Parole chiare

Alberto Chatrian, segretario di Renouveau Valdôtain, nella sua intervista a Enrico Martinet ha detto parole chiare: “La «rivoluzione culturale» è quella di analizzare «i guasti del sistema attuale» e di «individuarne uno nuovo»“.
E più avanti, dopo essersi detto a favore del partito unico proposto dai 32, considerato però non ancora maturo: “noi insistiamo, ci vuole subito un rilancio dell’alleanza progressista-autonomista“.

Parole che mi sarebbe piaciuto sentire dal segretario del PD.

Il PD valdostano ha senso solo se si mette alla testa del processo di rinnovamento della politica valdostana, proponendo un’alternativa al sistema di potere attuale. Se si rinchiude in sé stesso o se, ancora peggio, si fa tentare da farseschi ritorni all’indietro, avrà fallito la sua missione.

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28 pensieri su “Parole chiare

  1. Giù la testa:
    Richiamo il post :
    La «rivoluzione culturale» è quella di analizzare «i guasti del sistema attuale» e di «individuarne uno nuovo»“.

    E richiamo un articolo di ieri:

    “Approvato all’unanimità il bilancio del Consiglio Valle

    Pareggia a 21.893.000 euro il bilancio di previsione 2009 del Consiglio regionale della Valle d’Aosta. Sulla gestione delle risorse e sulle spese tutti d’accordo: il documento è stato approvato dall’Assemblea all’unanimità. Dai banchi si è levato un solo commento, quello di Alberto Bertin (VdA Vive/Rv), che invita a contenere le spese «in particolare in materia di eventi e patrocini».

    Il documento prevede 17,5 milioni di euro per entrate e spese effettive e 4,4 milioni per partite di giro. “In particolare – evidenzia la nota che lo accompagna – si segnala che la richiesta di assegnazione fondi a carico del bilancio della Regione si attesta sui 14.727.500,00 Euro”.

    Tra le voci di spesa effettiva, le più consistenti sono: le indennità di carica, di funzione, diaria e spese per premi assicurativi per i componenti del Consiglio regionale (5 milioni); il trattamento economico a tutto il personale del Consiglio regionale (2,8 milioni) con relativi oneri fiscali e contributivi (1,2 milioni) ed i contributi all’Istituto dell’assegno vitalizio (1,3 milioni).

    Tra le entrate, oltre all’assegnazione dei fondi a carico del bilancio regionale, è conteggiato un avanzo di amministrazione superiore ai due milioni di euro.

    Com’era quella questione del predicare e del razzolare?

  2. Già, il PD deve mettersi alla testa di quel processo di rinnovamento mentre di riferimenti nazionali in quel documento non se ne parla.
    Si parla di partito unico, mentre bastava chiedere nelle pre consigliari, al deputato o alle segreterie di partito di formare dei gruppi di lavoro, se la volontà era semplicemente quella di poter contare.
    Non c’è mezzo intervento in consiglio regionale sulle politiche future dove si vedono i gruppi all’opposizione lavorare contro o non seguire il programma presentato a maggio.
    Inoltre il nostro partito sta avviando il tesseramento e giustamente la scelta dell’assemblea è stata quella di portare il documento nei circoli per sentire cosa ne pensa la base.
    Oggi saremo alla seconda riunione quindi….
    per quello che riguarda l’articolo di ghianda “Approvato all’unanimità il bilancio del Consiglio Valle” ti invito a leggerlo… Lo approverei anch’io! Il problema sta nel fatto che si stanziano soldi per la ricerca che poi non vengono utilizzati, per le industrie che chiudono…e soprattutto non c’è una prospettiva futura.
    interpell turismo invernale – risposta “stiamo predisponendo un piano”
    interpell passaggio di competenze dei tetti in lose – risposta “stiamo valutando”
    interpell formazione – risposta “è un settore da potenziare, vedremo come…”
    Ecco che nonostante le grandi risorse, anche investite bene, le idee non ci sono e quindi diversi capitoli non verranno nemmeno toccati….

  3. Retifico parte di quanto detto sopra…
    Si parlava semplicemente del bilancio del Consiglio ed è sempre stato votato all’unanimità. Più che feste ed eventi…
    Bello vedere che lui ne avrebbe messi di meno. Sarebbe anche bello capire dove avrebbe messo quei soldi. Le voci sono veramente poche, ma forse bruno ha qualche idea in più…

  4. Vendola fonda la Sinistra
    “Addio Rifondazione”. Nichi Vendola, il governatore della Puglia, fonda la ‘Sinistra’. Venerdì, nel giorno dell’anniversario della presa del Palazzo d’Inverno, l’annuncio, il 13 dicembre il battesimo della nuova formazione della ‘sinistra senza aggettivi’, che punta all’alleanza con gli ex Ds.

    Pronta una carta d’intenti firmata da intellettuali. Pronta anche la campagna per il tesseramento sul territorio, anzi in molte parti – Puglia, Toscana, Liguria – è già iniziata.

    Alleanza…non fusione

  5. @Giorgio
    Nessuno ha proposto la fusione con Rifondazione, quindi non c’entra nulla.

    Mi ha scritto Dario Carmassi, autore di un’interessante lettera sulla Stampa qualche giorno fa.

    “Ti invio un estratto dei principi e dello statuto del PSC, Socialisti Catalani. A mio parere non dobbiamo inventare l’acqua calda, se al testo sotto riportato sostituisci valdostano a catalano e italiano a spagnolo direi che c’è già tutto”.

    Dai principi e dallo statuto del PSC-PSOE

    Somos catalanistas porque queremos la libertad y el autogobierno

    de Catalunya para construir una sociedad abierta, avanzada,

    inclusiva, capaz de unir en un mismo proyecto a personas de procedencia

    diversa. Afirmamos nuestra realidad nacional, cultural y

    lingüística, plural y dinámica, que ratifica su compromiso cotidiano

    con la lengua y la cultura catalanas. Un compromiso plenamente

    compatible con el respeto a la lengua castellana que forma parte

    también de nuestro patrimonio cultural.

    Somos federalistas porque queremos promover un proyecto compartido

    entre los pueblos de España a partir del respeto a la realidad

    plurinacional, pluricultural y plurilingüe del Estado.

    Somos municipalistas porque nuestro proyecto, que es radicalmente

    democrático, promueve la aplicación de los principios de proximidad

    y subsidiariedad en favor de unos poderes locales fuertes y

    eficaces en la defensa del progreso, la calidad de vida y los intereses

    de sus poblaciones.

    Somos europeístas porque perseguimos la construcción de una Europa

    unida políticamente que impulse un modelo social que ofrezca

    oportunidades y cohesión en el mundo de la globalización. Una Europa

    que sea un factor de paz y desarrollo en el mundo y que impulse

    mecanismos de gobernabilidad y regulación mundiales capaces

    de limitar los estragos de un capitalismo desregulado que genera

    desigualdades crecientes y dilapida los recursos del planeta.

    El proyecto de los y de las socialistas de Catalunya, de vocación

    mayoritaria, se caracteriza por la voluntad de gobernar nuestro país

    con eficacia y rigor para hacer una Catalunya más libre, más próspera,

    y más justa. Un proyecto con la voluntad de convertirse en el

    marco central de referencia del catalanismo. Un proyecto que afirma

    que Catalunya debe poder ejercer plenamente su autogobierno

    en el marco de un Estado federal y de una Europa unida.

    El Partit dels Socialistes de Catalunya (PSC-PSOE), en virtud de

    su soberanía, decide su participación en los órganos decisorios y

    representativos comunes con el PSOE, y comparte el proyecto político

    del Partido de los Socialistas Europeos (PSE) y de la Internacional

    Socialista.

  6. anche Sandri, in un editoriale, ha espresso “parole chiare” su Le Travail, di cui è direttore: non è ancora il giornalino ufficiale dei PD, ma credo che aspiri a diventarlo, e comunque si spaccia un po’ per tale.
    Si è schierato nettamente non per la creazione di un’alternativa, ma per la perpetuazione dei “différents niveaux”, creatura dell’UV e funzionale esclusivamente ai suoi interessi di perpetuazione del potere, nel modo che conosciamo.
    Eppure il PD, o meglio la sua attuale dirigenza, non ha reagito, come invece adesso sta reagendo, di fronte ad una proposta (partito unico o alleanza, non importa) che invece, almeno nella sostanza, se non nella forma e nei tempi e modi con cui è stata proposta, dovrebbe abbracciare immediatamente come proposta strategica.
    Sono cose che fanno pensare.

  7. @ Vincenzo

    Ho letto con piacere e soddisfazione quanto espresso nello statuto del PSC, Socialisti Catalani, ma non mi è chiara una cosa e ti prego di rispondermi. L‘estratto dei principi dello statuto del PSC-PSOE sei tu che me lo proponi o è Dario Carmassi che te lo ha inviato e proposto? Ho fatto comunque un giro di letture e ho trovato anche questo:

    « Lo Statuto Catalano forgia un più radicale approccio ideologico di matrice nazionalista alla tematica dell’autonomia, i cui tratti salienti possono essere considerati la natura statuale o parastatuale della Catalogna; la reviviscenza di categorie giuridiche precedenti, lo stesso Stato costituzionale con cui si cerca di trovare ragioni che giustifichino ulteriori estensioni dell’autonomia catalana; l’implementazione di un lessico “comunitarian”, di matrice identitaria. Per dirla con Taylor, la Catalogna compie senza dubbio, con questo Statuto, un passo importante nella propria battaglia per il “riconoscimento” come “comunità” con proprie caratteristiche da parte dello Stato centrale.

    Va sin da ora rilevato un fondamentale difetto dello Statuto catalano che, almeno in parte, ne attenua la portata rivoluzionaria: in molte sue parti il testo è, infatti, inapplicabile e non solo perchè naturalmente deve essere sviluppato e attuato da leggi regionali, ma per il fatto che molte norme necessitano che anche la legislazione statale sul punto venga riformata, per cui se lo Stato centrale non agirà in tal senso il testo statutario resterà in gran parte lettera morta.

    Molte disposizioni impongono, infatti, obblighi di facere allo Stato centrale – ad esempio in tema di potere giudiziario, di accesso della Catalogna alla nomina del Tribunale costituzionale, di partecipazione alle sedute del Consiglio dei Ministri europeo – ma non essendo questi coercibili, il tutto è affidato a future lotte politiche per ottenere, paradossalmente, un adattamento di altre leggi organiche allo Statuto. A causa di questo carattere di molte disposizioni, è facile trovare nella dottrina spagnola posizioni antitetiche tra chi giudica lo Statuto come un testo rivoluzionario e chi invece lo vede come una norma mal scritta e incompleta. Nonostante ciò, è comunque indiscutibile l’avanzamento che lo Statuto comporta per l’autonomia catalana.

    Non a caso, l’approvazione dello stesso ha avuto un iter travagliato, riaprendo in Spagna il cleavage nazionalista ».

    E io dico… e in Italia quali sono oggi, dopo anni di transizione, le fratture socio-politiche che strutturano il sistema politico italiano e dunque le difficoltà che ancora incontriamo? Le condizioni che ne stanno determinando l’assestamento sono sufficientemente stabili da assicurare che la riaggregazione dei partiti in schieramenti possa considerarsi duratura?
    Esistono soltanto fratture lungo le quali si delinea la contrapposizione fra schieramenti (centro-destra e centro-sinistra) o assumono rilievo anche altre fratture, più direttamente come quelle dell’autonomismo spinto, del bilinguismo, del revanchismo?
    In che misura, questi tipi di fratture risentono e insistono nel procurare continue e dannose divisioni tra le popolazioni visto che ancora oggi non si riesce a trovare un’evoluzione positiva al “cleavage” politico che ha contraddistinto in Italia la storia repubblicana, quella cattolica e quella socialcomunista?

    A parte tutto questo sono contento che anche la Margherita ora guardi di buon occhio il PSOE e soprattutto a quello Europeo dove mai dico mai la componente margheritina del Pd sarebbe confluita.

  8. Caro Bruno,

    è Le Travail e non il Pd con la sua attuale dirigenza, a dover chiarire con i suoi lettori ex Gv-Ds alcune cose. Perché è a loro che il direttore Giovanni Sandri si rivolge e che chiama a raccolta per un salvataggio incomprensibile ai più, visto che oggi questi lettori-elettori sono in massima parte facenti parte del Pd. E’ a quel particolare settore che tuttora ci si continua furbescamente a indirizzare …quel settore che Giovanni crede di poter ancora gestire politicamente. E’ un’operazione chiara, palese, e da tempo individuata perché tramite la conclusione di questa, si mira ad avere ancora il controllo anche mediatico del Pd. Non solo, ma come scrive La Stampa, l’arrivo di certi finanziamenti darebbero ulteriore ossigeno al settore ex Gv, duro a mollare il bastone del comando.

    E’ da qui che dovrebbe ripartire l’assalto alla diligenza dell’attuale segreteria , chiamando a raccolta i soliti delusi e scontenti che si sentono emarginati dal nuovo corso. Le Travail è un quindicinale che non aspira a diventare né tanto meno si spaccia a diventare il giornale ufficiale del Pd, perchè non lo è mai stato sotto la direzione Sandri, che anzi lo ha sempre boicottato, al punto tale che la denominazione “giornale ufficiale di…” e sparita e sotto la testata, oggi è indicato solo http://www.partitodemocratico-vda.it. E’ un foglio di attualità e di politica fondato da Giulio Dolchi nel 1948 e basta. E’ un foglio dove generalmente passa l’indirizzo politico dell’attuale direttore. Siamo sempre stati indipendenti dice Sandri, beh se lo dice lui!

    Dicevo di un salvataggio incomprensibile, perché noi tutti sappiamo che la volontà di coloro che hanno in mano la gestione del quindicinale è quella di non mollare su nulla o quasi. E’ chiaro e comprensibile che se un giornale deve diventare l’organo ufficiale di un partito, la prima cosa da fare per la sua classe dirigente è quella di avere un nuovo direttore che almeno condivida la linea politica della maggioranza del partito e dunque del segretario. Non si può sempre tenere aperti artificialmente mille fronti e lasciarli aperti solo per cercare di indebolire il contendente. E’ necessario, affinché la cosa sia definibile, che anche la controparte si comporti in maniera responsabile guardando all’interesse generale del partito e dei suoi simpatizzanti.

    Ora, come pacatamente dice Donzel le soluzioni ci sono. O si giunge ad un accordo con il soggetto giuridico dell’ex Ds-Gv o si giunge ad un accordo con i fratelli Calì e la testata del Cittadino, o si perde un anno di finanziamenti e si fa un gornale nuovo, sganciato da ogni laccio e lacciolo. Abbiamo dei bravi giornalisti all’interno del Pd, abbiamo già Vincenzo che è stato il direttore del suo giornale, e abbiamo anche giornalisti televisivi non Rai, se ti fa piacere saperlo. E poi di gente come noi che abbiano voglia di scrivere, di esporre problemi seri e sentiti dalla gente, il nuovo giornale nè troverà sempre. Anche senza pagare l’onorario alla casta dei giornalisti.

  9. Ho letto con piacere e soddisfazione quanto espresso nello statuto del PSC, Socialisti Catalani, ma non mi è chiara una cosa e ti prego di rispondermi. L‘estratto dei principi dello statuto del PSC-PSOE sei tu che me lo proponi o è Dario Carmassi che te lo ha inviato e proposto?
    giorgio bruscia

    Mi ha scritto Dario Carmassi, autore di un’interessante lettera sulla Stampa qualche giorno fa.
    “Ti invio un estratto dei principi e dello statuto del PSC, Socialisti Catalani. A mio parere non dobbiamo inventare l’acqua calda, se al testo sotto riportato sostituisci valdostano a catalano e italiano a spagnolo direi che c’è già tutto
    vincenzocali

    …………..?
    dario m. carmassi

    Dai principi e dallo statuto del PSC-PSOE
    dario m. carmassi

    Lo Statuto Catalano ……..
    giorgio bruscia

    Non voglio innescare ulteriori polemiche né tanto meno intromettermi nel focoso dibattito interno del PD.

    Vincenzo ha ritenuto opportuno e utile pubblicare la mia email a lui diretta, invitandomi a contribuire al confronto che si innescato con il documento dei 32.

    Ho qualche difficoltà però a comprenderne lo svolgimento, confesso la mia insufficienza evidente, da esterno.
    Ho difficoltà soprattutto quando si risponde senza aver letto e capito che si parla di mele e non di patate ma, lo ripeto, è un’evidente mia inadeguatezza.

    Riportavo il testo del PSC come esempio che quanto proposto dai 32 non è una roba caduta dal cielo, una utopia senza capo né coda. Era un esempio, e se ne possono fare altri, di soggetto politico autonomo, legato ad un determinato territorio ed ad una determinata realtà culturale e linguistica, collegato ad un altro soggetto nazionale, che non interviene su quel territorio, ed europeo. Combinazione il soggetto politico in questione è anche dell’area politica di sinistra o progressista o democratica che dir si voglia.

    Non ho riportato lo statuto della regione catalana e le conseguenti problematiche “istituzionali” , tra l’altro, per chi non lo sapesse, anche da noi c’è la necessità di norme di attuazione per coordinare leggi regionali a al quadro legislativo nazionale.

    Infine spero per l’ultima volta, mi rivolgo ad Erika, vorrei smentire ufficialmente la leggenda che in VdaVive si sia mai discusso e tanto meno votato su una possibile adesione al PD. E’ falso!
    Alcuni di noi hanno riflettuto sulla nascita del PD, io in particolare ho sempre affermato e scritto che in Valle si sarebbe dovuto fare una operazione divera più collegata alla nostra realtà e non limitarsi a trascrivere i documenti nazionali.
    Queste affermazioni avevano già suscitato dibattito in altri forum in una fase delicata di formazione del PD ed io pur avendolo seguito ho sempre ritenuto inopportuno intervenire visto il carattere “interno” del confronto.

    Spero veramente di non aver buttato benzina sul fuoco, ma mi sono sentito tirato per la giacchetta.
    Scusate per l’invadenza.
    Un saluto a tutti
    Dario

  10. Grazie per la precisazione.
    In merito al PD abbiamo votato all’unanimità il mantenimento di Le Travail se sarà possibile, e quindi non vedo dove sta lo scontro…se poi ci si diverte a trovarlo bene facciano pure lor Signori.
    Vedo oltretutto che ci si diverte a seminar zizzania e sinceramente non posso che dire che queste persone mi fanno pena. Invito poi a leggere a chi appartiene quel giornale ora. DS-GV e danno spazio a me quanto a te Dario (anzi mi sembra sia apparso un tuo documento)…quindi prendiamo per quello che è e non per il giornale del PD.
    Dico questo perchè ho visto un’intera prima pagina dell’Informazione che parla degli articoli di Sandri come se fossero decisioni del PD e sinceramente credo ci sia della mala fede. Vogliamo combattere questo sistema o il problema è il PD?
    Su questo e altri giornali dell’AAP si riesce poi anche a contestare l’intitolazione del mio circolo a Mafrica o il modo in cui è stata fatta. Ma con che coraggio possono decidere per gli altri? Con che coraggio possono decidere se era un buono o un cattivo? E soprattutto quanta cattiveria…

    Per quello che riguarda la votazione, questo avevo sentito e con piacere apprendo che non è vero e sinceramente di questo avevamo già dibattuto dopo la tua uscita sulla Laterne Magique dove volevi far intravedere in Vda Vive le Parti Democratique, ma è piuttosto evidente che non è così.
    Il non riconoscersi in un progetto nazionale e far riferimento semplicemente ad un’ area politica di sinistra o progressista o democratica che può spaziare da Rifondazione, i Verdi, l’IDV, il PD…è chiaro.
    Peccato che non si fanno i conti con la realtà. Sempre di più lo Stato chiede il contenimento della spesa (vd Legge Brunetta e Decreto Gelmini), l’Europa chiede di rientrare nel patto di Stabilità e il federalismo di partecipare ai fondi perequativi…. Come vedi non siamo più un’isola fecile che nulla ha a che vedere con il resto del mondo, ma siamo una Regione montana con tante problematiche che appartiene all’Italia, all’Europa…e vista la sua particolarità deve cercare soluzioni ancora più innovative e prima si renderà conto di appartenere a questo mondo prima rialzerà la testa.

    Scusate lo sfogo, ma sentire continuamente critiche su critiche, sparate senza aver analizzato le situazioni e nemmeno una proposta mi fa capire che forse sono inadeguata, ma ahime sono una combattiva di natura e ho troppo voglia di costruire. In più credo di avere nel mio DNA impressi valori come la solidarietà, l’uguaglianza e la pace e quindi certi atteggiamenti per me sono incomprensibili e sinceramente se si vuole in continuazione dare spazio alla scontro si faccia..

  11. Serve forse un Rollandin per la sinistra in Valle ?
    Serve una figura che sappia amalgamare gli ingredienti per farne uscire un piatto dal sapore tipico?
    Non è facile.
    In caso contrario rimarranno ingredienti, forse buoni, ma mai piatti finiti.
    C’è da trovare una figura carismatica che sappia portare le forze di opposizione fuori dal pantano.
    Che sappia dare una voce comune voce alla frammentazione; che sappia coniugare elementi eterogenei ma che vedono e credono in un disegno comune.
    So già che si leveranno cori inorriditi che vedono nell’esaltazione del personalismo un pericolo per la pluralità.
    Credo però sia l’unico sistema là dove la pluralità fino ad oggi ci ha portato ad una frammentazione senza risultati concreti.
    I punti di incontro in fondo si basano su una decina di punti confluenti che vanno messi come capisaldo per il nostro presente e per il nostro futuro.
    Finchè però la corsa verso l’obbiettivo comune viene fatta in modo convulso da forze che seguono strade separate non si approderà a nulla limitandosi a strappare consensi a forze già alternative al sistema attuale.
    Abbiamo bisogno di una guida perchè siamo piantati in mezzo alla parete e non sappiamo come andare avanti.

  12. Erika non compiangerti, non abbatterti, continua così, c’è sempre chi lavora per il Re di Prussia e che cerca di insinuare dubbi sull’operato della nuova classe dirigente del PD.
    Come dici tu seminano zizzania. Io invece apprendo con vivo dispiacere la precisazione di Carmassi là dove dice che la possibile adesione di VdaVive al PD sia un falso e che sia… niente pò pò di meno che diventata una leggenda, magari anche metropolitana. Io, fossi in lui non sarei così determinato e tassativo.
    A proposito erika, guarda che sta succedendo in Rai, dove questo Villari non si dimette neanche sotto tortura.
    Ma gli sta bene al PD nazionale (cribbio).
    Così imparano a imbarcare cani e porci, gente che potrebbe stare ovunque purché gli sia garantito un buon emolumento.
    Poi vanno a cercare le prostitute per strada, guardassero in parlamento!
    Questo è il problema, in Italia, ma è anche il problema in Valle d’Aosta, del partito “aperto”, senza “ideale” comune, inclusivo, del ma-anchismo che si cerca di formare a qualunque costo…
    Così facendo si rischia di farlo diventare il partito dei furbi, quelli “buoni”, che cercano di distinguersi senza successo dai “furbi” cattivi, un pò più spregiudicati ma almeno non ipocriti.
    Noi, qui in questa regione, non abbiamo necessità di andare al governo a tutti i costi, e subito. Non ci saranno le condizioni per anni e anni, anzi il governo attuale ha dimostrato di avere bisogno di un’opposizione forte.
    Si tratta di fare opposizione e mantenere il punto, oppure accettare la prevaricazione. Ma come dice Vincenzo, mai essere gli zerbini o prepararsi allo zerbinaggio ed io concludo: Zerbini di nessuno, però.
    Non ci sono mediazioni possibili nel merito.
    Se il PD molla su questo non assolve al mandato di chi lo ha votato, me compreso.

  13. Caro ghianda,
    ti rispondo, ma ti prego non tenere il broncio, altrimenti Vincenzo mi sgrida e dice di stare bravo!

    Ancora una volta, come già molte altre devo ripetere un concetto, come spesso mi capita, quando sto dialogando con un compagno che non è mai d’accordo su nulla: «Tante belle parole per arrivare concretamente a proporre che cosa?»
    Ti prego non scambiarmi anche tu per un sofista, ma siete gente misteriosa. Insistete per ricevere confluenza su proposte e non idee. E poi? Forse scambiate una discussione per una trattativa. Le proposte dovrebbero sempre avere delle idee, dietro e spesso le cose non funzionano proprio perché campate per aria. Allora dialoghiamo!
    Non so quale sia la tua area politica di riferimento. Ti leggo sempre ma non l’ho ancora capito, probabilmente è un limite mio o come a volte penso, sia una tua intelligente peculiarità. Per questo mi rimane difficile scrivere in modo generico, che forse sarebbe più saggio.
    Perché? Perchè io ho un nome e cognome e tu rimani invece il frutto della quercia. Non è che cambi molto, ma almeno potremo confrontarci più seriamente. Parli sempre e solo degli altri e delle critiche che ti escono fluenti. Costruire qualcosa? Quando? Ma ti prego non parliamo di questo uomo, ché altrimenti si torna sull’esasperante “uomo solo al comando”.

    Anche senza inorridire, per l’esaltazione del personalismo visto come un pericolo per la pluralità, devo subito smontarti il giocattolo. Non credo, tanto per dirne una, che all’interno del Pd si troveranno degli alleati. Ci sono critiche sull’eccesivo protagonismo del segretario, espresse proprio da quella parte cui tu dovresti fare riferimento.

  14. Egregio faustocoppi, non sono determinato e tassativo, almeno in questa occasione, tengo a stabilire una verità storica, punto e basta.

    Vi pongo una sola domanda, la stessa che mi sono posto quando ho ricominciato ad occuparmi in prima persona di politica: perché lo voglio fare, qual è il mio obbiettivo?

    Da cui: è più importanti il mezzo o il fine?

    I partiti e movimenti sono mezzi attraverso i quali si articola e si sviluppa un’azione politica finalizzata a …….. o sono come la squadra di calcio di cui sono tifoso?

    Non ricadete nella visione leninista per cui ciò che è bene per il partito è bene per il popolo.

    Il PD nasce proprio con l’ambizione, se non mi sono completamente rimbecillito, di essere un contenitore in grado di aggregare persone provenienti da culture politiche diverse che trovano le ragioni di stare insieme in alcuni valori condivisi.

    Mi spiegate cosa c’è di diverso nel documento dei 32 se non la consapevolezza che siamo valdostani e apparteniamo ad una comunità che, anche con molti errori, aspira ad un autogoverno che ne salvaguardi le peculiarità storico-culturali e linguistiche?

    “Sarà la Costituente nazionale a valutare se e come inserire nello Statuto del Pd una norma speciale sul Trentino. Io, sono favorevole a sperimentare soluzioni innovative, la vostra è una felice anomalia.”
    W. Veltroni sul PD in Trentino, la Valle d’Aosta no?

    Non ho letto in questo blog, né da altre fonti, una eccezione, credibilmente sostenibile o meno, ad usare come base di confronto i principi dei socialisti catalani.

    Resto in attesa.

    Dario

  15. Egregio Dario Carmassi, dal cappello introduttivo della sua risposta devo dedurre che la “fonte piddina” presente, abbia confuso le proprie pie intenzioni con ciò che evidentemente non è successo.
    Perché diciamocelo, Aosta-Viva ha tra le sue fila un bella porzione di quel gruppo che erano i DS-GV. Persone che stanno alacremente lavorando per saldare, se possibile, un altro tratto di percorso comune al progetto da lei così fervidamente propugnato.
    Lei ha proprio ragione quando afferma che il PD nasce proprio con l’ambizione, di essere un contenitore in grado di aggregare persone provenienti da culture politiche diverse che trovano le ragioni di stare insieme in alcuni valori condivisi.
    Un concetto alto e nobile che da sempre abbiamo diffuso, sostenuto e caldeggiato.
    Ma evidentemente lei, come buona parte dei movimenti autonomisti progressisti, un pò distratti, ha perso un pezzo di questa formidabile e riuscita operazione che ci veniva contestata come fusione fredda.
    Ebbene, le rammento che i partiti che sono confluiti nel PD Vd’A, prima si sono sciolti e poi si sono ricostituiti in un corpo solo.
    Capisce l’enorme differenza? La Margherita e i DS non ci sono più, ora c’è il PD e basta…
    Chiedere al signor Vincenzo Calì per conferma.
    Dunque cos’è che contestiamo nel progetto dei 32, visto che diciamo le stesse cose? C’è, esiste una somma verità, quella del vantaggio e dell’orgoglio di averle dette prima e in tempi non sospetti.
    Ancora prima cioè del “piccolo flop”- si fa per dire – in cui la parte più radicale che compone l’A.A.P si è inaspettatamente imbattuto.
    Tra l’altro le devo dare ragione anche sui partiti e sui movimenti che sono mezzi attraverso i quali si articola e si sviluppa un’azione politica finalizzata a …
    Ma è qui che anche lei ricade nel solito banale errore in cui cadono buona parte dei nostri, diciamo così, non simpatizzanti.
    Noi al contrario del vostro comune sentire, non siamo quelli ideologizzati o addirittura leninisti, così mi pare lei ci descriva. Basterebbe leggere il nostro programma, quello valdostano, che non è fotocopia di quello nazionale e uno si renderebbe conto che in Valle d’Aosta devono ancora cadere parecchi tabù nei nostri confronti.
    Il nostro riferimento se a lei non dispiace è proprio l’Europa.
    Con stima e simpatia

  16. Mi faccia ben comprendere, il documento dei 32 è una cazz… perché sottoscritto anche da esponenti dei Verdi?

    Le ricordo che le sue stesse posizioni sono proprio sostenute da Rifondazione e PdCI.

    In quanto a flop…… non parlerei di corda in casa dell’impiccato.

    Se il problema, infine, è quello della primogenitura ……………….

    la rimando alle mie due domande:

    Vi pongo una sola domanda, la stessa che mi sono posto quando ho ricominciato ad occuparmi in prima persona di politica: perché lo voglio fare, qual è il mio obbiettivo?

    Da cui: è più importanti il mezzo o il fine?

    Abbandoniamo il gioco dei ruoli e cominciamo a parlare di cose da fare, di iniziative concrete.

    Aeroporto aderiamo al comitato “aeroporto sostenibile”? Firmiamo la richiesta di pubblico dibattito? Proponiamo un piano trasporti alternativo?

    Inceneritore, diamo una mano al “Comitato rifiuti zero”? Sosteniamo una politica di gestione dei rifiuti basato sulla raccolta differenziata ed il riciclaggio?

    Ospedale, subiamo zitti zitti quell’idiozia dell’ampliamento, solo perchè hanno boicottato, non vinto, il referendum?

    Costi della politica, votiamo tutti il bilancio del consiglio così com’è? Mah!

    Interventi regionali, lasciamo sprecare le, probabilmente ultime, risorse del bilancio regionale nei consueti interventi a pioggia?

    Informazione, lasciamo campo libero al regime o proviamo ad unire risorse economiche ed intellettuali per dare voce a chi non è allineato al pensiero unico?

    Su questi argomenti e su altri avevamo prodotto un programma di coalizione che sembra desaparecido, in consiglio regionale vedo posizioni individuali, disarticolate, assolutamente ininfluenti non solo sulle decisioni ma anche sull’opinione pubblica.

    Credo nell’assoluta buona fede di scrive su questo blog ma leviamoci la maglietta della squadra e ragioniamo sul risultato.
    Ve lo chiedo con il cuore.

  17. concordo: quanto pubblicato oggi dall’ANSA a proposito dell’analisi della proposta di soggetto politico unico effettuata ieri dall’Arcobaleno e relative proposte nell’immediato mi trova sostanzialmente d’accordo; anzi, mi stupisce che un simile percorso non abbia già avuto inizio a suo tempo, ad es., subito dopo le elezioni regionali o ancor prima, al momento della formazione della coalizione.
    E mi stupirebbe, che, in attesa del soggetto politico unico, per cui i tempi non sembrano ancora maturi, ma verso il quale si deve necessariamente andare (o siamo proprio dei masochisti?), le varie forze politiche interessate ad una vera alternativa non vi diano il loro consenso ed il loro appoggio (divide et impera: ed intanto l’UV se la ride perché può imperare senza nemmeno aver bisogno di dividere).

  18. torno un attimo su quello che ho appena scritto, dopo aver letto alcune reazioni sdegnate sia all’ipotesi di partito unico sia all’ipotesi di un coordinamento tra le forze che dicono di volere un’alternativa all’attuale sistema di potere (vedasi blog di paolo louvin).
    Essendo io sempre stato “fuori dal giro” della politica e non avendomi mai, la medesima, attratto particolarmente (l’ho sempre guardata dall’alto in basso, visti i personaggi, che il più delle volte mi suscitavano un sentimento misto tra la pena e il compatimento), a questo punto mi chiedo e vi chiedo.
    Le reazioni sdegnate di cui sopra sono dovute, secondo voi, non alle proposte in sé, ma in relazione a chi le ha avanzate?
    Oppure, le varie forze sedicenti essere per un’alternativa sono di fatto in cattiva o pessima fede ed hanno quale unico scopo quello di sostituire, domani, i manovratori di oggi?
    Per l’uomo della strada, l’uomo da marciapiedi, quale sono io, che dei giochetti e delle furbizie dei nostri politici ne ha le scatole piene, la risposta è di un’estrema importanza, perché almeno potrei sapere che strada devo prendere.

  19. @Dario
    Sulla necessità di guardare alla politica liberi da superstizioni ideologiche ho scritto più volte in questo blog. Anche per me i partiti non sono altro che strumenti. Purtroppo c’è ancora qualcuno che conserva i tic del passato, pensando invece al partito come al fine della propria azione, a un totem da adorare e da difendere da fantomatici attacchi esterni.

    @Bruno
    Come avrai ormai capito, sono le stesse domande che mi faccio io.

  20. Egregio Carmasssi mi faccia capire lei piuttosto, dove io ho detto e quando ho detto che il movimento dei 32 è una cazzata,
    e massimamente lo sia perchè sottoscritto anche da esponenti dei verdi… Già nell’altro messaggio lei ci ha tacciati di essere leninisti,
    e questa volta, di quel suo “pro memoria” dove sottolinea che le mie stesse posizioni sono proprio sostenute da Rifondazione e PdCI, che significato devo dargli?
    Mi giungono veramente incomprensibili queste sue accuse,
    visto che le avevo suggerito di riflettere sul concetto che Vincenzo Calì ha dell’ideologismo e che erroneamente continua ad addebitarci come fosse il peccato originale.
    Consiglio perciò vivamente, nel caso si volesse fare un discorso serio e costruttivo,
    di uscire da questi banali e consunti schematismi.
    Ma come si fa ad iniziare un colloquio politico partendo esattamente da presupposti e convinzioni talmente assimilate dai vostri movimenti, che non vi accorgete che la parte obsoleta di tutto questo discorso siete proprio voi?
    Ma lei, magari per caso, ha mai letto proposte e programmi, o ha mai avuto un colloquio con i dirigenti del PD che non hanno sottoscritto il documento?
    Ma lei pensa che sull’aeroporto, sull’ospedale, sull’inceneritore,
    noi abbiamo posizioni molto differenziate dalle sue? Mi risponda su questo,
    cioè se é a conoscenza delle lotte sostenute nel merito dal PD, sul fatto che abbiamo fatto campagna e messo banchetti per raccolta firme nel sottoscrivere il famoso referendum ( il 28% dei votanti dove crede di averlo pescato?)
    Lei sa della querelle interna al PD sul referendum dove due consilieri si sono espressi in maniera del tutto diversa dalle direttive del PD?
    E che in merito all’Ospedale i Ds si erano già divisi proprio in virtù del fatto che Area Democratica aveva le sue precise convinzioni?
    Lei conosce le posizioni di Donzel e di Area Democratica di cui lui è esponente?
    Se vuole io continuo, ma ho il dubbio che lei sia un pochino emarginato dall’ effettiva conoscenza delle nostre posizioni politiche.
    Anche io credo nell’assoluta buona fede di scrive su questo blog, e l’invito di levarsi la maglietta della squadra [ anche se non condivido questa espressione, visto che io sono della “Bianchi” 🙂 ], e di ragionare sul risultato, debba essere un proclama comune.
    Noi lo stiamo facendo già da tempi non sospetti, lo ribadisco, anche se a dire il vero fino ad oggi con pochissimi risultati.
    Ci è ancora oscura la motivazione di questa improvvisa chiamata a raccogliersi attorno al “Carroccio valdostano”.
    Vede Carmassi, come “faustocoppi” è da tempo che dalle finestre del forum Agorà io continuavo ad esporre una certa idea di “collaborazione” con i nostri due partiti. Non ho mai ricevuto risposta, manco di sfuggita. Erano tempi diversi? Eravamo troppo in anticipo? Come vede per voi sono una meteora, ma come faustocoppi , sono un Campionissimo.

    Ps. Come lei si ricorderà, Paolo Louvin, mi cita in un articolo del 26/7/2006 su Lanterne Magique come vostro amico. Vuole contrallare? Le lascio il link:

    http://www.aostaviva.it/elementi/www/doc_pdf/060726%20bartali%20e%20vierin.pdf.

  21. Come dal mio primo intervento, ribadisco la mia inadeguatezza ad un dibattito molto legato alla dialettica interna del PD.
    Chiedo quindi scusa se ho mal interpretato alcune frasi, di certo non era mia intenzione offendere nessuno.

    La mia era una domanda posta a seguito di questa frase:

    “Dunque cos’è che contestiamo nel progetto dei 32, visto che diciamo le stesse cose? C’è, esiste una somma verità, quella del vantaggio e dell’orgoglio di averle dette prima e in tempi non sospetti.
    Ancora prima cioè del “piccolo flop”- si fa per dire – in cui la parte più radicale che compone l’A.A.P si è inaspettatamente imbattuto.”

    In questo ambito deve essere ricondotto anche il riferimento alle posizioni di Rifondazione e PdCI.

    Sono lieto che lei mi confermi la condivisione di obbiettivi sui grandi temi delle scelte amministrative regionali, mi concederà che non tutto, l’allora costituendo PD, si schierò così decisamente a favore dei referendum.

    Comunque questa condivisione mi sostiene nel ritenere ispirato l’appello contenuto nel documento dei 32, continuo a vedere questioni di lana caprina nelle motivazioni contro, anzi la inviterei, se non fosse un fantasma[ ], ad unirsi a noi sottoscrivendo il famigerato documento.

    Per quanto riguarda il forum di VdaVive purtroppo è abbandonato a se steso e al dire il vero non è mai decollato come vera sede di dibattito, tra l’altro, ahinoi non è più accessibile lo storico.

    Per quanto mi riguarda personalmente devo però portarla a conoscenza che fin dal primo congresso nel dicembre 2006 del movimento arancione, e quindi dalla mia prima partecipazione ad un evento ufficiale, ho sempre motivato la mia adesione con l’individuazione di una mission per VdaVive: essere l’elemento trascinante di un processo di aggregazione tra persone di aerea autonomista e progressista intenzionate a proporre un modello di autonomia alternativo a quello dell’UV, sottolineo persone.
    Lo stesso ragionamento ho cercato, con le mie scarse capacità, di continuare a sostenere in articoli ed interventi, credo che almeno questo mi possa essere riconosciuto.
    Con questo ben lungi da me rivendicare primogeniture.

    Purtroppo, con mio sommo rammarico e la mia opposizione, ho forte la sensazione che questa mission non sia più quella dell’attuale dirigenza.

    Spero di potermi incontrare con lei “de visu” sono quasi certo che sono di più le cose che ci uniscono da quelle che ci dividono.

    A sua disposizione, saluti.

  22. P.S. non sono riuscito ad inserire l’emoticon, tra le parentesi quadre, qualcuno mi spega come fare?
    Grazie

  23. Quanto siete complicati ragazzi….
    Il documento dei 32 è più che legittimo e in parte condivisibile, ma ripeto una cosa che forse è sfuggita…
    Perchè non è stato fatto nel 2006 e invece si è aggiunto un nuovo partito?
    Perchè non si tiene conto di quelle persone che prima nei DS e poi il 14 ottobre hanno voluto fermamente il PD? Perchè non si parte da quell’esperienza?
    Secondo te Dario il PD è nato in questo modo o ha delle radici più profonde? E’ stato oggetto di dibattito all’interno di tutti i partiti e di lacerazioni (Mussi a livello nazionale, Corcella ed altri da noi) o è stata una butade?
    Noi in tutti i nostri circoli stiamo portando quel documento per capire se la gente lo condivide.
    In merito alla risposta dei Verdi (e non dell’Arcobaleno, caro Bruno…) mi è tutto piuttosto chiaro tranne il fatto che si parli di elezioni europee e si parli di un apparentamento con una lista nazionale ma non si dice quale.
    Si vuole rafforzare il galletto in vista di questo appuntamento elettorale? Spero proprio di no…
    Io la mia proposta l’ho già ampiamente illustrata.
    Partiamo da colui che abbiamo in Comune. Il parlamentare.
    Partiamo dalle pre consiliari dove ci sono tutti i soggetti e affrontiamo dei temi concreti (scuola, inceneritore, turismo, economia…) ma apriamo i nostri orizzonti. Non è Veltroni che ci deve dire cosa scrivere, ma visto che con Veltroni condividiamo dei valori comuni sono ben contenta di capire cosa fanno i nostri compagni piemontesi.
    Costruiranno l’inceneritore a Settimo? Hanno intenzione di potenziare la tratta ferroviaria? e i decreti di legge Brunetta…il federalismo…la riforma della scuola…non li prendiamo in considerazione perchè siamo un’isola fecile? Non li discutiamo perchè tanto da noi non cambierà nulla? (beati voi autonomisti che ci credete…)
    Vi rendete conto che mentre nelle altre città c’è comunque un grande fermento qui tutto tace?
    Non dovremmo farci promotori di un autonomismo moderno che tiene conto della nostra realtà, ma non solo di quella? Non dovremmo farci promotori di una più ampia partecipazione e quindi evitare ostacoli che possano impedire la comprensione dei Consigli Regionali? Non dovremmo guardare con più attenzione ai fenomeni delle nuove povertà e magari trovare soluzioni?
    In questo Consiglio Regionale ho trovato un grande inaridimento di proposte e ho visto che sono già diverse le proposte dell’opposizione che sono passate (AIAT UNICA, legge nefropatici, Tetti in amianto…). Non converrebbe lavorare in quest’ottica?

    e caro ghianda secondo te per trovare un leader non bisognerebbe formare le nuove classi dirigenti? Pensiamo di riproporre gente che è dal 70 che è in politica?
    Come vedi però sia a livello mondiale si criticava Obama perché troppo giovane, a livello nazionale si inveisce quando si lancia Martina come possibile futuro segretario (e io lo sosterrei a spada tratta), e a livello regionale si lanciano appelli disperati quando la poltrona può essere presa da un giovane. Capisci perchè mi arrabbio quando dici che è la tua generazione quella delusa? La tua generazione che si lamenta, ma ha occupato e occupa ogni posto al potere senza cercare di formare le nuove generazioni? E’ quella che si arrabbia, si lamenta ma non propone e non prepara il terreno?

  24. scusate, ma non riesco proprio più a seguirvi, confondo perfino un colore (il verde) con gli altri colori dell’arcobaleno.

  25. Pingback: Parole chiare (2) « Il blog di Vincenzo Calì

  26. 15 Novembre 2008 a 6:25 pm
    dario m. carmassi scrive:

    Infine spero per l’ultima volta, mi rivolgo ad Erika, vorrei smentire ufficialmente la leggenda che in VdaVive si sia mai discusso e tanto meno votato su una possibile adesione al PD. E’ falso!
    Alcuni di noi hanno riflettuto sulla nascita del PD, io in particolare ho sempre affermato e scritto che in Valle si sarebbe dovuto fare una operazione divera più collegata alla nostra realtà e non limitarsi a trascrivere i documenti nazionali.
    Queste affermazioni avevano già suscitato dibattito in altri forum in una fase delicata di formazione del PD ed io pur avendolo seguito ho sempre ritenuto inopportuno intervenire visto il carattere “interno” del confronto.

    °°°°°°°°°°°°°°O°°°°°°°°°°°°°°O°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°O
    Ed ecco cosa ho trovato sul Blog di Paolo Louvin

    Mi ritorna in mente…
    Inviato il Nov. 21, 2008 alle 11:28 da giulianalamastra74

    Ricordo quando Paolo Louvin, segretario di VdA Vive, avrebbe voluto come Segretario proprio Raimondo Donzel.
    Ma un Segretario di un partito politico non può mica iscriversi in un altro partito?
    E ricordo ancora che tanto tempo fa, in tempi non sospetti, forse un po’ per ridere, ma forse anche seriamente, Paolo Louvin diceva che VdA Vive e tanti altri movimenti avrebbero potuto confluire nel PD… proprio nel PD del Segretario Raimondo Donzel.
    Penso proprio che ci fosse affinità tra i due.
    Ma tutto questo chi vede tutto lo sa…
    Giuliana Lamastra

  27. E ricordo ancora che tanto tempo fa, in tempi non sospetti, forse un po’ per ridere, ma forse anche seriamente, Paolo Louvin ……..

    Scusatemi, continuo a non essere adeguato, ma c’è forse scritto che il direttivo di VdaVive ne ha discusso e votato?

    Se ci riferiamo ai ricordi e alle discussioni personali, posso aggiungere che sia Raimondo che Vincenzo nel 2006 quando si costituì il movimento arancione non avevano escluso una loro personale adesione, anzi qualcuno chiese se era prevista la doppia tessera.

    Tutto ciò a dimostrare quanto il “brodo di cottura” sia lo stesso.

    Solo che se continuiamo a pestare nell’acqua senza superare le piccole barriere e la difesa della bandiera, diventiamo lessi.

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