Il ma-anchismo ha rotto le palle

h10_112Il Pd perde e Idv avanza. Perché? Queste persone che prima votavano Pd e ora votano Idv cosa chiedono? Più collaborazionismo? Un maggiore annacquamento delle posizioni? Più “ma-anchismo”?
O invece si aspetterebbero un’opposizione più visibile del Pd? Posizioni più chiare? Più radicalismo?
Tony Blair non aveva mezze misure. Aveva un programma chiaro, opinioni nette. Neanche Zapatero ha mezze misure. Posizioni radicali, non certo utili a “conquistare il centro”. Eppure Blair vinceva e Zapatero vince.

Diranno qualcosa questi segnali? O l’analisi sarà come quella letta nell’editoriale in prima pagina sulla Stampa di martedì 16, che suggerisce di rompere l’alleanza con Di Pietro? Perché, chi è passato dal Pd a Idv è perché non apprezza l’alleanza con Di Pietro? Strano ragionamento. E poi per allearsi con chi, con la Lega? O con il Pdl direttamente?

10 pensieri su “Il ma-anchismo ha rotto le palle

  1. il cittadino evidentemente ritiene che non valga più la pena di andare a votare.

    PD? PdL?

    Grazie no, l’uno vale l’altro.

    E allora rimango a casa. Oppure, se proprio devo andare a votare, perché “bisogna andare a votare”, voto per di Pietro (in Abruzzo).

    Temo che, mutatis mutandis, qualcosa di analogo succederà alle europee, anche in VDA.

    Chi ha da riflettere, rifletta in casa propria. Inutile accanirsi pro o contro di Pietro.

    Io sarò tra quelli che, allo stato attuale dell’offerta politica, molto probabilmente non andrà a votare e inviterò altri a farlo.

    Sperando che, insieme a tanti altri, sia un “voto utile” a far riflettere chi deve riflettere.

  2. Ho sempre sostenuto, l’ho fatto durante la campagna referendaria valdostana (ero in un’altro movimento) in modo molto forte e chiaro e lo sostengo tutt’ora: bisogna andare a votare!
    La mia connotazione è nota, e, non nascondo che il risultato del nostro partito in Abruzzo mi ha fatto piacere, non mi ha soddisfatto il ritultato generale. E’ chiaro che in quella regione non era facile “portare a casa il risultato” per tutte le note vicende politiche.
    Gli italiani, i valdostani, possono decidere di rimanere tutti a casa, di non andare a votare, di lasciare eleggere nuovamente un governo come questo, ma, almeno, non si lamentino più!
    Chi è artefice dei propri mali non pianga se stesso!
    Chi ha votato l’opposizione, può essere amareggiato e deluso, ma ha tentato di cambiare la situazione, chi non ha votato non ha neppure questa minima soddisfazione.

  3. Come sempre Vincenzo sei sempre molto chiaro nel porre gli interrogativi a te stesso (immagino) e ai tuoi interlocutori.
    Io credo che l’opposizione debba fare l’opposizione, dura, chiara, costruttiva e senza inciuci.
    L’IDV con tutti i suoi difetti la sta facendo, gli altri mi pare di no!
    I voti dei moderati, che poi francamente non ho ancora capito chi siano, se verranno bene altrimenti pazienza, iniziamo a consenvare i voti di sinistra e cerchiamo di aumentarli! Mi pare invece che si stia facendo di tutto per perdere anche questi volendo sempre più andare al centro!
    I consensi di chi vota Berlusconi in campo nazionale e di chi volta Union in campo regionale non li avremo mai! Per i soliti noti e stranoti motivi! E non sarà certo corteggiando i capi di questi partiti che si otterranno consensi.
    Di Pietro e l’IDV, ripeto con tutti i limiti del caso, non stanno cercando il dialogo, perchè sarebbe una inutile perdita di tempo, ma sta fortemente facendo un’opposizione dura!
    Le votazioni abruzzesi hanno dato una piccola indicazione, chiudere gli occhi e non volerla prenderla in considerazione mi pare molto grave!
    Zapatero governa nella cattolicissima Spagna prendendo delle posizioni molto chiare e senza indugi: non ha cercato i consensi dei moderati ha cercato e lo sta facendo di dare alla Spagna uno stato laico e innovativo!
    Ha attuato le riforme propagandate in campagne elettorale. Caro Vincenzo il coraggio non si compra al mercato o ce l’hai o non ce l’hai! A te so che non manca!

  4. Altri indagati del Pd oggi a Napoli.
    Non se ne può veramente più di queste cose.
    E che non ci vengano a raccontare la favola del “bisogna aspettare il giudizio finale” o del “ci hanno presi di mira”.
    Troppe cose non quadrano.
    Ci vuole dignità e coraggio in certi momenti da parte di chi è alla testa di un partito di tali dimensioni.
    Stanno distruggendo la buona fede di milioni di italiani.
    Stanno sputando su un sogno che aveva tutto il diritto di essere giocato.
    Ma è mai possibile che ci sia tanta codardia?

  5. Non è un problema di connotazione politica ma di integrità morale e quella non l’acquisisci con un tessera.
    Io forse sono ancora più giustizialista di Di Pietro, ma secondo me chi viene indagato deve dimettersi e deve essere sospeso dal partito.
    Chi poi viene condannato anche in primo grado o scagionato per decorrenza dei termini non deve essere ne candidato ne eletto, naturalmente sia che si parli di Comune, Regione, Parlamento o Consigli di Amministrazione.
    E’ chiaro che i capi di imputazione devono riguardare i reati contro la pubblica amministrazione ed affini.
    So di essere dura ma io credo che se si vuole fare pulizia le maglie della rete vadano veramente ristrette al limite.

  6. Quindi, seguendo il suo ragionamento, Sig.ra Vezza, anche il Sig. Di Pietro dovrebbe dimettersi o essere sospeso essendo egli stesso indagato?

  7. Come ho già affermato non faccio distinzioni di movimenti o partiti, le regole a mio avviso e sottolineo a mio avviso, valgono per tutti indistintamente quando si tratta di reati contro la pubblica amministrazione ed affini!
    Il problema è che quello che io auspico non lo legifereranno mai perchè probabilmente su questo come sugli aumenti di stipendi ci sarà comunione di intenti!
    Come, anche questo già detto, l’Italia dei Valori e Di pietro non sono esenti da difetti, ma al momento sono il meglio sulla piazza! A mio modesto parere!
    Ai posteri l’ardua sentenza!

  8. concordo con Lorella Vezza per quanto attiene alla questione morale. Ieri la sinistra l’ha cavalcata come un suo cavallo di battaglia, Berlinguer ne faceva un punto di orgoglio (la diversità) per il suo partito.
    Oggi il PD, coinvolto come a suo tempo la DC e il PSI, minimizza e cerca di dirottare il discorso su altri problemi, di tipo politico (crisi, disoccupazione, povertà, ecc.)
    “Giustizialismo”: una gran brutta parola, non a caso messa in campo dai politici.
    Non si tratta in effetti di “giustizialismo”, ma di richiedere che si realizzi quantomeno la precondizione necessaria per l’esercizio di qualsiasi attività politica: la correttezza nell’amministrare la cosa pubblica, da parte di chiunque vi abbia a mettere mano.
    E’ il minimo che il cittadino può richiedere ad un amministratore.
    Ed è altrettanto minimale richiedere che chiunque venga sorpreso o coinvolto in reati contro la pubblica amministrazione, venga subito allontanato dal suo incarico e da incarichi pubblici dal suo gruppo politico di riferimento.
    Penso che così faccia qualunque paese che abbia un minimo di dignità.
    La politica viene dopo.
    La giustizia è altra cosa e il giustizialismo anche (non ha niente a che fare con la giustizia).
    Si parla di reati da ammettere o meno a possibile intercettazione telefonica.
    Si parla di ammettere soltanto terrorismo e mafia.
    Sono senz’altro da inserire anche i reati contro la pubblica amministrazione, piaccia o no a Berlusconi.

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