Parole chiare (2)

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In seguito alla proposta di realizzare un “soggetto unico” nell’ambito del Galletto ho aperto una discussione in questo blog con due post successivi (uno in cui esprimevo la mia opinione e un altro dove manifestavo disappunto per certi silenzi del Pd). Come capita sempre nei blog, è complicato seguire tutte le fasi di un dibattito, anche perché spesso gli interventi vanno fuori tema. Per questo, dopo parecchie decine di commenti ai post, ritengo utile sbrogliare la matassa.

La “proposta dei 32” è stata presentata ai singoli soggetti della coalizione, alla presenza di Roberto Nicco e Carlo Perrin. Come prevedibile l’idea di riunire in un unico partito le forze riformiste del Galletto ha ottenuto reazioni alquanto tiepide da parte dei gruppi dirigenti degli attuali partiti della coalizione (nella migliore delle ipotesi “i tempi non sono maturi”).
Però nessuno ha messo in dubbio l’opportunità di rilanciare l’alleanza, magari su basi nuove, sempre con l’obiettivo di costruire un’alternativa di governo all’attuale, fallimentare governo del sedicente centro autonomista.

Nessuno tranne il PD.

Il segretario Donzel, infatti, contrariamente a quanto affermato nel corso dell’incontro con i promotori, non ha aspettato di confrontarsi con la base e i gruppi dirigenti del partito, ma ha stroncato duramente l’iniziativa con un’intervista alla Stampa.

Ciò che mi ha colpito, e per questo chiedo un chiarimento immediato, è che insieme con la stroncatura del partito unico, sembra trasparire dalle azioni e dalle parole di Donzel anche una presa di distanza dall’Alleanza, e al contempo un avvicinamento alle forze di governo.

A questa impressione (che si rafforza sempre più) ha contributo la mancanza di risposte ad alcune semplicissime domande che insistentemente pongo al segretario, di persona e pubblicamente:
il Pd è ancora nell’Alleanza? Ritiene che l’Alleanza vada rafforzata o rilanciata, su basi nuove? Il Pd è ancora impegnato nella costruzione di un’alternativa all’attuale sistema di potere? Esclude quindi da subito alle elezioni europee ma soprattutto alle comunali di Aosta (per gli altri comuni il discorso è più complesso) di allearsi con Uv e satelliti?

Queste domande e la mia esigenza di chiarezza non sono polemiche, né lotte interne al partito. Sono domande che pongo da persona libera anche a nome delle migliaia di simpatizzanti e militanti che hanno creduto al ruolo rinnovatore del Partito Democratico valdostano come avanguardia di una nuova stagione della politica locale, e che non potrebbero tollerare il ritorno del partito a pratiche da bassa cucina, allo zerbinaggio e alla complicità nel clientelismo di regime che avevano caratterizzato i partiti precursori.

Sono domande che assumono la doppia valenza di dialettica interna (quando denuncio l’assoluta mancanza di trasparenza nelle decisioni, comunicate per mezzo di interviste ai giornali) ma anche e soprattutto di discussione pubblica, laddove un cambiamento di rotta del Pd nelle alleanze rischierebbe di dare un colpo mortale alla speranza di cambiamento.

Discutiamo pure sull’opportunità di riunire in un’unica forza i partiti riformisti-autonomisti di opposizione; scambiamoci opinioni sulla natura di questo eventuale soggetto (io credo che non potrebbe che essere espressione autonoma locale del Pd federale); ma non ci possono essere dubbi sulla scelta di campo del Partito Democratico. Con l’Alleanza, in alternativa a UV-SA-FA.

Otterrò le risposte chiare che mi aspetto?

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14 pensieri su “Parole chiare (2)

  1. personalmente ritengo che non allearsi con l’Uv in nessun comune sia una necessità; c’è un solo presupposto necessario, ma anche sufficiente: una univoca volontà in tal senso da parte delle attuali forze politiche che si pronunciano, almeno a parole, per l’alternativa.
    Certo che se ci sono già delle perplessità perfino su Aosta …. tutto crolla (ma non ci avevano detto che era una alleanza che sarebbe durata solo fino al 2000 in ragione dei precedenti impegni presi coi cittadini?).
    p.s. molti di voi forse non conoscono sufficientemente bene cosa vuol dire vivere e avere a che fare con la pubblica amministrazione in una quantità di comuni valdostani dove l’Uv può fare il bello e il cattivo tempo, perché quei comuni stanno ancora aspettando l’arrivo di uno straccio di democrazia. Se a qualcuno interessa potrei riepilogare brevemente le mie esperienze qui a rhemes-saint-georges, che, mi dicono, sono analoghe a quel che avviene in altri comuni.
    Finché son vissuto ad Aosta (son qui da cinque-sei anni) certe cose non le avrei mai immaginate e stentavo allora a credere a cose analoghe, quando qualcuno me le raccontava.
    Partito unico o alleanza organica, vedremo se contano di più le idee che a parole si proclamano o le caramelle che si sperano di raccogliere a seconda della posizione che si prende.

  2. Confesso la mia mancanza di conoscenza delle dinamiche politiche nei piccoli comuni. Per questo sono restio a occuparmene. Però non ho nessuna difficoltà ad aderire alla tua richiesta, come puoi immaginare.

  3. Contano di più i fatti delle parole e dal 14 ottobre ad ogggi siamo sempre stati coerenti. Abbiamo appoggiato i refendum, sostenuto il galletto alle politiche e alle regionali e fino a prova contraria ancora oggi SIAMO ALL’OPPOSIZIONE.
    In merito alla proposta del partito unico per ora nessun circolo si è espresso a favore e anche fra coloro che hanno firmato quel documento ci sono persone che parlano semplicemente di rafforzamento dell’alleanza, ci sono coordinatori di circolo che stanno partendo con il tesseramento…e quindi il partito unico lo vedono solo come prospettiva futura e alcune nemmeno.
    Certo che se neanche fra 32 persone ci sono le idee chiare, ma ognuno pensa quella cosa a suo modo…

    Non ci sono le idee chiare sul riferimento nazionale.

    Non ci sono le idee chiare sui metodi e tempi e quindi c’è chi parla prima di una sintesi della sinistra, degli autonomisti, chi pensa ad una specie di federazione e chi a dei gruppi di lavoro con a capo un presidente…

    Ecco che è difficile poter condividere un documento che non si capisce, o forse io non l’ho capito e quindi Dario può rispondere ad alcuni dei miei dubbi. La politica delle provocazioni appartiene ad altri e non al PD e mi stupisce che proprio tu Vincenzo che sai bene cos’ha voluto dire costruire il PD non ti rendi conto di questo. Sei accecato dall’odio e, proprio tu che conosci bene lo Statuto Nazionale, sai bene che il cambio di linea deve passare non solo all’assemblea costituente, ma allargato. Sai bene che se il segretario passasse all’uv dovremmo reindire le primarie… Non è più il partito dei sotterfugi e mi stupisco che proprio tu non lo sappia.
    Se vuoi poi un giuramento con il sangue di qui al resto dei miei giorni mi dispiace, ma non ce l’avrai. E’ inoltre molto chiaro che alle europee noi saremo con il PD e mi chiedo come tu possa avere dubbi e quale potrebbe essere l’altra prospettiva.

    In merito invece a quanto dici tu Bruno…sai bene che almeno nei comuni la politica dovrebbe stare al di fuori. Si tratta di far tornare a vivere quel concetto che i Comuni vanno amministrati e non usati come trampolini. Bisogna trovare i modi per cui i Sindaci su determinate scelte debbano coinvolgere la popolazione, non possano fare i segretari particolari, i presidenti dei cda o delle partecipate… Bisogna quindi dare una serie di regole che ora non ci sono.
    Bisogna inoltre ricostruire un legame con la cittadinanza cercando nuovi metodi per allargare la partecipazione…
    e tutto questo non lo si può certo fare sputando veleno.

    Infine una volta definite le regole per trovare il consenso bisogna formare e aiutare i giovani, lavorare sui progetti e evitare di parlare di aria fritta.

  4. e io che mi ero illuso che la coalizione per le regionali fosse una scelta strategica e non una misera tattica elettorale! Siamo di nuovo alla vigilia di alcune tornate elettorali e quindi siamo di nuovo alle singole tattiche (che non mi interessano) e le strategie di lungo respiro sono state abbandonate (credo definitivamente) per poter raccogliere (possibilmente) più caramelle (ora). Il nuovo può aspettare e le varie motivazioni sono … parole (per non dire scuse).

  5. @Erika
    Chi mi conosce sa che ho tanti difetti ma non sono persona capace di odio. E poi odio verso chi, e perché? Qui si parla di politica, non di melodrammi.

    Discutere con te è disarmante, perché ripeti incessantemente le stesse non risposte. Parli sempre d’altro, mescoli argomenti diversi, e meni il can per l’aia.
    Questa storia dei circoli è ridicola, ti consiglierei di lasciarla perdere. A parte la scarsissima e per nulla significativa partecipazione, è ovvio che se a presentare la proposta siete tu e il segretario, ferocemente contrari, è difficile che qualcuno si possa dichiarare a favore. Magari se chiamavate me a presentarla il discorso cambiava un po’, ma ve ne siete ben guardati. Riunioni dei circoli molto carbonare. In ogni caso inutili, visto che Donzel ha già anticipato, assai scorrettamente, la risposta del partito alla proposta con un’intervista alla Stampa non concordata con nessuno e in palese contraddizione con quanto egli stesso aveva detto nel corso dell’incontro con i proponenti.

    Vedo comunque che continui a ritornare sulla proposta del partito unico, quando io faccio domande che esulano da quella.
    Non cambiare discorso: io chiedo semplicemente da che parte sta Donzel. Dalla parte di chi vuole costruire un’alternativa a questo sistema di potere, o dalla parte del sistema di potere, con il quale quindi non si esclude di mercanteggiare assessorati e posti di sottogoverno in vista delle elezioni comunali di Aosta?
    Le mie domande sono (mi vedo costretto a ripeterle):
    1) il Pd è ancora nell’Alleanza?
    Sì, no?
    2) Ritiene che l’Alleanza vada rafforzata o rilanciata, su basi nuove (intendo, per esempio: senza Rifondazione e Comunisti vari?)
    Sì, no?
    3) Il Pd è ancora impegnato nella costruzione di un’alternativa all’attuale sistema di potere?
    Sì, no?
    4) Esclude quindi da subito alle elezioni europee e alle comunali di Aosta di allearsi con Uv e satelliti?
    Sì, no?
    Alla domanda 4), riguardo al comune di Aosta, direi che stai implicitamente rispondendo: il tuo svicolare (manca così tanto tempo, può succedere di tutto, ci penserà il prossimo segretario (?!)), e lo svicolare dello stesso Donzel, significa chiaramente che no, non lo esclude.
    Mi sembra una risposta gravissima, perché equivale a rispondere no alle domande 1), 2) e 3), senza che il cambiamento di alleanze sia mai stato discusso nell’assemblea né in luoghi a me conosciuti, in barba allo statuto.

    Il fatto di essere stati coerenti fino a oggi non significa che lo si sarà da oggi in avanti.

    Non sarà il partito dei sotterfugi quando si risponderà alle mie domande con chiarezza. E quando si smetterà di fare strani riferimenti a “segretari futuri” e “primarie in primavera” (con interviste ai giornali), cose anche queste mai discusse in nessuna sede (a me conosciuta).

  6. 1. siamo all’opposizione si o no.
    2. gli strumenti per rilanciare l’alleanza ci sono già o no? Abbiamo un parlamentare? Abbiamo delle pre consiliari? Abbiamo dei gruppi di lavoro aperti a chiunque?
    3. Ti invito a leggere interpellanze, mozioni e proposte delle commissioni, ad ascoltare i dibattiti del Consiglio…nonchè seguire i lavori del gruppo sulle comunali.
    4. Certo che alle europee non si andrà con l’UV, a meno che non vengano indette nuove primarie, eletto un nuovo segretario e una nuova linea…
    Sulle comunali se ti rispondessi ora ti direi che sono certa che non si andrà con l’UV. Ma molto probabilmente se nel 2005 mi chiedevi se il nostro alleato sarebbe stato l’UV nel 2006 ti avrei detto di si quindi se mi chiedi una risposta ad oggi questa è la mia risposta. Se vuoi che faccio un giuramento con il sangue direi che tengo troppo alla mia pelle…

    Impara ad ascoltare gli altri e non sono quello che vuoi sentirti dire, leggi con attenzione e informati.
    Sulle primarie è piuttosto evidente che se si vuole cambiare linea è obbligatorio passare per esse e tu dovresti saperlo meglio di altri.
    Ecco perchè ti ripeto che se vuoi il partito UNICO, dove tutti la pensano come te molto probabilmente hai sbagliato partito. Il bello del PD sta proprio nella sua pluralità…

  7. L’altro giorno ho postato l’Ansa secondo la quale il Consiglio Valle approvava all’unisono le spese di 23 milioni e rotti messe a bilancio per il Consiglio stesso.
    Erika mi aveva risposto dapprima in modo un pò superificiale rendendosi poi conto dell’abbaglio preso puntualizzava cospargendosi il capo di cenere ma a dire il vero non ho ancora ben capito.
    Fra queste spese del Consiglio non ci sono anche le spese per i compensi ai vari Consiglieri, assessori, Presidenti ecc.ecc.?
    Non era forse uno dei capisaldi del programma dell’intera coalizione del galletto la riduzione delle spese per la politica?
    Non era una di quelle priorità di lotta da sollevare, per rendere partecipe la cittadinanza che quantomeno una battaglia su quel punto, per rispetto a quanto profuso in campagna elettorale, andasse fatto?
    Non era forse un’occasione per ritrovarsi e saldare le fila invece di approvare monotamente e subdolamente una voce di spesa che invece a me, ma non solo a me, pareva importante analizzare e discutere duramente?
    Forse mi sbaglio io, forse ho travisato questo passaggio.
    Forse non è come penso, e allora mi piacerebbe che me lo si spieghi.
    Grazie.

  8. anch’io sono stato molto sorpreso da questo voto unanime (con la scusante che in passato il bilancio del Consiglio era sempre stato votato all’unanimità), concorde e silenzioso, senza che nessuno abbia per lo meno riproposto con forza il problema del contenimento dei costi della politica. Era il momento più opportuno per farlo.
    Mi pare inoltre che i vari consiglieri e amministratori, a partire da Rollandin, Cerise, Caveri, ecc. non lesinino su trasferte più o meno inutili ai quattro angoli del mondo, analoghe alle tanto criticate trasferte di Perron e compagni di merende.

  9. un po’ di relax in questa discussione

    che simpatica la coppia Gianni Rigo (PD – sottosezione UV) – Emily Rini (UV?), la quale firma a quattro mani una mozione sull’utilizzo del sangue dei cordoni ombelicali (o qualcosa di simile).

    Si sentiva proprio l’esigenza di un ritorno alla politica alta, bipartisan, su problemi di altrettanto alto respiro.

    Tra l’altro, un ritorno alla grande di Emily Rini sulla nostrana scena politica.

  10. Vorrei scrivervi un pensiero che ho sviluppato ieri leggendo alcuni commenti….

    Già l’incit è un grido di dolore: «Basta con lanci di pietre dalla stampa e dai blog », e proseguo: « ” Donzel è il segretario di tutti e non va bene che qualcuno pensi di difenderlo aggredendo altri. Basta ai lanci di pietra che sbucano ogni giorno dalla stampa e sui forum” ».

    Conoscendo i fatti come si sono sviluppati anche qui, ora per ora, e chiudendo con la mia presenza – mi verrebbe da dire per sempre – con le cattive polemiche che mi sono piovute addosso, dico che voglio comprendere. Comprendo, quanto si scambino giuste critiche per i cattivi comportamenti di singoli dirigenti del Pd, con sassi che a mio avviso vengono scagliati da chi vorrebbe difendere il segretario del partito e da chi di fatto, lo vuole sfiduciare proprio attraverso questi gesti ; le critiche stesse sono dovute proprio per ristabilire il principio della sovranità delle istituzioni interne che altrimenti franerebbero nelle correnti.

    È di questo che si preoccupa Vincenzo?

    E’ forse la sua, un’enunciazione che vuole preparare e reiterare la richiesta di un congresso che sino ad ora non si è voluto fare, come sede per discutere della politica? Non che io sia contrario ad un congresso o ad una qualunque sede di discussione, ciò che non accetto è che si introduca il principio del congresso-che-si-deve-fare, come variante di avvenimenti che-non-si-vogliono-considerare.

    Perchè a me sembra che sia questo quello che afferma Vincenzo come grande elettore del Pd appellandosi a Donzel perché: “Nel Pd bisogna discutere” e si sbrighi il segretario in quale luogo sia utile farlo visto che non risponde alle reiterate domande sul blog… E lo faccia in modo composto e serio, adatto al momento che viviamo e alle responsabilità che abbiamo!”

    Ma questo caro Vincenzo è il momento per sostenere le istituzioni del partito, non quello di scavargli la fossa con questi comportamenti – altro che adorare gli idoli – come il nascondersi dietro la cortina di fumo della discussione interna che deve procedere invece per altri percorsi sgombri dalle trappole che abbiamo visto disseminate.

    E quelle che sono giuste critiche a chi decide proditoriamente contro gli interessi del partito, per inconfessabili motivi privati, tu non devi scagliarle a noi. Le tue, non possono essere scambiate per pietre in difesa del segretario.

    Personalmente ho stima di Donzel, ma sono così preoccupato per la stessa istituzione del Partito Democratico, che difenderei il suo segretario e la sua guida politica indipendentemente da ogni altra considerazione. Questo è ciò che dovrebbero fare tutti, dirigenti in testa, e senza neppure aggiungere altro saremmo già oltre la metà del guado.

    Un addio per ora,
    in attesa di tempi più calmi

  11. @Giorgio
    I tempi in Valle d’Aosta sono calmissimi, fin troppo. E’ uno stagno nauseabondo.

    Evidentemente c’è un problema di comunicazione tra noi.

    Cerco di spiegarmi ancora, spero con sempre maggiore chiarezza.

    Io non sto chiedendo nessun congresso.

    Non ho secondi fini, e ciò che scrivo significa soltanto ciò che scrivo, senza allusioni, messaggi, sottintesi o altro.

    Ho contribuito alla fondazione del Pd perché pensavo potesse rappresentare il fatto politico nuovo, necessario a “rimettere la Valle d’Aosta in movimento”.

    Ho sempre detto in ogni occasione e in ogni sede che il Pd ha senso solo se il suo fine è dare ai valdostani un’alternativa rispetto a questo sistema, basato sull’occupazione permanente del potere da parte dell’Uv, che ne ha abusato e ne abusa a discapito della società valdostana, condannata a un’inesorabile declino.
    Pr questo, non bisogna avere dubbi sulla scelta di campo del partito: o sta con i responsabili dello sfascio e del malgoverno (oltre che del degrado etico, culturale e sociale della regione), o sta con chi, per altre vie o con altre sensibilità, lavora per un’alternativa democratica.

    Il segretario Donzel lo giudico dai fatti, non sulla base di una fiducia messianica. E’ tenuto a rispettare, con onestà e coerenza, il mandato che gli è stato conferito con le primarie, che consisteva proprio nella politica di alternativa al regime e nella scelta di campo dell’opposizione, in alleanza con le forze che perseguono questo stesso obiettivo e questa stessa scelta di campo (escluse le forze della destra per evidenti ragioni).

    Io difendo il segretario (come sai l’ho fatto in molte occasioni e contro il mio stesso interesse, come quando ho sostenuto la sua candidabilità alle regionali) solo se segue la linea per la quale l’ho votato e sostenuto.

    Se tradisce quella linea, per di più subdolamente, con dichiarazioni ai giornali e senza discussioni nelle sedi competenti, lo considero un mio avversario, perché non sopporto che siano prese in giro le migliaia di persone che avevano creduto alle parole da noi pronunciate, dalle primarie fino alle elezioni regionali.

    Perciò io non chiedo un congresso. Chiedo che si proceda senza ambiguità nella politica delle alleanze stabilita alle primarie e mai più discussa.

    Casomai è Donzel che, se ha cambiato idea, deve chiedere un congresso. Ha cambiato idea? E’ un fatto che alle mie domande non risponde.

    Vedi , caro Giorgio, essere a metà del guado non è detto sia un bel traguardo, se sull’altra riva del fiume ci sono in attesa gli alligatori. Vorrei prima capire in che direzione stiamo andando. Se non è quella che avevo stabilito all’inizio del viaggio, non starò certo lì a coprirvi le spalle.

  12. 10:35 UV: BREDY, ALLEANZA CON SA E FEDERATION E’ SOLIDA
    (ANSA) – SAINT VINCENT (AOSTA), 22 NOV – “L’alleanza politica tra Union Valdotaine, la Stella Alpina e la Federation Autonomiste è ‘solida’ e ha conquistato la fiducia dei valdostani”. Lo ha detto, in apertura del congresso dell’Union Valdotaine, il vice presidente del movimento Claudio Bredy……

    …..Il vice presidente uscente dell’Union Valdotaine ha pure ricordato che il movimento “ha cercato, a più riprese, di rispettare uno dei mandati del congresso che era di tentare di riavvicinarsi ai Ds-Gauche Valdotaine, in seguito diventati Pd. Ma l’atteggiamento dei nostri vecchi alleati è stato di totale chiusura. Ne prendiamo atto”.

    “Il quadro politico attuale – ha proseguito Claudio Bredy – vede opposti alla nostra alleanza autonomista e federalista il Pdl, che rappresenta con il Pd la nuova variante del bipolarismo italiano, un bipolarismo che è totalmente contrario all’idea di autonomia espressa dall’Union Valdotaine”. Riferendosi, poi, ai movimenti di Vallee d’Aoste Vive e Renouveau, Bredy ha detto: “E’ un’alleanza eterogenea che ha sicuramente intercettato una parte, anche se modesta, del voto unionista e una parte consistente del consenso dell’estrema sinistra sparita dal Consiglio regionale e dal Parlamento italiano. Questa alleanza sembra trovare la sua principale ragione d’essere nell’antiunionismo”. (ANSA)

    Vorrei che Vincenzo Calì ne prendesse atto e se ne facesse una ragione.
    Se l’ha capito il sign. Bredy, che l’atteggiamento dei vecchi alleati ora Pd è stato di totale chiusura verso l’Uv e ne prende atto”, non capisco perchè si voglia creare ulteriore confusione e ostentare ancora dubbi su questa chiusura politica.

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