Libera e bella

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Una rara foto di piazza Chanoux libera da capannoni.

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10 pensieri su “Libera e bella

  1. preg.mo Calì, la devo innanzitutto ringraziare.
    perchè’?per diamine! perchè finalmente ho incrociato un blog valdostano!
    E’ probabile che io sia distratta, non abbia le giuste entrature e quindi non sappia che di blog con tag “politica” en vallée ce ne sono a iosa….ecco, grazie per tenerne uno!
    La devo inoltre ringraziare perchè grazie al suo post, ho forse capito qualcosa di più della politica valdostana e di come si muovano le persone.
    Ad esempio ho finalmente capito che un gruppo di volenterosi, 32 per l’appunto. si è fatto coraggio ed ha pensato di farsi volano di una nuova iniziativa politica.
    Molto bene verrrebbe da dire, soprattutto se qs persone, già protagoniste di pù di una stagione politica, si muovono avendo prima concertato con i propri gruppi di riferimento, quanto vogliono proporre.
    Forse, proprio perchè mi manca un’informazione di primissima mano, mi sbaglio, ma non mi pare che questa partecipazione sia avvenuta.
    Ora, per stare nel mio ovile, (quello dei verdi alternativi valdostani,) mi sarei aspettata che, le persone che hanno fatto la storia dei Verdi in Valle d’Aosta, e che, fino a ieri, parlavano di Arcobaleno, prima di fare qs fuga in avanti, avessero partecipato e spiegato ie nobilissime motivazioni che li spingevano verso qs scelta, in Assemblea. E, se del caso, si ritenesse che i tre consiglieri regionali arcobaleno uscenti fossero più che legittimati a fare qs forzatura, si convenisse con me quando sostengo che il coordinamento dei Verdi prima di votare una mozione di accoglimento dell’appello dei 32, avrebbe dovuto portare la decisione in Assemblea.
    perchè di grazia, vorrei capire dove, come e quando il progetto Arcobaleno si è dissolto.
    grazie dell’ospitalità
    cesara

  2. solo una precisazione.
    mi sono sbagliata: ho dato i ” tre consiglieri arcobaleno uscenti” come firmatari dell’appello dei 32, quando invece dei tre uscenti, solo Squarzino è firmataria. Non Bortot, nè Venturella che tuttavia è membro del coordinamento politico dei Verdi, coordinamento che ha approvato un punto all’OdG, che condivide la prospettiva indicata dal Documento del “Comitato dei 32”.
    Lo sono, firmatari, però anche Riccarand e Curtaz che sono e sono appunto stati anima e mente, con Dina Squarzino , dei Verdi Valdostani.
    Per tacere di altri nomi storici come Giacinta Prisant, Ilio Viberti e Maria Pia Simonetti, attuale presidente di Legambiente.

  3. Chiedo cortesemente alla gentile Cesara Pavone di poterci dare qualche piccolo ragguaglio in più sulla sua persona, sulle sue funzioni all’interno dei verdi alternativi valdostani . In effetti ho apprezzato moltissimo ciò che ha scritto, laddove è in sintonia con il mio pensiero e più precisamente:

    […] «Ad esempio ho finalmente capito che un gruppo di volenterosi, 32 per l’appunto. si è fatto coraggio ed ha pensato di farsi volano di una nuova iniziativa politica.
    Molto bene verrrebbe da dire, soprattutto se qs persone, già protagoniste di pù di una stagione politica, si muovono avendo prima concertato con i propri gruppi di riferimento, quanto vogliono proporre.
    Forse, proprio perchè mi manca un’informazione di primissima mano, mi sbaglio, ma non mi pare che questa partecipazione sia avvenuta » […]
    —–

    Mi sono permesso di scrivere questo per evitare che il messaggio di indubbia rilevanza politica di Cesara Pavone scompaia nel novero di altri non più visibili. Tra le sue righe leggo anche con comprensione un certo disappunto soprattutto quando espone un concetto di partecipazione democratica che a me pare non esserci stata tra le sue fila. E qui riporto:

    […] «Ora, per stare nel mio ovile, mi sarei aspettata che, le persone che hanno fatto la storia dei Verdi in Valle d’Aosta, e che, fino a ieri, parlavano di Arcobaleno, prima di fare qs fuga in avanti, avessero partecipato e spiegato ie nobilissime motivazioni che li spingevano verso qs scelta, in Assemblea. E, se del caso, si ritenesse che i tre consiglieri regionali arcobaleno uscenti fossero più che legittimati a fare qs forzatura, si convenisse con me quando sostengo che il coordinamento dei Verdi prima di votare una mozione di accoglimento dell’appello dei 32, avrebbe dovuto portare la decisione in Assemblea » […]

    Un cordiale saluto a Cesara Pavone

  4. Grazie! Saluto a mia volta.
    dunque che dire della mia persona?
    Sono, dal punto di vista politico, un petit (gras) rien.
    sono una cittadina , in realtà una villageoise, perchè sono di Dolonne, dove vivo, in parte, perchè abito anche a Como, città di mio marito.
    proprio a Como, mi sono avvicinata, una ventina d’anni fa, alla federazione delle Liste Verdi, partecipando attivamente alle iniziative dei verdi locali.
    In Valle, allora, gli ambientalisti ruotavano, come i meno giovani ricorderanno, intorno a Nuova Sinistra.
    L’allora gruppo dirigente, Elio Riccarand in testa, promosse lo scioglimento di Nuova Sinistra e la costituzione del MVAV,a cui sono stata iscritta fin dall’inizio.
    Per alcuni anni sono anche stata membro del Coordinamento valdostano e contemporaneamente nel direttivo dei verdi di Como.
    Il vivere in due regioni diverse, mi ha permesso, e mi permette ancora, di fare confronti tra la realtà italiana e quella valdostana a cui sono legata da un profondo sentimento di apparteneza.
    per rimanere ai Verdi, ho vissuto la diaspora che in questo partito si è via via consumata ed ho vissuto il progressivo affievolirsi del suo consenso elettorale( in regione Lombardia c’è un solo eletto verde, Carlo Monguzzi consigliere da ben 5 legislature!) insomma come si usa dire, ho bevuto l’amaro calice fino in fondo. in Valle sembrava invece che tutto procedesse per il meglio, il dibattito sui verdi nazionali non ha mai fatto parte dell’agenda politica del movimento- se non marginalmente, salvo doverci poi fare i conti come si è visto con gli ultimi risultati elettorali.
    non più iscritta da oltre 5 anni, ai Verdi Nazionali,( indigeribile la gestione Pecoraro Scanio) sono però sempre stata iscritta al movimento valdostano.
    Ora Elio lo mette in liquidazione, così, sans facon….
    Non che mi sia strettamente necessario, per carità!
    Continuo ad interessarmi di ambiente, ma preferisco farlo in un’associazione, piccola ma attiva, questo è il link al ns sito ( arrichito da ben 4 Blog!) che spero vorrete visitare:http://www.cittapossibilecomo.org/
    proprio partecipando ai lavori di qs associazione ho capito e sperimentato il senso ed il vaolre della partecipazione attiva.

    Però non vorrei chiudere senza una domanda:
    perchè Donzel dovrebbe mettere in liquidazione il Partito Democratico?
    In fondo i principi elencati nel documento dei 32, non sono forse gli stessi di quelli fondanti il PD?: ” grande soggetto politico democratico .. ecc.. ecc..”
    grazie di cuore per l’ospitalità e l’attenzione
    cesara o cesarina as you want.

  5. “Però non vorrei chiudere senza una domanda:
    perchè Donzel dovrebbe mettere in liquidazione il Partito Democratico?
    In fondo i principi elencati nel documento dei 32, non sono forse gli stessi di quelli fondanti il PD?: ” grande soggetto politico democratico .. ecc.. ecc..”
    grazie di cuore per l’ospitalità e l’attenzione”
    cesara o cesarina as you want.
    —————————

    Grazie di cuore cesarina era proprio quello che volevo leggere. Tu non lo sai ma il sottoscritto sta perorando appunto la causa di Donzel. Noi non vogliamo chiudere il Pd. Come tu hai perfettamente sintetizzato:” grande soggetto politico democratico .. ecc.. ecc..”

    E’ per questo che continuo a scriverti.
    Non vorrei che questo Topic sparisca nascosta da altri.

    Un caro saluto da Giorgio Bruscia

  6. Cara Cesara e caro Giorgio

    ci vogliamo rendere conto che stiamo dicendo la stessa cosa con, quasi, le stesse parole?

    Il soggetto unico Autonomista, Riformista-progressista, Ambientalista, ha esattamente queste valenze:

    grande, e sottolineo grande, soggetto politico democratico
    in grado di rappresentare la specialità della nostra regione
    e l’assoluta necessità di una particolare attenzione per la tutela di un territorio alpino di particolare pregio ma anche estremamente delicato.

    Nessuno chiede scioglimenti, ci si pone la questione se, divisi, tanti nanetti possano competere con Golia, siccome di Davide (non è battuta sul nome di Donzel) e di fionde non ne vediamo in giro e per contro vediamo molte convergenze sui temi pratici della politica locale uniamo l’utile all’intelligente una volta tanto anche a sinistra!

    Per il PD poi non si tratta che di declinare il proprio progetto in chiave regionalista esattamente come richiamato dalle dichiarazione dei segretari del PD del nord.
    Direi quasi un’evoluzione naturale, fisiologica di un progetto che altrimenti rischia di diventare un UFO nel panorama politico.

  7. Guarda caro Dario, che il tema che voglio sottolineare, non è tanto l’eventuale comunità di intenti o il nostro comune sentire, ma i mezzi e gli strumenti per raggiungerli…come da tempo si discetta qui. Ora se non ti è sfuggito e come penso non sia sfuggito ad altri – anche se si fa gli gnorri – il problema è quello che è stato posto in maniera del tutto corretta da Cesara Pavone. E più precisamente ed emblematicamente un problema di democrazia:

    […] «Ad esempio ho finalmente capito che un gruppo di volenterosi, 32 per l’appunto. Si è fatto coraggio ed ha pensato di farsi volano di una nuova iniziativa politica.
    Molto bene verrebbe da dire, soprattutto se qs persone, già protagoniste di più di una stagione politica, si muovono avendo prima concertato con i propri gruppi di riferimento, quanto vogliono proporre.
    Forse, proprio perchè mi manca un’informazione di primissima mano, mi sbaglio, ma non mi pare che questa partecipazione sia avvenuta » […]

    Io, personalmente diffido degli uomini che da tempo immemore calcano la scena politica e che scelgono ogni occasione propizia per riemergere e mantenere quello strapuntino tanto comodo ed avvolgente. Diffido ancor di più se l’operato è perseguito con assenza di democrazia. E’ noto che ” l’uomo solo al comando” a dettare questa operazione è un politico che tende ad aggregare e mettere insieme, da tempo e dal suo “ufficio privato”, forze provenienti dall’area di sinistra e centrosinistra come fossero sue pedine. Ma queste non sono il suo popolo. Il suo seguito lo sta abbandonando da tempo, piano piano…e come dice Cesara, per rimanere ai Verdi, lei ha vissuto la diaspora che in questo partito si è via via consumata ed ha vissuto il progressivo affievolirsi del suo consenso elettorale.
    A partire dall’allora gruppo dirigente, Elio Riccarand in testa, quando promosse lo scioglimento di Nuova Sinistra e la costituzione del MVAV, Ora, scrive sconsolata, Elio il suo Movimento lo mette in liquidazione, così, sans facon…

    Dunque caro Dario concludo dicendo: “Per non essere zerbini dell’Uv, noi dobbiamo fare gli zerbini di un altro padrone? E no! Abbiamo fatto di tutto noi del Pd per essere autonomi e per gestirci una politica finalmente libera da ogni laccio ideologico ed ora che cos’altro si chiede al popolo piddino?

  8. Mi dispiace Giorgio ma questa volta devo proprio dirti che sei fuori strada.

    Se pensi che io sia lo zerbino di qualcuno è evidente che non mi conosci.

    Elio non è il capo dei 32 così come hai prospettato, non è neppure il trascinatore anzi………

  9. Per quanto riguarda la partecipazione: è esattamente quello che andiamo cercando, rendere partecipe il “popolo” del galletto a questo dibattito.

    Qualcuno ha forse visto un congresso fondatore del nuovo partito?

    Per favore non leggiamo cose che nessuno ha mai scritto.

    Questo processo alle intenzioni mi lascia l’amaro in bocca, lo trovo profondamente ingiusto ed ingiustificato.

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