Più non dimandare…

Abbronzato e riposato, da un internet point in riva al mare, leggo i vostri commenti…

Preziosissimi, come al solito, quelli di Bruno, che conosce i suoi polli e non si fa prendere per i fondelli né dal santone né dall’informazione (indipendententissima) valdostana.

Come da mia profezia (facile facile) la Zublena prepara il campo come da suggerimenti (al solito con un  certo eccesso di zelo… da ingegnere dell’Arpa). L’inceneritore si fa perche’ vuolse così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare.

Meno male che un altro personaggio del tutto indipendente, il sindaco Grimod, sul qualche numero fa del Peuple ci ha comunicato che a lui il progetto caveriano dell’aeroporto scalo per voli charter non piace per nulla. Che diamine. Qualcosa mi dice che non piace neppure al santone, ma é un caso che le due opinioni coincidano. D’altronde non piaceva neppure a me… 😉

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17 pensieri su “Più non dimandare…

  1. Chiusa la questione dell’inceneritore,(inutile combattere contro la testa di Rollandin, se non a cornate: a suo tempo Pollicini assessore all’Industria, dopo un colloquio con il medesimo, ebbe a dire che vi è un solo materiale la cui durezza batte quella del diamante, la testa di Rollandin – e dire che già Pollicini, in quanto a durezza di testa, non scherzava) credo che anche per l’aeroporto i giochi siano ormai quasi fatti . Il petroliere genovese, prima di rilevare Air Vallée dalla Fiat, ha aspettato i risultati elettorali e le assicurazioni di Rollandin in merito a futuri investimenti ed altri impegni regionali (i dettagli ovviamente non si conoscono). Vero è che Rollandin in Consiglio regionale ha detto che non basta avere gli aeroplani, bisogna anche riempirli. Ho l’impressione che tra qualche anno anche la nostra regione si troverà sulle croste la sua Alitalia. Grimod si adeguerà quatto quatto.

  2. DIFESA: ACCORDO CON REGIONE PER DISMISSIONE CASERMA AD AOSTA
    (AGI) – Roma, 30 lug. – Il Ministero della Difesa e la Regione autonoma della Valle d’Aosta hanno firmato oggi a Roma l’accordo per la dismissione della caserma ‘Testafochi’ di Aosta, dove sara’ realizzato un polo universitario. Alla breve cerimonia hanno partecipato il ministro La Russa, il presidente della Regione Augusto Rollandin, il sindaco di Aosta Guido Grimod, il direttore dell’Agenzia del demanio Elisabetta Spitz e il generale Ivan Felice Resce. Lo stesso accordo prevede l’ammodernamento delle caserme Battisti e Ramirez che consentiranno il potenziato del Centro di addestramento alpino dell’Esercito. Soddisfatto il ministro La Russa per il quale quella di oggi e’ “la conclusione virtuosa di un percorso lungo. In futuro dobbiamo accelerare i tempi per operazioni come questa che consentano di ottenere risultati importanti sia per le amministrazioni locali sia allo Stato. L’accordo consente infatti da un lato alla regione di avere a disposizione una struttura utile alla crescita dei giovani e della cultura e dall’altro allo Stato di migliorare la qualita’ della vita dei militari”. (AGI)

    Eh sì,i militari! A La Russa interessano i militari e come se interessano. L’Università forse un pò meno…ad Ignazio piace leggere più Tex Willer che Chanoux…

  3. Nuove nomine anche per l’autoporto…
    Renato Praduroux e Elio Stacchetti e qualcuno di Federation….
    CHAPEAU!

  4. Effettivamente, indipendentemente dai singoli nominativi in questione, questi passaggi dal Consiglio regionale al management di partecipate pubbliche rispondono a vecchie logiche di cui sarebbe bene liberarsi in fretta.

  5. autoporto fino a pochi giorni fa: 8 persone in CDA (ora 5 se non sbaglio, di cui 2 senz’altro inutili appena nominate), per 14 dipendenti (o giù di lì). L’hanno chiamata la “casta”. E tutti gli altri CDA con nomine pubbliche in VDA? Chi vuole fare la conta dei “parassiti sociali” (lavori socialmente inutili) in VDA, che il cittadino finanzia?

  6. Non c’è che dire, taglia!!!! poi non si capisce perchè la meritocrazia vada a premiare solo massimi esponenti della maggioranza e non persone comuni, magari con qualche esperienza in merito…. Vedremo con il Casinò se riuscirà ancora a fare di meglio!!!!
    Ora però c’è un grave problema d’informazione. Nell’ultimo consiglio regionale ho seguito gli interventi dell’opposizione. Ebbene erano tutti molto costruttivi, ma nessuno ha risposto e nessuno ha pubblicato nemmeno mezzo spunto. Quindi non sappiamo il perchè si voglia fare l’inceneritore, non capiamo se il teleriscaldamento subirà dei gravi ritardi visto la caverata di quatorze meulle, ci chiediamo perchè vogliamo togliere la possibilità a degli insegnanti di fare esperienza all’estero… E quello che è peggio, cerchiamo di far passare come uno spunto molto interessante quello del consigliere che vuole parlare di problemi concreti e non di quelle “cretinate” di leggi…
    CHIEDO a tutti , ma in particolar modo a Fabrizio, come può uscire tutto questo dalle stanze di quel palazzo???

  7. 13:54 REGIONI: GIUNTA VAL D’AOSTA NOMINA I 19 TOP MANAGER

    (ANSA) – AOSTA, 8 AGO – L’ex assessore regionale Roberto Vicquery e l’ex dirigente del gruppo Fiat Claudio Mus sono due tra i volti nuovi dei vertici dirigenziali della Regione Valle d’Aosta, nominati oggi dalla Giunta regionale, che ha individuato i 19 coordinatori che governeranno i Dipartimenti in cui è articolata l’Amministrazione.

    Oltre a Vicquery, a cui sono affidate le politiche del lavoro e della formazione e a Mus (turismo, sport e commercio), le novità tra il top management regionale riguardano Ornella Badery (personale e organizzazione); Enrico Mattei (politiche strutturali e affari europei); Piero Prola (agricoltura); Igor Rubbo (territorio e ambiente) e Massimiliano Cadin (industria, artigianato ed energia).

    Confermati gli altri dirigenti di prima fascia: Luigi Malfa (segreteria della Giunta); Piero Lucat (enti locali, servizi di prefettura e protezione civile); Stefania Fanizzi (legislativo e legale); Enrica Zublena (innovazione e tecnologia); Christophe Cugnod (risorse naturali e corpo forestale); Peter Bieler (bilancio, finanze e patrimonio); Patrizia Bongiovanni (sovraintendenza agli studi); Roberto Domaine (soprintendenza per i beni e le attività culturali); Edmond Freppa (opere pubbliche e edilizia residenziale); Raffaele Rocco (difesa del suolo e risorse idriche); Ezio Garrone (sanità, salute e politiche sociali); Antonio Pollano (trasporti). (ANSA).

  8. Ipocrisia e meritocrazia
    Sono appena stati nominati dalla Giunta regionale i cosiddetti coordinatori o dirigenti di primo livello.
    Come non riconoscere, almeno negli incarichi affidati a Roberto Vicquéry e Piero Prola, “politici” iscritti nelle liste di collocamento dell’UV, il riconoscimento alla fidélité lige che nulla ha a che fare con lo spirito e la lettera della legge 45/95, che disciplina gli incarichi?
    Molti sono infatti convinti che gli incarichi di primo livello (e non solo) siano incarichi “fiduciari”. In questo errore è incorsa addirittura l’ANSA nel riferire la notizia, a suo tempo, della nuova pianta organica. Nulla di più falso. Gli incarichi fiduciari hanno una disciplina particolare e separata (è ad es. un incarico fiduciario quello di capo gabinetto). Se così fosse infatti non ci sarebbe nulla da dire. Si tratta invece di incarichi per competenze e per meriti. Ma in base a quali criteri vengono valutati competenze e meriti? Dio solo lo sa. Nei provvedimenti regionali non se ne trova mai traccia; di solito si limitano a riportare il curriculum del designato (ognuno ha il suo) e una generica affermazione del tipo: “possiede i requisiti richiesti” (nella maggior parte dei casi così vaghi e generici da poterci fare rientrare chiunque, salvo casi particolari).
    Ad ogni nuova nomina corrisponde una “defenestrazione” (nel caso specifico di Vicquéry e Prola sono stati “defenestrati” Fioravanti e Dupont, già nominati a suo tempo con criteri analoghi). I provvedimenti regionali non motivano mai i motivi della “defenestrazione”. In che cosa ha demeritato il defenestrato? Perché è stato rimosso? Ripeto: non si tratta di incarichi fiduciari.
    E se il defenestrato facesse ricorso amministrativo?
    I sindacati non dicono, purtroppo, parola, e benedicono il tutto.
    A meno che la legge sia o rappresenti il colmo dell’ipocrisia: si prevede assegnazioni di incarichi per meritocrazia, quando, invece, di fatto, si tratta di incarichi esclusivamente fiduciari.
    Urgono chiarimenti definitivi.
    p.s. non ha nessuna importanza, si tratta di una questione meramente formale, ma speriamo almeno che zublena 1 (manuela) abbia avuto il buon gusto di astenersi o di assentarsi dalla sala Giunta al momento della nomina di zublena 2 (enrica).

  9. Senza nessun riferimento a persone realmente esistenti – tantomeno a quelle da te nominate e che io non conosco neppure (né i defenestrati né i defenestranti)-, parlando così in generale, dovrai convenire, Bruno, che il conformismo, l’adulazione, il lecchinaggio, il servilismo, l’obbedienza cieca, il silenzio omertoso, sono qualità che possono essere dimostrate con maggiore o minore competenza e con merito più o meno evidente. Competenza e merito possono essere valutati diversamente a seconda della definizione che se ne dà. Tu chissà che definizione hai in mente, magari hai vissuto in Germania o in Svezia e hai i parametri falsati, chi lo sa.

  10. Rollandin, nel suo programma d’insediamento, ha messo all’ordine del giorno la riforma della legge 45/95 sull’ordinamento della pubblica amministrazione in Regione (in che senso, lui solo lo sa). Alcuni sindacati (CISL, SAVT), per non fare brutta figura davanti al Capo, si sono subito accodati (senza dirci come debba essere riformata, probabilmente aspettano suggerimenti dal Capo). Poiché l’ipotesi più probabile è quella di una verniciatura di facciata (con cui si potrà dire di aver cambiato tutto senza aver cambiato niente), il minimo che si dovrebbe richiedere è che la nuova legge dia un significato univoco a tutta una serie di termini (autonomia della dirigenza, meritocrazia, competenza, efficacia, efficienza, ecc.) che attualmente generano tutti gli equivoci di cui sopra, causa la possibilità di essere “interpretati” in modi così antitetici e lontani tra di loro. Sarebbe per tutti un utile chiarimento.

  11. la norma, le eccezioni e le stranezze.
    “Le strutture di primo livello comprendono, di norma, più strutture dirigenziali da coordinare …. . Possono fare eccezione alcune strutture …”

    Le strutture di primo livello (dipartimenti) sono rette dai cosiddetti coordinatori, appena nominati dalla Giunta regionale. A cascata seguono le direzioni, strutture di secondo livello, con i loro direttori, ed infine i servizi, strutture di terzo livello, con i loro capiservizio.

    così, per pura curiosità, proviamo a guardare, per quanto riguarda i dipartimenti, le eccezioni, cioè quei coordinatori che non hanno da cordinatore … che una sola direzione, e, caso limite, neppure una direzione.

    1) intanto lode e gloria a Roberto Domaine, il quale deve godere di capacità non comuni, perché, nella sua qualità di Soprintendente per i beni e le attività culturali, dovrà coordinare ben 6 direzioni, record assoluto;

    2) non così possiamo dire per Antonio Pollano (dipartimento trasporti) al quale non hanno affidato neanche una Direzione, bensì 4 servizi (in attesa di diventare direzioni?). Il fatto che dei semplici servizi debbano rendere conto direttamente ad un coordinatore ovviamente puzza un po’ (oltre a non rispettare le gerarchie delle strutture previste dalla legge), ma questo non è certo l’unico caso. Che alcuni servizi debbano essere maggiormente sotto controllo politico (il coordinatore ha infatti il compito, non scritto, di fungere da cerniera tra il politico e le strutture)? Oppure, che debba essere mantenuto “in caldo” un posto occulto di “direttore” in caso di retrocessione del coordinatore? Cattivi pensieri, ovviamente.

    3) i casi in cui uno o più servizi fanno capo direttamente ad un coordinatore (alias al parapolitico), anziché ad una direzione, riguardano ben 10 dipartimenti su 19, per un totale di ben 15 servizi, oltre a 2 cosiddetti collaboratori (totale 17). Vi risparmio ovviamente l’elenco. Vi segnalo unicamente il caso di Raffaele Rocco, coordinatore del dipartimento difesa del suolo e risorse idriche, il quale coordina direttamente, oltre ad una sola direzione, ben 3 (tre) servizi ed un collaboratore. Permettetemi di avere qualche perplessità (e curiosità);

    4) infine, i casi di coordinatori che coordinano …. 1 sola direzione (le eccezioni); oltre al caso più sopra già menzionato (0 direzioni per il Dipartimento trasporti affidato ad Antonio Pollano) sono ben 3 (per un totale di 4 eccezioni su un totale di 19 dipartimenti): Dipartimento segreteria della Giunta (Luigi Malfa), Dipartimento politiche del lavoro e della formazione (Roberto Vicquéry), Dipartimento difesa del suolo e risorse idriche (Raffaele Rocco, ancora lui). A nessuno viene il dubbio che si possa anche trattare di direzioni mascherate da dipartimento?

    Ma le stranezze più strane vengono alla luce osservando da vicino la distribuzione delle direzioni e dei servizi. Che per stasera vi risparmio, ma di cui vi anticipo le conclusioni in modo molto sintetico: tutti direttori!, fuorché i reprobi, chiusi in cella di isolamento.

    p.s. scusate se mi permetto di fare qualche osservazione all’organigramma, anche se per i sindacati, che sono stati debitamente interpellati, tutto va bene.

  12. brutte notizie: dalle prime indiscrezioni sulla riforma della legge 45/95 senbra proprio che non cambierà niente, anzi sembra che, con la riduzione dei livelli dirigenziali (probabilmente da tre a due), sempre di nomina politica, la mano del politico potrà pesare ancora più pesantemente su tutta l’amministrazione. Avremo praticamente un’amministrazione rigorosamente funzionale al potere (e non al cittadino), come nel ventennio. I sindacati, ovviamente, acconsentono, purché, massimo dell’ipocrisia, la legge continui a parlare di meritocrazia, ecc. Ma chi volete ancora prendere in giro?
    gossip ma non troppo: intanto pare che gli ineffabili Igor Rubbo e Fulvio Bovet (direttore dell’ambiente tuttofare ancora da nominare) stiano già lavorando: attenti a quei due, soprattutto al secondo!
    i dirigenti e i capiservizio verranno nominati dalla Giunta venerdì 22 agosto: la deliberazione verrà ovviamente portata in Giunta “fuori sacco”: topo secret! E poi c’è sempre l’eventualità di qualche nouvelle entrée all’ultimo istante!
    Il siciliano Malfa, con ogni probabilità, verrà riconfermato segretario generale, che poi non è quel che uno pensa (ricordandosi magari dell’altro siciliano segretario generale Renato Barbagallo), ma il coordinatore dei coordinatori.

  13. curiosità
    per 13 coordinatori su 19 non è espressamente richiesto un diploma di laurea (che dovrebbe essere un requisito base per tutti i dirigenti, ma non lo è ancora), bensì competenze varie.
    per tanti (almeno 12) sono richieste competenze di tipo amministrative (= politiche?)

  14. la norma, le eccezioni e le stranezze (2)

    “Le strutture di secondo livello sono individuabili in strutture complesse che svolgono, di norma, più funzioni … . Il criterio della complessità può essere sostituito … “.

    In sede di prima applicazione della legge 45/95 era stato adottato il criterio che una Direzione (struttura dirigenziale di secondo livello), per essere tale, dovesse essere composta da almeno 3 (tre) Servizi (strutture dirigenziali di terzo livello). Almeno sulla carta, tale criterio era stato grosso modo seguito.

    Vediamo l’attuale organigramma.
    Le Direzioni sono in numero di 56 (con il criterio precedente i corrispondenti servizi dovrebbero essere 56 x 3 = 168).

    Questo il quadro della situazione.

    vi sono 29 Direzioni con 0 (zero) servizi e
    21 Direzioni con 1 (uno) servizio, il che rappresenta
    un totale di 50 direzioni su 56 (89,3%).

    Altre 5 Direzioni hanno ben 2 servizi.

    Come non evidenziare allora la Direzione salute che si accolla ben 4 Servizi?

    Insomma, TUTTI Direttori (di che?). Più o meno di sè stessi, il che consiglierebbe, in linea di prima approssimazione, di dimezzare le Direzioni (o i Servizi). In definitiva, sempre in prima approssimazione, di dimezzare i dirigenti.

    Tra l’altro mi dicono che diversi servizi sono composti da una sola persona, non hanno cioè personale subordinato di alcun tipo.

    Sarà per questo che, nella ipotetica riforma della 45/95 si parla di ridurre (forse a due) i livelli dirigenziali? Per dimezzarne il numero? Staremo a vedere.

    Rimangono poi i 4 irrecuperabili reprobi (collaboratori di …), rinchiusi in cella di isolamento. Ma per essi il destino pare segnato.
    p.s. Al geologo Bonetto nessuno ha chiesto, nè ufficialmente né ufficiosamente, se gradisce o meno il posto di collaboratore, così come è stato invece richiesto all’arch. Del Degan (disparità di trattamento?). Ma Bonetto ha già in corso una causa per demansionamento, quindi il problema di un eventuale ricorso non si pone più. Non so nulla degli altri due reprobi (arch. Balliana, dott. Zillio).

    Questo per quanto riguarda l’amministrazione regionale. Nei comuni non è che si stia meglio, anzi … . Vige l'”autonomie communale”, altro parto geniale di Viérin.

  15. Pingback: Rollandin medaglia d’oro « Il blog di Vincenzo Calì

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