Chiedo scusa

Poco più di un anno fa, il 14 ottobre 2007, migliaia di persone si erano ritrovate festose in tutta la Valle per partecipare alle primarie del Partito Democratico. Una manifestazione spontanea, molto strana e inaspettata in una regione irregimentata come la nostra. Una grande speranza di democrazia e un atto di fiducia verso il partito nuovo, da parte di tante persone felici di essere protagoniste di quella giornata.

In quelle primarie si fronteggiavano due candidati, con dichiarazioni d’intenti simili, entrambi apertamente schierati con le forze del rinnovamento e con l’indicazione strategica dell’alleanza autonomista progressista. Agli elettori delle primarie si diceva che il Partito Democratico era fortemente critico riguardo al modo con cui la regione è governata dall’Uv e dai suoi alleati, e che il segretario eletto avrebbe lavorato,  insieme con le altre forze dell’Alleanza Autonomista Progressista, per la costruzione di un’alternativa al sistema di potere attuale.

Se i due segretari avevano programmi simili, gli schieramenti che li sostenevano erano invece del tutto diversi.

Enrico Bich era sostenuto dalla parte più conservatrice dei Ds: quella degli Alder Tonino, Piero Ferraris, Giuliana Ferrero, Giulio Fiou, ecc., che di quelle speranze di rinnovamento avevano una paura folle, perché avrebbe potuto scardinare le loro tranquille rendite di posizione.  Si nascondevano dietro un candidato presentabile (non so quanto consapevole) con i loro propositi del tutto opposti a quanto da lui promesso nella dichiarazione d’intenti. Non avevano il coraggio politico di esporsi con le loro idee. Confidavano di prendere possesso del nuovo partito e poi condurlo nella solita alleanza con l’Uv, mettendo fine all’anomalia del Galletto.

Dall’altra parte c’era Raimondo Davide Donzel. Lui era il candidato di chi voleva cambiare davvero. Di chi faceva la scelta di campo dell’alternativa al regime. Di chi guardava al Pd come a un partito davvero nuovo, e non come la continuazione della sequenza Pci-Pds-Ds. La vittoria di Donzel avrebbe rappresentato una svolta vera, la sconfitta del poltronismo e la costruzione di un progetto di governo di svolta, diverso e alternativo rispetto a quello fallimentare del centro autonomista, che ha ridotto la Valle d’Aosta a un’accozzaglia di opere estemporanee utili solo a nutrire il malaffare del clientelismo e della spartizione delle ingentissime risorse di bilancio tra i famelici comitati d’affari trasversali ai partiti, questi ultimi trasformati in contenitori vuoti di parole vuote.
Il Partito Democratico di Donzel prometteva l’irrompere sulla scena di una classe politica giovane, entusiasta e votata al rinnovamento.

Io e altri amici abbiamo sostenuto Raimondo Davide Donzel per questo. Perché assolvesse a questo mandato. Perché tenesse fede alle promesse elargite. Perché sbarrasse il passo ai conservatori del partito che sostenevano Enrico Bich. Volevamo che sconfiggesse Bich per salvare il progetto del Partito Democratico da una morte nella culla per opera di chi temeva il cambiamento come la peste e voleva tornare da subito nel confortevole ovile centrunionista.

Raimondo Davide Donzel vinse le primarie. Il gruppo dirigente del partito fu fortemente rinnovato. Tonino & c. furono sconfitti.

Nelle prime scadenze elettorali dopo l’elezione (referendum, politiche e regionali) Donzel e il partito hanno tenuto fede al mandato ricevuto.

Alle regionali, una delle liste che aveva sostenuto Donzel alle primarie pretendeva che rispettasse un accordo da lui sottoscritto, nel quale si era impegnato formalmente a non candidarsi alle elezioni regionali. Io mi sono battuto perché si candidasse (contro i miei interessi di candidato), perché ritenevo sbagliato quell’accordo, e perché Donzel rappresentava la garanzia che la linea dell’alternativa al regime sarebbe stata maggiormente salvaguardata con un segretario più forte. Chi con lui aveva sottoscritto quell’accordo aveva invece condannato quella sua disinvoltura nel non mantenere la parola data. Io allora avevo ritenuto prioritario pensare al progetto complessivo e comunque lo difesi.

Più recentemente, molti esponenti del partito avevano proposto un organismo dirigente nuovo, allo scopo di mettere il segretario sotto tutela. Di fatto, si trattava di esautorarlo. Ancora una volta lo difesi, perché la sua estromissione avrebbe potuto mettere in pericolo la linea politica indicata dagli elettori delle primarie.

Impegnato a difenderlo dagli attacchi interni, perché non fosse tradito lo spirito delle primarie e il Pd rispettasse la sua vocazione al rinnovamento della politica valdostana, non mi ero però accorto che Raimondo Davide Donzel stava cambiando pelle. Per carità, avevo notato che gli oggetti delle sue critiche, da qualche mese, erano sempre e soltanto i nostri alleati. Avevo anche visto sparire qualsiasi critica al sistema vigente, e alle forze politiche nostre avversarie. Ma avevo trascurato queste avvisaglie.

Fino a che, sono accaduti alcuni fatti. Nel corso dell’estate, Donzel propone d’improvviso un accordo alle forze politiche per eleggere unitariamente un candidato alle elezioni europee. Di fatto, un’apertura all’Uv, tanto che Augusto Rollandin, che di politica qualcosa capisce, risponde con un “se ne può parlare”. Feci notare a Donzel, nel corso di un esecutivo, che le alleanze non si cambiano con un’intervista ai giornali. Lui disse che era stato frainteso.

Poi arriva la proposta dei 32, per un partito unico del Galletto. I promotori vengono nella sede del Pd, accompagnati dall’on. Nicco e dal sen. Perrin, e Donzel promette di analizzare la proposta nelle sedi del partito e sul territorio prima di dare un giudizio e una risposta. Due giorni dopo, sulla Stampa, con un’intervista stronca senza mezzi termini la proposta. Inutile dire che questa decisione non fu discussa con nessuno (in sedi a me note). Qualcuno mise di nuovo in rilievo lo strano modo di mantenere fede alla parola data.

Insospettito, anche perché le critiche di Donzel ai nostri alleati diventavano via via più feroci, e le critiche ai nostri avversari erano sparite del tutto, ho voluto verificare che la linea seguita da Raimondo Davide Donzel fosse ancora quella indicata dalle primarie. L’avevo votato e sostenuto per quello. Non perché io pensi che le linee politiche e le alleanze non si possano mai cambiare, ma perché so che per cambiarle ci vogliono nuove primarie. Il segretario si dimette, si indicono nuove primarie, i candidati esprimono la loro idea sulle linee politiche e le alleanze strategiche e gli elettori votano liberamente il nuovo segretario. Non si possono certo cambiare in una riunione segreta tra quattro amici al bar, né per decisioni solitarie del segretario comunicate ai giornali.

Ebbene, nel corso delle due ultime assemblee del partito (l’unico organismo dirigente del partito in Vda, composto da sedici persone con diritto di voto, oltre a quattro senza diritto di voto) ho verificato che la linea politica e le alleanze strategiche sono cambiate radicalmente. Il Pd, per decisione di Donzel, non si propone più di rappresentare l’alternativa riformista al regime attuale. Non esclude, anzi auspica, un’alleanza con l’Uv alle prossime elezioni comunali di Aosta. Considera morta l’alleanza autonomista progressista e non ha nessuna intenzione di costruire qualcosa di nuovo nello stesso campo. Non fa una scelta di campo, ma pratica la politica dei livelli differenti. Insomma, un ritorno all’epoca diessina. Anzi, peggio. Allora la scelta era nota. Oggi sarebbe stata mantenuta a livello occulto, se non l’avessi smascherata. Si badi che questo ritorno all’ovile non è stato deciso da Donzel perché in minoranza nel partito. Su questo punto delle alleanze potrebbe contare su una maggioranza salda. E’ proprio una sua libera decisione. Si è alleato con Alder Tonino & c., i quali infatti ne tessono le lodi, e nelle assemblee lo hanno difeso appassionatamente dai miei attacchi (è la prova regina che cercavo).

La nuova linea, d’altronde, è certificata dai discorsi di Donzel ai congressi dei partiti che si sono svolti in questo periodo. Aria fritta, nessuna critica se non generica e condivisibile da tutti, e offerta di collaborazione.

Chiedo scusa a tutti coloro che ho convinto a votare Raimondo Davide Donzel.

Dell’entusiasmo del giorno delle primarie oggi restano solo macerie. Quel grandissimo patrimonio di credibilità è stato completamente bruciato. Raimondo Davide Donzel citava spesso Barack Obama. Ma il suo modello era Lavoyer.

Annunci

28 pensieri su “Chiedo scusa

  1. penso che Donzel, faustocoppi o non faustocoppi (magari! ma anche fausto coppi ogni tanto bucava), se è persona corretta, dovrebbe dimettersi da segretario.

    Domani mattina.

    E dovrebbe essere lui a chiedere scusa a quanti, in buona fede, lo hanno votato, sia alle primarie che alle regionali (come il sottoscritto!).

    p.s. il binomio Donzel- faustocoppi sintetizzerebbe comunque in modo emblematico la situazione: doppiogioco e, forse, doppia personalità?

    ricordo che Dante ha infilato chi tradisce la fiducia altrui in fondo in fondo all’inferno. Dante, come sapete, è morto in esilio, bandito dalla sua città per motivi politici.

    Certo che andare dietro a Tonino senior, maestro di opportunismo politico, sia una scelta che si commenta da sé!

    chissà che la base dei DS (pardon PD) non abbia un sussulto di orgoglio!

  2. dimenticavo: i “politici” non chiedono né scuse (se non ipocrite e nel loro interesse), e nemmeno, neanche qualora richiesti, forniscono spiegazioni del loro operato (il tutto in relazione ad esperienze personali).

  3. “Parler, parler pour ne rien dire,
    parler pour faire peur au silence.
    Parler pour tout dire.
    Mais on demande toujours trop aux mots.
    Plus qu’ils ne peuvent dire”.

    Pierre Filion

  4. in politica, con la letteratura non si va molto lontano.

    se il poeta faustocoppi è chi sembra essere, possiamo associarlo a rollandin con il suo

    bien faire et laisser dire.

    una Sfinge.

    comunque abbiamo capito che a tutti va bene così: gli ex dell’Union devono solo togliersi qualche sassolino dalle scarpe, i DS rifarsi il look per l’ennesima volta, l’Arcobaleno ritornare a galla, ecc.

    Elettroencefalogramma piatto.

  5. Personalmente credo che la sfiducia verso questo piccolo segretario sia d’obbligo,ha dimostrato ormai da molto tempo di occuparsi più delle sue faccende che delle priorità del pd.Oggi ritengo corretto che si indichi da subito con quali alleanze andare alle prossime tornate elettorali.Il problema è che chi allora si lamentava coi ds perchè a detta di quest’ultimi non prendeva decisioni il signor donzel si sta comportando nella stessa maniera anzi peggio.Perchè dico questo perchè lui non discute rimanda sempre tutto,eppure c’é ne sarebbero argomenti su cui dibattere penso alla fondazione al travail alle alleanze alla crescita della nostra presenza sul territorio al fatto che sono inferiori le iscrizioni se le paragonassimo ai vecchi ds al fatto che l’union apra a forza italia che federacion non ci vorrebbe più come partner al comune di aosta ,e il nostro segretario che fà rimanda le discussioni.Avevo già detto tempo fà che donzel [fece] uscire la sua candidatura dai circoli perchè non avva le palle di sostenerla nell’assemblea.oggi gli si chiede di rispettare gli impegni presi duante le primarie e puntualmente non li rispetta,in consiglio regionale scavalca la capogruppo perche sia lui a farsi le trasferte aroma l’altro consiglier che cerca di far passare una legge proposta dal capogruppo pd cerca in maniera subdola di farla presentare da una unionista cosa non riuscita.Ora mi chiedo cosa ci dovremmo stare a fare al comune di Aosta se la maniera di far politica del pd dovrebbe essere tutt’altra,il problema e semplice che il segretario che abbiamo votato alle primarie è pappa eciccia con tonino e compagnia bella e che il suo sistema di far non differente a quello dell’union valdotaine.Era questo il cambiamento che chiedevano tutti coloro che anno votato il 14 ottobre? per infomazioni chiedete a donzel il grande capo

  6. chiunque sia faustocoppi, in ogni caso, per il solo fatto di non voler uscire allo scoperto, dimostra in modo chiaro ed inequivocabile che è una persona che non ha il coraggio delle proprie azioni. Figuriamoci quindi, se si trattasse effettivamente di donzel, cosa dovremmo dedurne!

    Abbiamo bisogno di persone che abbiano il coraggio delle proprie azioni, ma in questo paese di nanerottoli mancano del tutto e rollandin, a confronto, è un gigante.

  7. a faustocoppi

    parole, parole, parole, …

    forse avevi in mente altri forum

    quanti paroloni inutili, quante sbrodolature, nei forum di Area Democratica e in quello di Raimondo Donzel.

    La montagna ha partorito il topolino.

    Prendiamo atto. Per quel che mi riguarda, d’ora innanzi, sono “cose vostre”.

  8. Queste cose sig. Bruno Courthoud, nella sua “enorme coerenza” che la dovrebbe distinguere da altri,
    dovrebbe ripeterle pure a ghianda, a mocassino, e a tutti coloro che scrivono qui e rimangono nell’ombra.
    Che vuole da me?
    Le ripeto che io non sono Raimondo Donzel.
    Anzi il giorno, se capiterà di appalesarmi nella mia vera identità, lei avrà una certa sorpresa. E pensare che la facevo un uomo di mondo, intuitivo.
    Non continui su questo tono, cambi chiave di violino.
    Sta veramente stonando e andando fuori dal seminato.
    Lo spartito musicale lo usi adeguatamente
    Si guardi bene anche lei dal fare sbrodolature che vanno oltre un certo bordo.
    Sa… tra farla dentro e non centrare il vaso lo spazio che ci corre è minimo.
    A me pare che stia iniziando a lasciarla fuori dall’orinale.

  9. Mocassino, lei è libero di fare e di scrivere tutto quello che vuole, visto che le permettono di diffamare persone per bene di cui lei non merita il loro rispetto.
    Lei è libero anche di ricevere il plauso di persone che qui dentro se le sta ritrovando “amiche”. Anzi se mi permette è strano che la signora Lorella Vezza non abbia fatto il suo nome tra quelli che le hanno inviato solidarietà.
    Ma sappia che prima di poter esporre qualcosa di interessante e di costruttivo lei dovrebbe per prima cosa lasciare a casa tutto il suo livore.
    Oltre tutto da alcuni particolari, anche di poco conto, ma che al sottoscritto non sfuggono, lei si è palesemente scoperto ed io potrei fare tranquillamente il suo nome e cognome.
    Ma veda, io sono un campione anche di buona educazione e la lascio alla sua identità nascosta.

  10. Mocassino ha inviato al sottoscritto il suo nome e cognome. E’ pseudonimo per i lettori ma non per me, contrariamente a Ghianda e Faustocoppi, che mi sono sconosciuti. Di faustocoppi so che commenta usando l’indirizzo email di Bruscia.

    Ciò che penso dell’anonimato sui blog l’ho già spiegato più volte. Tutti, anonimi e no, hanno il dovere di rispettare i limiti della civiltà e della buona educazione, oltre a quelli del codice penale.
    Gli anonimi e gli pseudonimi questi limiti li devono rispettare a maggior ragione.
    Mocassino in alcuni punti si è lasciato andare ad apprezzamenti pesanti, anche se non diffamatori. Gli chiedo di evitarlo in futuro, e li rimuoverò dal suo commento precedente. I giudizi possono essere implicitamente severi anche attenendosi alla descrizione oggettiva dei fatti e dei comportamenti. Non c’è bisogno di caricarli con epiteti.

  11. Ovviamente anche il tono minaccioso di faustocoppi è da censurare. Courthoud si è sempre dimostrato persona educata, e le sue argomentazioni sono sul piano della dialettica. Faustocoppi cerchi di trattenere il suo nervosismo e di stare al merito della discussione, visto che non ritiene di “appalesarsi”. Grazie.

  12. Internet ci può offrire luoghi, come questo, dove il confronto delle idee delle speranze e delle visioni vengono espresse in quanto tali.
    Possono esprimersi in libertà ; non influenzate da un aspetto fisico, non compromesse da preconcetti legati ad un nome e cognome, non filtrate da
    linee di pensiero da mantenere ad oltranza.
    E’ come un campo dove da millenni l’uomo non è intervenuto e dove ognuno dà il suo colpo di zappa per renderlo coltivabile.
    L’ingabbiamento identitario è superfluo ed a volte dannoso perchè modifica istintivamente l’istintività del pensiero e segna le parole di un colore spento.
    Le uniche regole rimangono quelle del rispetto e dell’educazione; l’attenzione verso la libertà degli altri l’ossatura dell’impalcato.
    Io potrei firmarmi Montagnard Philippe, oppure Alambicco Luciano.
    A voi cosa cambierebbe?
    Avreste maggior piacere nel leggere immaginando un qualcosa collegato a tale nome, oppure continuereste a basarvi su quanto viene scritto?
    Per quello che mi riguarda leggere Vincenzo Calì o Mocassino è la stessa cosa nel momento in cui non conosco nè uno nè l’altro.
    Se poi questi spazi non vogliono più essere una palestra di libera espressione ma vogliono diventare qualcosa di diverso allora basta dirlo e nulla vieta che l’espressione accompagnata dai dati anagrafici diventi una regola fissa sia per gli scriventi che per i leggenti o voyeurs.

  13. Grande civiltà, ed eleganza hanno qualificato Ghianda con questo saggio di raffinatezza personale e soprattutto culturale. Una lezione di stile di comportamento caratterizzato da cortesia, e da un tatto non più comuni.

    Mi ero ripromesso di non intervenire più su questo blog dal momento in cui si era sviluppata la triste canea, a dire la verità un po’ scomposta e triviale, rivolta nei confronti del segretario del Pd Davide Donzel. Oggi sono stato trascinato per i capelli e sono qui per rispondere, credo con le stesse parole, ma soprattutto esponendo gli stessi concetti di Ghianda. E questo lo dico io, Giorgio Bruscia che mi sono sempre firmato con nome e cognome.

    La civiltà e la buona educazione sono scomparsi da tempo dal blog di Vincenzo Calì, nel momento stesso in cui lui ha permesso di usare metodi scorretti nei confronti di faustocoppi e cioè di un mio ospite ( che qui confermo ancora la sua presenza sul mio Forum di Area Democratica).

    Ospite in tutti i sensi oltre che di stretta conoscenza, anche conviviale. Ospite di casella postale, ospite che continua avere da me tutta la stima che merita. Ospite che era già stato fatto segno di interessamento personale anche da Calì.

    Sì, infatti dovete sapere che il buon Vincenzo (quando era da me stimato come persona affidabile) volle informarsi se io conoscessi faustocoppi. Io non essendo bilingue, ma non avendo la lingua biforcuta, gli risposi che in effetti, sì lo conoscevo, che faceva parte della mia ristretta cerchia di amici e conoscenti e che non avrei mai svelata la sua identità.

    Dunque a me pare che l’azione di Vincenzo Calì sia stata puramente dettata dal livore che ormai è prevalso in lui, distruggendogli ogni capacità di rapportarsi pacatamente con il ragionamento e il dialogo… dimenticandosi persino di usare quel certo “bon ton” che avrebbe dovuto suggerirgli di evitare di scrivere come lui vedesse chiaramente che i messaggi di faustocoppi partivano da Bruscia. Bello sforzo!

    Già perché lui sapeva, come ora vi ho rivelato, sia la storia di faustocoppi. sia, è la verità, l’altra quella che mi chiese se conoscessi quale fosse l’identità di Ghianda o come poteva essere identificato.

    Ma facciamo un passo indietro, tornando al concetto principale di questa triste vicenda. Calì, accecato dal furore beluino di non avere risposte dal diretto interessato – Donzel – e non riuscendo a colpire il segretario del Pd (penso che non voglia rispondere proprio per questi toni esasperati) ha cercato con tutte le sue “capacità” e “mezzi” disponibili, di voler mettere in pubblico, mirando ad un certo tipo di gogna mediatica (“Ho purgato anche faustocoppi, che da anonimo dovrebbe contenersi”), di colpire di riflesso e con metodi abbastanza criticabili, un indirizzo mail che appartiene a me…a Bruscia.

    Come appare ormai in maniera evidente faustocoppi è solo un nome di fantasia, che esprime idee non influenzate da un aspetto fisico, non compromesse da preconcetti legati ad un nome e cognome, non filtrate da linee di pensiero da mantenere ad oltranza come dice perfettamente Ghianda. Di per se questa è la dimostrazione lampante che quando si è ottenebrati da una sola idea, da una forte ossessione: Quella di purgare, di eliminare con onta e prepotenza chi non ci cammina a fianco, ci sparisce anche l’intelligenza.

    Ma come contrappasso ecco che traspare la vera natura di questi signori. Appare un atteggiamento di mussoliniana memoria che all’epoca fascista portava a consumi di proporzioni industriali di olio di ricino. Purgare, punire! Così appare la meschinità e la pochezza intellettiva. Appare la realtà manganellatrice di chi riesce solo a criticare senza guardare in casa propria.

    Auguri al blog di Vincenzo,
    che sicuramente avrà un’impennata non solo di lettori ma penso anche di alcune considerazioni che da parte loro nasceranno sull’affidabilità della persona che lo conduce.

    Complimenti Vincenzo .

  14. Quando gli toccano il suo capetto Donzel, Bruscia perde subito le staffe, oltre che il senso del ridicolo.
    Mi mancava, che mi fosse dato del fascista. Molto divertente.
    Chi sia Faustocoppi francamente non m’interessa, anche perché è invariabilmente a sostegno degli argomenti di Bruscia e Donzel. E’ un personaggio che serve di rinforzo, uno in più a sostenere slogan inneggianti al leader.

    Solo una puntualizzazione: Donzel mi ha risposto eccome. Nell’assemblea costituente di lunedì. E la risposta (dettata all’unisono con i suoi sostenitori Bich e L. Tonino) è stata quella che già immaginavo, e che mi ha convinto a scrivere il post di scuse verso gli elettori delle primarie.

  15. @Ghianda
    Ho già detto che personalmente preferisco sempre i contributi firmati. Ho dovuto però arrendermi a questa usanza del web. L’anonimato, d’altronde, in alcuni casi può essere utile a permettere la libera espressione di opinioni anche a chi, per posizione professionale, per eventuali cariche ricoperte, ecc. (un magistrato, un poliziotto, un dirigente regionale…) sarebbe fatalmente frenato dal doversi firmare.
    Un anonimo può essere critico su idee e fatti, ma dovrebbe evitare attacchi diretti a persone, le quali hanno il diritto di sapere da chi proviene l’attacco.

  16. Sei patetico. Però nella sua accezione negativa, per indicare qualcosa di triste ma anche misero, insignificante, penoso.

    E oltre tutto sempre offensivo nei confronti di chi non ti cammina a fianco e non condivide le tue idee di Capo Mancato. Con te non c’è verso di esporre le proprie convinzioni. Anzi no, c’è chi può e chi non può.
    Evidentemente io non può.

    Ps. Certo! Sicuro che Donzel ti avrebbe risposto. Eri solo tu che piagnucolando ne dubitavi. E ora che ti rimane? Quell’unica scappatoia a te consentita quella di invocare le sue dimissioni.

    Complimenti Vincenzo, ecco il nuovo soggetto politico avanzante!

    E chiudendo qui…
    Un saluto a voi tutti

  17. ritengo più che normale che un’esponente dell’assemblea costituente possa chiedere chiarimenti al proprio segretario riguardo la linea politica del partito.Credo che quella sera non fosse l’unico a chiedere chiarimenti al riguardo,si è deciso di togliere l’esecutivo dando mandato all’assemblea di poter finalmente prendere decisioni,ma fino ad oggi mi pare che di quest’ultime non se ne sia presa una,ora mi chiedo cosa serve prendere decisioni importanti se poi alla fine tutto rimane come prima immobilità completa proprio in un momento come questo dove serve più che mai essere chiari col proprio elettorato e con i suoi iscritti.Purtroppo vedo che le cose non cambiano e si cerca di mettere in difficolta gli iscritti sul territorio dicendo che se si va con aap anche nei piccoli comuni sara cosi quando in realtà la scelta di aosta non puo essere paragonata a quei piccoli comuni sarebbe sicuramente una scelta di campo ben precisa che a parer mio farebbe fare un salto di qualità a questo nuovo partito.Il problema è che il segretario non volendo scontentare nessuno e in particolare il suo grande sostenitore Alder tonino per l’ennesima volta scaricherà ogni decisione ai circoli cosi per l’ennesima volta non sarà costretto a schierarsi senza assumersi cosi nessuna responsabilità,alla faccia della querenza.ritengo questo blog democratico perchè permette atutti di dire ciò che uno pensa e non ho visto attacchi a persone al massimodiversità di opinioni, mentre area democratica appena vai dalle opinioni di chi la gestisce ti attaccano da tutte le parti mentre qui no ognuno guardi in casa propria che è meglio.A Vincenzo un sostegno perchè all’interno dell’assemblea porti avanti con convinzione la linea politica da lui sostenuta che oggi rappresenta la maggioranza di coloro checome mè hanno votato il 14 ottbre.

  18. solo ieri sera mi ero ripromesso di non scrivere più, sia perché non sono un addetto ai lavori … politici, sia per evitare di urtare la suscettibilità, vera o presunta, di alcune persone.

    Sarò comunque breve.

    Qualcuno (non mi interessa chi), ha prospettato l’ipotesi di liste dell’AAP in tutti i comuni, nessuno escluso, della VDA, per le prossime elezioni comunali.

    Mi sembra la continuazione logica di un percorso iniziato alcuni anni fa e, al momento, l’unica ipotesi praticabile realisticamente, ma anche una occasione storica da non perdere, se effettivamente si vogliono mettere le basi per una vera alternativa.

    In questo momento, senza aspettare oltre, è forse bene fare la conta:

    alzi il dito chi è favorevole a questa proposta.

    alzi il dito chi è invece contrario e dica il perché.

    Lascio la parola ai professionisti.

    p.s. spero di non aver urtato la suscettibilità di nessuno, e se l’ho fatto, chiedo scusa fin d’ora.

  19. Caro bruno sono d’accordo con tè il mio esempio era che la scelta di correre con l’alleanza aap ad Aosta avrebbe sicuramente più peso che in un’altro piccolo comune, però son d’accordo con tè che se si fà questa scelta si corra ovunque cosi.Credo che se andassimo a contarci la nostra linea sarebbe sicuramente maggioritaria.Sarebbe serio che questa scelta la facessero tutti coloro che hanno votato il 14 ottobre e naturalmente questo quesito dovrebbe essese posto non solo ad Aosta ma su tutto il territorio regionale.

  20. Différents niveaux (livelli, io direi tavoli, diversi):

    mi pare, soprattutto in questo momento, un problema di carattere rilevante, per la portata esplicita di una presa di posizione (sì, no), per il significato (storico) che ne consegue, per il segnale che esso comporta.

    una presa di posizione che non può essere lasciata pilatescamente al caso per caso o agli organismi periferici di un partito o mouvement.

    una presa di posizione che si riteneva esplicita in comportamenti e scelte precedenti (es. referendum, es regionali), invece no.

    una presa di posizione da non rinviare ulteriormente e da non subordinare alla presenza o meno di numeri legali da rispettare.

    La Torre (FA) ha già detto NO, Vallet (RV) ha già detto NO.

    Le posizioni di Arcobaleno e VdaVive (Dondeynaz) sembrano implicite ma si rimane in attesa di conferma.

    Rimangono PD (Donzel) e PdL (Bongiorno).

    UV? Il gioco su più tavoli (vedi casinò) è una sua creatura.

    p.s. Attenzione alle Sirene! Ulisse per non rimanerne vittima, si fece volontariamente legare all’albero maestro della nave e tappare le orecchie!

  21. Questa mattina ho dato uno sguardo ad area democratica e ho visto un mio scritto mi chiedo come mai qualcuno si sia preso la briga di spostarlo li.Immagino che tutto ciò sia abbastanza scorretto e chiedo personalmente a chi si è preso la briga di spostarlo li di cancellarlo immediatamente,anche perche non ho voluto iscrivermi a quel blog, e vorrei che le mie personali convinzioni venissero discusse all’interno di questo blog.Se questa persona a qualcosa da obbiettare su ciò che scrivo è pregato di farlo qui non avrò nessun problema a rispondergli grazie.

  22. @ vincenzo
    da blogger a blogger
    vorrei segnalarti che trovo estremamente scorretto rivelare l’identità di un partecipante al proprio blog nel momento in cui non si condivide ciò che scrive …
    fa parte del gioco;
    quando si apre un blog l’amministratore può decidere se consentire i commenti oppure NO, è una SCELTA.
    Dal momento in cui si decide di lasciarlo aperto al pubblico, gli utenti possono decidere di rendersi riconoscibili (come faccio io) o intervenire in maniera anonima utilizzando degli pseudonimi (non è di mio gradimento, ma è lecito); si possono cancellare o censurare delle parti di messaggi particolarmente offensivi nei confronti di terze persone, ma rivelare l’identità di un proprio lettore che scrive in incognito resta una manovra estremamente scorretta.

    @ mocassino
    ho pubblicato la tua richiesta di cancellazione del tuo commento dal forum di Area Democratica, credo che nel volgere di qualche ora essa verrà soddisfatta.

  23. @Emilio
    la tua indignazione sarebbe degna di miglior causa. Ma devo constatare che a voi di area democratica guai a chi vi tocca faustocoppi, che evidentemente non è capace di difendersi da solo.
    Ti rispondo.
    Non è vero che ho rivelato l’identità dell’amato, anche perché non la conosco. Ho semplicemente dato un indizio, cioè l’indirizzo da cui provengono i suoi commenti. E’ strano che uno scriva da un indirizzo email di un altro, no? E non l’ho fatto nel momento in cui non condividevo ciò che scriveva, altrimenti avrei dovuto farlo molto tempo prima (molto spesso non ho condiviso i suoi interventi), ma quando si è lasciato andare a commenti aggressivi e arroganti verso le persone. A quel punto la sua legittima scelta di nascondersi dietro uno pseudonimo veniva superata dal diritto degli interlocutori a capire da quale parte venivano gli attacchi.
    Ho scritto più volte, ma tu te lo sarai perso, come la penso sui commentatori anonimi o con pseudonimo. Hanno meno diritti degli altri commentatori. Tu, per esempio, mi hai attaccato sul vostro forum (tu sempre generoso difensore di chi non sa difendersi da solo) e mi critichi qui, ma lo fai firmandoti. Onore a te. Chi non si firma, invece, può discutere sul tema in discussione, ma non può attaccare o criticare persone, tantomeno con toni arroganti, come ha fatto il poverino che difendi con ardore. In quel momento mi sono sentito in dovere di farla finita con i giochini di due commentatori, uno firmato e l’altro con pseudonimo, che si supportano a vicenda scrivendo dallo stesso indirizzo email.
    C’è il caso di Mocassino: anche lui ha ecceduto negli attacchi a persone, ho eliminato alcune parti dei suoi commenti ma non ho rivelato la sua identità perché le persone oggetto delle sue critiche sanno benissimo chi è, e anche tu lo sai. Comunque invito anche lui a “misurare le parole” nelle critiche dirette a persone.

  24. forse non hai capito che non difendo nè faustocoppi (che ha già dimostrato ampiamente di avere una favella non indifferente e non necessita di certo del paladino della giustizia di turno), nè tantomeno i contenuti dei suoi interventi; difendo una linea di principio secondo la quale chi scrive in anonimato o sotto pseudonimo ovviamente ha meno credibilità di chi ci mette la faccia e va censurato quando esagera, ma rivelare presunte identità non mi trova d’accordo …
    ragioniamo sul modo con cui si posta su questo blog:
    chi mi assicura che dietro ad un nome ed ad una mail di cui non viene verificata in alcun modo la proprietà non si nasconda un millantatore, un provocatore??? se non c’è nessuno strumento di verifica come si può stabilire chi sia più accreditato come commentatore di un altro??? chi è l’anonimo, chi è l’utente verificato? nessuno: stesso piano.
    per provocazione ti ho scritto usando la mail di faustocoppi con il mio nome, se sono veramente io …
    facciamo un gioco:
    adesso chi è che scrive??? emilio? giorgio? faustocoppi? il Presidente della Repubblica? forse puoi intuirlo dallo “stile”, ma così potrebbero fare molti altri, basta conoscere l’indirizzo email della persona che si vuole colpire, non ne capisco il senso, ma può essere che ci sia chi ci prova gusto, esistono perversioni/masochismi di ogni genere oggigiorno, non mi stupirei …
    per cui rivelare una presunta o desunta identità per me è fatto inutile e grave se non supportato da prove inconfutabili, cosa che in questo caso non mi sembra possibile.

  25. @Emilio
    adesso scrive uno che si firma emilio e che ha indicato come indirizzo email quello di bruscia. Ciò indica una certa complicità tra i due, chiunque sia stato a scrivere. Dallo stile contorto e dall’uso di termini desueti direi che il commento l’ha scritto proprio bruscia. Emilio ha uno stile più giovane e diretto.

  26. un ultimo giochetto assurdo per dimostrare quanto sia difficile individuare in maniera univoca un utente … mi firmo Giorgio Napolitano, scrivo con l’email della Presidenza della Repubblica, con un indirizzo IP dinamico, quindi difficile da tracciare … ma crederai mica davvero che sono io??? :)))
    e con questo chiuderei questa polemica per altro per niente produttiva, con questo volevo solamente dimostrare che è difficile individuare con certezza una persona, per cui se posso darti un consiglio ci andrei con i piedi di piombo a rivelare la presunta identità delle persone, poi fai come preferisci, il blog è tuo, ne hai piena potestà, non ho la pretesa di insegnare niente a nessuno.

  27. Caro insiemearaimondo,
    la polemica (?) è improduttiva anche perché io non ho mai rivelato nessuna identità. Ho solo constatato l’indirizzo email da cui arrivavano certi commenti.
    Comunque le persone corrette e trasparenti non fanno giochetti del genere. Scrivono e si firmano. Stop.
    Chi vuole restare anonimo ha il diritto di farlo, ma gli altri hanno il diritto di cercare di scoprire chi è.
    Come un politico ha il diritto di scomparire da un giorno all’altro dalle posizioni chiare per infilarsi nel tunnel della politica politicante e degli inciuci, così i suoi elettori hanno il diritto di richiamarlo alle sue responsabilità e alla coerenza tra enunciati e azioni.

I commenti sono chiusi.