Parere tecnico

Oggi, sabato 27 settembre, c’è una lettera di Luciano Caveri alla Stampa, dalla quale ci sembra di poter intuire, ma potrebbe essere solo un’impressione, una certa sua leggera contrarietà all’idea che ad Albert Lanièce sia assicurato il paracadute dell’assessorato tecnico alla Sanità.

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6 pensieri su “Parere tecnico

  1. ho avuto la stessa impressione; che sia una sua velata candidatura? come la prenderà rollandin? a modo suo?

  2. temo che l. caveri, senza paracadute, finirà prima o poi per schiantarsi a terra. Potrebbe già succedere domani sera al comité central del mouvement U (Unico) V(valdostani di formazione),in cui si discuterà se riproporre o meno lanièce come Assessore (tecnico).

  3. Ci sono 2 punti all’ordine del giorno:
    – assesorato
    – preparazione del CONGRESSO NAZIONALE! (ecco la diversità deigli autonomisti. Credono di stare in una Nazione)
    Se potessimo scommeterei 100 euro che all’unanimità di sceglierà il preparatissimo assessore tecnico. In effetti i restanti non sarebbero in grado. Hanno solo amministrato Comuni, Comunità Montane, Regione, ci hanno rappresentato in Europa…
    O magari Rollandin ci stupirà con effetti speciali e farà come Sarkosy?

  4. Pingback: Tempi duri per i mecenati « Il blog di Vincenzo Calì

  5. CONGRESSO NAZIONALE? micronazionalisti, nazionalisti tout court o macronazionalisti? ma non dicono di essere per l’europa delle regioni e non delle nazioni?

    Sta a vedere che tra un pò, dopo un seggiolino a strasburgo, chiederanno un seggiolino di rappresentanza anche all’ONU.

    il y a des peuples … che non hanno il senso del ridicolo.

    p.s. ah, dimenticavo, l’art. 2 dello statuto del partito U(unico) V(valdostani di formazione), la cui punta di diamante teologica e ideologica è in questo momento Giuseppe (o Joseph, o José, o familiarmente Dodé, varianti francoprovenzali od arpitane che dir si voglia) ha come but (scopo) il perseguimento per via democratica dell’indipendenza (economica?). Per il momento si accontentano di chiamare NAZIONALE il raduno della loro LEGA (una specie di Comité des socques). Contenti loro!

    Speriamo almeno che ci dicano quale sia l’interpretazione corretta del loro Statuto (art. 1)!

  6. La volpe di Brusson (ora coordinatore regionale di Rollandin per emeriti meriti) diceva di essere autonomista, federalista e regionalista; non ha mai detto però, che io sappia, di essere nazionalista.

    A meno che valga, per la VDA, la seguente equivalenza:

    (autonomismo + federalismo + regionalismo) = nazionalismo

    p.s. è evidente, per chiunque legga lo statuto dell’UV “storicizzandolo”, che l’intenzione era (ed é) chiaramente quella di contrapporre un nazionalismo locale al nazionalismo italiano.
    (Il fédéralisme global è pensato come a un eventuale federalismo post-indipendenza (?), da qui l’avversione, di fatto, di Rivolin e delle menti pensanti (?) dell’UV per qualsiasi ipotesi di federalismo fiscale in Italia (a meno che non salvaguardi, e magari aumenti, gli attuali privilegi).
    Un federalismo fasullo e di propaganda politica, insomma.

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