Proposte “alternative”

Abbiamo un governo regionale con un programma di legislatura in grado di fare danni ingentissimi alla collettività.
Se qualcuno aveva sperato che si sfruttassero gli ultimi anni di enormi e immeritati privilegi (leggi: finanziamenti statali) per investimenti davvero utili allo sviluppo di un’economia virtuosa e di un benessere che scaturisse finalmente da meriti esclusivi della comunità valdostana (e non, come ora, garantito dal lavoro delle altre regioni), adesso si deve ricredere.
Il governo Rollandin ha dimostrato finora di avere poche idee, tutte sbagliate. Alcune di queste derivate dal già disastroso governo Caveri, altre, persino peggiori, farina del suo sacco. Ecco quali sono:

1) L’inceneritore.
L’unico al mondo destinato a bruciare rifiuti provenienti dalla vecchia discarica. Scelta sciagurata, portata avanti da Caveri e Cerise e proseguita dall’assessora all’inceneritore Zublena, all’uopo insediata. Costi  assolutamente fuori scala (un inceneritore richiede un bacino d’utenza di almeno ottocentomila abitanti). Inquinamento da diossina nel fondovalle. Rischi enormi derivanti dalla sperimentazione inedita dell’escavazione delle discarica e dalla combustione di rifiuti non certificati.
(Proposta alternativa, sennò dicono che diciamo solo “no”: raccolta differenziata spinta, trattamento a freddo del residuo ed eventuale trasporto di ciò che resta in inceneritori di regioni adiacenti. Basterebbe un tir al giorno).

2) L’ampliamento dell’ospedale.
Costo di centocinquanta milioni di euro (un ospedale nuovo ne richiederebbe trenta di meno) e lavori e disagi per almeno altri vent’anni. Unico caso al mondo di parcheggio pluripiano sotto le sale operatorie e le camere di degenza. Conseguenze negative irreparabili sulla viabilità dell’intera città, già oggi estremamente compromessa. Alla fine, ospedale comunque vecchio e inadeguato.
(Proposta alternativa: ospedale nuovo per i degenti acuti. Costo minore, nessun disagio per i pazienti dell’attuale ospedale. Ospedale moderno, immerso nel verde, facilmente raggiungibile dai mezzi di soccorso, anche elicotteri. Decongestionamento della viabilità cittadina.)

3) La metropolitana (!!!)
Unico caso al mondo di metropolitana sotterranea per una città di trentacinquemila abitanti, percorribile a piedi in mezzora da est a ovest e in dieci minuti da nord a sud. Costi smisurati, problemi tecnici dovuti agli scavi nell’Aosta romana, domanda praticamente nulla. Le corse (?) andrebbero regolarmente deserte.  
(Proposta alternativa: andare a piedi che fa bene).
P.S. Qui non siamo più nel campo della politica, ma nella follia pura. Non so come trattare l’argomento, mi scappa da ridere.

4) L’aeroporto
Unico caso al mondo
in cui, visto che gli aerei da trenta posti e con solo due corse al giorno sono sempre vuoti, si pensa di passare a più corse al giorno di aerei da 80 posti. Costi esorbitanti per un aeroporto che comunque vada sarà in perdita (i piccoli aeroporti, come spiegavano gli esperti interpellati da VdaVive-Renouveau giovedì sera, perdono da due a quattro milioni di euro all’anno). Inquinamento acustico eccessivo. Voli in scarsa sicurezza (la valle è stretta e ventosa, non c’è possibiltà di rimediare a eventuali emergenze quali il guasto di un motore in atterraggio o decollo). Pericolo per la cittadinanza in caso di incidente. Voli sempre più vuoti, come dimostra l’esperienza già fallita a Bolzano. Scarso o nullo effetto sul turismo, che per essere fondato sui voli charter deve essere turismo di massa, con club vacanze a pensione completa nella regione e forte coordinamento con tour operator internazionali. Ma a quel punto 80 posti non sarebbero più sufficienti.
(Proposta alternativa: potenziamento della ferrovia Aosta-Torino, potenziamento del collegamento in pullman con l’aeroporto di Caselle, il vero nostro aeroporto, con un servizio del tipo bus a chiamata).

5) Casinò.
Unico caso al mondo
di banco che perde. Piano di rilancio non pervenuto. Idee zero. Speriamo bene.
(Proposta alternativa: a che?)

 

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17 pensieri su “Proposte “alternative”

  1. vincenzo, idee uniche al mondo per una regione unica al mondo.

    Il y a des peuples … (ma fino a quando continueremo a leggere questa frase sullo sfondo dei consiglieri regionali (?) riuniti in assemblea?

    Aggiungo di mio alcune considerazioni del tutto personali (politicamente molto scorrette) in ordine a due argomenti spesso all’ordine del giorno della politica.

    Ma crediamo proprio di essere unici al mondo e in Italia per pretendere:

    1) di avere uno statuto ormai vecchio di sessant’anni e da riscrivere quasi integralmente “blindato” ancor prima che venga modificato ed aggiornato?

    2) di avere una tribuna con vista sul Parlamento Europeo per poter avere più facile accesso ai fondi europei?

    p.s. inutile dire che dietro ai motivi “ideologici” accampati per sostenere tali pretese ci stanno soltanto, detto papale papale:

    1) la volontà di poter mantenere gli attuali privilegi economici da parte dello Stato;

    2) la volontà di poter accedere più copiosamente e facilmente ai fondi europei.

    Tutte le altre sono panzane dei politici.

  2. ottimo post. L’unica cosa che mi chiedo è: abbiamo davvero bisogno di un ospedale nuovo? (non è una domanda retorica, me lo chiedo davvero)

  3. Hai mai provato essere ospite dell’attuale ospedale?
    Hai mai avuto l’opportunità di considerare la tua domanda non come semplice cittadino deambulante ed autonomo, ma come persona “informata sui fatti” ?
    Hai mai provato a considerare l’ammalato ed il degente come un cittadino con i tutti i diritti che gli competono ?

    Se tu avessi contezza personale dell’attuale stato e strutture del nostro ospedale, apprezzeresti invece di quanta retorica sia infarcita la tua domanda!

  4. No, ho la fortuna di non averne mai avuto bisogno.
    La seconda domande mi sfugge, chiedevo delucidazioni giusto perchè, per quel che riguarda l’ospedale, non sono informato sui fatti.
    Per quel che riguarda la terza, la capisco, ma non capisco perchè me l’hai fatta. Certo che considero un malato come un cittadino con tutti i diritti..
    Riformulo.
    Per quale motivo abbiamo bisogno dell’ampliamento o, come si preferisce in questo blog, di un altro ospedale?
    Non ci sono abbastanza posti? C’è bisogno di nuovi reparti? Quello vecchio è troppo vecchio?

  5. Caro el pì,
    il motivo principale per cui è necessario fare un nuovo ospedale è la presenza di un reparto come ginecologia ostetricia in sede distaccata (Beauregard). In caso di necessità di trasferire d’urgenza una paziente in sala di rianimazione per complicazioni operatorie e post operatorie, bisogna caricarla su un’ambulanza e portarla nella sede di viale Ginevra, con tutti i rischi che la situazione comporta.
    Il secondo motivo è che l’attuale ospedale di viale Ginevra, per quanto tu lo possa ristrutturare, è fuori dagli standard. Anche reparti già ristrutturati negli anni passati hanno stanzone con 6 letti. Da certe stanze è molto complicato fare manovra per trasportare un letto fuori dalla stanza. E ci sono mille altre magagne. Quella sede, progettata settant’anni fa, è inedeguata alle esigenze di un ospedale moderno e non potrà mai diventare adeguata neppure con mille ristrutturazioni.

  6. @ cartolinedamarte

    Provo a rispondere e scrivo al “marziano” che ora abita in Valle, probabilmente nei dintorni di San Barthelemy: “un posto, un luogo, un osservatorio privilegiato per osservare il pianeta rosso”.

    Devo dire che il camice bianco che prevalentemente indossa D. Luttazzi ha molto “influenzato” il nostro el Π (pì)… per rispondere nel merito dell’ospedale aostano.

    A tal proposito visto che le ricerche vengono svolte anche a scapito di innocenti coniglietti mi viene alla mente una battuta luttazziana.
    Lei: “hai un coniglio in tasca o sei molto felice di vedermi?”.
    Lui: “ho un coniglio in tasca che è molto felice di vederti”.

    Un cordiale saluto a el Π

  7. Carissimi, l’ala che si fa ad est E’ UN OSPEDALE NUOVO.
    La chiamano ALA ma è un OSPEDALE ed è NUOVO perchè si fa da zero a partire da un parcheggio, non si ristruttura mica un edificio.
    Non si rifanno solo certe cazzatine che vanno bene come così sono nell’ospedale vecchio.
    Sono stato al S. Raffaele di Milano: in proporzione alla popolazione che serve, è molto più piccolo dell’ala nuova che si dovrà fare ad est.
    Non lasciatevi fuorviare dai nomi: allora la domanda è… meglio un ospedale nuovo ad Aosta e senza dover rifare certe infrastrutture di supporto (fogne, accesso via ferrovia e via strada) o fare un ospedale sempre nuovo ma in mezzo al uaioming come direbbe Giacomo? La seconda che ho scritto, nevvero? 😉

  8. Scusate la domanda scema: ma un reparto che ha sale per operare NON ha sale di rianimazione? Allora mi pare che la risposta dovrebbe essere: facciamo le sale di rianimazione al Beauregard, se non ci sono.
    Sulle manovre complicate dei letti… mi pare una gran cazzata… si è sempre operato e si è sempre trasportato… i corridoi io li ho visti anche ampi rispetto a quelli di un San Raffaele a Milano, lì sì che gli infermieri in taluni casi faticano.
    Eppoi la prospettiva non è portare giù anche il reparto che adesso sta al Beauregard?

  9. Una sala di rianimazione al Beauregard sarebbe ampiamente sottoutilizzata. E’ una soluzione scartata a priori.
    Non fossilizzarti sulla manovra dei letti, non è certo l’unico problema della sede attuale. Le camere a sei letti le trovo una sconcezza, ad esempio. Come il fatto che per entrare nell’ala “nuova” si debba passare in mezzo alle persone in attesa tra la sala di rianimazione e quella di emergenza. E poi chiedi a chi nell’ospedale ci lavora se va così bene. Ovvio che si può decidere di accontentarsi e di lasciare tutto com’è, ristrutturando all’infinito. E’ una soluzione alla valdostana. Per una trattazione più ampia ti rimando al mio vecchio post.

  10. L’ala est non è un ospedale nuovo. Ti bevi proprio tutto dalla propaganda. E’ un’ala nuova collegata a una parte vecchia. Nel complesso otterresti un ospedale vecchio, disarmonico, con reparti fuori dagli standard e con tutte le magagne al loro posto. Ti consiglio anche per questo di rileggerti il mio vecchio post.
    Qui mi limito a farti notare che non esiste ospedale al mondo con un parcheggio pluripiano sotto le sale di degenza e le sale operatorie. Se uno studente di ingegneria si presentasse a un esame con un progetto del genere lo caccerebbero a pedate.
    Ti comunico, comunque, che adesso i tuoi compagni di partito si sono accorti (o sono stati costretti ad accorgersi) che il loro progetto non sta in piedi. E’ tutto fermo, e si parla di “forte ridimensionamento”.

  11. Se non vado errato e la memoria non mi tradisce, ricordo di avere letto il sig. uahlim – qualche anno fa – sul forum di VDV. mentre stava dissertando con Faustocoppi e discuteva già allora di ospedali. Faustocoppi stava proponendo come esempio, il modernissimo ospedale di Forlì e per uhalim, spero sempre che la memoria mi tenga botta… per lui gli ospedali andavano costruiti ex novo! E non solo… ma andavano costruiti su misura della popolazione e del territorio in cui avrebbero dovuto insistere. Vorrei che uhalim mi dedicasse un attimo della sua attenzione e mi rispondesse nel merito. Non foss’altro che per confermare la mia buona memoria.

  12. Ciao, sono la responsabile della comunicazione dell’Ausl di Forlì e dell’ospedale di Forlì, che due anni fa fu oggetto del famoso belservizio di Rai 3 realizzato da Riccardo iacona… se vi va di dare un’occhiata al nostro nuovissimo ospedale pubblico dove tutto è robotizzato persino la scatola nera in sala operatoria e il distributore di divise…… visitate il sito http://www.ausl.fo.it

  13. L’Azienda U.S.L. di Forlì
    _______________________

    L’Azienda U.S.L. di Forlì è stata costituita nel 1994 e deriva dall’accorpamento della ex U.S.L. n. 38 e dei Comuni di Tredozio e Modigliana, appartenenti alla ex U.S.L. n. 37 di Faenza. L’ambito territoriale di pertinenza ha una superficie di 1260 kmq. e comprende 15 Comuni. La densità abitativa è bassa in rapporto all’estensione del territorio, la sola città di Forlì assorbe circa il 70% dell’intera popolazione con 113 mila abitanti (censimento del 2005).

    Invece i numeri della Valle d’Aosta ordinati per superficie territoriale sono di kmq. 3.263,22 con 125.000 residenti in 74 comuni.

    Sempre che la memoria non mi inganni, quando ancora ero un “attivo lavoratore”, responsabile ai progetti e alla realizzazione lavori alle dipendenze della più grossa società di telecomunicazioni, avevo un rapporto a cui fare riferimento: 60/40.

    Laddove il 40 era la percentuale del territorio abitabile valdostano. Ora se applichiamo il 40% a 3.263,22 kmq (superficie totale della Vd’A) otteniamo 1305, 28 kmq, che è del tutto simile ai 1260 kmq è l’ambito territoriale di pertinenza della prov. Forlì. Ecco perché raffrontate le cifre con la popolazione:125.000 aostani contro i 113.000 forlivesi e la superficie di pertinenza: 1305 kmq della Vd’A contro i 1260 kmq di Forlì possiamo valutare perché avessi prestato attenzione al ragionamento svolto allora da faustocoppi, che qui saluto cordialmente.

    Un saluto cordiale alla Dott.ssa Tiziana Rambelli, quasi mia conterranea, visto che io sono originario di Pesaro, città a pochi chilometri da Forlì.

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