestra”, sia in Italia che in VDA) , il che è ben diverso sia da un’opposizione fine a sé stessa, sia da un’opposizione cosiddetta “costruttiva”. Ma mi pare di capire che Giorgio abbia afferrato molto bene il significato del mio messaggio “provocatore” e sostanzialmente lo condivida.
    “Costruire l’opposizione” non è un’operazione che si può fare in due giorni (il tempo di una campagna elettorale), e, pertanto, in questa prospettiva, non è il caso di dare troppo peso a risultati elettorali che qualcuno avrebbe voluto più soddisfacenti, né di trarne conclusioni affrettate che rischierebbero di provocare solo danni. Si tratta di proseguire nell’opera intrapresa.

  10. Si Bruno, l’opposizione fine a sé stessa non ha alcun senso, e questo è una disdetta per tutti noi. Intendo per noi che abbiamo scelto la strada del Pd. E’ chiaro che la strada si è fatta un pochino più tortuosa, ma io non dispero. Alcune volte con le uscite di D’Alema o le sparate di Parisi, ho il timore di vedere una Valle d’Aosta in sedicesimo trasferita a Roma. Poi, leggendo di un Pdci locale che si proclama nuovamente sostenitore del galletto, smentendo la fuoriuscita dall’Arcobaleno, e altre novità quotidiane, fanno pensare che una Sinistra alternativa democratica compatta, unitaria, con un solo segretario non riusciremo mai a vederla neanche qui in Valle.

    E così come dice Sergio Romano si sta spegnendo l’idea forte di avere a sinistra un soggetto finalmente capace di riunire tradizioni e culture di accorpare e consolidare tutto quell’elettorato che guarda al Pd come partito moderato. E che all’atto pratico, io dico potrebbe in tutta libertà sciegliere di allearsi correttamente per le battaglie più importanti.

    All’Italia e più modestamente alla Valle d’Aosta, basterebbe francamente molto meno, per esempio un partito appena normale. Con una normale dialettica interna fatta di idee e proposte apertamente in conflitto, una normale capacità di contenere le esternazioni sconsiderate che vengono dal capo del governo, o smussare l’eccessiva autorità che il nostro futuro Presidente di regione sta già mettendo in mostra. Cioè una normale strategia di conquista del consenso. Ma forse quel partito per ora non può essere prodotto da una classe dirigente che è da anni impermeabile ad ogni innovazione, incapace anche solo di pensare (guardare al nostro interno le liti innescate dai vecchi “capataz “) di farsi da parte per permettere alle nuove energie che esistono ai livelli locali e intermedi del Pd, di avere una possibilità…

  11. L’errore di fondo in tutti questi discorsi è che comunque cerchiate di affrontarli rimangono vecchi retaggi di vecchi modi di pensare.
    Così quando si parla di sinistra non ci accorgiamo forse che tale parola applicata ai nostri giorni e alla nostra realtà non ha più senso d’esistere.
    Una forza che esprima liberamente e senza paure le contraddizioni della società attuale e che avanzi proposte concrete che stimolino la curiosità dei cittadini può veramente considerarsi la vera opposizione.
    Questa forza ad oggi non esite perchè, come dicevo, vecchi retaggi ne influenzano il divenire.
    Spesso la visione dell’ “essere di sinistra” vuol dire essere soddisfatti di aver fatto assumere 50 nostri giovani ai cantieri forestali ed aver così evitato qualche problema in alcune nostre famiglie, vuol dire aver garantito qualche centinaio di euro in più ai nostri poveri croupier, vuol dire la difesa ad oltranza di trattative sindacali su realtà ormai in disfacimento, vuol dire intestardirsi per il blocco di una costruzione di una strada poderale, vuol dire tracciare righe rosse sulle mappe e bloccare di fatto un giusto recupero di molte frazioni “storiche” della nostra valle, vuol dire non avere nessuna sensibilità verso le micro imprese artigianali e commerciali che stanno drammaticamente combattendo una battaglia persa perchè soffocate da mille gabelle inutili, vuol dire non dare spazio alla tradizione e non porre la giusta attenzione al mondo agricolo.
    E’ necessario ribaltare questo modo di vedere e lo si può fare solo con un’informazione che arrivi in tutte le famiglie con un “ensemble” di iniziative che distruggano queste visioni aprioristiche e che ridiano fiato a quella “voce del popolo” che sentiamo ogni giorno in più occasioni, informando dettagliatamente quello che è e proponendo concretamente come dovrebbe essere.
    Quest’impegno richiede una mole di lavoro enorme ed è quindi impensabile che possa essere fatta solo da poche persone.

  12. Carissimo Ghianda, vedo che il filosofo Norberto Bobbio continua ad essere bistrattato nel mondo della cultura e dello studio e della critica del pensiero. Lui scrive una prima edizione di Destra e Sinistra nel 1994 e nel 1995 esce una seconda edizione, arricchita da un’introduzione di Bobbio stesso.

    In questa seconda edizione l’autore ha ampliato il capitolo in cui espone la tesi centrale del libro, e cioè che «il criterio più frequentemente adottato per distinguere la destra dalla sinistra è il diverso atteggiamento che gli uomini viventi in società assumono di fronte all’ideale dell’eguaglianza…».

    Là dove la sinistra ha sposato l’ideale dell’uguaglianza, mentre la destra quello dell’ineguaglianza. «Da un lato vi sono coloro che ritengono che gli uomini siano più eguali che diseguali, dall’altra coloro che ritengono che siano più diseguali che uguali».

    Altro che vecchi retaggi! Ho come l’impressione che qui se c’è una persona che crede ancora in uma visione antiquata o come si direbbe con un termine alla moda:” obsoleta”, dell’ “essere di sinistra” con le scontate e conseguenti spiegazioni che ci dai…questo sei proprio tu!

  13. ESORTAZIONE

    O chiunque tu sia,
    che nel mare di questo mondo
    ti senti sballottare tra bufere e tempeste,
    non distogliere il tuo sguardo dal fulgore di questa stella,
    se non vuoi essere sommerso dai flutti.

    Ho voluto dedicare a Vincenzo Calì una sorta di esortazione al fine di uscire con più dinamicità da questa forma di apatia che credo si sia impossessata della sua persona. L’ho fatta prendendo a prestito uno scritto di S.Bernardo, perchè: “Primo è una forma benaugurante e secondo deve essere un auspicio per poterlo rivedere al più presto tra di noi più pimpante che mai”.

    Ciao Vincenzo abbiamo bisogno del tuo pregevole apporto. Non farci attendere oltre!

    Giorgio

  14. Caro Giorgio, alla politica e al Pd ho dedicato molto tempo e molte energie. Tempo ed energie che ora dedico ad altre attività del corpo e dello spirito, che avevo stupidamente trascurato. Sono pimpante, non temere, in altre occupazioni. Dedicherò maggiore attenzione alla vita (o alla morte) del partito quando ne avrò il tempo e la voglia, e se ne varrà la pena, se riuscirò a sentirmi parte di un progetto condiviso. Oggi non è così.
    Tra le altre cose, per esempio, mi spiace molto che la dirigenza del Pd non si sia curata minimamente della sopravvivenza del Cittadino Valdostano, un giornale che molti commentatori, anche di fuori Valle, giudicavano il miglior foglio politico valdostano (anche se era fatto con pochissime risorse). Un’insensibilità verso la qualità dell’informazione e della comunicazione che mi ha molto sorpreso (e deluso). Vedo che si va avanti con il Travail, e con le feste “dell’Unità”.

  15. Riguardo all’opposizione, costruttiva, fine a se stessa, o chissà come, non riesco a seguirvi. L’opposizione è l’opposizione. Stop. Chi ha vinto le elezioni governa, chi è all’opposizione si oppone democraticamente ma fermamente alle scelte che ritiene sbagliate e controlla la correttezza delle azioni amministrative di chi governa. Si può certamente votare sì a provvedimenti condivisibili, ma sulle opzioni fondamentali (inceneritore, ospedale, casinò, costi della politica, invasività della politica nelle società partecipate, nella sanità e nel settore delle consulenze, ecc.) bisogna far sentire la propria voce, anche se la forza dei numeri è contraria.
    Tutto ciò, facendosi guidare dal programma di governo che si era presentato agli elettori, in molti punti sicuramente alternativo a quello della maggioranza, in vista dell’auspicato ribaltamento dei rapporti di forza alle elezioni successive. Costruendo l’alternativa, appunto, come dice Bruno.

  16. mi associo nell’osservare che la perdita del foglio La Margherita è una grave perdita nel panorama dei fogli cosiddetti politici in VDA, una grave perdita anche e soprattutto in funzione di costruire l’alternativa; la maggior parte, per non dire la totalità di questi fogli, da qualsiasi fonte politica provengano, è infatti “illeggibile”. Come sono in pratica “illeggibili” i pochi fogli di informazione cosiddetta “libera” esistenti in VDA. Se questo vuol dire informare ed educare il cittadino e la sua coscienza civica… .

  17. Vorei versare sale sulla piaga dei fogli politici.Cari Vincenzo e Bruno, non esiste sorte migliore per quello che riguarda il Travail. Non pensiate che questo giornale quindicinale sia una eccezione nel panorama dei così detti fogli cosiddetti politici in VDA. Il Pd all’interno de Le Travail non ha alcun peso specifico. E’ rimasto in “mano” alla vechia classe dirigente della Gv-Ds, e così con tutto il patrimonio. Questa realtà è una forma di ricatto politico che una certa parte politica ha la forza di produrre. Essa si è distinta per la poca elasticità e volontà nell’assumere decisioni nel merito. Io sono un rappresentante dei sette garanti all’interno dei vecchi Ds-Gv. Non ho mai avuto il piacere di poter dire la mia e ancora oggi non so, cosa si voglia fare o cosa è stato fatto per la conduzione e la proprietà di un foglio ufficiale di partito. Dunque “sursum corda” e ricordiamo che noi dobbiamo sempre sorridere…

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