Cercasi intelligenza disperatamente

Il governo Rollandin, dal quale molti si aspettavano messianicamente risolutezza, decisionismo e (chissà perché) intelligenza, si sta invece distinguendo per assenza, indecisione e imbecillità. 
Da imbecilli, infatti, le scelte annunciate su inceneritore, ospedale a est, aeroporto, metropolitana, ma anche queste opzioni sono portate avanti con mille ambiguità e persino con inaspettati rallentamenti.
Nulla si sa dei piani di lavoro per l’aeroporto, né dell’obiettivo finale.
Nulla si sa dell’ampliamento dell’ospedale, se non che sembrano essersi accorti dell’improponibilità del progetto Fosson e lo vogliano drasticamente ridimesionare, dopo aver sostenuto persino una durissima campagna referendaria (nella quale, ricordo, hanno vinto i no, visto che non è dato sapere come avrebbero votato gli astenuti). 
In quanto all’inceneritore, l’assessora all’inceneritore Zublena nelle interviste dice che andranno fino in fondo, anche se le analisi del materiale in discarica (che si fanno solo adesso!) dovessero sconsigliarlo, ma in Consiglio regionale dà risposte ambigue.
Nulla si sa della metropolitana in centro città (!?!), se non che Rollandin l’ha annunciata sia nel giorno del suo insediamento, sia in due interviste alla Stampa.
E il casinò? Doveva arrivare entro fine ottobre il piano di sviluppo del manager indipendendentissimo Luca Frigerio, ma non ce n’è traccia.

Allora: l’intelligenza non si scorge, si farà vivo almeno il mitico decisionismo?

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6 pensieri su “Cercasi intelligenza disperatamente

  1. L’unica ricetta attualmente possibile per fra tornare in attivo è quella di tagliare 300 posti di lavoro.
    Non era necessario assumere una persona da fuori per fare una constatazione che è evidente a tutti.
    Il problema è che non si vuole affrontare il problema, per i soliti motivi.
    Perchè sai poi i sindacati; perchè son 300 famiglie; perchè poi come la prenderà la gente ecc.
    Tutti sanno che qualunque piano di rilancio non potrà in tempi brevi portare ad un incremento del 50% del fatturato; non esistono le condizioni economiche e sociali perchè ciò avvenga;tutti sanno che andiamo incontro a tempi bui e la contrazione del giro d’affari del casinò sarà ancora più evidente.
    E allora continuiamo pure con i vecchi metodi; aumenti di stipendio ingiustificati; sitpnedi folli che sono al di fuori di ogni logica di mercato; spese folli di gestione e di manutenzione.
    Tutti zitti: autonomisti, destra e sinistra in nome di vecchi complotti e di vecchie spartizioni sperando di rimandare il più possibile di affrontare il problema reale.

  2. Il programma del Pd alle ultime elezioni regionali prevedeva adirittura all’articolo 1, proprio quello che Ghianda – e mi scuso con lui, ma non l’ho assolutamente preso di mira – sta esponendo qui e che in sostanza lascia intendere come i partiti siano tutti uguali. Ora capisco che il Pd sia da poco arrivato sul palcoscenico politico della valle, e che io possa essere un illuso, ma sarebbe anche opportuno che con un pò di buona volontà si leggesse almeno qualche riga del nostro programma. Se già in partenza optiamo con immutato pessimismo per raccontarci cose che un pochino sono cambiate, beh è chiaro che non si potrà mai fare chiarezza.

    Cordiali saluti

    Ps.

    1. Efficienza del sistema economico

    È prioritario recuperare l’efficienza del sistema produttivo in ogni settore di attività. La creazione di valore deve essere la ragione fondamentale dell’esistenza delle imprese, perché queste siano di utilità sociale oltre che economica.

    Solo una maggiore ricchezza prodotta potrà infatti generare il flusso di risorse finanziarie necessario a rendere più autonomo il sistema Valle d’Aosta. Il recupero di efficienza consentirà di rendere le attività economiche più libere anche dai condizionamenti interni, oggi così pesanti. In un clima partecipato e con l’apporto determinante delle forze sociali rilanceremo le imprese e daremo maggiore efficienza ai servizi.

    Questo sforzo, che richiede un modo nuovo di fare politica, riguarderà tutti i settori produttivi, ma anche aziende partecipate dalla Regione di importanza strategica, come il Casinò di Saint-Vincent. Opereremo per l’integrazione stretta fra i diversi settori economici rendendo omogenee e coordinate le politiche regionali. Anche la valorizzazione del patrimonio naturale e storico-culturale assumerà un’importanza strategica in questa prospettiva.

    Introdurremo in tutti programmi di sostegno ai settori dell’economia, il principio della collaborazione, che privilegerà i progetti e le iniziative che vedano coinvolti più soggetti, pubblici e privati.

    Per dare impulso all’economia taglieremo subito i costi.

    L’efficacia di questo progetto sarà rafforzata da misure puntuali e immediate per sostenere il potere d’acquisto delle famiglie e gli investimenti delle imprese. Ridurremo l’IRAP e rivedremo i criteri di utilizzo degli immobili industriali di proprietà pubblica.

  3. Ringrazio Giorgio per la precisazione.
    Precisazione che prendo come spunto per rivolgergli una domanda:
    qual’è il rapporto che intercorre oggi fra il sindacato della Cgil che storicamente è stato il più vicino alla “vecchia sinistra” e il PD?
    Esiste un rapporto, uno scambio di vedute e quindi una linea di condotta che possiamo definire come “visione comune” oppure no?
    Questo punto mi è attualmente oscuro per quello che riguarda la sfera regionale perchè a livello nazionale mi sembra di aver capito che esiste un certo feeling fra Veltroni ed Epifani (vedi intervento nel caso Alitalia).

  4. Caro Ghianda innanzi tutto una premessa: “La democrazia sana ha bisogno di strumenti che diffondano la partecipazione. La democrazia è partecipazione e i partiti e i sindacati sono tra gli “strumenti più efficaci.” E per venire subito a te, anch’ io dico che un certo modo di essere partito o sindacato oggi debba essere messo in discussione. Non possono i partiti e i sindacati diventare “associazioni clientelari“. La domanda che fai, in polemica con l’attuale sindacato, tuttavia è tendenzialmente strumentale e delegittimante. Un po’ come quando Berlusconi attaccava il sistema partitocratico e la casta (salvo poi candidarsi a Presidente del consiglio, lui già capo di un partito, già proprietario di mediaset, ecc ). Credo che posta così essa miri solo a distruggere o a mettere sul tavolo del dialogo altri concetti che nulla hanno a che vedere con la chiarezza che si dovrebbe fare sull’operato sindacale.

    Credo che la Cgil (parlo della Cgil solo perché la conosco meglio di Cisl e Uil, ma sicuramente la riflessione accomuna tutti i grandi sindacati) sta portando avanti una politica di forte rinnovamento interno che darà i suoi frutti sia a livello nazionale sia a cascata in quello regionale. Il sindacato si è reso conto che deve cambiare il suo modo di essere. Deve cambiare per continuare a far crescere la democrazia, ecco l’obiettivo. Lo stesso concetto vale per il PD. E’ un tentativo – che io giudico di alto livello – di rinnovare il modo di essere partito, senza distruggere uno strumento fondamentale per la democrazia.

    Sono decine d’anni, che qualcuno sta tentando di spaccare la Cgil, e questo non mi stupisce. Non mi stupisce nemmeno l’arte della sinistra di farsi del male e di dividersi in partiti che rivendicano di testimoniare i “propri” valori. Ho molti dubbi in generale sulle scelte fatte sin qui per risolvere i singoli problemi valdostani… Una soluzione non è mai stata certa… la verità come, si dice, non è mai tutta da una parte o tutta dall’altra. Ciò che preme oggi al sindacato è ricordare gli intenti dei suoi “grandi uomini” che furono, e di divenire un movimento di rottura col passato.

    Ecco caro ghianda, se proprio vuoi sapere da me come si comporterà la Cgil, penso che anche lei dovrà fare i conti con ciò che sta capitando e assumere il ruolo che i sindacat ihanno nelle moderne democrazie . Il feeling con Veltroni sta in tutto questo. In Valle, nella Cgil ci sono uomini che ancora sentono forte il richiamo delle diverse sensibilità che vi coabitano, ma è ancora una delle organizzazioni che con più determinazione e lungimiranza si muove per dare risposte ai problemi contemporanei. Dovremo lavorare perché si continui la coabitazione e non si faccia la sciocchezza di dividere il più grande sindacato italiano… Non vincerebbero i lavoratori ma i soliti poltronisti della politica: più sindacati, più partiti, più posti per i capi popolo, altro che interessi dei lavoratori…

  5. il nuovo bilancio, appena approvato dalla Giunta regionale:
    1,6 miliardi di euro, pari a circa 13.300 euro/abitante
    cercansi disperatamente intelligenze dotate anche di buon senso in grado di utilizzarle per il bene della collettività (il passato non docet, vedasi trenino, il futuro non promette nulla di buono).

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