L’autonomismo, questo sconosciuto

Sia La Vallée sia la Gazzetta Matin danno risalto alle trattative “segrete” per la costituzione di un soggetto politico unitario nell’ambito del Galletto e anticipano che oggi pomeriggio Maria Pia Simonetti avrebbe presentato all’Assemblea del PD la proposta, sostenuta dall’on. Nicco e da Carlo Perrin, oltre che da esponenti delle varie forze politiche costituenti e persone “di area”.

Ecco come la penso. 

Per il bene della Valle d’Aosta, portata verso un inesorabile declino, nonostante immense disponibilità economiche, da governi miopi e attenti solo a interessi personali o di gruppi affaristici, sarebbe necessario scardinare il regime politico attuale, arrivando a un sistema bipolare. Questo permetterebbe finalmente il ricambio e l’alternanza al potere tra forze e proposte politiche contrapposte, caratterizzate da una connotazione non ideologica.

Questo processo, a livello nazionale, è iniziato all’inizio degli anni Novanta e non si è ancora del tutto concluso. Il blocco del sistema, come sappiamo, era rappresentato dalla Democrazia Cristiana, per quarantacinque anni inamovibile dal potere. La DC era un partito chiesa, come tutti quelli dell’era ideologica novecentesca. Piazzato al centro dello scacchiere politico, era anche un partito di raccolta con una sua destra e una sua sinistra.
Solo dopo la sua caduta è stato possibile aprire una fase nuova, con la costruzione, sia pure faticosa e piena di contraddizioni, di un sistema politico bipolare, nel quale a fronteggiarsi sono partiti laici. I cattolici sono oggi presenti a pieno titolo nei due maggiori partiti, ma non identificano la loro azione politica con la loro appartenenza confessionale. Il PD e il PDL non sono partiti chiesa.

In Valle d’Aosta, invece, il sistema è tuttora bloccato.
Al centro del sistema c’è l’UV, partito ideologico e di raccolta. Un partito chiesa anch’esso. Se per la DC il collante era l’appartenenza cattolica, per l’UV è l’appartenenza etnica, corroborata (sappiamo quanto) da decine di migliaia di adesioni opportunistiche e clientelari. Per rimettere in movimento la politica valdostana bisogna scardinare questo meccanismo. Bisogna liberare la discussione politica valdostana dalle incrostazioni ideologiche che continuano a paralizzarla.

L’appartenenza etnica cui faccio riferimento deve essere intesa nel senso più ampio. Nella Valle d’Aosta di oggi il concetto si coniuga con quello dell’autonomismo. L’UV e l’autonomismo sono una cosa sola (e tutti gli altri inseguono). Ma cos’è l’autonomismo? È una felice invenzione ideologica, del tutto priva di contenuto, che permette all’UV di coniugare l’appartenenza etnica con l’appartenenza territoriale, mettendo insieme capre e cavoli. È l’elevazione a simulacro del valore dell’Autonomia. Un semplice strumento istituzionale, l’Autonomia speciale, sostituisce la specificità etnico linguistica della regione. In nome della specificità è stata concessa l’Autonomia, e venendo a mancare la prima si trasforma in feticcio la seconda.
In verità, essere autonomisti significa semplicemente essere favorevoli all’Autonomia. Ma chi non lo è? Non importa quali siano stati i motivi che hanno spinto lo stato italiano a concederla: è un fatto che nessuno in Valle d’Aosta si sogna di rifiutarla o di pensare che andrebbe revocata. Ma l’UV è riuscita nell’impresa di far credere di essere essa stessa l’Autonomia. Senza UV non ci può essere Autonomia. Per qualcuno l’Autonomia è privilegio da non mollare. Per altri è appartenenza etnica. Per altri ancora tutte e due le cose. Per questo la difesa dell’Autonomia è un messaggio molto forte elettoralmente.

Questa superstizione ideologica non risparmia ovviamente persone che provengono dalla militanza unionista e che da due-tre anni a questa parte hanno cercato di costruire un’alternativa al sistema di potere unionista. Mi riferisco a una parte di Vda Vive e a Renouveau Valdôtain. Per molte persone l’uscita dal partito chiesa è stata e continua a essere una sofferenza psicologica notevole. Chi esce da un partito chiesa è considerato un traditore. È come spretarsi. Anche per queste persone è indispensabile dirsi autonomiste. Liberarsi da sovrastrutture mentali di tipo religioso non è facile.

Con queste persone, con queste forze politiche, oggi si prospetta la costruzione di un soggetto politico unitario autonomista e progressista (o riformista, o di centrosinistra…). Per tutto ciò che ho scritto in premessa io sono favorevole alla proposta. Sono favorevole perché credo che sia giunto il momento di costruire una grande forza di alternativa al sistema di potere unionista, per favorire il passaggio a una nuova fase politica, nella quale sia scardinato lo schema bloccato con l’UV nel centro dello scacchiere.

Questo nuovo soggetto politico, però, deve essere laico. Non solo nei confronti delle appartenenze di tipo confessionale, ma anche dalla superstizione ideologica propugnata dall’UV. Ciò non significa che gli autonomisti del nuovo Galletto (o di come lo si volesse chiamare) dovrebbero abiurare la loro provenienza culturale, ma, proprio come hanno fatto i cattolici nel PD, non dovrebbero identificare la loro azione politica con questo sentiment. Le appartenenze etnico linguistiche non dovrebbero costituire l’essenza del soggetto politico, che dovrebbe invece riconoscersi in determinati valori universali e in un progetto credibile per il futuro della Valle d’Aosta. L’Autonomia, che è soltanto un mezzo e non un fine, e che nessuno ha mai messo in discussione, i valdostani la devono difendere con il buon esempio e non con infantili barricate ideologiche.

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47 pensieri su “L’autonomismo, questo sconosciuto

  1. Caro Vincenzo,

    ho letto attentamente “L’autonomismo, questo sconosciuto”, avendo ancora nelle orecchie il lungo confronto di ieri sera che si è dipanato e tentato di sbrogliare assieme agli amici e ai compagni presenti. Un dialogo sostenuto e appassionato che pur tuttavia leggendo, vedo che ti è scivolato via come acquerugiola estiva. Tu che chiedevi un progetto, un programma del Pd per dare una risposta all’ennesima sfida che gli si presenta in questi giorni con la riproposizione del Galletto! A questo ennesimo, aggiuntivo assalto che da tempo si reca al Partito democratico, tu oggi rispondi, se non ho capito male, che sei favorevole a questo assalto perché tu lo identifichi come uno strumento adatto, adeguato e giusto perché è giunto il momento di costruire una grande forza di alternativa al sistema di potere unionista.

    Bene, ma ora io mi domando se tu hai serenamente valutato il significato della nascita del Pd – a cui hai prestato e dato sostegno – in Valle d’Aosta! Dico questo, in funzione del fatto che anche ieri sera parlavi con convinzione del Pd, come di un partito non più ideologico, ma programmatico. Dunque da dove parte questa improvvisa involuzione di pensiero? Tu vuoi addossarci strumentalmente e gratuitamente “una superstizione ideologica” perché se l’altra superstizione, quella autonomista, non risparmia ovviamente quelli che provengono dalla militanza unionista – quelli che hanno cercato di costruire un’alternativa al sistema di potere unionista – beh io ti dico che a noi invece…“non ce fa manco un baffo”.

    Non siamo mai arrivati al: “Noli me tangere, al tabù del contatto”, come invece è stato ed è ancora per questi movimenti, sai a cosa mi riferisco, ma credo che se noi del Pd abbiamo qualche timore sulla non convinta abiura culturale di queste persone, esistono delle motivazione di fondo. Una di queste e non di poco conto potrebbe essere quella che ancora oggi nessuno abbia guardato al nostro, al tuo partito, ovviamente non ideologico, alla stregua dei cattolici e se mi permetti anche dei laici. Come mai? Anche per noi l’Autonomia, è soltanto un mezzo e non un fine, e anche noi non l’abbiamo mai messa in discussione. Dunque?

    Noi piuttosto mettiamo in discussione i tempi, i modi, le circostanze e perché no, anche i firmatari, gli “scienziati” che stanno dietro a questa proposta. Noi intravediamo là dietro, un pochino nascosti e defilati i soliti sistemi, i soliti organismi, i soliti apparati, allestire e studiare alacremente a tavolino, pensieri dottrine e filosofie che i valdostani hanno conosciuto da tempo. Sì, tutti dietro al tavolino, con l’assurdo pensiero che basti muovere un uomo a cavallo per vedere tutti i peones in fila indiana dietro. Qui in Valle la fanteria da tempo scarseggia. Solo i leaders come i generali sovrabbondano. Se proprio poi vogliamo dirla tutta, abbiamo la percezione che il motore propulsore di questo progetto venga identificato nell’operato di vecchie volpi della politica nostrana.

    Un cordiale saluto

  2. @Giorgio
    Ho detto che la mia riflessione sul partito unico è del tutto astratta.
    So bene che ognuno vuole curarsi il suo orticello e che non se ne farà nulla. So anche bene che la superstizione dell’autonomismo (nel senso che gli ho attribuito) è ancora troppo forte in certi ambienti. E per fare il partito (astrattissimo) che ho in mente io serve un approccio laico da parte di tutti. Un miracolo, in poche parole.
    Non capisco, però, dove hai letto che io addosserei al PD strumentalmente e gratuitamente “una superstizione ideologica”. Questo è frutto della tua immaginazione, credo, oppure mi sono spiegato male perché al PD non addosso nulla di simile.

    Ti rispondo su due punti.

    Primo: a me non interessa da chi arriva la proposta, mi interessa la sua sostanza. Io non discuto delle persone ma delle idee. Se ogni volta che qualcuno avanza una proposta politica dovessimo fare il processo alle intenzioni, indagando sulle vere motivazioni che lo spingono, non si muoverebbe mai nulla. In ogni caso non vedo tra i firmatari persone migliori o peggiori di quelle che si trovano da qualsiasi altra parte, compreso il PD. In politica siamo tutti vecchie volpi. Bisogna vedere su quali obiettivi concentriamo la nostra volpitudine.

    Secondo: questo assalto al Pd io non lo vedo. Il Pd allora, quando era stato proposto, era un assalto ai Ds e alla Margherita?
    I partiti sono soltanto mezzi, strumenti. Non devono diventare degli scopi, dei feticci da adorare. Il PD era uno strumento più adatto ai tempi, più in sintonia con il sentire degli elettori di centrosinistra, e lo si è fatto. Altro che assalto.

    “Una di queste e non di poco conto potrebbe essere quella che ancora oggi nessuno abbia guardato al nostro, al tuo partito, ovviamente non ideologico, alla stregua dei cattolici e se mi permetti anche dei laici.”
    Questa tua frase onestamente mi è un po’ oscura. Se volevi chiederti (o chiedermi) come mai queste persone che propongono un partito unico non entrano nel PD, la risposta è molto semplice.
    Perché il PD non ha risolto la sua grande contraddizione: tra chi è e vuole essere compartecipe e complice del sistema mafioso che domina la Valle d’Aosta e chi invece vuole combatterlo costruendo una possibile alternativa, il PD da che parte sta?
    Ci sono ancora troppi esponenti del partito, purtroppo presenti nelle istituzioni (mi riferisco ovviamente al comune di Aosta) che stanno dalla parte sbagliata. E’ come se una parte non secondaria del PD nazionale si alleasse con il PDL. Un’ambiguità insopportabile, impresentabile, che allontana le persone potenzialmente interessate al partito. Bisogna fare una scelta di campo non ambigua. O di là o di qua.

  3. O di là o di qua, giustamente. Prima o poi tutti i nodi vengono al pettine e credo sia assolutamente necessario scioglierli in tempi brevi. E’, credo, la necessaria premessa per qualsiasi ulteriore percorso.

  4. @ Vincenzo anche io ti rispondo, ma in tre punti
    Primo: A me invece interessa da chi arriva…eccome! La sua sostanza ben difficilmente potrà prescindere da chi è il proponente. Io non potrò mai fare affidamento e conseguentemente dare fiducia ad uno scompaginato assemblaggio di persone che a tutt’oggi non hanno saputo costruire nulla di notevole. Dimmi per cortesia se hai un riferimento, un’azione, un atteggiamento rimarchevole a portata di mano che possa essere posizionato nella tua memoria. Io a volte provo a pensare ad un riscontro positivo dei nostri uomini politici che, tanto hanno preso da noi in questi ultimi decenni, senza peraltro inserire nel nostro cuore, nel nostro animo un che di incontrovertibilmente pregevole.

    Secondo: Il Pd, quando allora fu proposta la sua formazione, non fu pensato assolutamente come un assalto alla Margherita né tanto meno ai Ds. Anzi abbiamo subito capito che i personaggi coinvolti non potevano che dare un impulso pregevole di riscatto nei confronti di due partiti che indiscutibilmente erano avviati verso il tramonto. Lo stesso Fassino segretario dei Ds lavorò come un forsennato per presentare su di un piatto d’argento a Veltroni la segreteria del Pd. Se questo tu lo consideri un assalto, beh, devo dire che Fassino si stava scavando la fossa da solo, altro che feticcio dunque!

    Terzo: Tu hai messo in corsivo una frase di domanda che riferisci essere oscura. Alla faccia! Hai capito benissimo, non solo il senso, ma il significato completo in assoluto di quello che volevo dire. Inoltre ti sei dato persino le risposte. Quando dici che ci sono ancora troppi esponenti del partito presenti nelle istituzioni che stanno dalla parte sbagliata o quando dici – calcando forse un po’ troppo la mano – che il Pd non ha risolto la sua grande contraddizione tra chi è, e vuole essere compartecipe e complice del sistema mafioso che domina la Valle d’Aosta e chi invece vuole combatterlo costruendo una possibile alternativa, cosa stai cercando di dirmi? Esattamente quello che ti sto scrivendo da tempo! E cioè che oggi è giunto il momento di sostenere il Segretario senza tergiversare oltre, senza cercare possibili scappatoie o alternative, proprio perché noi tutti insieme a lui stiamo appunto costruendo questa difficile alternativa che vuole combattere questo sistema incancrenito. Nessuna ambiguità da parte nostra, ma solo il timore che dall’operato di persone, di cui si faceva affidamento – come su di te – ci vengano di ritorno brutte notizie di abbandono e di sfiducia. Naturalmente lasciandoci in mezzo al guado. Ma ti ricordo la frase estrapolata da bruno courthoud: o di qua o di là giustamente e aggiungo io, senza infingimenti. La linea di demarcazione è il famoso guado!

  5. In tutto questo bailamme di proposte abbozzate, controproposte non condivise, firme favorevoli, rifiuti decisi, appoggi dichiarati ma non firmati di parlamentari, trombati che spingono per rientrare dalla finestra, arroccamenti di pensiero, vecchi volponi, contraddizioni latenti, alternative confuse e chi più ne ha più ne metta, cosa può pensare secondo voi il cittadino valdostano, tanto per usare un termine caro a Vincenzo?
    Mi sembra che la situazione invece di schiarirsi si stia complicando in modo incredibile.
    Tanto vale fare dei manifesti con il povero galletto e sotto il simbolo del leoncino rampante con la scritta:
    “STIAMO LAVORANDO PER VOI”

  6. Non posso che condividere quanto dice ghianda…
    Questo progetto porta semplicemente al rafforzamento dell’UV e basta.
    Come possiamo pensare di aver fondato un partito nuovo di centro-sinistra e ora tornare indietro???? Come possiamo pensare che le persone che per anni hanno cercato di costruire questo partito e solo ora avviino la fase del tesseramento capiscano che vogliamo fondare altro?
    Tutti noi sappiamo quanto è stato duro fondere questi 3 partiti, queste 3 culture… Abbiamo fatto congressi, riunioni di sezione e ne abbiamo discusso per anni prima di poter arrivare a tutto ciò. Perdendo delle persone che sono andate più a sinistra, acquistando altre persone che erano nel centro.
    Perchè non iniziare a fare sintesi proprio in quella estrema sinistra? Perchè tanta fretta?…
    C’è una bella differenza fra un’alleanza programmatica e un partito unico. Un partito unico che si definisce Autonomista e che non potrebbe mai raccogliere le persone come me che credono che al di là di quelle montagne ci sia una ricchezza e non dei nemici…
    Ora che in Consiglio regionale il nostro gruppo sta lavorando bene portando a casa importanti risultati (Proroga delle Aiat è un progetto del nostro partito, la proposta di legge sul parlamentare europeo non è altro che la dichiarazione di quest’estate di Donzel, tanto criticata, che oggi vede come relatori CAVERI-LOUVIN, l’aquisizione della Cervino spa che sta risultando un altra Alitalia valdostana….la povertà delle proposte di questa maggioranza), ora che il 25 ottobre e la vittoria di Obama stanno facendo respirare finalmente un’aria nuova, ora che finalmente possiamo iniziare il tesseramento e radicarci maggiormente sul territorio portando le nostre proposte.
    E perchè non farlo nel 2006 a ridosso della vittoria e anzi subito dopo creare un nuovo partito spezzettando ancora di più il panorama?
    Ora capisco che non bisogna guardare al passato o solo guardare certe cose del passato, ma se hai voglia di buttare un occhio ai documenti congressuali congressuali dei DS del 2007 vedrai che c’era già una simil proposta ma la gente voleva COSTRUIRE QUESTO PARTITO!
    IL PARTITO DEMOCRATICO!!!
    Il 3 partito regionale!!!!

  7. @Erika
    Un partito in sé non significa nulla. A me interessano le idee. Se il PD valdostano prosegue nella strada della costruzione di un’alternativa al sistema mafioso che ci governa, è un buon partito. Se è una prosecuzione dei Ds, e pensa di allearsi con l’Uv alle prossime elezioni comunali di Aosta, è uno schifo. Mi aspetto una decisa smentita a questa ipotesi, altrimenti mi viene da vomitare.

    Il PD nazionale lo si è fatto per avere un grande partito alternativo allo schieramento di centrodestra. I due partiti costituenti, Ds e Margherita, non avevano un peso specifico sufficiente a rappresentare questa esigenza di alternativa. Si è fatto il Pd perché in un’epoca post ideologica non aveva più senso la divisione tra laici e cattolici e perché serviva un grande partito con percentuali di consenso dal trenta al quaranta per cento, che potesse essere avvertito dagli elettori come credibile forza di governo.
    Anche in Valle d’Aosta, se si vuole costruire un’alternativa, c’è l’esigenza di costruire una forza con un peso specifico maggiore rispetto ai partiti di opposizione attuali. Anche per semplificare il quadro (non per spezzettarlo), perché da tre-quattro partiti ne rimarrebbe uno solo. Si potrebbe definire benissimo “autonomista”, tanto è una parola vuota e poi mi risulta che anche il Pd valdostano si definisca così, o no?
    Così come il Pd ha rappresentato per molte persone una perdita di potere e/o visibilità (vedi Rutelli, Fassino, ecc.) così oggi in Vda questa ipotesi di partito unico riformista-autonomista (ho orrore per queste formulette, ma devo usarle per forza) incontra l’opposizione degli apparati dirigenti dei partiti potenzialmente coinvolti. Per cui non se ne farà nulla.
    Discorso chiuso.
    Però la proposta è stata molto utile perché obbliga tutti a pronunciarsi sulle volontà future. Ci dovranno essere chiarimenti fondamentali sulle alleanze per le europee e per le comunali di Aosta, ad esempio.

  8. Caro Vincenzo
    per rispondere alla tua domanda:
    “Se il PD valdostano prosegue nella strada della costruzione di un’alternativa al sistema mafioso che ci governa?”
    Ti invito a seguire il Consiglio Regionale,ti invito alla proposta di legge discussa lunedì in assemblea, ti invito a seguire tutti gli appuntamenti nei circoli.
    E fammi dire, questo documento ha solo creato confusione. Fra sabato e domenica ho ricevuto più di 50 chiamate dal territorio. Nessuno capiva più… Siamo all’opposizione in regione, stiamo facendo grandi passi a livello nazionale e mondiale, stiamo partendo con il tesseramento e adesso parliamo di un altro soggetto???
    Leggi poi l’Informazione e poi ti renderai conto dietro questo progetto cosa c’è…Un grande soggetto di centro sinistra c’è ed è aperto e se Squarzino, Curtaz…vogliono entrare hanno solo da prendere la tessera. Non possiamo però chiedere agli amici dell’IDV, di rifondazione,…di condividere un progetto che non li appartiene.

  9. @Erika
    Hai troncato la mia “domanda” a metà (proseguiva così: Se il Pd è una prosecuzione dei Ds, e pensa di allearsi con l’Uv alle prossime elezioni comunali di Aosta, è uno schifo).
    Non hai risposto.

  10. Caro Vincenzo

    Credo che noi dobbiamo lavorare soprattutto per la gente. E per fare questo dobbiamo metterla nella situazione di comprendere facilmente. Quello che invece non capisco, Vincenzo, è perché ci si voglia ostinare ad intraprendere un percorso assieme a compagni di strada che ad oggi avrebbero potuto essere assieme a noi in tempi non sospetti e avere nel frattempo già elaborato in campo regionale un progetto. Sarebbero stati i precursori e gli ideatori di un progetto nazionale.

    Ma non è stato così. L’intuizione non deve arrivare dopo, ma deve precorrere. Altrimenti che razza di intuizione sarebbe? Troppo facile arrivare a babbo morto, “come a dire: ne riparleremo quando sarò entrato in possesso dell’eredità del babbo”. Qui nel Pd noi non disponiamo di alcuna eredità, se questa è intesa come la base degli iscritti da trasferire in questo nuovo (si fa per dire) soggetto politico.

    Caro Ghianda
    Io non irrido a quanto succede nell’area politica a sinistra e a destra del Pd. E’ un territorio culturale che va ben oltre la sommatoria dei voti dei nano-partiti che la compongono. Tra l’altro guardo con attenzione al laboratorio politico che il Pd rappresenta per molti qui in Valle d’Aosta. Soprattutto per l’Area che sta alla sua sinistra. Sappiamo tutti a chi mi riferisco. Noi è da tempo che offriamo l’unico tentativo di costruzione di un progetto che vada oltre l’arroccamento e riempia il vuoto di proposta dei gruppi dirigenti attuali. Ho sempre sostenuto, nel mio forum di Area Democratica, che la sinistra è sostanzialmente divisa in due anime che convivono all’interno dei singoli partiti: l’area ideologica (più o meno la cultura dei vecchi gruppettari) e quella pragmatica (più o meno la cultura del vecchio PCI).

    Dal mio punto di vista hanno entrambe dignità e legittimità e possono avere un ruolo importante nella società. Il fatto è che non possono convivere, pena la paralisi dell’azione di entrambe, come è accaduto negli ultimi anni.

    Ben venga quindi la scissione in tutti i partitini della sinistra tra l’area idelogica-narcisista che si auto candida all’opposizione a vita e l’area pragmatica che punta a mettersi in gioco, a costruire alleanze e a fare politica. Naturalmente queste due aree dovrebbero successivamente avviare un processo di unificazione al loro interno e dare vita a due unici soggetti politici della sinistra.

    I primi difficilmente ci riusciranno perchè gli integralismi portano alla costituzione di gruppi di èlite, quando non addirittura a vere e proprie sette ideologiche. Spero che i secondi ci riescano perchè potrebbero rappresentare la novità per i prossimi anni e il compimento del progetto politico avviato dal Pd: due grandi forze, una riformista e l’altra di sinistra, che si alleano e propongono al Paese un programma di governo credibile.

    Io posso solo auspicare tutto questo. Mi sembra sbagliato l’atteggiamento di chi, pur richiamandosi a quell’area politico-culturale, anziché schierarsi e lavorare per costruire qualcosa si limita a stare alla finestra ad irridere al lavoro degli altri come è stato fatto fino ad oggi. Mai abbiamo avuto risposte serie e significative. Ed ora ecco all’orrizzonte un progetto di partito unico per cambiare: La sfida del Galletto.

    Ma senza offesa per nessuno, questa è solo una riflessione politica fatta a voce alta.

  11. Giorgio, io sono convinto che il tuo punto di partenza sia buono ed onesto.
    Tu dici giustamente:” Credo che noi dobbiamo lavorare soprattutto per la gente. E per fare questo dobbiamo metterla nella situazione di comprendere facilmente. ”

    I pistolotti filosofici sull’identità, sulle recriminazioni, sulle sfaccettature socio-politiche, sulla ricostruzione storica del percorso ecc. una volta definite lasciatele da parte.
    Cercate di ritornare nella realtà quotidiana; nella presa di posizione contingente (e non solo programmatica) delle realtà quotidiane.
    Provate l’affondo nel mondo reale; provate a toccar con mano il sentire dei cittadini e prendete una posizione chiara sulle varie sfaccettature dei problemi concreti che non siano già diventati carne avariata dalla quale è facile allontanarsi.
    Anticipate i tempi snocciolando numeri sulla situazione economica locale, su cosa si potrebbe fare e non viene fatto e su quali progetti, con i conti alla mano, si potrebbero portare avanti ma vengono sempre accantonati nell’ottica dell’interesse particolaristico e per l’accomodamento clientelare.
    Lasciate da parte le paure di rompere con gli inciuci eclatanti come la convivenza nell’amministrazione nel comune di Aosta come giustamente viene evidenziato da più parti.
    Il coraggio e la sincerità premieranno.
    L’ammiccamento e le diatribe politico-filosofiche bastoneranno.

  12. Caro Ghianda,

    c’è una cosa che non mi torna nel tuo ragionamento. Cerco di spiegarla. Io ho contribuito a costruire questo soggetto politico, il Pd, insieme ad altre centinaia di persone. Ho votato convintamente Donzel alla segreteria. Lo ritenevo e lo ritengo la persona più adatta a portare a termine il percorso che abbiamo iniziato e nel quale credo. Non abbiamo vinto le elezioni, ma un buon numero di valdostani ci vota ancora non ostante i continui assalti all’arma bianca che riceviamo quotidianamente. Politicamente è un risultato eccellente per un partito ancora in gestazione, ti faccio notare che questa unione pesa più della somma di Ds e Margherita, nonostante i distacchi avvenuti alla fine dell’operazione di sintesi e non ostante la pesante situazione italiana che indiscutibilmente si riverbera su di noi. In cambio di cosa dovrei buttare a monte tutto questo?

    Vedi Ghianda, tu mi parli di anticipare i tempi se non vogliamo a che fare con carne avariata. Io di rimando ti dico che chi non si è riconosciuto fin dall’inizio in questo progetto politico, avrà da oggi poca voce in capitolo (per propria scelta), per chiedere inversioni di rotta. Anche i due partiti autonomisti Valle d’Aosta Viva e Rv stanno perdendo il treno di una gestione strategica e progettuale per una grande e democratica alternativa politica. Non puoi vedere sempre tutto il male nella modesta cogestione del comune di Aosta che a breve avrà concluso la collaborazione con la maggioranza, di cui tra l’altro facevamo parte, e che non bisognerebbe dimenticare. Questa situazione contingente da te così tanto evidenziata e da sempre sottolineata, avrà nel bene e nel male una conclusione con le prossime elezioni comunali. Dopo di che tu non avrai più altri alibi, altre frecce nel tuo arco.

    Il Partito Democratico può piacere o meno, ma c’è, ha un progetto, una leadership ed è in sintonia con moltissimi cittadini; il tuo invito a provare a toccar con mano il loro sentire è ingiusto e ingrato nei nostri confronti. La manifestazione di Roma ha ampiamente dimostrato il contrario e sul territorio ti posso assicurare che mai come in questo nuovo periodo della gestione Donzel si sia riallacciato quel filo rosso interrotto con il territorio.

    Caro Ghianda visto il progetto politico del Pd, ora i casi sono due: o uno vi aderisce per portare il proprio contributo di valori, idee e proposte, o costruisce qualcosa di alternativo, insieme alle persone che condividono la sua visione politica. Tu da che parte stai visto che a parlare sul generico in molti sono bravi? Noi abbiamo bisogno di persone che sappiano anche agire. Stare sempre in cattedra per indicare la linea politica ad un partito che magari si avversa, è politicamente incomprensibile. Almeno dal mio punto di vista.

    Con rinnovata stima…

  13. Giorgio
    hai ragione nel dire che vi è bisogno di persone che sappiano anche agire (dove sono i giovani?), ma esprimere la propria opinione vuol proprio dire voler salire in cattedra? Vuoi limitare la possibilità di esprimere la loro opinione solo a quanti sono impegnati attivamente in politica? Credo proprio di no. Ad es. sul blog di Eddy Ottoz, un interlocutore ha invitato i pensionati (come me) a godersi la pensione e a stare zitti (oltreché, con particolare riferimento a Eddy e a me, a lasciare la VDA). Lasciateci almeno parlare!
    p.s. quando mi viene da scrivere qualcosa, anche solo una mia personale opinione, comincio a pormi qualche problema.

  14. Beh, dai caro Bruno cerchiamo di non essere sempre così suscettibili. In un dialogo è vero non tutto può essere concesso, ma fatta salva l’educazione, il rispetto e la stima reciproca, ci deve essere sempre un pò di pepe. Altrimenti potremo parlare solo del tempo e della salute.

    Anche io sono un pensionato e questo atteggiamento di continuo e affetato fair-play, non mi attira…

  15. Sig.Giorgio, non hai capito una mazza di quello che ho scritto salvo partire da un tuo punto di vista preconcetto che ti porta ogni volta fuori strada.
    Non voglio seminare zizzania.
    Però quello che insinui nell’ultima parte della tua risposta mi ferisce.
    Hai la libertà di pensare ch ogni voce che voglia evindenziare le carenze sia una voce di castrazione del vostro progetto e non un invito a una riflessione; che ogni suggerimento sia una critica senza appello.
    Buon lavoro a tutti quanti.

  16. Caro ghianda, direi che i tempi li abbiamo già anticipati, basta aprire gli occhi e non solo seguire le due provocazioni che mettono sui giornali tanto per rinsaldare l’attuale sistema.
    Ti faccio qualche esempio.
    All’atto di acquisizione della Cervino Spa Donzel dichiara di non essere d’accordo. Gran polverone…ed subito dopo si viene a scoprire che c’era Zermatt interessata, che gli albergatori della zona volevano partecipare… ora si stanziano altri ml di euro per poter risistemare gli impianti…
    Non ti sembra di vedere una specie di Alitalia di chez nous?
    Ebbene l’alternativa è stata data, ma anche di questo nessuna parola.
    Nel prox Consiglio c’è un’interpellanza sull’applicabilità della Gelmini.
    Il nostro assessore dirà che non ci sono problemi, ma se vedi la Stampa di oggi vedi che già il Brunettino ha fatto arrabbiare qualcuno!
    La proposta con relatori Louvin-Caveri sul parlamentare europeo è quella di Donzel di agosto
    …ci sarebbero altri mille esempi.
    In merito invece alla seconda parte:
    “Lasciate da parte le paure di rompere con gli inciuci eclatanti come la convivenza nell’amministrazione nel comune di Aosta come giustamente viene evidenziato da più parti.”
    Ebbene credo che con chiarezza abbiamo ampiamente dimostrato dove siamo e con questa storia del comune di Aosta mi state stufando. C’è un impegno preso con gli elettori nel 2005, che non è cambiato nel 2006 dopo la vittoria e c’è stato un ulteriore impegno nel 2007. mi sembra assai penoso che ad ogni assemblea ci debba essere il voto per l’AAP…soprattutto nella fase in cui inizia il tesseramento e in cui ripeto bisogna pensare a noi stessi!
    Arrivo al terzo punto:
    “Il coraggio e la sincerità premieranno.”
    Ora arriviamo al coraggio:
    Sono usciti dal partito due pezzi da 90 che non versavano le quote e non rispettavano gli impegni. I conti del gruppo sono pubblicati sul sito internet del partito. …
    Vi invito inoltre a seguire i lavori del Parlamento e quanto sta avvenendo in America. C’è un nuovo modo di fare politica che può piacere o no, nessuno vuole imporre nulla!!!
    Si dialoga quando si riesce e ci si scorna se si deve. Il partito democratico è il partito del dialogo.
    A Bruno invece vorrei dire che di giovani ce ne sono, ma ricorda che mentre tu potevi avere esempi come Berlinguer, Iotti ed altri, lavoravi sapendo di arrivare ad una pensione, studiavi credendo in un futuro, noi siamo cresciuti con mani pulite e con ben poche certezze. In questa Valle poi sai benissimo che è ancora più difficile. Tutto viene ovattato e camuffato…
    Ora Obama infonde in tanti di noi una speranza. òa speranza che qualcosa cambi e chissà che prima o poi anche da noi qualcuno potrà dire una frase come quella detta da lui l’altra sera:
    “E per quegli americani il cui sostegno non ho ancora guadagnato: posso non aver vinto il vostro voto stanotte, ma sento le vostre voci, ho bisogno del vostro aiuto. E sarò anche il vostro Presidente. ”
    Ora vorrei dirti perchè le persone come te non devono mollare. Perchè abbiamo bisogno di voi, abbiamo bisogno di capire che anche per noi ci sono delle speranze, ma soprattutto abbiamo bisogno di imparare.
    Con affetto…

  17. @ Ghianda

    La cosa è reciproca. Anche io mi potrei sentire continuamente ferito nel leggere le continue bocciature o come dici tu castrature del nostro progetto, o no? Bocciature che portano a dire di un mio punto di vista preconcetto, beh questo potrebbe essere anche offensivo! Gli arricciamenti di naso altrui, le implacabili stroncature, l’assenza di un qualunque apprezzamento, questo anche secondo Ghianda come dovrebbe essere interpretato? Invece a me pare che la cosa strana in tutto questo sia quella che chi si ritiene offeso è colui che riceve una risposta poco gradita. Che c’è di offensivo se si viene invitati ad aderire ad un progetto per portare tangibilmente il proprio contributo di valori, idee e proposte?

    Buon lavoro anche a te
    caro Ghianda

  18. Non glielo ha ordinato il medico a Donzel di fare carriera da segretario. Era una sua fortunata vocazione e l’ha portata avanti come hanno fatto tanti altri politici con diversa fortuna. Io non ho mai avuto quella vocazione, e come me tanti altri non ce l’hanno, perciò non diventeremo mai segretari. Il ricambio c’è quando vi sono vocazioni, non basta il mestiere o la facoltà di scienze economiche, sociologiche o umanistiche, ma ci vogliono i giovani che come dice benissimo erika, rispondendo a ghianda ci sono e si stanno facendo apprezzare. È stato sempre così nella storia, ed è questa la lezione, non quella specie di “risentimento” che muove i pensieri di molta gente nel valutare l’operato del Partito Democratico e come diceva più sopra giorgio, può piacere o meno, ma c’è, ha un progetto, una leadership ed è in sintonia con moltissimi cittadini.

  19. @Ghianda e Bruno
    Sapete che io apprezzo i vostri interventi, anche quando non li condivido. Questo è il mio blog, per cui non dovreste dar retta a sollecitazioni o condizionamenti di terze persone. Continuate a intervenire con ampia libertà, fatti salvi i limiti della buona educazione e del codice penale (ma per voi è una raccomandazione superflua).

    Sapete come la penso: detesto le ideologie, perché ingabbiano il pensiero. Chi aderisce a un’ideologia smette di pensare con la propria testa e segue come un automa i dettami del leader, del guru, del santo di riferimento. Un leader politico non va “amato”, né va seguito qualunque cosa dica o qualunque cosa faccia. Deve essere semplicemente una persona cui affidiamo la guida di un partito, di un governo, ecc. sulla base di un’insieme di idee e programmi che ci ha proposto e che ci aspettiamo segua durante il suo mandato.

    Tantomeno bisogna trasformare un partito in una chiesa, sentendosi al suo interno come in una sorta di fortino assediato e respingendo automaticamente qualsiasi critica provenga dall’esterno. Un partito è solo uno strumento per portare avanti le nostre idee. Non deve diventare un fine, un totem da adorare. Obama non ha come obiettivo quello di difendere e rafforzare il partito democratico, ma quello di governare gli Stati Uniti secondo il programma e i valori proposti agli americani. Fino alle prossime elezioni il partito sarà dimenticato.

    Giorgio e Erika, avete purtroppo l’atteggiamento degli adoratori di idoli invece che di persone che propongono un progetto per la Valle d’Aosta. Per voi sembra che lo scopo della vita sia diventato quello di pensare al bene del partito democratico, mettendo in secondo piano tutto il resto. Così come qualcun altro dice “la Valle d’Aosta prima di tutto”, voi ripiegate in un ancora più asfittico “il PD prima di tutto”. E non volete sentire critiche né al partito né, tantomeno, al vostro adorato segretario. Io ho contribuito come voi (forse più, visto il mio ex ruolo di segretario di un partito fondatore) alla fondazione del partito democratico, ma non chiudo gli occhi di fronte alle difficoltà e agli errori. E non aderisco acriticamente a qualsiasi opinione o azione del segretario, pur essendo stato un suo grande elettore. Anzi proprio per questo voglio che risponda delle sue azioni e non prenda strade diverse da quelle pattuite con me e con gli elettori.

    Il patto sottoscritto alle primarie e confermato sempre in seguito, prevede che il PD sia dalla parte della lotta alla deriva partitocratica che infetta la nostra regione in maniera non più tollerabile. Così come in Sicilia il PD è per la lotta alla mafia e non si alleerebbe mai con i partiti collusi con quel fenomeno, così in Valle d’Aosta deve essere (anche sulla base del suo codice etico) contro il clientelismo sfrenato, contro il controllo totale dell’informazione, dell’economia e della cultura da parte del regime, contro la corruzione diffusa, che si esplica con forme nuove: nomine nei consigli di amministrazione di innumerevoli partecipate, assunzioni senza concorso in cambio di pacchetti di voti, appalti pilotati verso parenti di amministratori, grandi opere intraprese al solo scopo di innescare grandi affari per pochi furbetti a scapito del bene generale, ecc.

    Siccome l’UV non solo non ha intenzione di combattere queste degenerazioni, ma anzi nega persino la loro esistenza, come in Sicilia i fiancheggiatori negano l’esistenza della mafia, il PD deve essere dall’altra parte. E’ una scelta di campo, che non ammette mezze misure. Per questo è importante che il PD dica adesso cosa farà alle prossime comunali di Aosta. Non è un fatto secondario. E’ la cartina di tornasole per capire la sincerità di espressioni tipo “politica di tipo nuovo”. Non basta blaterare di etica o politica di tipo nuovo se nei fatti si agisce in senso contrario.

    Nel momento in cui le scelte di campo sono chiare, allora acquistano valore le cose che il PD sta facendo in consiglio regionale e tutto il resto. In caso contrario, assumono solo il sapore della beffa. Erika, tu ti sarai stufata di sentir parlare delle comunali di Aosta, eppure è una risposta che non richiederebbe grandi sforzi: il PD sarà con chi vuole costruire un’alternativa all’attuale regime corrotto e inefficiente, sì o no?

  20. da che parte stare: solo ad Aosta? è di oggi la notizia dell’arresto di
    1) un sindaco, nonché vicepresidente del sindacato dei sindaci (Celva) e segretario particolare di un assessore e assessorato regionale che gestisce milioni di euro
    2) un assessore di altro comune limitrofo, nonché tecnico comunale di altro comune ancora.
    3) un impresario

    Da quelle parti (siamo nella valle degli Challand) un segretario comunale ha appena patteggiato la pena per reato analogo (siamo nel campo degli appalti, tutto sommato soldini, come quantità).

    Mi pare che ne esca un quadro abbastanza emblematico, significativo e sintetico di quella che è la reale gestione del potere in VDA, dal più piccolo dei comuni, all’associazione dei sindaci, alla regione, dai politici ai funzionari pubblici, agli impresari.

    Tutti dicono di non sapere, ma tutti sanno: questo è ormai il sistema valle d’Aosta.

    O si è contro, o si è complici, non ci sono mezze misure, neanche per il più piccolo dei comuni.

    Tutto il resto sono chiacchiere e, purtroppo, solo belle parole.

    p.s. io, ogni volta che imbocco la valle degli Challand, mi faccio il segno della croce.

  21. Siamo ad es. alla vigilia delle elezioni a Gaby, un piccolo comune, in cui, per una persona seria, è IMPOSSIBILE votare! Eppure non c’è una chiara presa di posizione da parte di nessuno, ad es.: non andate a votare o votate scheda bianca; si rifaranno le elezioni e troveremo il modo di presentare una lista ALTERNATIVA, che, quanto meno, vi consentirà di SCEGLIERE. Eppure è una condizione fondamentale per la democrazia (quella di poter scegliere tra due alternative, non certo tra due liste che siano una la copia sbiadita dell’altra, come succede purtroppo in tanti comuni!). Ma vi rendete conto che più o meno un terzo dei comuni valdostani non ha nemmeno un’opposizione formale?

  22. Complimenti Sig. Vincenzo Calì. Complimenti per la sua bella e mirata risposta. Un bel colpo unico,
    che abbatte in un sol gesto molte delle sue pseudo coerenze. A partire dalla magnificazione di una sua supposta vocazione voltairiana che apprezza interventi, anche quando non li condivide. Raccomandazione che fa a cittadini, che ad un primo impatto sono molto più vicini a lei piuttosto che a giorgio o a erika.
    A loro invece propone e riserva la classica e brutale censura e se posso entrare nel merito, anche di più.
    Qui abbatte un’altra sua coerenza, quella dell’educazione, comportandosi con entrambi come all’ospite di casa accogliente non è consentito fare.
    Ma come, lei lascia salire in casa sua due individui,
    li accoglie come ospiti perché nel tratto che li separa dal salotto li giudica seri e poi?
    Accortosi che hanno idee dissimili dalle sue li accusa di essere degli adoratori di idoli! Non solo, ma li diffida a comportarsi come vuole lei, visto che la raccomandazione fatta, non è superflua per gente della loro risma. Non sia mai che due persone si possano permettere di contestare il progetto di un unico partito di centrosinistra in Valle.
    Un progetto tra l’altro nato morto. Lei inoltre affermando di non aderire acriticamente a qualsiasi opinione o azione del segretario sostiene però di fatto un progetto che vuole minare alle basi quel partito che dice di avere contribuito alla fondazione e che il suo segretario osteggia.
    Non ci sono alternative: “o ha sbagliato allora o sta sbagliando oggi”.
    Un cordiale saluto da un altro idolatra.

  23. Riporto la sua frase: “un progetto che vuole minare alle basi quel partito che dice di avere contribuito alla fondazione e che il suo segretario osteggia”

    Secondo lei le persone che hanno prodotto quel documento lo hanno fatto al solo scopo di “minare alle basi” il PD? Non è una reazione un po’ paranoica? Non le viene il sospetto che il PD non sia al centro delle attenzioni di tante persone, e che ci possano essere motivazioni diverse, più generali, più alte? Quel progetto propone di sciogliere anche Verdi, VdaVive, Renouveau… per arrivare a un soggetto unico, più grande e più forte delle singole forze componenti. Sono d’accordo con la sostanza della proposta, non con le modalità molto pasticciate con cui è stata portata avanti. Ciò non significa che io aderisca acriticamente. Ho analizzato la situazione politica regionale, bloccatissima, e ho ritenuto che questa proposta abbia perlomeno il merito di rimetterla in moto. Ha anche il merito di sgombrare il campo da ambiguità intollerabili. Il PD deve dire da che parte sta, altrimenti siamo nel vecchissimo e marcissimo modo di far politica, altro che Obama.

    Essere d’accordo con questa proposta (nata morta soprattutto per il modo di procedere molto maldestro dei promotori e poi per la stroncatura mediatica di Donzel, che non ha rispettato l’impegno di discuterla all’interno del partito) non è in contraddizione con l’impegno profuso alla fondazione del PD. La politica degli ultimi quindici anni è stata caratterizzata da un processo di semplificazione del quadro politico. Nel 1999 aderii ai Democratici (l’Asinello) di Parisi, che nascevano come fusione di diverse formazioni: Italia dei Valori – che dopo pochi mesi si tirò fuori -, Centocittà, la Rete, comitati Prodi. Nel 2003 nacque la Margherita dalla fusione dei Democratici, di Rinnovamento Italiano e del Partito Popolare Italiano. Nel 2007 l’ulteriore semplificazione, con la fusione di Margherita e Ds. In Vda, dove la situazione è del tutto particolare (il 65% dei voti alle regionali va a formazioni esclusivamente locali) vedo con favore un ulteriore passaggio, per inglobare anche la cultura autonomista, semplificare ulteriormente il quadro e fronteggiare il colosso UV con maggior forza e credibilità.

    Infine:
    non mi pare di aver mai censurato interventi di Erika e Giorgio. I loro ultimi interventi mi sono sembrati più preoccupati dell’interesse del PD che di quello generale, con un atteggiamento tipico dei vecchi militanti, che consideravano il Partito come bene supremo. Bisogna uscire da questa logica, pensare meno al proprio orticello e più agli obiettivi alti che vogliamo raggiungere.

  24. Finisco questo polemica perchè non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire…
    Leggi i 2 articoli in prima pagina dell’informazione e vedrai se sono congetture. Io in un partito autonomista non mi riconoscerò mai e se sarò così poco male, avrete una persona in meno.
    In merito all’UV ti chiedo di dirmi quali sono gli atti del segretario e dell’attuale gruppo dirigente del PD che ti fanno pensare che stiamo tornando a casa.
    Leggi le dichiarazioni, le posizioni, le interpellanze. Se poi vuoi che ad ogni riunione dell’assemblea ribadiamo di essere nell’alleanza autonomista progressista proponilo.

  25. Finisco anche io questa polemica prima di divenire come quell’ospite paragonato al pesce che inizia a puzzare. Poi sa, in casa sua si può correre anche il rischio di essere defenestrati 🙂

    Egregio sig.Calì anche io ripropongo l’ultimo suo messaggio e le rispondo:
    ….E secondo lei,
    un segretario di un partito democratico può prendere decisioni che vadano contro la maggioranza del partito stesso?
    Secondo lei può un segretario agire con dei colpi di mano e in tutta autonomia, se prima non ha sentito e conosciuto l’umore della base?
    E sempre secondo lei,
    un segretario democraticamente eletto cosa dovrebbe fare se non operare per il meglio dei suoi iscritti e simpatizzanti, mantenendo il suo partito al vertice nel contesto regionale?
    La mia non è una reazione paranoica, piuttosto la sua sig. Calì è una reazione che io ritengo fuori dai canoni per un responsabile di un partito organizzato quale è lei.
    Se un uomo ritiene di fare parte di un partito organizzato lo deve fare fino in fondo rispettando seppur con critiche e osservazioni anche posizioni non sempre condivise. Questa proposta esterna a cui lei deferentemente si è allineato, almeno a mio parere non può essere partecipata.
    In effetti la situazione politica regionale è bloccatissima
    come lei sottolinea,
    ma non è certo con l’affossamento di un altro partito, il suo, che si può risolvere “Rebus sic stantibus “.
    Quali sarebbero secondo lei
    i provvedimenti da prendere, dal momento che le cose cambiando col passare del tempo, dovranno cambiare anche le decisioni al riguardo?
    E sempre secondo lei
    è già passato tutto questo tempo per valutare che il PD,
    con uno stereotipo, ha già fatto “epoca”? Lei dice : “Quel progetto propone di sciogliere anche Verdi, VdaVive, Renouveau… per arrivare a un soggetto unico, più grande e più forte delle singole forze componenti”.
    Bene, posso essere anche d’accordo, anche se al fiuto di tutti i politicanti regionali è giunto uno strano odore di “bruciato”.
    E allora secondo lei se alcune persone, due nel caso di specie, che appartengono già al PD, le scrivono per dirle che questo soggetto esiste già, e se i signori di VdaVive, di Renouveau o i Verdi principalmente, vogliono entrare in un contenitore unico,
    perché è sbagliato ricordare loro che il suddetto condenitore esiste già?

    Perché tacciarli di adoratori di idoli? La logica di pensare al proprio orticello sarebbe, secondo me, non quella del PD che aspetta a braccia aperte questi movimenti, bensì di qualcun altro che attualmente è in grosse difficoltà di rappresentanza.

    Addio dal solito idolatra

  26. @Erika
    Ti potrei fare un elenco (soprattutto di atti ufficiosi o occulti), ma credo sia meglio lavare i panni sporchi in famiglia.

    @Faustocoppi
    Mi ripeto: nessuno viene defenestrato dal blog, finché resta nei limiti della buona educazione. Ho difeso Ghianda e Bruno perché entrambi avevano avuto l’impressione di non essere graditi, e siccome questo sgradimento non veniva certo da me ma da altri, l’ho fatto notare.

    Vengo ai punti:

    un segretario di un partito democratico può prendere decisioni che vadano contro la maggioranza del partito stesso?
    Secondo lei può un segretario agire con dei colpi di mano e in tutta autonomia, se prima non ha sentito e conosciuto l’umore della base?

    Come e quando sarebbe stato verificato come la pensa la maggioranza del partito? Quando e con quali modalità sarebbe stato sentito “e conosciuto” l’umore della base? Deve essere avvenuto tutto in una notte, mentre dormivo.

    Se un uomo ritiene di fare parte di un partito organizzato lo deve fare fino in fondo rispettando seppur con critiche e osservazioni anche posizioni non sempre condivise.

    Io rispetto tutte le posizioni, ma esprimo il mio parere in libertà, come si fa nei partiti democratici, fino a quando il partito non abbia votato democraticamente una decisione dopo le opportune e libere discussioni negli organismi competenti. Io ho espresso la mia opinione non con dichiarazioni ai giornali ma nel mio blog personale, come voi esprimete la vostra sia qui sia nel vostro forum.
    Quando nei Ds e nella Margherita si discuteva se sciogliersi per confluire nel PD c’erano opinioni a favore e contrarie in entrambi i partiti, con scontri anche aspri, anche sui giornali.

    se i signori di VdaVive, di Renouveau o i Verdi principalmente, vogliono entrare in un contenitore unico, perché è sbagliato ricordare loro che il suddetto condenitore esiste già?

    I signori di Vda Vive e Renouveau non entrerebbero mai nel PD, come noi non entreremmo nei loro partiti. Il contenitore, pertanto, non esiste affatto. Per incontrarsi è necessario fondare un soggetto nuovo.

    Concludo:
    ho parlato di adoratori di idoli perché parlate del PD come se il partito in sé fosse lo scopo di chi l’ha fondato, mentre era e deve essere solo lo strumento con cui proporre agli italiani (ai valdostani) un’alternativa credibile di governo per il paese (la regione).
    Il PD non è un partito valido qualunque politica porti avanti, ma solo se segue la vocazione rinnovatrice per la quale era stato pensato. In caso contrario fallisce miseramente. Del PD in sé mi importa relativamente. A me interessa ristabilire un clima democratico e un’amministrazione virtuosa in Valle d’Aosta. Se il PD valdostano abbandona queste due stelle polari per la sua politica non ha più ragione d’essere.

  27. Caro Vincenzo,
    anche gli strumenti sono importanti. Un cerchio si può fare usando una matita, ma sicuramente si ottiene un risultato migliore con un compasso….e molto probabilmente se si utilizza un righello non si arriverà da nessuna parte!
    Da domani si incontreranno tutti i circoli, fai un giro in queste sedi e cerca di capire il pensiero delle persone!
    Nessuna di esse, o per lo meno quelle che ho sentito io, vuole un ennesimo partito autonomista.
    Non vogliamo chiuderci in queste montagne altrimenti il percorso fatto fino ad oggi sarebbe stata fatica persa.

  28. Non credo tu possa ricordare proprio a me che non si debba “rinchiuderci in queste montagne”.

    Nessuno, tantomeno io, ha mai parlato di un “ennesimo partito autonomista”.

    L’ipotesi riguarda un partito che abbia tra le sue fila anche persone provenienti dalla tradizione autonomista.
    Hai l’esempio del PD, che ha tra le sue fila persone provenienti dalla tradizione cattolica, ma non è affatto un partito cattolico.

    Il giudizio sulle proposte varia moltissimo a seconda del modo con cui le presenti, correttamente o no.

    In ogni caso ripeto per l’ennesima volta che a me non interessa tanto la realizzazione di questo “soggetto politico” (proposto in maniera alquanto pasticciata), quanto una scelta di campo chiara del PD e la costruzione di un’alternativa di governo.

  29. Quindi nulla a che vedere con il documento che chiede un partito unico democratico autonomista…
    Dove, mi sembra di capire, ne io ne te andremmo….

  30. A questo punto credo sia importante chiarire quale sia il concetto di autonomismo.
    Mi sembra molto riduttivo a leggerlo fra le righe non espresse di Erika e nello stesso tempo mi sembra un nodo focale per definire quali siano i ruoli e gli obbiettivi di una qualsiasi forza politica che oggi come oggi voglia porsi come alternativa in una realtà come la nostra

  31. Capita a fagiolo questa dichiarazione di Veltroni sul risultato del Trentino.
    Un moderno autonomismo. Un autonomismo che non grida a Roma e Bruxelles, ma che collabora con queste realtà facendo quindi emergere maggiormente le proprie particolarità.

    Provinciali Trento, Dellai confermato
    Veltroni: “Il clima sta cambiando”
    Lorenzo Dellai
    TRENTO – Il presidente uscente della provincia di Trento Lorenzo Dellai, candidato del centrosinistra sostenuto anche dall’Udc, è stato riconfermato con il 56,99% dei voti. Sergio Divina, lo sfidante della Lega, sostenuto dal centrodestra, si è fermato al 36,51%.

    Per quanto legate al contesto molto particolare rappresentato dalla provincia autonoma di Trento, le elezioni erano considerate comunque entro una certa misura un banco di prova per valutare lo stato di salute delle coalizioni su base nazionale e per questo il risultato è stato salutato con grande soddisfazione dal segretario del Pd Walter Veltroni.

    “Sono un importante segnale di valore nazionale – ha commentato il leader dell’opposizione nazionale – e confermano come anche nel nostro Paese il clima stia cambiando. Il successo ottenuto, innanzitutto, dal presidente Lorenzo Dellai premia una positiva azione di governo ed una personalità di notevole spessore politico e amministrativo. Accanto a questo, il risultato ottenuto dal nostro schieramento, che incarna una nuova e coerente ispirazione riformista e una visione di moderno autonomismo, supera di circa venti punti quello del centrodestra. E’ un dato che deve far riflettere e che si inserisce in un mutato clima politico e sociale dell’Italia nei confronti del governo Berlusconi”.

    “Davvero significativo – ha sottolineato ancora Veltroni – il contributo dato all’affermazione di Dellai dalla stessa Udc. Questo conferma il fatto che parte consistente dell’elettorato moderato guardi con sempre maggiore interesse ad uno schieramento di centrosinistra moderno e credibile. Questo mentre il Pdl è precipitato al 12 per cento, scavalcato anche dalla Lega”.

  32. “una nuova e coerente ispirazione riformista e una visione di moderno autonomismo” sarebbe esattamente l’essenza del partito unico che unisse PD, verdi, Vda Vive e Renouveau. Non l’autonomismo opportunistico e accattone dell’UV, bensì un autonomismo virtuoso, che proponga qualcosa di positivo al paese invece di chiedere sempre nuovi privilegi. Dellai ha già realizzato ciò che si propone qui. Certo lui ha campo più libero vista la mancanza a Trento di un partito di raccolta al centro come l’UV.

    @Erika
    Continui a sfuggire al tema vero: da che parte sta il PD? E’ ancora alleato di Verdi, Vda Vive e Renouveau? Continua a stare da questa parte del campo o qualcuno sta pensando al salto della quaglia e il ritorno allo zerbinaggio?

  33. prevedo il ritorno al zerbinaggio (o la sua continuazione?). le europee e soprattutto le comunali, temo, non ci riserveranno nulla di buono.

  34. Comunque la si veda la proposta di creazione di questa nuova forza che dovrebbe abbracciare le varie forze che sedevano all’ombra dell’albero del galletto è indubbiamente una scossa che viene data all’immobilismo che regna sovrano dalle elezioni.
    A leggere quanto riportato dai vari organi di stampa mi sembra sia stata frettolosamente rimandata ai mittenti da parte un pò di tutti i soggetti politici coinvolti che avrebbero dovuto sedersi assieme per creare il cocktail migliore.
    Mi chiedo in che modo la base, ad esempio del Pd ma lo stesso discorso vale per Vda Vive e per Renouveau abbia avuto modo di esprimersi circa l’argomento.
    Se nessun nome dell’attuale “dirigenza regionale e/o dei candidati alle regionali” fosse fra i firmatari dell’ipotetico progetto io potrei anche capire che la questione avrebbe assunto un altro significato ma siccome questi nomi ci sono mi chiedo: la famosa base, quella che nei momenti importanti cerca di essere sondata e sentita è stata interpellata?
    Da chi, in che modo e in che %?
    Qual’è stata la risposta?

  35. Caro Ghianda,
    da ieri sono partiti gli incontri con tutti i circoli per dare il documento e capire cosa ne pensano, ma le risposte che io ho avuto dal territorio finora parlano di voler partirte con il tesseramento del PD e non di quello del galletto. In merito ai metodi io credo che siano stati poco opportuni. 1. si continua il solito teatrino dei liberi cittadini 2. esistono luoghi dove si poteva discutere questa proposta 3. si spara 100 per ottenere 50.
    Cerco di spiegarmi meglio: Abbiamo un parlamentare che avrebbe potuto e può fare da collante, abbiamo delle pre consiliari composte non solo dagli eletti in Consiglio , ma anche da rappresentanti delle forze che non sono entrate e abbiamo delle segreterie di partito dove sinceramente poteva o forse doveva essere portata la proposta.
    Il problema nasce dal fatto che nessuno ha più il vero rispetto del partito. Eletti e non passano sui giornali o spifferano quanto esce nelle assemblee senza ricordarsi che esiste un codice etico. Ci sono dei diritti, ma anche dei doveri. Si può e si deve criticare, ma si deve lavorare perchè le cose vadano meglio.
    Perchè poi sparare una proposta che si sa già non essere possibile. Il momento più propizio poteva essere il 2006, invece è nato un nuovo partito nell’alleanza RV. Nel congresso DS 2007 si parlava di una simil proposta mentre l’80% dei delegati ha voluto il PARTITO DEMOCRATICO. nel 2007 nasce il PD…
    Perchè non proporre ad esempio dei gruppi di lavoro su 3 o 4 temi?
    In merito a dove sta il PD credo sia piuttosto evidente.
    SIAMO ALL’OPPOSIZIONE!!! Alle europee saremo nel centro sinistra e alle comunali? Spero inanzitutto si distingua Aosta dal resto della Valle, ma non posso darti una risposta visto che dipenderà da questi 2 anni, dipenderà da quello che vorranno le persone che si tesserano, dipenderà dal futuro segretario e dal futuro gruppo dirigente, dagli eventi e dai programmi…
    Posso dirti che io sarò coerente con quanto detto fino ad oggi e quindi non sarò con l’UV, ma naturalmente non posso decidere per gli altri. Tutto questo per concludere dipenderà dalla nostra capacità di lavorare e di convincere più persone che questo progetto ha un senso, che abbiamo una proposta alternativa che non si basa solo sui buoni o cattivi, ma su dei progetti alternativi. Certo buttare bombe nel fiume, uccidere 100 pesci per raccoglierne 2 non serve a nessuno.

  36. Grazie per la risposta erika che mi sembra, seppure in alcune parti non in linea con il mio pensiero, esaustiva.
    Salut.

  37. @Erika

    Solo in Valle d’Aosta si può arrivare a concepire l’idea che la discussione su un tema così debba avvenire nelle segrete stanze dei partiti (“Esistono luoghi”…)

    Riguardo all’ultima parte del tuo commento c’è da trasecolare. Sarebbe come se Veltroni, a chi gli chiedesse qual è la sua idea sulle alleanze del PD (con il PDL o con IDV, con l’UDC o con i comunisti italiani?), rispondesse che dipende da chi sarà il prossimo segretario, il futuro gruppo dirigente…

  38. ma se tu chiedi a Veltroni dove saremo fra due anni dubito che possa risponderti.
    Mi sembra che anche Riccarand è stato con l’UV (con Rollandin presidente). Anche tu se non ricordo male sei stato con loro e sinceramente non mi sembra che allora fossero già l’esempio della trasparenza, quindi se vuoi che ti GIURI ora una cosa che non posso sapere mi dispiace, ma non posso farlo…
    Scusa per il tono, ma questa cosa delle alleanze mi sembra un dibattito talmente sterile che…
    Fatti piuttosto promotore di una proposta di legge che vada a colpire questo sistema. Dicendo agli altri quanto sono brutti e cattivi non si va da nessuna parte. Soprattutto in un momento di crisi come questo, dove chiunque si aggrappa a qualsiasi ancora senza farsi tanti problemi di coscienza….

  39. @Erika
    Veltroni sa bene che fra due anni non saremo con Berlusconi. Siamo l’alternativa al centrodestra. La scelta di campo non è in discussione. Gli elettori lo sanno.
    In ogni caso Veltroni ha le sue opinioni sulle alleanze nel nostro campo (con l’Udc, che da parte sua deve decidere se fare la scelta di campo, con l’Idv e gli altri) e non dice di certo di chiedere lumi al prossimo segretario o al prossimo gruppo dirigente. Al massimo non risponde o dice che ci deve pensare. Sono risposte anche queste, e dicono moltissimo.

    Io non voglio che tu “giuri”. Non sei tu il problema. Voglio che il segretario e l’attuale gruppo dirigente dicano adesso, con chiarezza e senza fumisterie da vecchissima politica, se il PD è schierato con l’Alleanza Autonomista Progressista (come hanno fatto in questi giorni con estrema nettezza tutti gli altri partiti dell’Alleanza).
    Voglio sapere adesso, con chiarezza e senza fumisterie da politicanti, se il Pd inizierà subito a lavorare per costruire una coalizione alternativa all’Uv e ai suoi alleati alle prossime elezioni comunali di Aosta.

    Questo tema delle alleanze non è una cosa di poco conto, e il dibattito non è per nulla sterile. E’ il tema centrale, dal quale discendono tutti gli altri. E lo sai benissimo, visto che fino a poco tempo fa attaccavi con una certa virulenza chi dava segni di voler tornare all’alleanza con l’Uv.

    Migliaia di persone hanno partecipato alle primarie, e hanno votato in maggioranza per Donzel, perché il Pd nasceva come forza politica nuova con il fine di cambiare la politica valdostana. Per uscire da questo sistema bloccato, per avere la possibilità di un’alternativa di governo.
    L’alleanza per il cambiamento è una scelta strategica, una scelta di campo, e il Pd deve essere la guida di questo cambiamento.

    Se adesso, dopo aver parlato per un anno e mezzo (dai tempi del comitato promotore) di modo nuovo di far politica; dopo aver stabilito nella dichiarazione di intenti di Donzel qual era la nostra scelta di campo inequivocabile; dopo aver denunciato anche nel nostro programma per le regionali le degenerazioni del regime al governo e esserci proposti nell’Alleanza Autonomista Progressista in alternativa al regime; se dopo tutto questo oggi, senza neppure un’Assemblea che discutesse di questi temi, qualcuno stesse trattando segretamente (all’insaputa anche di un dirigente del partito come me) un prossimo ritorno all’ovile per le prossime elezioni comunali di Aosta (e chissà, magari già alle europee), sarebbe un fatto gravissimo.

    Il fatto che tu meni il can per l’aia, e che io non riesca a ottenere risposte convincenti su questo punto, mi convince sempre più che stia avvenendo qualcosa per nulla trasparente.

    Anche il tuo accenno ai miei trascorsi di alleato dell’Uv, o a quelli di Riccarand, la dice lunga. E’ qualcosa in più di un lapsus. E’ come dire: sì, stiamo pensando ad allearci all’Uv alle prossime comunali, ma che male c’è? Anche tu sei stato loro alleato…

    E invece c’è molto di male, cara Erika. Se è così, le migliaia di elettori che avevano creduto alla sincerità dei nostri discorsi, alla verità del nuovo modo di fare politica, al ruolo positivo del Pd per costruire una svolta politica virtuosa in Valle d’Aosta, al nostro codice etico, sarano state miseramente ingannate. Chi si macchiasse di questa vomitevole operazione si rivelerebbe persona non meritevole di stima da parte delle persone per bene che avevano creduto alle nostre promesse.

    Vedi Erika, io sono stato alleato dell’Uv (con scarse responsabilità, in quanto non ho mai occupato una sia pur piccola posizione di potere, ma non mi tiro certo indietro). Tre anni e mezzo fa però ho fatto una scelta. Mi sono riproposto, come in verità avevo già fatto anni prima (lista civica Aosta Libera, candidato sindaco mio fratello), di denunciare i guasti e le degenerazioni di questo sistema di potere e di provare a costruire un’alternativa. Poi questa stessa scelta l’hanno fatta anche i Ds, ed è stata confermata anche dal Pd, alla costruzione del quale non avrei partecipato in caso contrario.

    Se adesso qualcuno ha cambiato idea, cosa di per sé del tutto lecita, ha il dovere di comunicarlo trasparentemente e onestamente al’opinione pubblica, che poi giudicherà. E’ inamissibile che una scelta del genere sia effettuata in modo occulto, ingannando iscritti, simpatizzanti ed elettori.

    Per iscrivermi a un partito, prima voglio sapere in che direzione va.

  40. Trovare chi non è stato alleato a diversi livelli dell’UV credo sia difficile a meno che non siano giovani leve che sono entrate di recente o si affaccino ora nella frastagliata scena politica valdostana.
    L’UV negli ultimi 20 anni ha bene o male permeato tutto il sistema politico nostrano abbandonando proporzionalmente i suoi valori etici e fondativi man man che la sua forza elettorale cresceva.
    Alcuni importanti personaggi hanno preferito operare uno strappo deciso piuttosto che provare a raddrizzare un albero che avendo un fusto troppo grande sarebbe stato impossibile a raddrizzare.
    Le voci critiche descrivono tale comportamento come opportunismo avendo alcuni di questi personaggi completato il ciclo dei 3 mandati e quindi impossibilitati a sedere là dove aspiravano sedere.
    Della serie se rimani al tuo posto sei complice, se te ne vai sei un opportunista.
    La sinistra si è sgretolata in mille rivoli inconsistenti e la nascita del Pd in Valle d’Aosta è stata cosa diversa dal resto dell’Italia perchè la creazione di questa nuova casa della sinistra è stata costruita in Via dello Sconosciuto nel Paese Senzanome.
    Ha conquistato forse alcuni giovani perchè ai giovani, comunque sia, piace l’idea di appartenere a qualcosa di nuovo a cui collaborare.
    Ha mantenuto una parte degli inossidabili compagni che ormai giunti ad un’età troppo avanzata per partecipare preferiscono trangugiare i bocconi che vengono loro serviti senza farsi troppe domande.
    Ha attratto alcuni cattolici che ormai si trovano in balìa di un mondo che sembra averli esclusi perchè li vede come i principali colpevoli dei disastri avvenuti in quella che si definisce prima repubblica.
    Ha perso molti cittadini della classe media che si trovano nella media età.
    I medi.
    Quello dei medi è un “popolo” relativamente numeroso, disorientato perchè reduce di un sistema che non esiste più e che in realtà non gli è mai piaciuto ma privi dell’energia necessaria per l’impegno in prima persona per la creazione di uno nuovo e scettici un pò su tutto quanto accade.
    Esigente ma pigro, critico ma assente.
    Io non conosco naturalmente la ricetta che potrà decretare in futuro l’affermazione del Pd, come non sò quale affermazione potrebbe avere un nuovo partito che conglobi Pd e Forze Autonomiste ma ho comunque dubbi che allo stato attuale delle cose, salvo grossi passi falsi dell’UV, la situazione possa cambiare in modo significativo.
    Serve uno scossone significativo nei nomi e nei modi questo è certo.

  41. L’UV è molto ben radicata sul territorio e solo lavorando su proposte di legge concrete si potrà tornare ad una vera democrazia.
    Diamo spazio al merito, pianifichiamo e progettiamo, ma facciamo anche dell’autocritica. Solo così ci potrà esser un’alternativa.
    Non importa poi se a governare saranno loro. L’importante è riuscire a far muovere questa Valle ingessata…
    Sulla classe media, quella che continua a smenarcela sulle grandi battaglie del 68, della caduta del muro di Berlino …ho seri rancori.
    Continuano a dirci quanto hanno lottato, ma adesso stanno abbandonando noi “giovani” e si stanno allineando o disinteressando.
    Come potrai vedere da le pagine de La Stampa di oggi gli scossoni ci sono, naturalmente vengono poi interpretati come scontri nel momento in cui come il bostic siamo attaccati ad una sedia e abbiamo paura. Insomma, largo ai giovani e ai meritevoli, ma poi se mi si tocca…

    In merito alla tua tessera, fai tu…io credo che se parti dall’idea che o la si pensa come te o nulla non potrai mai iscriverti a nessun partito, a meno che non sia un partito unico.
    In ogni gruppo esistono maggioranze e minoranze, in ogni gruppo esistono idee condivise e non…sta a noi, gruppo dirigente, cercare di spiegare qual’è la nostra idea e se la maggioranza vorrà altro capire perchè. Come dici tu sulle alleanze anche Veltroni non può dire cosa succederà….e non è giusto che lo faccia lui.
    Lui è il Segreterio di D’alema , quanto di Finocchiaro e democraticamente sarà la base a decidere qual’è l’idea che prevale…
    Ognuno di noi può rispondere del proprio pensiero. Io come te non sono per andare alle comunali con l’UV, ma sinceramente vorrei capire quali sono gli altri progetti….
    Ad esempio dalla serata di ieri mi è sembrato di capire qualcuno vedeva positivamente per la città di Aosta il turismo della quiete. Sinceramente io vedrei molto meglio una pianificazione delle iniziative e una sinergia con i commercianti. Hai notato a Firenze che ogni piazzetta aveva dei ragazzi con la chitarra, piuttosto che con l’arpa a suonare? Ebbene, non erano pagati dal Comune, ma dagli esercenti della piazzetta… Un pò come quello che avviene in Viale Conte Crotti ad esempio….
    Avremo modo di parlarne nel nostro circolo.

  42. @ Vincenzo e ghianda,

    Anch’io vorrei morire “in una regione libera, governata democraticamente da gente per bene, possibilmente con trascorsi e storia democratica e magari di sinistra, aggiungo io”. I miei genitori mi hanno consegnato un Paese decisamente migliore di quello che avevano avuto in eredità dai loro padri e mi piacerebbe riuscire a fare altrettanto nei confronti dei miei nipoti.
    Voi la pensate in modo un pò diverso e non c’è niente di male in questo. Siamo tutti grandi e vaccinati e soprattutto liberi. Tutti noi sogniamo una vita migliore in cui le risorse siano distribuite in modo più equo e le nostre strade siano destinate ad intrecciarsi con quelle di altri uomini che si credono liberi, ma non lo sono.

    Non conosco appieno il temperamento e la cultura del popolo valdostano. Io arrivo qui dall’Italia, e quando anche voi avrete occasione di ritornare in Italia, penso per godervi serenamente la sensazione di un Paese più omogeneo, troverete invece un Paese impoverito, impaurito, più chiuso ed egoista di quello che anche io avevo lasciato quarantacinque anni fa.
    Anche in Valle d’Aosta, seppur con aspetti meno tragici, la maggioranza della gente, anche di quella che una volta era la “nostra” gente, di fronte all’inconsistenza di un’area – che io chiamo liberal – e di una certa sinistra, ha riposto le sue speranze in un partito dove oggi un Rollandin non fa altro che proporre immagini berlusconiane. Credetemi, con questa gente occorre dialogare presentandoci con un’idea di futuro credibile per la quale valga la pena investire energie e speranze.

    La rissa aperta, altro che dialogo, in questi giorni in questo blog, serve soltanto a mettere queste persone sulla difensiva, a incancrenire le posizioni e a non introdurre nelle loro teste il tarlo del dubbio sullo sbaglio che hanno fatto ad affidarsi all’attuale potere. Le fumisterie politiche, come le chiamate, possono travalicare alcune vostre impressioni, ma è necessario come dicevo altrove consolidare le teste di ponte che abbiamo conquistate. Questo non vuol dire affatto essere fermi sulle scelte (doverose e che fin qui sono state fatte), ma anteporre l’interesse della gente e dei ceti sociali che intendiamo tutelare, a quelli di partito. E dunque questo significa ripartire da un punto saldo e consolidato. Voi intendete cosa possa essere una maggioranza di partito che possa lavorare “step by step” e successivamente puntare a traguardi più lontani e ambiziosi?

    Ebbene che dire dello strazio del cabaret dei sopravissuti, come io chiamo l’attuale rappresentanza del mondo politico che si coalizza in opposizione al Pd? Vecchie facce che danno aria ai denti per dimostrare di essere in vita. Litanie logorroiche, insulse e stantie sull’autonomismo, spesso fatte davanti a volti annoiati di militanti più anziani di me. Ecco perché è difficile trovare chi non è stato alleato a diversi livelli dell’UV a meno che non siano giovani leve che sono entrate di recente o si affaccino ora nella frastagliata scena politica valdostana. Proprio così ghianda esattamente per questo motivo che noi andiamo orgogliosi di quei giovani del Pd così tanto bistrattati da voi.

    Io dalla nascita del Pd in Valle d’Aosta, mi godo lo spettacolo delle arrampicate “sugli specchi” in difesa della vecchia classe politica. E vi assicuro che i vecchi compagni che non vogliono trangugiare i bocconi che gli vengono serviti, hanno diverse alternative al loro supposto accantonamento. Dopo quella di trovare altre strade, autonomamente, è quella di continuare a fare fronda come in effetti stanno facendo. Tanto non sanno fare più altro! Mi sto godendo, come dicevo, tutto questo con sentimento doppio. La maligna goduria di aver fatto bene ad avere cattivi pensieri sulla sorte di altri progetti politici, “cosiddetti nuovi”, e l’angoscia di vedere sparire un mondo nel quale anch’io ho creduto.

    Poi mi dico: Forse la ruota della storia ha già cominciato a girare nel senso opposto. E tutti i superbi califfi valdostani bianchi, rossi, verdi, rossoneri, non se ne sono accorti. Come quel cavaliere che nella favola continuava a combattere senza accorgersi di essere già morto. Ma noi siamo magnanimi e generosi e offriremo come sempre abbiamo fatto l’onore delle armi.

    Ps. I pistolotti filosofici sull’identità, sulle recriminazioni, sulle sfaccettature socio-politiche, sulla ricostruzione storica del percorso ecc. una volta definite dovremmo veramente lasciarle da parte. Tutti.

  43. x Giorgio
    Hai scritto un bel post.
    Alcune note però :
    “Proprio così ghianda esattamente per questo motivo che noi andiamo orgogliosi di quei giovani del Pd così tanto bistrattati da voi.”

    Bistrattati? E chi l’ha detto? E poi quel voi che significa?
    Guarda che le riflessioni che faccio sono da uomo della strada e ti posso garantire che sono fuori da ogni gioco o sottogioco politico governante, super pensante extra pesante e sempre presente.

    Circa i vecchi compagni non era riferito a quelli della dirigenza ma ai vecchi compagni tout court in generale.

    Stai allegro. Ciao.

  44. x ghianda

    Felice di avere superato l’esame! 🙂
    La mia vita è stata sempre un continuo susseguirsi di esami, credo quasi tutti affrontati con successo. Non ultimo l’approdo ad una stato personale di grazia nel notare che molti hanno nel cuore il desiderio di lottare assieme, ma anche di trovare persone diverse da loro con cui farlo. L’importante è che non si chieda da dove si viene, ma volere soltanto comprendere dove si sta andando, come ci si sta andando, ma soprattutto assicurarsi, evitando di chiedere le analisi del sangue, con chi. Farsi fare delle domande, farsi chiedere che cosa ci può aver mosso a fare questo passo e se si intende proseguire su questa strada…questo è l’interesse fondamentale che mi muove.

    Vorrei farmi scrutare con lo sguardo attento dell’amicizia, e non della diffidenza come leggo fra le tue righe. Troppe permalosità sono emerse in questi ultimi approcci, tante e così evidenti da farmi pentire di avervi scritto.

    I giovani, caro ghianda! I giovani che lavorano al Pd dalla mattina sino a tarda sera, e confesso che non avrei voluto più occuparmi di loro, sono bistrattati perché vengono ancora trattati come fai tu, esattamente come hanno sempre fatto le persone adulte che vedono in loro solo la forza della giovinezza da utilizzare senza dare loro mai il credito dovuto, la giusta mercede, la giusta riconoscenza.

    Confesso, la mia distanza da loro è ormai troppo grande, causa la mia età, ma quelli che conosco io sono tutti volontari, tutti ragazzi che spassionatamente svolgono le loro mansioni: Una calma forza tranquilla, non rivoluzionaria, paziente e anche per questo vinceranno. Spero che continuino così sempre più forti, distaccati dalle sirene della politica scialacquatrice, lontani da questa società valdostana nevrotica che non crede più in niente, distanti da progetti accattoni che affannosamente vanno cercando una ben misera visibilità personale.

  45. Pingback: Parole chiare (2) « Il blog di Vincenzo Calì

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