Ralenti

La posta da qualche tempo mi arriva a spizzichi e bocconi. Per una settimana magari nulla, poi di colpo mi ritrovo la buca piena. Anche in altre zone di Aosta sembra si verifichi lo stesso fenomeno. Finora la consegna singhiozzante non mi ha procurato danni gravi. Certo non è piacevolissimo leggere i quotidiani cui sono abbonato in ritardo di una settimana, anche se a volte, devo ammetterlo, non me ne accorgo neppure. La borsa è andata giù oggi come dieci giorni fa.

Però mi chiedevo: sarà previsto il reato di rallentamento di pubblico servizio?

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2 pensieri su “Ralenti

  1. rallentamento di pubblico servizio obbligatorio

    mi scosto dal problema specifico (le poste) per ricordare invece, a chi eventualmente non lo sapesse, come, da tempo immemore, il rallentamento di pubblico servizio, in certi contesti (ad es. RAVA, che sta per regione VDA), fosse (o sia) praticamente obbligatorio.

    Poco tempo fa (un mesetto), un anziano funzionario regionale mi spiegava che, ai suoi tempi (dal secondo dopoguerra in avanti), l’assessore di turno invitava i funzionari a predisporre le pratiche (nel suo caso erano soprattutto rimborsi di danni di guerra) e a tenerle in sospeso. Prima o poi arrivava l’interessato, il quale doveva essere dirottato verso l’assessore (se non vi si era già recato spontaneamente bypassando gli uffici).

    L’Assessore tirava allora qualche madonna contro i funzionari, che, ora come allora, passano il giorno a grattarsi e non mancava di dire:”Adesso ci penso io”.

    Entro una settimana arrivava il rimborso e ovviamente l’interessato, come minimo, aspettava il primo martedì per scendere e ringraziare l’assessore di turno, magari con una fontina nello zaino. “Ah, non fossi andato di persona dall’assessore! quello sì che in 4+4=8 ti risolve i problemi”.
    L’Assessore cambiava poi colore, ma la tecnica rimaneva la stessa.

    Le cose, col passare del tempo, si sono evolute e sono diventate meno artigianali e più sofisticate.

    In tempi per me storici (di cui quindi ho ricordo diretto), gli uffici, per quanto riguarda certi nullaosta, lavoravano normalmente, ma certi nullaosta (ovviamente positivi) venivano stoppati dall’assessore, che li teneva lì.
    L’interessato veniva in qualche modo (non con A.R.!) informato che c’era qualche problemino, ma che però ….
    ovviamente, con la svalutazione e con il cambio dei tempi, una fontina non era più sufficiente.

    E “per fortuna che l’assessore mi ha dato una mano” e ovviamente giù bastonate contro i funzionari, che non fanno niente e che mettono sempre i bastoni tra le ruote. Ma a quei tempi i funzionari avevano ancora le spalle larghe e a queste cose non ci badavano neppure.

    Non è certo il problema delle poste, che, se non sbaglio, sono state più o meno privatizzate (?). Ma anche lì, un giorno o l’altro, penso, arriverà un “deus ex machina” che metterà le cose a posto, i giornali arriveranno tutti i giorni, e diranno tutti “per fortuna è arrivato XY e finalmente è riuscito a far lavorare quei fannulloni!”

    p.s. sono decisamente contrario ai fannulloni, ma come ci dicevano i tutor della Bocconi (corso per dirigenti) ogni qual volta qualcuno accennava a problemi del genere, la risposta era sempre la stessa (senza nemmeno lasciarci finire di spiegare il caso particolare): “se in una struttura le cose non funzionano, la colpa (o se preferite, la responsabilità) è sempre del responsabile della struttura”.

  2. La tecnica del rallentamento della pratica amministrativa è ben nota agli studiosi del fenomeno della corruzione.

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