Et voilà (2)

Ultimissima:

Alder Tonino ha apprezzato moltissimo l’intervento di Raimondo Donzel al congresso “nazionale” dell’Uv. L’ha condiviso dall’inizio alla fine. I due da qualche tempo sono in piena sintonia.

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Un pensiero su “Et voilà (2)

  1. sono un cittadino qualsiasi, al momento ancora residente ad Aosta, domiciliato però a rhemes-saint-georges da diversi anni.

    Non so se alle elezioni comunali del 2000 sarò ancora residente ad Aosta, o avrò trasferito nel frattempo la mia residenza e quella della mia famiglia a rhemes-saint-georges.

    parlo delle elezioni comunali perché quelle europee mi interessano relativamente.

    se voterò (ammesso che vada a votare) ad Aosta, non voterò certo per una lista o per una coalizione che non mi garantisca, fin da prima delle elezioni, una posizione alternativa o di opposizione all’attuale maggioranza (= UV): una valida opposizione, in particolare ad un “sistema” mafioso e corrotto, è il sale della democrazia.

    se voterò invece a rhemes-saint-georges, l’assenza di democrazia qui imperante praticamente da sempre mi obbligherà a non andare a votare (preferisco manifestare in questo modo il mio pubblico dissenso che non andando ipocritamente a votare scheda bianca): mancheranno infatti le condizioni base minime per esprimere un voto democratico (possibilità di scelta tra due alternative a confronto).

    e come a rhemes-saint-georges, queste basi minime di democrazia mancheranno, credo, in più di un terzo dei comuni valdostani.

    p.s. oggi, discutendo con un geometra libero professionista ed ormai anziano e quindi da rottamare come me, che ho sempre stimato per la sua preparazione, la sua onestà, la sua tendenza ad occuparsi delle questioni dei clienti più deboli e poveri piuttosto che di quelli da spennare, mi ha raccontato cose raccappriccianti sull’attuale situazione in VDA: mi ha anche fatto nomi e cognomi. Mi ha anche citato le fonti, più che attendibili.

    Ognuna di queste fonti, per i più svariati motivi, tra cui anche quello che tutto sommato di vite pare che ne abbiamo una sola, ha chiosato con una frase che piace molto ai politici e a chi vi si trova a dover vivere accanto: “qui lo dico e qui lo nego”.

    Chiunque raccontasse o divulgasse le cose a me riferitemi,

    1) verrebbe denunciato per calunnia

    2) cercherebbero di farlo passare come insano di mente

    3) dovrebbe cominciare a temere per la propria vita

    4) verrebbe condannato dalla magistratura, perché ovviamente, pur dicendo la verità, non avrebbe prove.

    Penso di non essere il solo (anzi!) a sapere che la situazione è questa.

    Alle persone coraggiose, oneste e veramente disposte a lottare, ognuno coi suoi mezzi e nel suo piccolo, per cambiare lo stato delle cose (che purtroppo sta ogni giorno peggiorando), un invito sincero a meditare sulle scelte da fare.

    Faccio notare che la mia preoccupazione non è tanto per i fatti singoli che ogni tanto le cronache giudiziarie portano a galla (qualche birichino, a livello individuale, c’è sempre stato e sempre ci sarà), ma è per quel che questi fatti rappresentano: la punta di un iceberg, l’affiorare di un “sistema” ormai generalizzato e condiviso, dal gradino più alto (quello che dovrebbe fornire l’esempio agli altri gradini, quelli sottostanti) a quello più basso (se in alto fanno tutti così, io chi sono, il più fesso?)

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