Reati d’opinione

Da due anni a questa parte gli studenti valdostani sono coinvolti in un progetto di educazione alla legalità. Ce n’è davvero bisogno, se si insegnerà la legalità vera, non quella finta inventata dalla mafia di montagna. 

Si dà il caso che da queste parti sia diffusa una persistente allergia a qualsiasi tipo di controllo, da qualsiasi parte esso provenga. E si sa che senza controlli si finisce come nel far west, altro che legalità. Il disegno di dare mano libera alla politica più deteriore (quella che domina la regione) e ai tanti furbetti di montagna procede a piccoli ma significativi passi. Non esiste più da anni la commissione di coordinamento che controllava gli atti dell’amministrazione regionale ed è ridotto a burla l’istituto del difensore civico, gli amministratori valdostani non vedono certo di buon occhio la corte dei conti e riguardo al Tar la regione (in particolare la giunta Caveri) nei mesi scorsi ha addirittura tentato di instaurare con esso una assai preoccupante collaborazione cordiale.

Questa mentalità da arroganti impuniti si è ormai diffusa a tutti i livelli. Domenica 19 ottobre la Stampa ha riportato una incredibile dichiarazione dell’organizzatore della bataille de reines, un indignato Bernardo Clos, che se la prende con la nota inchiesta della procura di Torino: «come cittadino non comprendo quella che considero un’ingerenza. Una destabilizzazione del nostro autogoverno. Ma come, non si è forse capaci in Valle di fare controlli sanitari o inchieste giudiziarie?».

Capito? Il sogno nel cassetto è quello di avere anche i magistrati di chez-nous nominati dalla politica: un procuratore alla Stella Alpina, un altro alla Fédération, tre all’Uv, e così via. Il procuratore capo, ovviamente, lo nominerebbe Rollandin.

Esemplare anche il caso di René Benzo, costretto alle dimissioni da direttore amministrativo dell’Usl. Benzo e la Riccardi si sono difesi dicendo che loro pensavano si potesse dirigere una Usl senza capirne una mazza di sanità, la legge invece aveva un’opinione diversa (parla di “qualificata attività di direzione in enti o strutture sanitarie”). 
Mi viene in mente una battuta del comico Natalino Balasso: «Sono stato incarcerato per un reato d’opinione: io ero dell’opinione che emettere assegni a vuoto si potesse, la banca no».

Annunci

10 pensieri su “Reati d’opinione

  1. in altre parti del paese si chiama camorra, mafia, ‘ndrangheta, ecc.

    qui, più nobilmente, si chiama “maitres chez nous” (in francese), “bagues de no-s-a(o)tres” (traduzione letterale: cose di noialtri) in francoprovenzale.

    Per chi non capisce, l’emarginazione, l’isolamento, le ritorsioni, le minacce, ecc. sono comunque garantite.

    In un terzo circa dei comuni valdostani non esistono neanche liste e consiglieri di opposizione, i quali avrebbero in ogni caso un senso, oltreché per la democrazia, anche solo per esercitare un minimo di controllo sull’operato degli amministratori.
    L’UV in questi comuni, contrariamente a quanto afferma Gérandin, detesta ed ostacola liste alternative. Al massimo tollera liste che ama definire civiche o apolitiche in cui comunque infilare i suoi uomini, un po’ di qua, un po’ di là, per garantire comunque il controllo. A questo mira Gérandin quando invoca una riforma della legge elettorale comunale “per favorire la partecipazione” (dice lui).

    p.s. qui a rhemes-saint- georges, circa 200 residenti (Gaby ne ha circa il doppio), alle ultime elezioni comunali c’erano addirittura 2 liste, entrambe sponsorizzate dall’UV.

    rhemes-notre-dame, un pugno di abitanti, ha da parecchio tempo due liste (due fazioni muro contro muro, la politica non c’entra niente).

    sotto questo punto di vista è meglio, secondo me, preparare l’alternativa a questo sistema paraillegale su tutto il territorio, senza dimenticare neanche uno dei piccoli comuni, dove i cittadini ora non possono fare altro che mangiare questa minestra, senza alternative (l’unica alternativa è il fedelissimo commissario governativo Livio Vagneur, onnipresente, che ora è però stato incaricato di “valutare” i dirigenti regionali). E questo senza modificare, sotto questo punto di vista, la legge elettorale attuale, come invece vorrebbe Gèrandin.

  2. 16:23 TRADIZIONI: MUCCA LEGA NORD A BATAILLE SENZA SIMBOLI.
    (ANSA) – AOSTA, 20 OTT – Bordeaux, la bovina di seconda categoria di Andrea Chabloz di Verrayes, è scesa ieri nell’arena della Croix Noire di Aosta, per la finalissima della Bataille de Reines, con al collo un ‘campanaccio’ su cui era raffigurato il Sole delle Alpi, simbolo della Padania, ma senza nastrini e foulard ‘verdi’ dell’iconografia del Carroccio.

    Sponsorizzata dalla Lega Nord, la bovina è stata eliminata fin dalle prime battute della finale. Il presidente del comitato organizzatore ‘Amis Batailles de Reines’, Bernard Clos, a margine della manifestazione ha commentato: “La politica deve restare fuori dai cancelli dell’arena. Non potevamo permettere che Bordeaux scendesse in campo con le decorazioni di un movimento politico. Il combat final è la festa degli allevatori e una tradizione che non deve essere strumentalizzata”.

    L’annuncio di una bovina sponsorizzata aveva sollevato la scorsa settimana un’alzata di scudi da parte del Partito democratico, di VdA-Vive-Renouveau e del Comite de valdotains. “Accettiamo le regole seppure le riteniamo asssurde – ha commentato Sergio Ferrero, segretario regionale della Lega Nord – un foulard non, ripeto non cambia le cose”. Sugli spalti della Croix Noire ieri era presente anche l’eurodeputato leghista Mario Borghezio. (ANSA)
    °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

    Capito? Avete letto bene quello che dice un uomo politico che dovrebbe essere l’esempio vivente del rispetto delle regole? Quell’ uomo politico a cui dovremmo delegare le proposte di regole comuni da condividere? Accettiamo le regole… seppure le riteniamo asssurde. Capita la risposta?

    Oggi è divenuto di moda aggirare qualunque tipo di regolamento, qualunque comportamento etico, manifestando allergia a qualsiasi tipo di controllo e di legalità, già a partire da questi livelli. Tutti i cittadini di conseguenza si sentiranno autorizzati a procedere nel beffare e a non rispettare le regole…Cosa si pretende se non riusciamo ad essere severi con questi arroganti del potere? Qualcuno dirà: mah sì è solo una stupidaggine, sono solo mucche…ma come diceva la nonna il buongiorno si vede dal mattino.

  3. è come per la questione dell’ineleggibilità, della nomina di René Benzo, ecc.: di stupidaggine in stupidaggine … . E’ sempre stato così.

  4. Certo che se in Valle d’Aosta ci fosse lo stesso sdegno verso la spocchiosa strumentalizzazione politica nelle cose che contano veramente nella vita di tutti i giorni della nostra società come quello che si è verificato in questo frangente potremmo urlare di gioia verso una libertà ritrovata.
    Tutti a urlare allo scandalo per una mucca con il fazzoletto verde ma pochi che, sottovoce, fanno finta di non vedere la divisa rossonera indossata nel cda dell’autoporto, in quelli della Monterosa Ski, o nella sistemazione tattica degli alleati nell’Ivat o nell’Inva, nella gestione politicizzata dellArer ecc.ecc.
    Tutti enti che con la politica dovrebbero centrare ben poco e che dovrebbero essere amministrati per capacità tecnica gestionale ma che sono invece condotti con il fazzoletto al collo e grazie a questo possono continuare ad esistere al di là dei risultati che portano.
    Se è sbagliato bardare una mucca con un colore politico (è ovviamente sbagliato) non è altrettanto sbagliato e non meriterebbe altrettanta attenzione e sollevamento di polvere la bardatura di spazi comuni della nostra libertà economica e sociale?

  5. Caro ghianda la mucca è solo l’esempio!
    E come se il sottoscritto ti dicesse: guarda lassù. E così facendo tu mi guardi il dito indice anzichè la Luna. Bene, questo delle vacche è un fatto emblematico. Che poi tu possa ironizzare sul presunto scandalo che di per se può sembrare una “stupidata”, nessuno ti impedisce di farlo, sei libero persino di fare come in questo caso del sarcasmo, amaro.
    Qui e su un altro forum, si è cominciato a discutere perchè in Valle d’Aosta non si riesce a predisporre nelle elezioni comunali una lista alternativa a quella bardata di rosso-nero. Naturalmente non quella dilettamtesca del Sole delle Alpi, ma quella “professionista” del leoncino rampante. Non mi sembra di avere visto alcun tuo intervento che mi possa dare uno spunto di discussione.
    E per favore lascia perdere le gestioni politicizzate, che appunto devono essere retrodatate al momento in cui questo tipo di gestione segnò proprio il crollo morale e di credibilità degli stessi uomini che tuttora stanno gestendo il potere in Valle, a livelli nepotistici. Come? Bardando di rosso-nero ogni istituzione sia pubblica che privata. Credo che la considerazione scandalistica fatta sulle vacche sponsorizzate, sia stata fatta unicamente per evocare il fatto che non ci sono più limiti al ridicolo.
    Visto che tutti gli spazi ormai sono stati occupati.

  6. Qui non siamo tutti ad urlare di gioia per una libertà ritrovata cara ghianda. Non riusciamo nemmeno a fare salti gioia, tantomeno a sorridere del tuo umorismo. Stiamo solo constatando con la morte nel cuore quanto sia persa da tempo la battaglia per riassoporare la libertà economica e sociale.

    Ps.Il termine Bardatura, sta per Bard…atura?

    🙂

  7. democrazia? libertà (ri)trovata?
    Splendida la “lectio magistralis” tenuta all’Università di Alessandria da parte di Barbara Spinelli (in parte riportata sulla Stampa di oggi (ieri) 22 ottobre).
    Quando il “peuple” diventa tiranno, dittatura della maggioranza, pensiero unico, la lezione di Mill quando ancora l’UV, che ha nel suo DNA tale vocazione e tale subdola aspirazione, era di là da venire.
    Riporto una frase a caso.
    “La società stessa, come il popolo, può tramutarsi in despota, e il controllo che esercita corre permanentemente il rischio di divenire, secondo Mill, più efficacemente tirannico di innumerevoli tipi di oppressione politica”.

  8. Per Giorgio.

    Devo ammettere la mia ignoranza. La mia limitata capacità di comprensione.
    Leggendo il tuo intervento non riesco a capire se quello che ho scritto ti ha offeso o se hai voluto semplicemente scaricare l’adrenalina del pensiero politico utilizzando il mio post come trampolino di lancio.
    Non mi sembra di aver detto cose molto diverse da quelle poi descritte nelle tue righe; eppure noto del rancore che, ritengo, non ha ragione d’esistere.
    Ma, l’ho detto prima, forse è semplicemente la mia limitata capacità di saper leggere fra le righe ed interpretare stati d’animo fra la disposizione di vocali e consonanti.

  9. E’ probabile caro ghianda, che entrambi abbiamo un modo di esprimerci in modo del tutto personale – o forse come fai tu in maniera impersonale, – se alla fine rimaniamo con la sensazione di un “rancore“ represso. Per me l’unico problema resta il fatto che considero il blog come uno strumento di dialogo che non si chiude a riccio su se stesso e non si nasconde dietro a improbabili e impersonali personaggi. Io mi chiamo giorgio bruscia e tu anche se ti “nomini” ghianda sei sempre una persona con cui colloquiare direttamente.

    Dunque, caro ghianda quando scrivo, io non rispondo generalizzando, bensì lo faccio direttamente all’interlocutore. Chiedo scusa se il mio tono può sembrare a volte aggressivo – niente adrenalina da scaricare – sono fatto così. E per questo mi costringi a chiarire che io in sostanza sono di sangue romagnolo. Per il resto non deprezzare la tua intelligenza, a me sembra che ne hai da vendere. A presto

    giorgio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...