Siamo uomini, o zublene?

Pensa te, c’è persino chi si illude sull’utilità di un colloquio con Manuela Zublena. L’è tanto una brava donna, e poi ne capisce, neh…, l’è ingegnere dell’Arpa… Partiranno quelli del comitato rifiuti zero, partirà persino la presidente di Legambiente, andranno là, dall’assessora, che è donna pure lei per di più, e la convinceranno che l’inceneritore fa la bua. Vanno dal caporale, capite?, dal caporale a parlare e ad argomentare. Me lo vedo già il caporale, armato di tutto punto con le statistiche di Veronesi (niente cancro, siamo italiani), con la divisa in ordine e le maniere gentili, mentre spiega che non è vero niente, che gli svizzeri non si sono mica mai opposti, che i sindaci unionisti (gli attendenti) non si opporranno, che l’inceneritore nostro, come assicura una persona al dissopra delle parti quale il tenente Ziviani, fa sparire tutti i gas, non avvelena neppure una rondine che si trovi a passare sopra la ciminiera. Ha già tutte le tabelline pronte, con i numeri importanti ben evidenziati. E me la vedo mentre illustra la meraviglia della scienza e della tecnica: lo svuotamento della discarica, che persino gli americani se lo sognano. E me li vedo quei ritagli di giornale con le foto di Napoli invasa dai rifiuti. Vorrete mica fare quella fine lì?

L’è tanto una brava persona, la Zublena. Come tutti i caporali.

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63 pensieri su “Siamo uomini, o zublene?

  1. chi lo sa: magari riusciranno anche a dimostrarci che, in dosi minime, certe polveri sono perfino utili alla salute.

  2. di zublene poi ce n’è addirittura due, la sorella sta per assurgere ai massimi livelli dirigenziali regionali. Sull’argomento per il momento c’è un librone, come al solito, di circa 160 pagine (deliberazione di Giunta), sul quale ci sarebbero molte osservazioni da fare a proposito dello spoils system alla valdotaine (o alla vapellinentze). Dietro ogni (o quasi) incarico dirigenziale previsto (e relativi profili e requisiti richiesti), con un po’ di naso, ognun può già leggere noms e cognoms. Ma questi, quest’anno, contrariamente al solito, pare che ufficialmente arriveranno solo a settembre. Poi arriveranno, ad intervalli più o meno regolari, integrazioni, modifiche, spostamenti, ecc. a seconda delle esigenze (del buon funzionamento dell’amministrazione, ovviamente).

  3. le pagine del librone (del. Giunta reg. n. 2158 del 25 luglio 2008) sono addirittura 286. In esse sono definite le strutture organizzative dirigenziali. Le “stranezze” sono tante, anche solo a prima vista. Le stò evidenziando. Eppure ai sindacati va tutto bene (il contratto collettivo prevede “la consultazione dei soggetti sindacali, obbligatoriamente, su organizzazione e disciplina di strutture e uffici”). La consultazione con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, richiamata in deliberazione, risulta essere stata effettuata in data 24 luglio, il giorno prima della deliberazione ufficiale. Praticamente prendere o lasciare. L’avranno letta? Ne dubito. L’efficacia della deliberazione avrà decorrenza dal 1° settembre prossimo (è la prima volta che non vengono immediatamente definiti anche i noms e cognoms). Intanto ad almeno uno dei quattro “collaboratori” in cella d’isolamento (quello della Direzione di urbanistica), viene UFFICIALMENTE chiesto se l’incarico gli aggrada oppure no. Gli altri tre non so, ma è probabile. Meglio prevenirsi di fronte ad ulteriori eventuali possibili ricorsi per “demansionamento”. I sindacati tacciono, come al solito.

  4. Meritocrazia alla vapellinentze
    Ovviamente riconfermata enrica zublena (zublena 2) quale “dirigente” di primo livello (coordinatore) per “meriti” acquisiti.
    Tra i nuovi “dirigenti” di primo livello non possiamo non rilevare la presenza di Roberto Vicquéry (da assessore a coordinatore (o meglio ad ottavo livello e poi “promosso”, come i gamberi!), Piero Prola (ma non era stato trombato dagli elettori alle recenti elezioni?) e Ornella Badéry, le cui doti managerialpolitiche sono note a tutti.
    No comment: avanti così.
    E di Perron che ne facciamo? Rimane un settimo livello? La sua aspettativa è scaduta o stà per scadere!

  5. qualche giorno fa ho incontrato casualmente l’ing. Ziviani, mio compagno di liceo e di Politecnico, oltreché mio compagno a suo tempo di poche ma bellissime escursioni in montagna (traversata integrale dei Lyscamm, cresta sud-ovest del Grand Combin), il quale, onestamente mi ha confessato che in materia di termovalorizzatori nessuno ha la verità in tasca. Era piuttosto scocciato della “politicizzazione” del problema (il termovalorizzatore si deve fare a tutti i costi, il termovalorizzatore non si deve fare) e del ruolo che ovviamente gli tocca svolgere, quale consulente di parte, in questa vicenda.

  6. Come, consulente di parte?
    Se dovessi prendere per buona la “scocciatura” dell’ottimo alpinista ingegnere, ne dovrei dedurre che la decisione di fare l’inceneritore è stata presa dalla politica a priori infischandosene delle analisi tecniche pro o contro, e che solo in seguito sono stati chiamati i tecnici – a quel punto “di parte” – per sostenere la decisione facendo tornare i conti in qualche modo?

  7. Direi che è piuttosto evidente…
    Se infatti leggiamo lo studio dell’Ing. troveremmo subito delle stranezze.
    1. un aumento del rifiuto e un abbassamento della percentuale di raccolta differenziata. in barba alle normative europee, ai dati di questi anni e alle dichiarazione dell’assessore Zublena.
    2. oltre all’inceneritore, non si spende più di mezza pagina per altre soluzioni

    Beh, posso dirti Bruno che chi si presta a questi giochi non mi fa nessuna pena?
    Mi piacerebbe infine che questo signore aprisse un blog mettendo la sua relazione. Magari potrebbe sciogliere qualche dubbio…e magari la sua relazione potrebbe sembrare meno di parte.
    CHISSA’….

  8. per quanto riguarda la decisione presa a monte, a livello politico, e a prescindere, … la cosa mi pare più che evidente (anche Ziviani ha concordato che è una decisione politica presa dai Cerise brothers per eliminare la discarica attuale).
    Per quanto riguarda pareri di consulenti esterni alla Regione e pareri di organi interni all’amministrazione (VIA, dirigenti, ecc.): ma quante volte devo ripetere la stessa cosa, cioè cercarvi di far capire che, dopo la riforma della pubblica amministrazione, tra cui la legge 45/95, il DISSENSO, la voce contraria o dubbia, non è più AMMESSA? Vi potrei fare un’infinità di esempi.
    Occore fare SISTEMA, essere “collaborazionisti”, in caso contrario sei tacciato di “non collaborare” e messo da parte (sia che tu sia un interno o un esterno all’amministrazione).
    Speriamo che, a forza di esempi pratici (forse l’opinione pubblica in generale non ha ancora capito che siamo a questo punto), qualcuno prenda finalmente coscienza della gravità della situazione.
    ? Mi son dimenticato di chiedere a Ziviani se gli piacerebbe avere un inceneritore davanti a casa sua.

  9. per chi avesse ancora dei dubbi o non mi credesse, riporto letteralmente alcune affermazioni, rispettivamente di Cerise e di Caveri, che mi sono state riferite da chi le ha udite PERSONALMENTE con le proprie orecchie.
    Cerise, in una vicenda che tra l’altro mi riguardava personalmente, ha affermato che avrebbe schiacciato con un dito come mosche quei dirigenti che avessero osato contraddirlo o mettergli i bastoni tra le ruote.
    Caveri invece, sempre a proposito di dirigenti, affermava che avrebbe rottamato i dirigenti che gli avessero dato fastidio.
    Questa è la situazione, senza che vi sia bisogno di ricamarci intorno, e a questa situazione mirava Viérin con la cosiddetta riforma della pubblica amministrazione.
    Forse è ora di dire pane al pane e vino al vino.
    E in questa situazione che cosa volete che possa dire un consulente esterno (da più di venti anni) e per di più pagato fior di milioni?

  10. ed ancora. Poco dopo la vicenda Maccari (primo caso di “effetto riforma” assunto agli onori della cronaca, l’amministrazione regionale compilò in fretta e furia un “codice di comportamento” per i dipendenti regionali (previsto dalla 45/95 ma mai predisposto) il quale, tra l’altro, vietava ai dipendenti di rilasciare dichiarazioni, scritti, ecc. concernenti l’amministrazione se non per parlarne bene e in senso positivo (vedansi dichiarazioni “di parte” o difese d’ufficio scritte da dirigenti regionali che ogni tanto si leggono su periodici e quotidiani vari, da leggersi allo stesso modo con cui devono essere lette le consulenze esterne). Insomma, se nell’amministrazione ti fanno mangiare m…., poi devi anche dire che è buona.

  11. brevissima storia della dirigenza regionale (a futura memoria)
    Verso la fine degli anni 70 i dirigenti regionali (30/40/50? non ricordo) regionali furono praticamente costretti ad organizzarsi sindacalmente (DIRVA) ed a organizzare scioperi intensi (durarono anche un mese di fila) per far sentire la loro voce. L’adesione agli scioperi fu sempre TOTALE. Fino ad allora, infatti, il contratto, anche per i dirigenti, veniva dettato dalle organizzazioni sindacali e votato in assemblea da impiegate ed uscieri che ovviamente erano in maggioranza. Ricordo in particolare Loris Minelli (CGIL), il quale tuonava che il pane costa uguale per tutti. I dirigenti si chiedevano ormai se era meglio fare i dirigenti o gli uscieri. Gli scioperi dei dirigenti ebbero successo ed essi ottennero praticamente quanto volevano (un discreto aumento salariale, un contratto separato, un diverso stato giuridico). Diedero però molto fastidio ai politici, i quali cominciarono a pensare a come mettere loro le mani addosso e neutralizzarli, anzi renderseli complici. L’occasione propizia arrivò con la scusa delle leggi Bassanini (tralascio i passaggi intermedi). La DIRVA insorse e fece un primo sciopero minacciandone un’altro ad oltranza se la legge (la futura 45/95) fosse andata avanti ed un ulteriore ricorso per anticostituzionalità della legge (non si trattava assolutamente di un problema economico, con la nuova legge i dirigenti sarebbero stati coperti di soldi come mai avrebbero potuto immaginare). Cosa fecero i politici di turno (Viérin, la mente, capofila)? Ai vertici più battaglieri della DIRVA (Pasquino, Moussanet, ecc.) fu subito promesso un posto da coordinatore (diversi di essi stavano per andare in pensione), e così la DIRVA ammainò bandiera ed abbassò la testa. Ed il pane che costa uguale per tutti? Stessa cosa per Loris Minelli. Diventò segretario generale al comune di Aosta (dove alloggiava già sua moglie, dirigente del settore urbanistica, e si costruirono una villa in pieno centro storico, su area prima vincolata per pubblico interesse a favore di una limitrofa scuola, su parere favorevole rilasciato … dalla signora Minelli). Ed il pane non costò più uguale per tutti. Minelli non tuonò più con il suo vocione.
    Il resto è storia recente.
    Questa non è la storia ufficiale di questa vicenda, ma vi assicuro che è più vera di quella ufficiale (chi è un po’ addentro la conosce benissimo, in particolare le vicende di Minelli e consorte).

  12. postilla breve
    dimenticavo: i politici erano anche stufi di avere problemi con la magistratura (qui come d’altronde in Italia); dovevano trovare il modo di poter dire: la responsabilità, per legge, è del dirigente. Nacque così, presso i palazzi della magistratura, il dilemma tra non poteva non sapere, poteva non sapere (es. qui in valle casi Maccari, Massimo Pasqualotto, entrambi capri espiatori).

  13. Preciso, al fine di evitare equivoci, che il parere favorevole rilasciato dalla signora Minelli di cui sopra, concerneva la necessità o meno di rinnovare il vincolo su determinate aree, tra cui quella in questione, quindi non è ovviamente da mettere in relazione con il successivo acquisto dell’area da parte dei coniugi Minelli e la successiva edificazione, avvenuti in modo assolutamente legittimi.

  14. intanto abbiamo il nuovo amministratore unico del casinò: un manager di serie B ed anche con poca esperienza alle spalle. Rollandin avrà davvero potuto scegliere o avrà dovuto accontentarsi di quel che offre il mercato? Io qualche dubbio ce l’ho.
    Non illudetevi troppo a proposito di piani strategici o cose simili: ne abbiamo visti tanti in questi ultimi venti anni!
    Per intanto, per non so quanti anni si tratterà di spendere soldi nostri per il casinò e per il Billia, con scarse speranze di veder migliorare le entrate (o frenare le perdite). E poi?
    Il nuovo amministratore ha tre anni di tempo, l’unica cosa che può fare è incominciare a spendere soldi e sperare nella buona stella. E poi?
    Beh, spesi i nostri soldi, si potrebbe pensare di vendere il tutto o darne la gestione ai privati. Io, se fossi Milanesio, comincerei a farci un pensierino.

  15. come si diventa dirigenti regionali (meritocrazia alla valdostana)
    E’ in corso di espletamento il concorso per 3 posti nella qualifica unica della dirigenza regionale, si chiama così (in base ad una disposizione di una legge regionale che non conosco).
    Concorso RISERVATO per titoli di servizio e professionale (e gli esami ? n.d.r.) al personale proveniente dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
    Candidati ammessi:
    Fioravanti Mauro (coordinatore dimissionato)
    Politano Giancarlo (?)
    Vicquéry Roberto (coordinatore subentrante).
    Questa è la fine della norma costituzionale che vuole che nell’Amministrazione pubblica si entri per concorso pubblico.
    I concorsi si fanno al momento giusto (magari in piena estate quando tutti sono distratti), per le persone giuste, e possibilmente RISERVATI e SENZA esami.
    Qualche timido brontolio da parte dell’altra casta (i sindacati).

    Ma perché ci ostiniamo a studiare e a laurearci?
    Il modo più comodo per accedere ad una laurea che ci assicuri l’ingresso nella dirigenza regionale, o comunque un posto da direttore in qualche fondazione inutile è quello di frequentare per cinque anni la segreteria particolare di un assessore regionale. Lo prevede espressamente una norma piccola piccola della legge 45/95. E’ così, a suo tempo, diventato dirigente regionale SENZA ESAMI (pur essendo dotato di laurea) Fausto Ballarini, segretario particolare di Vallet.
    Un altro segretario particolare di Vallet, fratello dell’Assessore Fosson, è stato invece nominato Direttore di una inutile Fondazione, Montagna sicura.
    Per meriti “politici” è stata invece, sempre a suo tempo, nominata Direttrice di un’altra Fondazione inutile, la Grand Paradis, la figlia dell’ex Assessore Teresa Charles, che di nome fa Vuillermoz.
    Questa è la meritocrazia alla valdostana.

    Per fortuna che la Valle d’Aosta, congiuntamente con il Trentino-Alto-Adige e le regioni meridionali, risulta tra le 11 regioni italiane in rosso.
    Insomma, con il Trentino, la VDA è la regione meridionale italiana situata più a nord.

  16. La regola sono io ovvero mi legittimo da solo ovvero le leggi si applicano ai nemici e si interpretano per gli amici (Giolitti).

    Sembra che sia proprio così, quindi c’è da aspettarsi di tutto.

    Se è corretto quanto ho appreso, Ornella Badery NON ha i requisiti per essere messa a capo (dirigente di primo livello o coordinatore) del Dipartimento personale e organizzazione.
    I requisiti richiesti sono elencati all’art. 17, comma 2, della legge 45/95, il quale si richiama al precedente articolo 16.
    Eppure è stata nominata dalla Giunta regionale.
    Semplice: possono accedere alla qualifica di dirigente “coloro che abbiano svolto per almeno un anno funzioni di dirigente in strutture pubbliche o private” (art. 16, comma 2, lettera a)). Ed allora le diamo l’incarico “in prova” per un anno e poi potrà accedere alla qualifica dirigenziale a tutti gli effetti. Simpatico, non vi pare?
    In altre parole, possiamo buttare a mare la 45/95 e dire che dirigente può essere nominato chiunque, anche l’usciere, come voleva Viérin. L’importante è saperlo.

    Se la montagna non può andare al mare, il mare andrà alla montagna.
    La Giunta regionale ha finanziato “la spiaggia di Brusson”, lungo l’Evançon e a margine del laghetto. Ci piacerebbe sapere come ha fatto. I depositi di materiale (anche sabbia marina, si suppone) lungo i corsi d’acqua sono vietati, per motivi di sicurezza idraulica.
    Ma probabilmente non si tratta di un deposito di materiale che la prossima alluvione porterà con sé, probabilmente si tratta di una “bonifica ambientale”.
    Ci piacerebbe sapere qual è stato il parere di Raffaele Rocco (Dipartimento difesa del suolo e risorse idriche) e dei suoi numerosi servizi.
    Ci piacerebbe anche sapere qual è stato il parere della Direzione tutela beni paesaggistici (Carlo Salussolia) e del Dipartimento soprintendenza per i beni e le attività culturali (Roberto Domaine), visto che si tratta di aree tutelate da un punto di vista paesistico con appositi decreti.

    Bene o male, giusto o sbagliato, la Commissione di coordinamento che controllava la legittimità degli atti dell’amministrazione regionale è stata soppressa. Il visto di legittimità (verifica del rispetto delle regole) ora lo mettono funzionari compiacenti.

    Forse è meglio che qualcuno si prenda la briga di verificare l’operato della Giunta, delibera per delibera, prima che ne combinino di troppo grosse, vista la piega che si sta prendendo.
    Oppure, facciamo che abolire le regole.

  17. intanto la Giunta regionale ha nominato oggi i dirigenti di secondo e di terzo livello… salvo alcuni, perché ci sarebbero delle assunzioni in corso. Cercheremo di andare a vedere di che cosa si tratta.
    Rollandin ha affermato che non c’è stato spoils system, come invece paventato. Benissimo, verificheremo anche questo.
    Intanto prendiamo per buona questa affermazione e, conseguentemente, visto che la 45/95 deve essere modificata (parola di Rollandin e di un paio di sindacati), prendiamo nota che il cosiddetto assurdo spoils system per i dirigenti di secondo e terzo livello dovrà essere abolito.

  18. E siamo sicuri che Roberto Vicquéry abbia i requisiti richiesti dalla legge? Il concorso riservato ad hoc per entrare nel club dei dirigenti mica è stato ancora espletato!
    Ovviamente stò abbaiando alla luna.

  19. prime osservazioni su nomine, ecc. (altro che non è spoils system!)
    Paola Ippolito punita per responsabilità politiche (legge sull’artigianato e relativo regolamento) che dovrebbero far capo al responsabile politico (Leonardo La Torre in primis): retrocessa da secondo (direttore) a terzo livello (caposervzio): Rollandin dice invece che la sua professionalità è stata salvaguardata
    Adesso è chiaro perché all’Assessorato territorio e ambiente il Servizio promozione progetti di pianificazione territoriale (Flaminia Montanari) non dipende dalla Direzione urbanistica (Annalisa Béthaz), ma direttamente dal coordinatore (Igor Rubbo): incompatibilità ambientale tra primedonne (mai con Annalisa Béthaz, non voglio Flaminia tra i piedi, non è la prima volta).
    Da notare: Il Servizio promozione … dovrà occuparsi, tra l’altro, dei progetti e programmi integrati previsti dal PTP. Staremo a vedere.

  20. “la legge 45/95 deve essere modificata per sopprimere alcune rigidità (e per responsabilizzare maggiormente alcune figure professionali)”, questo dice tra l’altro Rollandin.
    Evidentemente il politico vuole “manovrare” ancora meglio (non induca in errore la responsabilizzazione, che presuppone la “fidelizzazione”). Le premesse sono tutt’altro che buone.

  21. Funzioni politiche e funzioni amministrative (in margine alle nomine dei dirigenti)
    Credo che i nostri politici (e tanto meno i cittadini in generale) non abbiano le idee ben chiare in proposito. Invero è sempre stata una distinzione di funzioni i cui confini hanno molte volte rappresentato una “zona grigia”.
    Ci sono sempre stati (e ci sono ancora) politici che preferiscono occuparsi di questioni amministrative (es. lo stato di avanzamento di una pratica di contributo) anziché delle questioni politiche del loro Assessorato, anzi c’è persino chi si occupa quasi solo di queste; di converso ci son sempre stati funzionari che, travalicando le lore funzioni, mettono becco nelle questioni politiche del loro Assessore senza esserne minimamente richiesti.
    La legge 45/95 ha distinto chiaramente le funzioni della direzione politica (art. 4), dalle funzioni della direzione amministrativa (art. 5).

    In due parole:
    funzione politica: definizione degli obiettivi e dei programmi
    funzione amministrativa: gestione delle attività per la realizzazione degli obiettivi e dei programmi.

    La signora Ippolito è stata punita non per la gestione delle attività (tra cui la fiera di S.Orso), ma per la legge sull’artigianato e regolamento relativo, chiaramente competenze politiche. Può anche darsi (anzi, è senz’altro così) che materialmente abbia contribuito (come avviene molto spesso) alla loro redazione, ma l’Assessore (ed eventualmente il coordinatore) dove erano? La Giunta regionale dove era? E il Consiglio?
    La signora Ippolito è stata punita per responsabilità che non erano di sua competenza.

    Se continuerà così (le responsabilità politiche vengono fatte pagare ai responsabili amministrativi), non ci sarà più un ufficio o dirigente che si prenderà la briga di preparare una bozza di disegno di legge o un regolamento.
    Dirà al politico di turno (o al suo coordinatore, o al suo segretario particolare): arrangiati, è competenza tua.
    Basterebbe questo per mettere in crisi tutta l’attività legislativa e regolamentare della Regione.

    Alla signora Ippolito va tutta la mia solidarietà: ha dovuto pagare per responsabilità che, per legge, non erano sue.
    Rollandin dica quello che vuole: quand’è che i politici torneranno a fare politica e i dirigenti i dirigenti?

    p.s. nel mese in cui sono stato Direttore dell’Ufficio di urbanistica, nel lontano 1997, avevo richiesto all’allora mio coordinatore (Annalisa Béthaz) e all’Assessore (Elio Riccarand), quali fossero gli obiettivi politici in merito ad alcune specifiche e puntuali problematiche, onde poter organizzare, di conseguenza, il lavoro della Direzione.
    Mai nessuna risposta è arrivata, né dall’uno, né dall’altro, né scritta, né orale. Voci di corridoio mi hanno poi riferito (avevo già dato le dimissioni) che la mia richiesta era stata giudicata “inopportuna”: richiesta dalla legge 45/95, ma “politicamente” inopportuna, ovviamente.

  22. La legge 45/95 ovvero

    La regola e le sue eccezioni ovvero

    Incitamento alla prostituzione

    La regola è chiara, secondo Costituzione: art. 16, comma 1:
    “L’accesso alla qualifica di dirigente avviene per concorso per esami”.
    Al concorso per esami, sono ammessi …, ” se in possesso del richiesto diploma di laurea … (comma 2).

    Ci sono però, nascoste tra le pieghe della legge, le eccezioni. Le eccezioni, così ben mimetizzate, non sono ovviamente conosciute dal grande pubblico, ma solo dagli addetti ai lavori.
    Eccone un esempio che getta luce sugli scopi veri della legge (la fidelizzazione di tutto l’apparato amministrativo).

    Possono essere ammessi a concorso (con o senza diploma di laurea? tutto da “interpretare”,)”coloro che abbiano svolto per almeno cinque anni le funzioni negli incarichi previsti dall’art. 35, cioè i segretari particolari (incarichi fiduciari) i quali devono “essere in possesso dei requisiti richiesti per l’assunzione all’impiego regionale fatta eccezione per il titolo di studio” (in parole povere, possono anche essere “analfabeti”, purché “fedelissimi”).

    Non approfondiamo ulteriormente la legge, perché non ne vale la pena.

    I segretari particolari, fedelissimi e in genere provenienti dal retroterra della politica sono in numero di 8 o 9 e sono equiparati anche economicamente, a dirigenti di terzo livello. Ad ogni legislatura sono pertanto 8 o 9 gli aspiranti fedelissimi in attesa di ascendere all’olimpo dirigenziale: 8 o 9 posti da dirigenti potenziali che, col passare del tempo, sono destinati a sostituire i “vecchi” dirigenti.

    Insomma, tra un po’ di anni potremmo avere un “circolo dei dirigenti” costituito quasi esclusivamente da ex fedelissimi segretari particolari (quelli che un tempo definivamo spregiativamente “portaborse”:

    Vediamo, in relazione alle nomine effettuate recentemente, per semplice curiosità, quali sono gli attuali segretari particolari, in attesa di ascendere all’Olimpo dei dirigenti:

    1) Personnettaz Ettore (segretario particolare di Augusto Rollandin)
    2) Porcù Salvatore (segretario particolare di Isabellon)
    3) Margueret Valter (segretario particolare dell’Assessore alle attività ((im)produttive
    4) Carradore Patrizia (segretaria particolare di Lavoyer)
    5) Nogara Alessandro (segretario particolare di Laurent Viérin)
    6) Malcuit Roberto (segretario particolare di Marco Viérin, nonché sindaco di un comune valdostano)
    7) Giometto Giovanni (segretario particolare di Lanièce)
    8) Lantelme Corrado (segretario particolare di Manuela Zublena)
    9) Barocco Giovanni (si fa chiamare Jean) (segretario particolare di Aurelio Marguerettaz e sindaco del comune di Quart)

    Ad maiora! Eppure Rollandin dice che la legge attuale presenta ancora troppe rigidità!

    p.s. le eccezioni di cui sopra non compaiono nella legge originaria, ma sono state introdotte abbastanza “furtivamente” ed in silenzio con successiva legge 27 maggio 1998, n. 45.

    Attenzione particolare alle leggi di modifica all’impianto delle leggi originarie, e in particolare alla legge cosiddetta “omnibus” (mutuata ovviamente dal modo di legiferare all’italiana), contrabbandata come “legge di manutenzione del sistema normativo” o qualcosa di simile!

    Ovviamente le eccezioni di cui sopra sono da eliminare IN TOTO, se vogliamo che la peggior “politica” metta giù le mani, oltreché dall’apparato economico e paraeconomico, anche dall’apparato amministrativo!

  23. altro p.s.

    La qualificazione della legge 45/95 come legge di “incitamento alla prostituzione” (la migliore che abbia sentito finora) non è mia, ma di un dirigente regionale andato in pensione prima della sua entrata in vigore.

  24. Piccole soddisfazioni (incarichi legge 45/95)
    Uno dei quattro reclusi in “cella di isolamento” (collaboratore di … , incarico dirigenziale di terzo livello B (studio e ricerca), per il quale era già stata predisposta la relativa “cella” (collaboratore del dipartimento opere pubbliche e edilizia residenziale), è stato finalmente liberato.
    Si tratta di Ercole Balliana, architetto, al quale è stato affidato l’incarico di caposervizio presso il Servizio di gestione delle biblioteche. Probabilmente, su esplicita richiesta scritta, ha risposto che NON gradiva la “cella di isolamento”. E onde evitare il rischio di un ulteriore ricorso per demansionamento … è saltato fuori un incarico da caposervizio.
    Il posto in “cella” già previsto è pertanto rimasto “vacante”.
    Rimangono invece in “cella” gli altri 3 reprobi:
    1) Zilio Antonella (collaboratore del servizio gestione e controllo programmi comunitari)
    2) Bonetto Franco (collaboratore del dipartimento difesa del suolo e risorse idriche)
    3) Del Degan Ermenegildo (collaboratore della direzione urbanistica)
    Per essi, evidentemente, non c’è pericolo di ricorso oppure il ricorso è già stato presentato (Franco Bonetto).
    A suo tempo tutti e 3 sono stati assunti mediante regolare concorso come costituzione vuole.
    Viene affidato un incarico di cosiddetto “studio e ricerca” (praticamente si tratta di demansionamento) a coloro che, per motivi vari, devono essere “isolati” in quanto non sufficientemente “manovrabili” (requisito primario richiesto ai cosiddetti dirigenti). Rollandin continua invece a parlare di valorizzazione delle professionalità.

  25. Valorizzazione delle professionalità
    Cosa ci sta a fare una laureata in Urbanistica presso l’Università di Venezia, assunta in regione a suo tempo mediante regolare concorso proprio in ragione di tale laurea, la quale a suo tempo ha seguito direttamente, all’Ufficio del PTP, tutte le vicende relative alla formazione del medesimo (e quindi è la più informata su di esso), quale caposervizio del Servizio motorizzazione civile? Bisognerebbe chiederlo a Rollandin, il quale ha asserito che sono state valorizzate le professionalità.
    Si tratta di Josette Mathiou. Ma sappiamo che anche qui esisteva incompatibilità ambientale con un’altra prima donna, Annalisa Béthaz (sempre lei), direttrice della Direzione urbanistica.

  26. curiosità
    Il Servizio geologico è stato affidato ad un certo Broccolato Massimo. E Massimo Pasqualotto, massima autorità in materia (condannato in primo grado ad un anno per omicidio colposo)? Il servizio sistemazioni montane. Punizione? Capro espiatorio?

    A Segor Valerio, figlio di Segor, subito la Direzione assetto dei bacini montani.
    La classe è classe e evidentemente è anche ereditaria.

  27. Propongo al Sig.Favre Fabrizio di valutare attentamente la possibilità di una collaborazione esterna con l’Ing.Courthoud per eventualmente realizzare, attraverso le pagine del suo giornale, quell’approfondimento ,magari scritto a puntate, sulla “macchina regionale” e i suoi personaggi.
    Mi sembra che pochi abbiano un’attenzione e una preparazione così approfondita.

  28. In tutta questa disamina sui ruoli, sulla possibilità più o meno chiara della gestione delle “pedine” a disposizione e della loro sistemazione sullo scacchiere rimane a mio avviso un problema di fondo. Un problema legato essenzialmente ai punti di vista di partenza e di arrivo.
    Da un lato abbiamo la visione critica di una forte ingerenza nemmeno troppo nascosta nella creazione di una “macchina” gestita con componenti affidabili; è evidente che la gestione dell’affidabilità in questo settore è a discrezionalità del “meccanico”.
    Dall’altro la possibile obiezione che se si vogliono dei risultati è necessario poter apportare più o meno liberamente tutte quelle modifiche che dal proprio punto di vista sono necessarie per arrivare al risultato di un miglioramento globale dell’intera macchina e quindi del sistema.
    Se cerchiamo di svincolarci da queste due visioni emerge indubbiamente una cosa: se tanti cambiamenti sono necessari allora l’operazione che oggi viene effettuata sancisce la totale inefficienza del sistema sin qui costruito e quindi essa è di fatto un’ammissione sul disastro creato dalla macchina politica di maggioranza in questi anni e evidenzia altresì due mondi paralleli che corrono sotto alla stessa bandiera.

  29. Dice Ghianda:-


    1)Da un lato abbiamo la visione critica di una forte ingerenza nemmeno troppo nascosta nella creazione di una “macchina” gestita con componenti affidabili; è evidente che la gestione dell’affidabilità in questo settore è a discrezionalità del “meccanico”.

    2)Dall’altro la possibile obiezione che se si vogliono dei risultati è necessario poter apportare più o meno liberamente tutte quelle modifiche che, dal proprio punto di vista sono necessarie per arrivare al risultato di un miglioramento globale dell’intera macchina e quindi del sistema.

    Se cerchiamo di svincolarci da queste due visioni emerge indubbiamente una cosa: se tanti cambiamenti sono necessari allora l’operazione che oggi viene effettuata sancisce la totale inefficienza del sistema sin qui costruito, e quindi essa è di fatto un’ammissione sul disastro creato dalla macchina politica di maggioranza in questi anni e evidenzia altresì due mondi paralleli che corrono sotto alla stessa bandiera.

    ^^^^
    E dice bene Ghianda, anzi benissimo. In più, aggiungo io, se poi la “stessa bandiera” è quella che sventola da svariate legislature sul pennone più alto di Palazzo Regionale, beh la cosa è ancora molto più preoccupante.

    Infatti questi cambiamenti, descritti da Bruno, si renderebbero eventualmente necessari solo quando intervengono cambiamenti radicali tipo lo stravolgimento politico che porti l’opposizione al governo ( o il governo all’opposizione)

    Ma qui non è successo questo, anzi il Capo meccanico che ha vinto, dovrebbe aver ricevuto per fare girare meglio il motore, quasi 15000 “ottani” di preferenza tutti dallo stesso serbatoio della stessa macchina unionista.

    Però che sia successo un piccolo guasto alla struttura della macchina, con la formazione di due buchi nel serbatoio è evidente e da un pò di tempo è sotto agli occhi di tutti, ma che anche il ronzino di turno(targato Gv-Ds)che accorreva in aiuto, mutuando il carro attrezzi, non sia più lì parcheggiato in garage (ha cambiato targa e ora si identifica con Pd), credo che possa far pensare che aiuti anche minimi non ci saranno più da nessuno.

    Ad onore del vero devo dire che i sottopancia del Capo meccanico stanno da tempo cercando di mettere un “giogo”, attrezzato a trainare la macchina unionista, eventualmente in panne, con i buoi del parco di F.I

  30. Rollandin ci dice che la prossima riforma della legge 45/95 terrà conto anche delle indicazioni fornite dai dirigenti.

    Non mettiamo in dubbio quanto dice Rollandin. Peccato però che le indicazioni fornite dai dirigenti, ora che l’apparato amministrativo è completamente fidelizzato, non ci interessino più di quel tanto.

    Avremmo preferito che le indicazioni dei dirigenti, fatte tramite la DIRVA (sindacato dirigenti VDA), fossero state tenute in conto a suo tempo, quando è stata varata la riforma (non alludo minimamente a richieste di tipo economico) da parte di Viérin e sindacati confederali. Ufficialmente, in coro unanime, ci rispondevano: “Ma noooo! E’ una riforma seria!”. Lo abbiamo visto.

    p.s. Il responsabile del SAVT, Guido Corniolo, è ancora lì, ma con “riserva di posto” nell’Olimpo dei dirigenti regionali, Loris Minelli della CGIL è asceso subito nell’Olimpo dei dirigenti comunali di Aosta. Viérin ha fatto gavetta al SAVT.

  31. nessuno spoils system (come dice Rollandin)

    ovvero

    cacciati di bruto dall’Olimpo dei dirigenti

    E’ successo a Flavio Lanese, per vari motivi, ed anche perché dalle parti del Dipartimento innovazione e tecnologia, che si occupa di sistemi informativi, non c’è più posto, anche in relazione all’arrivo in pompa magna di Zublena 2 (Enrica), sorella di Zublena 1 (Manuela), fedelissime di Rollandin, contrariamente a Lanese, che aveva altre parentele.

    Ma cosa ha mai potuto combinare Luca Dovigo in così poco tempo, appena nominato Capo del Corpo Forestale da Caveri? Probabilmente niente, ma è meglio sostituirlo con il fedelissimo Edy Pasquettaz, già sindaco di Etroubles, che offre senz’altro migliori garanzie di manovrabilità, la principale dote richiesta ai dirigenti (non si sa mai, da quelle parti o altrove potrebbe di nuovo fare la sua comparsa un novello maresciallo Aquadro: meglio prevenire che curare).

  32. piccole curiosità

    su 114 dirigenti finora nominati dalla Giunta regionale, compresi quelli fiduciari e i segretari particolari

    72 sono di sesso maschile (63,2 %)
    42 sono di sesso femminile (36,8%)

    46 hanno un cognome chiaramente valdo valdostano (40,4%)
    68 hanno un cognome italo valdostano (59,6%)

    4 posti (identificati: 2 direzioni e 2 servizi) sono vacanti in quanto 4 funzionari hanno una riserva di posto (Flavio Curto, Guido Corniolo, Stefania Riccardi, Claudia Nardon). Siccome uno dei posti vacanti verrà senz’altro ricoperto (Direzione protezione civile), è stata creata una casella vuota per un posto “non definito”.

    Per 9 posti il nominativo non c’è ancora (tra di essi, secondo indiscrezioni più che attendibili, quelli per Edy Pasquettaz e Fulvio Bovet. Esame di francese? Ma è una vita che bazzicano nella pubblica amministrazione… . Fulvio Bovet ha addirittura sposato una belga di lingua francese e risponde sempre “oui, oui” al telefono oppure “hallò”. Son d’accordo che il suo francese lascia un po’ a desiderare, però …)

    E che dire dell’ex segretario comunale (ah, ‘sti segretari comunali!), uno dei tanti, uno a caso, Grosjacques Jeannette Pia, direttore della “Direzione per i rapporti con l’Europa, le politiche di concorrenza e le aree montane”, già assunta nell’Olimpo dei dirigenti da Caveri. Non sarà mica colpa (o merito?) del suo cognome?

    Un dirigente di madre lingua francese? Forse ce n’è uno: Ottin Pecchio Claudine, che ha influenzato anche il nome del servizio di cui è a capo, il “Service de promotion de la langue française”. A quando il “Servizio di promozione (o di bocciatura?) della lingua italiana”?

    Numerosi i figli (e non solo figli) d’arte: Rubbo, Jans, Vitali, Segor, ecc. Ma lasciamo perdere … certe qualità sono ereditarie e si trasmettono di padre in figlio (o di parente in parente).

    p.s. mancano ancora i dirigenti della Presidenza del Consiglio, vedremo (Cazzaban, Marilena Amorfini, …), secondo le indiscrezioni.

  33. Ho visto con un po’ di ritardo il post di Ghianda. L’idea della rubrica sulla macchina regionale per ora non mi appassiona ancora moltissimo anche se condivido la valutazione sulla competenza di Courthoud. Questa settimana sul Corriere della Valle tenterò invece di offrire qualche spunto sulla materia del federalismo fiscale. In proposito vi segnalo questo interessante articolo proposto dal gruppo de La Voce.info
    http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000542.html

  34. Il Federalismo fiscale non è altro che l’ammissione del fallimento della nostra organizzazione politica di Stato Unitario.
    La sua attuazione non risolverà alcun problema a livello nazionale ma butterà ancor più miseria dove già miseria esiste e enfatizzerà la ricchezza di chi è già ricco.
    Ad una prima superificiale analisi vince certamente il principio dell’ “ognuno avrà quello che si merita”.
    Ad una seconda analisi subentra il dubbio che possano venire a mancare servizi essenziali per buona parte della popolazione in molte zone del nostro paese.
    La terza analisi sancisce che siamo un paese in crisi e avere alcuni prati all’inglese perfettamente curati davanti a casa non ci può distogliere lo sguardo dalla casa stessa, vecchia e fatiscente, che sta cadendo a pezzi.
    Che lo si voglia ammettere o no si sta compiendo un salto indietro di 150 anni.
    Invece di unirci come le corvee così in voga nei tempi passati per cambiare le travi marce del tetto, invece di sostituire i serramenti decadenti, invece di scrostare l’intonaco fatiscente e rifare i giunti, invece di provvedere alle opere di consolidamento, ci illudiamo che la brillantezza di una parte del manto del prato nasconda le crepe della casa.
    Mah…..

  35. per Fabrizio Favre
    fai bene a lasciar da parte le miserie del Palazzo (e degli altri enti locali) e ad occuparti di problemi ben più seri (il federalismo fiscale).
    Anche per un altro motivo (libera voce in libero Stato)
    Stamattina sono stato pre-avvertito (avvertito prima, in senso buono): bruno, fai attenzione!
    Qualche tempo fa, sul suo blog, Eddy Ottoz ed il sottoscritto siamo stati cortesemente invitati (siamo in pensione) a tacere e, in più, a trasferirci altrove.
    L’anonimo invito è pervenuto da persona con nome e cognome, che personalmente ho trascritto in busta chiusa e consegnato a persone di fiducia. Non si sa mai.
    p.s. il paese (VDA) è in via di “normalizzazione”. Quando comincerò a parlare anch’io di “popon”, mascotte di La Salle, vorrà dire che anch’io sarò “normalizzato”.

  36. errata (parzialmente) corrige
    per uscire dalla “cella di isolamento” pare che vi sia un’unica soluzione: fare atto di sottomissione (abiura) presso il Tribunale dell’Inquisizione.
    Che vi sia o no un ricorso per demansionamento, pare non freghi proprio niente. I due Palazzi sono troppo vicini e non hanno le distanze di sicurezza (legge 626).

  37. Spoils system(che non c’è stato, come dice Rollandin) e dintorni. Trasparenza
    Massimo Pasqualotto è stato retrocesso da direttore a caposervizio al Servizio sistemazioni montane. Ha pertanto anche cambiato di Assessorato (dal Territorio all’Agricoltura). Si occuperà di cantieristica forestale (“garantisce e gestisce le attività finalizzate alla conservazione e valorizzazione del territorio montano”, ecc.)
    in luogo del coordinatore Cugnod Cristoforo (si fa chiamare Christophe, suona meglio), a cui piacevano tanto i cantieri forestali.
    Per questo incarico è previsto, come requisito per il conferimento dell’incarico, la laurea in scienze forestali e ambientali.
    Massimo Pasqualotto è laureato in geologia.
    Probabilmente c’è stata una svista da qualche parte e i sindacati, debitamente consultati all’ultimo momento, non hanno avuto il tempo di leggere integralmente i provvedimenti della Giunta regionale (pare che circolino sotterraneamente e anche i dirigenti vengano a conoscere quel che li riguarda direttamente da voci di corridoio o da notizie di stampa). Capita

  38. riflessioni a margine (mentre anche il Gran Paradiso sta crollando)
    I media locali hanno dato gran risalto alla retrocessione di Paola Ippolito (che ha portato grande soddisfazione tra gli artigiani valdostani), ma nessun accenno alla retrocessione di Massimo Pasqualotto e alla concomitante promozione di Massimo Broccolato, nuovo responsabile del Servizio geologico (in pratica, il nuovo geologo regionale). Mah, forse Rollandin non ne ha accennato nella sua conferenza stampa.
    A proposito di carriere fulminee, ci sarebbe molto da dire, ma … lasciamo perdere.

    Ho chiesto a qualcuno se, per caso, ci stessimo avvicinando alla fossa delle Marianne (11.000 mt. circa sotto il livello del mare), ma pare che siamo ancora lontani.

  39. curiosità
    in una regione ufficialmente bilingue e francofona, i cui rappresentanti istituzionali “politici” fanno il giro del mondo per cercare di dimostrare urbi et orbi tale francofonia (dopo Ego Perron, chi sarà il nostro prossimo ambasciatore francofono nel mondo? Alberto Cerise?), stupisce leggere che uno dei requisiti richiesti per poter accedere all’incarico di caposervizio del Service de promotion de la langue française sia questo:
    ” – conoscenza della lingua francese, con particolare riferimento alla lingua amministrativa;”

    Un autogoal?
    Un implicito e magari non voluto riconoscimento della situazione reale?

    Vero è che per gli incarichi fiduciari (fatta eccezione, teoricamente, per i segretari particolari) non è richiesta già attualmente alcuna conoscenza della lingua francese.

  40. se per caso
    vi capitasse di incontrare un sindacalista
    fategli presente che
    l’art. 18 (Conferimento degli incarichi dirigenziali), comma 4, della l.r. 45/95, recita espressamente:

    “Il provvedimento di incarico DEVE contenere l’indicazione dei compiti che lo caratterizzano, dei poteri conferiti, compreso il potere di firma, delle strutture e delle risorse di cui il dirigente si avvale e dei soggetti ai quali deve rispondere”.

    Per quanto concerne i “reprobi”, rinchiusi in cella d’isolamento, l’UNICA indicazione, tra quelle previste dalla legge, contenuta nei provvedimenti di incarico, è l’ultima (“i soggetti ai quali deve rispondere”). Tutto il resto è IGNORATO.

    Faccio un esempio pratico: “Collaboratore della Direzione di urbanistica (ovviamente deve rispondere al Direttore della Direzione di urbanistica e relativi superiori).
    COMPITI (o competenze): nessuno (vedasi deliberazione di Giunta n. 2158 del 25 luglio 2008)
    POTERI CONFERITI: nessuno
    STRUTTURE: ufficio dotato di scrivania, sedie, armadi e computer
    RISORSE: nessuna (per risorse devono intendersi risorse finanziarie ed umane).

    Vi pare questo il modo di difendere il diritto al lavoro previsto dalla Costituzione italiana? O per diritto al lavoro si intende ormai più solo il diritto al posto di lavoro?

    Nessun sindacato vuole prendersi la briga di fare un ricorso amministrativo e magari un po’ di casino contro simili provvedimenti?

  41. curiosità sparse

    eccezionali i requisiti richiesti per l’incarico di “Collaboratore del servizio gestione e controllo programmi comunitari” (una delle quattro celle di isolamento)

    ve li trascrivo “tel quel”

    ” – competenze di tipo giuridico-amministrativo;
    – preparazione culturale generale;
    – capacità di analisi e di ricerca.”

    compiti o competenze: NESSUNO

    Che ne dite?

    L’incarico è stato assegnato a Zilio Antonella.

    Per il “Collaboratore del dipartimento opere pubbliche e edilizia residenziale” (altra cella di reclusione) sono invece stranamente previsti numerosi compiti e competenze. Un’eccezione!

    A chi è stato assegnato il relativo incarico? A nessuno.
    E’ uno dei 4 posti “vacanti” perché 4 caselle devono essere tenute vuote, essendo 4 i nominativi che hanno diritto ad una “riserva di posto”.
    Chi eserciterà nel frattempo i relativi compiti e competenze?
    Il diretto superiore ovviamente.
    Che si tratti di un servizio inutile, come tanti?

  42. Sono state valorizzate le professionalità (parola di Rollandin)

    ovvero

    la professionalità dell’architetto (o ingegnere civile)

    1) come si fanno a predisporre a tavolino i requisiti per il conferimento di un incarico che sembrerebbe logico affidare a un architetto (o ingegnere civile) ma che NON si vuole affidare a un architetto (o ingegnere civile), ma ad altra persona.

    Si tratta del “Servizio pianificazione edilizia scolastica e universitaria”.

    Requisiti per il conferimento dell’incarico (tel quel):

    ” – competenze di tipo tecnico-amministrativo
    – conoscenza del sistema scolastico e della relativa legislazione;
    – capacità di analisi e di elaborazione”

    L’incarico è stato affidato a Hugonin Lucia.

    2) come si fa ad affidare ad un architetto un incarico che con l’architettura sembrerebbe avere a che fare come i cavoli a merenda.

    Si tratta del “Servizio di gestione delle biblioteche”

    Requisiti per il conferimento dell’incarico (tel quel):

    ” – competenze tecnico-amministrative;
    – conoscenza in materia di tutela e conservazione del patrimonio culturale;
    – conoscenze specifiche in materia di EDILIZIA BIBLIOTECARIA;
    – capacità di relazione, di analisi e di gestione”.

    Si tratta dell’eterno dilemma:
    è nato prima l’incaricato o il profilo professionale dell’incarico?

    La legge 45/95 dice che nasce prima il profilo professionale, e solo in seguito l’incaricato. Personalmente ho qualche dubbio.

  43. A proposito, che fine ha fatto Dupont, a suo tempo assunto nell’Olimpo dei dirigenti scalzando il precedente direttore, e ora scomparso di scena?

    Spoil system no, valorizzazione delle professionalità: a Rollandin penso che cominci ad allungarsi il naso.

  44. Il rispetto delle regole (o dei requisiti richiesti) e la valorizzazione delle professionalità

    Josette Mathiou è laureata in Urbanistica all’Università di Venezia.
    Le è stato assegnato l’incarico di caposervizio al “Servizio motorizzazione civile”
    Requisiti richiesti per il conferimento dell’incarico?
    Mi limito al primo:
    ” – diploma di laurea in ingegneria”

    La stessa Josette Mathiou, laureata in Urbanistica, non potrà invece mai aspirare alla Direzione urbanistica.
    Infatti, primo requisito richiesto:
    ” – diploma di laurea in architettura o in ingegneria”

    Se invece le interessa, potrà aspirare al posto di collaboratore della Direzione urbanistica, una delle celle di isolamento.
    Infatti, primo requisito richiesto:
    ” – laurea in architettura o ingegneria civile o urbanistica,”
    (per gli estensori della deliberazione n. 2158 del 25 luglio 2008: il requisito della laurea in ingegneria civile per il posto di collaboratore della direzione di urbanistica potete tranquillamente cancellarlo. Il sottoscritto è in pensione dal 31 dicembre 2004, e non ha NESSUNA intenzione di ritornare da quelle parti).

    p.s. Josette Mathiou conosce molto bene Augusto Rollandin. Lo ha conosciuto quando lei era responsabile dell’ufficio per il PTP e lui era già in allora Presidente della Giunta regionale.

  45. stranezze

    per il “Servizio infrastrutture funiviarie” è giustamente richiesto il diploma di laurea in ingegneria.

    Sembrerebbe logico aspettarsi qualcosa di analogo per il “Servizio trasporti” ed ancor più per il “Servizio aeroporto e ferrovie”.

    Invece no. Per entrambi questi servizi è sufficiente una non meglio specificata laurea “in area economica o tecnica”

    Ma, a guardarla bene, sono tante le stranezze in questa deliberazione n. 2158 del 25 luglio 2008.

  46. curiosità

    su 144 posizioni dirigenziali individuate, per 98 (68%) non è espressamente richiesto un diploma di laurea. E’ invece esplicitamente richiesto per le rimanenti 46 (32%).

  47. inceneritore e discarica
    ovvero
    TERMOVALORIZZIAMO

    Per quanto sopra, a livello di dirigente di riferimento, dovremo fare riferimento al Direttore della Direzione ambiente, la cui procedura di nomina è in corso (si tratterà del fedelissimo arch. Fulvio Bovet, vicesindaco di Arvier, già libero professionista, già ottavo livello presso la Direzione di urbanistica, già Direttore della Comunità montana Gran Combin e in tale veste già collaboratore del CELVA).

    per il Direttore della Direzione ambiente è stata infatti individuata una competenza ad hoc, quella che porta il n. 13:

    “organizza e gestisce le attività legislative (!), tecniche ed amministrative per la gestione dei rifiuti e degli interventi di bonifica di aree inquinate (!), nonché garantisce lo svolgimento delle attività tecniche ed amministrative connesse con la progettazione, l’esecuzione, la direzione e l’assistenza dei lavori e il collaudo delle opere per lo smaltimento dei rifiuti e la bonifica dei siti inquinati (!)”.

    Insomma, avremo anche noi il nostro commissario ai rifiuti, che penserà a tutto (in collaborazione con l’ing. Ziviani, ovviamente).

    p.s. i punti esclamativi sono miei.
    Qualcuno pensa che debbano ancora decidere?

  48. democrazia e rispetto delle regole

    Da questa breve, sommaria e limitata analisi dei provvedimenti di Giunta relativi all’assegnazione degli incarichi dirigenziali, limitata alle poche e parziali conoscenze dirette che ho personalmente (e pertanto senza alcuna pretesa) emerge chiaramente che, al di là di ogni valutazione di merito, non sono state rispettate le regole:

    1) nell’assegnazione di almeno 3 incarichi dirigenziali, e precisamente

    a) quello ad Ornella Badéry, la quale non avrebbe maturato i cinque anni in un incarico fiduciario, e per la quale si è poi ricorsi ad una fantasiosa “interpretazione” della legge;
    b) quello a Massimo Pasqualotto, che non possiede la laurea prevista per l’incarico assegnatogli, bensì altra laurea
    c) quello a Josette Mathiou, idem come sopra.

    2) nell’assegnazione dei 3 incarichi ai collaboratori di strutture varie, per i quali non sono stati definiti i compiti, né sono stati assegnati, almeno per il momento e con riferimento al passato, risorse finanziarie ed umane, come espressamente previsto dalla legge.

    Faccio presente che la deliberazione di Giunta n. 2158 del 21 luglio 2008, con la quale sono state definite le strutture organizzative dirigenziali, ha, a tutti gli effetti, valore normativo (quindi di legge), in quanto è stata assunta ai sensi dell’art. 18, comma 5, della lr 45/95, il quale recita espressamente:

    “Prima di procedere al conferimento degli incarichi dirigenziali, la Giunta regionale individua i requisiti oggettivi richiesti per ogni tipologia di incarico, con rifeimento ai criteri di cui all’art. 17, comma 1, previa informazione alle organizzazioni sindacali”.

    Per quanto concerne i nominativi degli “incaricati” mi sono avvalso dell’elenco pubblicato in rete dal sito 12vda.it

    Conclusione
    Il rispetto delle regole da parte degli amministratori è requisito essenziale di ogni paese che voglia dirsi democratico.
    La democrazia non abita più (o ancora?) qui (in VDA).

  49. trascrivo qui, senza commento , un messaggio di posta elettronica pervenutomi stamattina dall’arcipelago gulag regionale.
    “bravo Bruno: ben tiuscito il discorso sulla democrazia e sul rispetto delle regole. Anche perché quando vengono meno le regole si spalancano le porte agli arrivisti senza scrupoli e i politici si fregano le mani davanti a tanto ben di Dio. Come ben sai non c’è limite alla bassezza umana e più i politici alzano il prezzo, più si trovano individui disposti a tutto e quindi diventa un gioco al massacro. Peccato che di democrazia e regole in questa valle d’Aosta, non interessi un piffero a nessuno! La gente comune fatica ad arrivare a fine mese e vede queste vicende come una lotta di “colletti bianchi”, ignorando o facendo finta di ignorare il funzionamento dell’amministrazione e senza preoccuparsi che una selezione seria della classe dirigente (intesa anche come onestà) non potrebbe che portare seri benefici a tutta la società, perché le regole devono valere davvero per tutti. I sindacati pensano davvero solo a mantenere una posizione di pseudo-potere, ormai sono fuori dalla società e i lavoratori non si sentono più rappresentati. Certo che condurre certe battaglie contro i poteri forti, e quella per la democrazia e il rispetto delle regole è ormai quasi una guerra, costa lacrime e sangue (ne sappiamo qualcosa noi) e si rischia di farsi male. Sono sconfortato e deluso da quello che vedo, l’unica forza che ho è quella di resistere facendo quel poco di resistenza passiva che posso a questo sistema che mi circonda e nel quale non mi riconosco più. Non ho più speranze che il “sistema” possa cambiare a meno che arrivi qualche rivoluzione o crisi improvvisa, ma non riesco neanche a ridurmi come certi nostri “colleghi” che dopo aver tanto pianto o inveito, sono andati col cappello in mano dal politico di turno.
    Scusa lo sfogo ma ci voleva, almeno per non sentirsi così soli. Ciao.”

  50. errata (parzialmente) corrige
    ovvero
    le regole “ad personam”

    devo correggermi ancora una volta, almeno parzialmente.
    I requisiti (in particolare il titolo di studio) fissati dalla Giunta regionale il 21 luglio 2008 per accedere al “Servizio sistemazioni idrauliche” sono stati modificati e rettificati nel giro di un mese per consentire il conferimento del medesimo a Massimo Pasqualotto (e contemporaneamente “tagliar fuori” altri che avevano i reguisiti precedentemente fissati, se non altro per un possibile ed eventuale ricorso).
    Non se ne può veramente più! Che cos’è l’abuso di potere?

    Della serie: è nato prima l’incaricato o la regola?

  51. Ovviamente è pensabile che siano state modificate le regole (o che verranno modificate) anche negli altri casi sopra evidenziati.

    Intanto il nuovo geologo regionale Massimo Broccolato (non so neppure chi sia) non perde tempo. Oggi il quotidiano La Stampa dedica al problema frane una pagina intera con relativa intervista a Broccolato. Non intendo minimamente mettere in discussione quanto afferma, voglio solo prendere il fatto come spunto per un “avviso ai lettori”.
    Sappiate che, ai sensi della legge 45/95, è stato emanato un “codice di comportamento” a cui devono attenersi i dirigenti regionali. Costoro, nel caso che, in qualsiasi modo (interviste, dichiarazioni, ecc.) si esprimano pubblicamente, sono TENUTI a magnificare le magnifiche sorti e progressive dell’amministrazione regionale (l’alternativa è il silenzio, regola a cui si attenevano in passato, lasciando ai politici la “riserva di parola”). Cosa potete dunque aspettarvi dalle loro interviste, lettere aperte, dichiarazioni, ecc. (Stefania Riccardi dell’USL parla un giorno sì e uno no). Personalmente, quando vedo uno scritto a firma di un dirigente regionale (idem ovviamente se si tratta di un politico), lo leggo con un sorriso sulle labbra, sapendo già che cosa mi aspetta.
    Cari giornalisti, se volete dare un’idea ai lettori di come stiano effettivamente le cose intorno ad un determinato argomento, datevi da fare, ma lasciate perdere le interviste ai politici ed ai dipendenti pubblici, anche se questi hanno un ruolo “istituzionale”, quale quello di “geologo regionale”.

    Mi verrebbe voglia, in proposito, di parlarvi di come vengono definiti i cosiddetti “ambiti inedificabili” (ambiti soggetti a rischio di frane, inondazioni, valanghe) e di quanti soldi vengano fatti spendere inutilmente ai comuni per la loro definizione.
    Ma credo di aver già intasato abbastanza il blog di Vincenzo.
    Per fortuna che le frane, inondazioni e valanghe, per il momento vengono a valle fregandosene dei confini comunali e del colore politico dei relativi amministratori!

  52. 5 dei 9 dirigenti per i quali la procedura di nomina è in corso (il totale dei posti previsti è 144) sono stati nominati:

    Edy Pasquettaz, ex sindaco UV di Etroubles e fedelissimo, già pluriincaricato, sarà, come da previsioni, Comandante del corpo forestale.

    Fulvio Bovet, vicesindaco UV di Arvier, ultras fedelissimo, sarà,come da previsioni, Direttore all’Ambiente. Tra le altre infinite cose (si tratta di un factotum), svolgerà praticamente , come abbiamo visto, il ruolo di commissario ai rifiuti (all’inceneritore e all’incenerimento dell’attuale discarica). Sotto di lui il Servizio VIA (Valutazione Impatto Ambientale). Probabilmente ne vedremo di belle e non mancherà di farsi conoscere.

    Flavio Lanese al Servizio comunicazione multimediale: uscito dalla porta, rientra dalla finestra.

    Gianni Nuti direttore alle politiche sociali con Lanièce: se non sbaglio provengono entrambi dall’Istituto musicale.

    Un valdostanissimo a Bruxelles a capo del relativo Ufficio di rappresentanza: Christian Scalise.

    Rimangono da nominare 4 dirigenti di cui la procedura è in corso.

    p.s. non è che anche questa volta la Giunta, prima di effettuare le nomine, abbia dovuto modificare, con delibera con numero antecedente, i requisiti richiesti per i conferimenti degli incarichi? Visti i precedenti, non si sa mai.

    Inutile rilevare la “delicatezza” dei primi 2 incarichi, per i quali, ovviamente, è stata richiesta una fedeltà a prova di bomba.

    di Edy Pasquettaz ho un lontano ricordo di quando era membro del CRPT (Comitato Regionale Pianificazione Territoriale) e sindaco di Etroubles. Brillava per i suoi silenzi. Di questo Comitato hanno fatto parte anche Claudio Lavoyer, giovane architetto (altrettanto silenzioso), e Alberto Cerise, funzionario, che brillava per le sue assenze (era presente solo quando era interessato alle cosiddette “piste forestali”). Quando si dice i casi della vita!

  53. Come avevo già annunciato all’interno dei commenti di questo post ho pubblicato sul Corriere della Valle d’Aosta il mio editoriale sul tema del federalismo fiscale. Ora il mio intervento è anche on line. Se volete partecipare cliccate sul nome e vi ritroverete nel mio blog. L’invito in particolare è rivolto a Vincenzo che sicuramente sull’argomento avrà molto da dire.

  54. Dimenticavo. Gli interventi più interessanti, e soprattutto non anonimi, saranno pubblicati la prossima settimana o nelle prossime settimane sul Corriere della Valle.

  55. Contrariamente a quanto diffuso ufficialmente dall’Ufficio Stampa regionale e ripreso dall’ANSA locale, sembra che la Giunta regionale (così il settimanale La Vallée) abbia anche nominato Gianluca Fea a capo del Servizio edilizia residenziale (per la cui nomina la procedura era in corso).

    Insomma, Gianluca Fea è stato nominato oppure no?

    Tutte le fonti (ufficiali e no) affermano che si conclude così lo spoils system regionale.

    Risulterebbero invece ancora 3 gli incarichi dirigenziali per cui la procedura è in corso, e precisamente per:

    a) Capo dell’osservatorio economico e sociale presso la Presidenza della Giunta regionale
    b) Capo del Servizio sviluppo delle produzioni agroalimentari e infrastrutture presso l’Assessorato agricoltura e risorse naturali
    c)Capo della Direzione promozione beni e attività culturali presso l’Assessorato istruzione ecultura.

    Le relative procedure di nomina sono ancora in corso oppure i relativi posti verranno tenuti in caldo per ogni futura evenienza? Staremo a vedere.

    Da una sommaria valutazione effettuata “ad occhio” mi sento di poter dire che, qualora, venisse soppresso grossomodo il 50% degli incarichi dirigenziali attualmente previsto, nessuno si accorgerebbe di niente (per quanto riguarda il buon funzionamento della macchina amministrativa), anzi … . Abbondano infatti i servizi che non hanno le caratteristiche per essere tali (sono posti di ottavo livello, diversi sono perfino privi di personale dipendente), le direzioni che dovrebbero essere invece dei semplici servizi, le direzioni e i servizi che potrebbero essere tranquillamente accorpati, ecc. Sarebbe già un bel risparmio (e non ci sarebbe bisogno né di licenziare né di demansionare alcuno), sarebbe solo una questione di “buon senso”. Ma il buon senso non è virtù politica, come ben si sa.
    Sarebbe conseguentemente necessario rivedere anche tutto il quadro dell’apparato dirigenziale, ormai degenerato nell’esigenza politica di dare posto ai vari fedeli, e non più funzionale a soddisfare le esigenze di una corretta aministrazione a servizio dei cittadini (lo dimostra anche il fatto che i requisiti richiesti per i vari incarichi vanno e vengono in relazione alla persona cui affidare l’incarico).

  56. in margine al rispetto delle regole

    “La valle d’Aosta “fuori controllo” – Non c’è verifica esterna sugli atti amministrativi”: quando ho letto il titolo e l’argomento di questo lungo articolo su La Stampa di oggi mi si sono sgranati gli occhi!

    Finalmente qualcuno parla! mi son detto.

    Il carattere “tecnico” dell’articolo probabilmente farà sì che a molti sfugga la sua vera e grande portata.

    Da quando non c’è più un organo tecnico terzo e neutro che controlli la legittimità degli atti amministrativi, comunali e regionali, si è levato un grande coro da parte dei politici: “un grande passo verso l’autonomia”. Si tratta invece di un grande passo verso il “faccio quel che voglio, a dispetto di qualsiasi legge e di qualsiasi regola, tanto non c’è più nessuno che mi controlla”. E a livello comunale l’hanno giustamente chiamata: “autonomie communale”.
    C’è forse da fidarsi, infatti, a livello regionale, del visto di legittimità apposto da funzionari fedeli e compiacenti? E a livello comunale del visto apposto da segretari comunali fiduciari del sindaco (ah, ‘sti segretari comunali, Pilatone docet)? Per niente, e potrei fare esempi a iosa.

    E il povero cittadino che avrebbe diritto ad avere garanzie certe in ordine alla legittimità di provvedimenti che possono danneggiarlo? Spenda soldi e ricorra al TAR o, addirittura, alla Corte costituzionale.

    Un argomento molto importante.

    Aspettiamo la replica, ovvia e scontata, dei politici, che ovviamente cercheranno di buttare, ancora una volta, fumo negli occhi ai cittadini. Risponderemo con esempi pratici e concreti.

  57. Aspettando la riforma dei talenti

    (Michele Ainis su La Stampa odierna 2 settembre 2008)

    “Un diluvio di riforme s’annuncia per questo mese: giustizia, federalismo, legge elettorale, poteri del governo. Resta però invisibile la riforma più essenziale, quella dei talenti.

    … . Da qui la caccia alle spintarelle … . Da qui, più in generale, la scarsa fiducia nelle regole, l’arsenale di trucchi e di sgambetti coi quali ogni italiano sfanga la giornata. Sicché il cerchio si chiude: la questione meritocratica traligna in questione morale, e insieme all’efficienza s’inabissa la legalità del nostro vivere (in)civile.

    … dopotutto è questa la Bicamerale di cui davvero c’è bisogno: una Bicamerale dei talenti.”

    Tanti auguri a tutti i talenti regionali di fresca nomina. Tanti auguri anche a Silvano Meroi, extalento regionale della Protezione civile, appena assunto (con tanto di contestazioni su trasparenza, ecc.) da Vendola in Puglia.

  58. Belle le parole del Santone a due mesi dall’Incoronazione (Dio me l’ha data, guai a chi me la tocca)

    “siamo stati rallentati dalla legge 45 sulla struttura regionale, ci siamo trovati inchiodati (crocifissi? nota mia) con la verifica delle situazioni dei dirigenti. La macchina regionale si è messa realmente in moto solo dal 1° settembre.”

    Insomma, la macchina regionale frutto della 45/95, è stata ferma per tre mesi (giugno, luglio, agosto). Sappiamo per esperienza che nei mesi antecedenti alle elezioni regionali (per lo meno aprile, maggio) la macchina regionale è praticamente ferma causa la latitanza dei cosiddetti “politici”, in ben altre faccende affacendati. Adesso i dirigenti di nuovo incarico dovranno passare almeno un paio di mesi a studiare, capire, e rendersi conto di quello che li aspetta.

    In totale sei o sette mesi di quasi totale paralisi della macchina regionale! Evviva la riforma Viérin, la sua efficacia ed efficienza! Il tutto per rintracciare e mettere al posto giusto funzionari per lo più (in)capaci e in(competenti) (purché fedeli) per garantire un’amministrazione (in)efficace ed (in)efficiente.

    Non lo dico io. In pratica lo dice Rollandin. L’amministrazione attuale è la stessa di quella precedente, ma evidentemente l’apparato dirigenziale precedente non era così efficace ed efficiente e non andava bene, se lo stesso Rollandin afferma che “ci siamo trovati inchiodati con la verifica delle situazioni dei dirigenti.”

    Pensate cosa sarebbe successo se fosse cambiata Amministrazione (e cosa succederà, quando, chissà quando, succederà)!. E qualcosa del genere succede ad ogno starnuto e raffreddore della Giunta regionale.

    Opposizione, rifletti, in vista della ipotizzata “riforma”, e non lasciarti influenzare dai sindacati, che aspettano solo istruzioni dal padrone!

  59. Pingback: Disponibile a tutto « Il blog di Vincenzo Calì

  60. la storia ufficiale e la storia vera
    secondo voi, il nuovo direttore amministrativo dell’USL, René (o Renato?) Benzo, è stato davvero nominato da Stefania Riccardi, come riportato dalle fonti ufficiali (vedi ANSA), o no? Io qualche dubbio ce l’ho.

  61. Pingback: 50.000: La Carfagna è più sexy di Rollandin « Il blog di Vincenzo Calì

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