Et voilà

Congresso “nazionale” dell’Uv:

Raimondo Donzel, del Partito democratico, ha auspicato «la ripresa della collaborazione con l’Uv. In un momento di crisi il dialogo tra le forze politiche è indispensabile e il Pd è pronto a collaborare».

Annunci

18 pensieri su “Et voilà

  1. io, uomo della strada, riconfesso di non capirne più niente (se mai ho capito qualcosa). Da una parte (questo blog), dice una cosa, dall’altra (blog di area democratica) sembra si dica il contrario. Ma insomma, con chi vogliono collaborare questi PD (con Vallée d’Aoste Vive o con l’UV?)? con entrambi? mi sembra impossibile.
    in altre parole: sono per un’alternativa a questo sistema di potere oppure no?
    in altre parole ancora: dobbiamo dare ragione a perron e dare per acquisita l’equazione exDS = PD oppure no?
    in altre parole ancora: ha forse ragione de Gregori e in politica “non c’è niente da capire”?

  2. Caro Bruno,
    puoi giudicare da solo dove stia la verità. Hai letto di qualche smentita di Donzel a ciò che scrivo? Hai letto, tra le righe dei suoi interventi ai congressi dei nostri avversari Uv e Sa, anche solo accenni di critiche? Oppure, come me, hai sentito solo enunciare “vicinanze”, “politica bipartisan” e “collaborazione”?
    Io dico, perché ne ho gli elementi, che Donzel sta conducendo una politica di ritorno all’ovile. Sta preparando il campo, per le prossime comunali di Aosta.
    Mi piacerebbe molto essere smentito.
    Anzi, lo sto proprio sfidando pubblicamente a smentirmi, ma questa smentita non arriva…

  3. Caro Vincenzo, spiegami come il Vostro segretario abbia potuto fare delle affermazioni simili al Congresso dell’Union Valdotaine.
    Se penso che quando è stato eletto (ero ancora coordinatrice di renouveau) avevo accolto la sua elezione con grande entusiasmo, che delusione! Pensavo che l’altro candidato avrebbe virato verso l’Union portando il PD verso quell’allenza. E invece il comportamento di Donzel lascia veramente senza parole! Offrirsi così, buttarsi tra le braccia rossonere senza un minimo di dignità!
    Anche perchè l’UV pare voglia virare a destra chiaramente e definitivamente! Lo farà anche Raimondo per cercare il dialogo?
    Spero che almeno tu resista!

  4. Ecco, per opportuna conoscenza, il documento che venne sottoposto a Donzel Raimondo all’atto della sua candidatura a segretario del PD.
    L’allora segreteria DS chiese a Donzel Raimondo di assumersi degli impegni precisi, prima di accettare di sostenerne la candidatura.
    Il documento venne sottoscritto e accettati – senza nessuna osservazione – gli impegni lì riportati.
    A ognuno di verificare se sono stati mantenuti …

    In relazione alla necessità di stabilire i tratti salienti e l’identità del PD da tradursi poi nella linea politica e nella gestione del partito la lista “Il Partito Nuovo dei cittadini e del territorio” ritiene che il candidato Segretario debba impegnarsi a:

    o attuare integralmente le decisioni del documento congressuale dei DS GV del maggio 2007 e in particolare:
    § a sostenere la collocazione del PD della Valle d’Aosta all’interno dell’AAP per trasformarla in una vera alleanza politica; l’Alleanza Autonomista e Progressista non è una delle tante questioni: è la sola scelta attraverso cui potrà passare il cam-biamento in Valle d’Aosta;
    § a sostenere le iniziative referendarie, con positivo riferimento ai contenuti dei quesiti quali cardini per ristabilire nell’attuale contingenza storica le regole del gioco democratico;
    o svolgere, in considerazione della situazione politica regionale, il congresso fondativo del PD della Valle d’Aosta entro la fine del corrente 2007;
    o allargare la partecipazione alla futura Assemblea costituente regionale a tutti i candidati delle liste presentate per il 14 ottobre, fermo restando il principio secondo cui le decisioni finali saranno assunte con il voto dei 16 componenti che risulteranno eletti;
    o mantenere l’impegno per l’intero periodo di mandato che sarà definito nelle norme statutarie, a non presentarsi come candidato alle elezioni regionali della primavera 2008 così come ad altre e successive tornate amministrative limitatamente al comune di Aosta;
    o sviluppare in ogni moda l’assetto federale del partito Democratico, anche inserendo nel nome e nel simbolo opportuni richiami alla specificità della nostra Regione;
    o presentare un programma per la gestione del PD della Valle d’Aosta nel periodo che intercorre tra il 14 ottobre e il congresso fondativo, da attuare collegialmente anche con la costituzione subito dopo le elezioni del 14 ottobre, di un organismo provvisorio di riferimento per il segretario, che tenga conto dei risultati elettorali del 14 ottobre;
    o operare per risolvere positivamente in coerenza con la collocazione politica sopra evidenziata e nel più breve tempo possibile, in collaborazione con i partiti fondatori, le situazioni politiche che rischiano di ingenerare confusione nei cittadini e nei sostenitori del progetto politico del PD della Valle d’Aosta, segnatamente la situazione del Comune di Aosta e dei due gruppi consiliari che raggruppano eletti nelle file dei DS GV nel Consiglio Valle.

    Per dare alla società il necessario segnale di una vera inversione di tendenza nel modo di concepire l’attività politica il candidato segretario dovrà impegnarsi a sostenere i seguenti principi:

    o la riduzione immediata dei costi della politica anche in Valle d’Aosta;
    o la separazione inequivocabile tra l’attività politica e quella amministrativa e in particolare l’incompatibilità della carica di segretario con quella di consigliere regionale;
    o il limite di due mandati anche non consecutivi, per ogni carica amministrativa ed elettiva, con validità retroattiva;
    o la non cumulabilità degli incarichi;
    o l’assunzione sistematica del sistema delle primarie per la scelta dei candidati a tutti i livelli e in particolare per la formazione delle liste elettorali;
    o l’effettiva parità dei generi (minimo 40% di uomini o donne);
    o un meccanismo di coinvolgimento dei giovani con quote riservate di almeno il 30%, per giovani (fi-no a 35 anni), a partire dalla formazione delle liste elettorali per le regionali 2008;
    o perseguire ogni utile azione per la piena trasparenza in relazione a incarichi, consulenze, compensi, ad ogni livello, da quello pubblico e istituzionale a quello relativo alle cariche all’interno del PD e la lotta ad ogni possibile conflitto di interessi
    o rivisitazione dell’attuale spoil-system. Il merito deve diventare un diritto con conseguente profonda riorganizzazione della PA regionale e locale per promuovere le capacità, selezionare in modo trasparente, adottare criteri verificabili di valutazione dei risultati;
    o il PD della Valle d’Aosta deve prevedere l’incompatibilità tra le funzioni di dirigenti e di candidato a cariche elettive per le persone che abbiano avuto condanne passate in giudicato per reati com-messi nell’esercizio di pubbliche funzioni, e la sospensione nel caso siano in corso azioni giudizia-rie per lo stesso tipo di reati.

    Per quanto riguarda l’organizzazione del PD della Valle d’Aosta il segretario si impegna:

    o a sostenere norme statutarie che sollecitino in ogni istanza il principio della responsabilità individuale degli aderenti e che dunque prevedano il divieto di formazione di aree al suo interno;
    o a sostenere norme e regolamenti che accanto alla tutela della più ampia e democratica partecipazione all’analisi e alla definizione dei problemi, siano in grado di garantire al tempo stesso il prin-cipio di una rapida ed efficace attività decisionale;
    o a sostenere norme e regolamenti che prevedano per gli iscritti che rappresentano il PD della Valle d’Aosta nelle assemblee elettive (e che svolgono la propria attività senza vincoli di mandato come prevede la Costituzione), il rispetto di decisioni assunte dagli organi del partito e le eventuali azioni che il partito potrà assumere nei loro confronti in caso di palese e dimostrato conflitto.

  5. “collaborare”, “collaborazione”, parole che per me (e credo per molti) hanno sempre avuto, in fondo, un significato positivo (con l’unica eccezione del “collaborazionismo” francese dopo l’invasione di Hitler).
    Dopo la riforma della pubblica amministrazione, e in particolare dopo la 45/95 sulla dirigenza regionale e la legge che fidelizza i segretari comunali, ho dovuto praticamente, almeno in ambito politico e amministrativo, cambiare radicalmente idea.
    Ad es. i dirigenti regionali e i segretari comunali sono stati divisi in due categorie (ma ormai la categoria sta diventando unica): quelli che collaborano e quelli che non collaborano (= non sono disposti a rispondere sempre e comunque: obbedisco, e peggio ancora).
    E’ inutile che vi spieghi più dettagliatamente di così il significato da attribuire al termine “collaborare” secondo l’accezione cara ad UV e compagnia, dovrei parlarvi dei “collaborazionisti” di Vichy (“quelli che non collaborano” Cerise voleva schiacciarli come mosche, Caveri rottamarli, diciamo pure che ci sono riusciti).
    Penso quindi che quando l’UV e compagnia, anche quando si rivolge ai politici, usa il termine “collaborare”, lo usi con lo stesso sighificato, che gli exDS dovrebbero conoscere molto bene.

    p.s. per quanto concerne l’attuale e ambigua (?) posizione del PD, penso proprio che tu abbia ragione, o, per lo meno, essi vogliono tenersi aperte tutte le possibilità (vedasi UV).

    Mi pare che la politica nostrana torni (?) a volare molto, molto basso.

    Spero ovviamente che i fatti mi smentiscano, le parole non mi interessano.

  6. altro p.s. forse non a caso i demansionati (senza mansioni e senza incarichi, ma con lauto stipendio), anche se non previsti in legge, che prevedeva incarichi di studio e ricerca, sono poi stati chiamati: “collaboratori” di un qualche servizio; non abbiamo mai saputo a che cosa dovessimo collaborare, ma sapevamo però che dovevamo “collaborare”. Che vergogna! (ce ne sono ancora tre, a cui nessuno pensa, tanto meno i sindacati).
    E adesso anche i politici (per lo meno gran parte) si dichiarano disponibili a collaborare, cioè a fare i collaboratori, come noi demansionati!

  7. Si certo! Il mio era solo un invito molto amichevole!
    L’aspetto incredibile, anzi grottesco, è che alcuni non capiscano che stare dala loro parte vuol dire mettersi a 90° e morire lentamente!
    Posso capire l’amarezza Tua e di Vanni e ammiso la Vostra testardaggine nel voler comunque costruire un PD migliore.
    Buon lavoro di cuore.

  8. La confusione regna sovrana.
    Il bello della politica è che tutto può essere giustificato a parole.
    Perchè, non riuscendo a concretizzare i pensieri e le pulsioni, restano ovviamente solo le parole.
    Ben scritte, ben espresse, e apparentemente cariche di un contenuto che assume di volta in volta connotazioni diverse.
    Così se in un primo tempo si dichiara che le sedi istituzionali saranno la sede per un confronto che non può che essere di opposizione poco tempo dopo si concilia con una scusante dei “tempi particolari” offrendo una collaborazione che non ha ragion d’essere considerando i numeri schiaccianti della maggioranza.
    Si cerca forse di pasturare nell’erba rimasta nel campo dopo il passaggio dell’affollata mandria?
    Quando è comodo tacere si tira in ballo la base asserendo che certe decisioni vanno prese con un largo consenso; altre volte invece si decide asserendo che esiste un gruppo dirigente che deve prendersi le proprie responsabilità.
    A volte si sceglie la linea del muso duro puntualizzando le assurde decisioni della maggioranza che tutti conosciamo; altre volte salta fuori che se vogliamo avere una speranza bisogna andare a cogliere i voti là dove l’elettorato ha posto la maggior parte dei suoi consensi.
    Si cerca di tamponare la necessità di chiarezza con aforismi e controdeduzioni ardite.
    Si dice che sì certo siamo ancora una parte dell’AAP ma quei trombati di verdi & C. preferiremmo per il momento lasciarli fuori dai giochi.
    Non chiudiamo la porta al leone rampante e va da sè che analizzeremo punto per punto le varie scelte che ci verranno proposte.
    Siamo per una visione ampia ovviamente a 360° e non come dice qualcuno a 90°.
    E’ evidente che i tempi cambiano velocemente e noi cambiano con loro non essendo una parte immutata ed immutabile della società.
    Et voilà, les jeux sont faits, rien ne va plus?
    Ma io stò gioco non l’ho mica capito.

  9. Il segretario del pd collaborerà con l’union valdotaine anche per sostenere la costruzione dell’inceneritore in Valle?

  10. neanch’io.
    Mi ero illuso (ci avevano illuso) che stesse nascendo qualcosa di nuovo, qualcosa che si diceva voler essere alternativo all’attuale sistema di potere.
    Una strategia di lungo respiro, insomma, non una squallida tattica dei giochetti quotidiani a cui, da anni e anni, la cosiddetta politica ci ha abituati.
    Ma evidentemente la politica non sa più guardare oltre a questa squallida tattica dei giochetti quotidiani.
    Basta l’ipotesi di dover rinunciare in futuro a qualcosa (qualche poltrona in qualche comune) e tutto salta.
    E ogni ipotesi (partito unico, alleanze organiche, ecc.), da qualunque parte venga e che abbia quale unico scopo quello di mettere le basi per quell’alternativa democratica che ci avevano promessa (a parole, forse solo per catturare il nostro voto), viene subito stroncata sul nascere da chi dovrebbe sostenerla.
    Non ci rimane che prendere atto.
    Un cittadino qualunque.

  11. Ho letto su questo blog questa incredibile dichiarazione:

    «Si certo! Il mio era solo un invito molto amichevole! L’aspetto incredibile, anzi grottesco, è che alcuni non capiscano che stare dalla loro parte vuol dire mettersi a 90° e morire lentamente! Posso capire l’amarezza Tua e di Vanni e ammiro la Vostra testardaggine nel voler comunque costruire un PD migliore. Buon lavoro di cuore. Lorella Vezza».

    Quale intrepido coraggio sig.ra Vezza…
    Riuscire ad esibirsi, esprimendosi con questi termini triviali, non è da tutti! Guardi che il Pd non costringe nessuno a mettersi a 90°, al massimo – vedasi in campo nazionale – cerca di collaborare
    con l’on. Di Pietro che da tempo invece costringe gli alleati ad assumere quella scomoda posizione a lei probabilmente non sconosciuta.
    Non sono assolutamente d’accordo con lei, essere coerente non vuol mica dire essere un testone che,
    una volta deciso un obiettivo da raggiungere, se ne parte a testa bassa, tipo asino con i paraocchi! Infatti la testardaggine è una qualità tipica dei muli e degli asini.
    Io credo che ognuno di noi debba essere coerente nei confronti dei nostri attuali valori, nei confronti dei nostri ideali, dei nostri desideri.
    Coerenti con quello in cui crediamo.
    Ma non siamo mica degli esseri immutabili e certe volte (meno male) sbagliamo anche. A proposito vedo che il suo percorso politico è tra l’altro degno di nota e che la cocciutaggine che sta invocando ora come dobbiamo declinarla: ostinazione, inflessibilità accanimento?
    Anche noi abbiamo principi ben saldi, ma mentre prima la mia visione delle cose era “pragmatica” in una direzione, oggi la visione si è aperta a 360°.
    È incoerenza questa?
    Avere dei principi che poi scopri possono mutare perché la crescita, la maturità di una persona che si evolve e si esprime con l’assunzione di tutte le responsabilità del caso, questo significa essere incoerenti?

    Aosta, Lun Nov 24, 2008

    Ps. Ringrazio ghianda per la pazienza che ha di leggermi, anche in altro Forum.

  12. Ho semplicemente esternato un mio pensiero. A mio avviso cercare il dialogo o peggio la collaborazione con l’UV vuol dire dover sottostare alle sue regole ed al suo volere. Questo obbliga all’ obbedienza assoluta altrimenti l’UV cambia l’alleato. La logico conseguenza è quella di perdere consensi: spiegatemi perchè dovrei votare un partito satellite dell’UV quando votando UV posso godere di maggiori privilegi? Questo volevo dire anche se in maniera colorita.La domanda di Enza mi pare acuta e doverosa, e, posta credo con una nota di preoccupazione.
    Per quanto riguarda la stuazione romana, non è proprio come il sig. Fausto Coppi (omimo o pseudonimo?) la descrive.
    Di Pietro non costringe nessuno ad assumere posizione scomode, le assume in prima persona sostenuto da tutto il partito, Veltroni è troppo occupato a cercare il dialogo con Berlusconi per prendere posizioni libere o imposte.
    La testardaggine e l’ostinazione non sono mio avviso difetti: sarà per quello che asini e muli li considero animali molto simpatici e molto utili!

  13. Sig.faustocoppi io la leggo sempre volentieri come leggo volentieri tutti quelli che in modo civile seppur con opinioni diverse partecipano, ognuno nel proprio piccolo, alle discussioni che riguardano il proprio modo di vedere il presente e il futuro di questa nostra piccola realtà.
    Il seguito naturale della lettura è ovviamente la creazione di un proprio pensiero e di una propria opinione rispetto a tutto quanto si è letto e si è elaborato mentalmente.
    Quello che lei scrive, e che conferma che quello che avevo capito non era sbagliato, è un cambiamento di rotta rispetto a quanto era stato pochi mesi fa espresso nei vari comizi elettorali e nelle dichiarazioni che erano seguite alle elezioni regionali.
    Sempre che le sue parole possano ovviamente corrispondere al pensiero che è attualmente quello predominante nel suo partito, e cioè questo sviluppo della situazione che fa vedere le cose a 360° e non in modo pragmatico in una sola direzione come lei stesso scrive.
    Non c’è nessun problema. C’è un grosso problema.
    Non c’è nessun problema nel momento in cui in modo chiaro, espresso in modo netto tale cambiamento di visione venga espressa in un comunicato o in una lettera agli elettori dove si indichi tale differente visione.
    C’è un grosso problema nelmomento in cui questo non viene fatto alla luce del sole.

    Dalla lettera d’intenti di Donzel al momento delle primarie settembre 2007:

    “La trasparenza è un requisito indispensabile. Le ipocrisie e le menzogne di alcuni politici di professione hanno allontanato i cittadini dall’interesse per la cosa pubblica. Occorre tornare a parlar chiaro, a non girare intorno alle questioni senza risolverle, ad assumersi le responsabilità di
    scelte difficili, a non attribuire sempre agli avversari la colpa dell’incapacità di intervenire sulla realtà.
    La partecipazione attiva dei cittadini si conquista con la verità, la lealtà e la serietà. Le persone sono esauste di promesse mancate e di una politica chiusa nelle stanze delle segreterie dei partiti, delle amministrazioni e dei governi. La politica deve tornare nelle case, nelle strade, nelle piazze,
    nei luoghi di lavoro. La politica non è per pochi ma è un bene collettivo della nostra comunità.
    La dimensione etica non va disgiunta dagli obiettivi da raggiungere. Serve più coerenza nei comportamenti dei politici. Senza tensione etica la politica promuove disvalori, come il carrierismo fine a se stesso. Dobbiamo dare l’esempio riportando l’interesse collettivo al centro dei discorsi e delle azioni.
    Insieme dobbiamo dare gambe a un partito i cui gruppi dirigenti sappiano ascoltare la gente. Solo ascoltando la voce delle persone, il partito può tornare a mediare fra i cittadini e le istituzioni.”

    Saluti.

  14. Ho letto il commento di Vincenzo e mi trovo perfettamente d’accordo con lui. Il segretario, come sua abitudine, rilascia dichiarazioni d’intenti senza che questi siano condivisi e preventivamente concordati all’interno del partito. L’aspetto preoccupante è che con la sua ultima dichiarazione di volontà di collaborazione con l’UV, va contro quel programma che gli ha consentito, durante le primarie del 14 ottobre del 2007, di diventare segretario. A domanda precisa in merito, ha risposto che non può escludere un’alleanza con l’UV al Comune di Aosta. Purtroppo, per me questa non è una novità; la sua incoerenza è sotto gli occhi di tutti, a partire dalla sua candidatura alle ultime regionati, e oggi non mantenendo le alleanze definite allora. Mi chiedo oggi come persone come Giorgio e Paolo possano difendere una simile posizione, che va contro i loro princìpi!

  15. 25 Novembre 2008 a 9:30 pm
    Lorella Vezza

    Per quanto riguarda la stuazione romana, non è proprio come il sig. Fausto Coppi (omimo o pseudonimo?) la descrive.
    Di Pietro non costringe nessuno ad assumere posizione scomode, le assume in prima persona sostenuto da tutto il partito, Veltroni è troppo occupato a cercare il dialogo con Berlusconi per prendere posizioni libere o imposte.
    La testardaggine e l’ostinazione non sono mio avviso difetti: sarà per quello che asini e muli li considero animali molto simpatici e molto utili!

    ^ ^ ^ ^

    “Ciò di cui ha bisogno l’uomo è la memoria dell’asino che mai scorda dove mangia” scrive Sòfocle in un suo aforisma. E Di Pietro che si confessa contadino lo sa benissimo. Come del resto noi invece un pochino più prevenuti, ricordiamo che “non bisogna mai dare fragole in bocca all’asino perché riceverai solo calci”.

    E’ lo stesso trattamento che Di Pietro ha riservato al buon Veltroni, ( a proposito di fragole all’asino e di calci ricevuti) nel momento in cui ha capito che era meglio farsi un gruppo parlamentare autonomo e distaccato dal Pd. Lo ha fatto a scapito di tutti gli accordi sottoscritti con il Pd dove lui era confluito e per ricevere milioni di €uro come finanziamento concesso al suo gruppo.

    Di Pietro, ricordando come l’asino, dove si va a mangiare, non ha fatto altro che tornarci. Ed ora vuole promuovere un referendum per tagliare i soldi agli altri partiti. Che coerenza, quale logicità e quanta congruenza!

    Ora mi domando come si fa a parlare male del Pd quando il principale rappresentante dell’IdV si comporta come un asino? Cara signora colorita…

  16. Il signor faustocoppi si permette di dare dell’asino a Di Pietro e schiaffeggia (letteralmente parlando) tutti coloro che si permettono di criticare il Pd e il suo segretario. Legittimo, anch’io ho la critica diretta e dura, ma vi è una profonda differenza fra me e il sopracitato: io non mi paro dietro un nick ne ora ne l’ho fatto nel passato.
    Il mio messaggio originale era diretto a Vincenzo persona che stimo ed apprezzo, indipendentemente dalle sue scelte politiche.
    Sul resto i lettori di questo blog traranno le loro conclusioni.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...