Dylaniati

Pare che Bob Dylan prosegua il suo Never Ending Tour per smitizzarsi. Il 18 giugno a Châtillon (Italy?) si è smitizzato abbastanza. Com’è umano lui.

P.S. Non è vero, il mito si è rinforzato. La voce era strana, cavernosa, Dylaniata. O aveva la bronchite o abbiamo assistito al concerto di un sosia.

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6 pensieri su “Dylaniati

  1. Dylan è e rimane un mito perchè è l’impersonificazione delle contraddizioni del nostro animo.
    Potendo scegliere la strada che più gli aggrada, potendo vivere tranquillamente con i diritti d’autore che gli garantiscono un’ottima pensione a vita, lui sceglie, come sempre la strada del bagno fra la gente.
    La voce non è mai stata un granchè, la tecnica nemmeno, eppure è emerso ed ha volato molto più in alto di esecutori abilissimi e di musicisti impeccabili; quello che lo ha contraddistinto è essere sempre un passo avanti alle pulsioni della gente comune.
    Ribelle prima degli altri; in crisi mistica quando nessuno osava parlarne; semplice esecutore di sè stesso nell’epoca delle novità multimediali.
    La fantasia e l’enorme mole di lavoro lo ha portato ad essere un precursore di un pò tutti i generi musicali e quello che noi ascoltiamo nei suoi brani lascia perplessi quando leggiamo la data sui CD relativi.
    Altri, come lui, sono stati veramente dei grandi (pensiamo a Townes Van Zandt) ed hanno influenzato moltissimo molti grandi della musica americana ma sono conosciuti per lo più dagli addetti del mestiere e non hanno lasciato lo stesso segno indelebile.
    Il tormento, la vivacità e la sincerità non sono optional momentanei; vengono avvertiti dal pubblico che riversa il proprio sincero affetto proporzionato alla dimensione di questi sentimenti.

  2. per vincenzo
    ovviamente non è una novità, ma appena qualcuno (almeno il sottoscritto) scrive qualcosa sul tuo blog, viene dylaniato da troyan horse e altri virus (es. virus found JS / Psyme) che hanno lo scopo di “pedinare” in rete chi scrive. Succede anche ad altri che scrivono sul tuo blog?

  3. Pingback: Rollandin medaglia d’oro « Il blog di Vincenzo Calì

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