L’alternativa

«L’alternativa non è nata perché negli ultimi anni qui c’è stato un regime. Un potere asfissiante in cui, a cominciare dall’interno della sinistra, ogni voce dissonante, ogni critica, ogni obiezione veniva tacitata, con le buone o con le cattive».

(Biagio De Giovanni, filosofo di fama mondiale, coscienza critica della sinistra napoletana, titolare della cattedra Jean Monnet di storia dell’integrazione europea all’Istituto Orientale)

14 pensieri su “L’alternativa

  1. “… rimane il fatto inconfutabile che altrove le classi dirigenti si formano nelle grandi università e nelle scuole di specializzazione: la lobby di Harvard, di Cambridge, dell’Ena francese. Mentre da noi c’è la lobby di Lettomanoppello, delle tante Lettomanoppello della sterminata provincia italiana (es. Brusson, nota mia).

    La selezione in Italia consiste in un mix mafioso fra legami di sangue e di terra.
    …”

    Massimo Gramellini sulla Stampa di oggi.

    Alle prossime comunali buona parte dei cittadini valdostani, se vorranno votare, non potranno fare altro che votare il regime dell’UV, oppure avranno l’alternativa tra l’UV di brusson e l’UV appoggiata dal PD.

    Montanelli si turava il naso prima di andare a votare: io preferisco, se questa sarà l’alternativa, rimanere a casa.

  2. Messa così più che restiamo a casa direi EMIGRIAMO! Io mi sto attivando seriamente! Amavo profondamente la mia regione, dico amavo perchè tutto quello che sta accadendo a me ed intorno a me mi ha fatto perdere molto dell’affetto che avevo per la Petite Patrie e soprattutto mi ha disincantato molto verso i vari politici combattenti contro l’egemonia Unionista.
    La domanda vera a mio avviso è: ci sono ancora dei Valdostani che vogliono veramente cambiare la politica valdostana oppure alla stragrande maggioranza interessa solo tirare a campare?
    Ho paura di avere una risposta in merito!
    Preferisco pensare di si, almeno finchè risiederò in Valle d’Aosta!

  3. a mio modesto modo di vedere, ce ne sono ancora (di valdostani che vorrebbero veramente cambiare la politica valdostana).

    c’è rassegnazione, anche perché anche coloro che promettono di voler cambiare, arrivati al dunque, fanno comunella col sistema dell’UV.

    insomma, o esprimi un voto di protesta (come ho quasi sempre fatto io), per verdi o arcobaleni vari, che sai già inutile fin dall’inizio (è una protesta che trova il tempo che trova), o voti per l’UV o partiti che fan comunella con l’UV, o non vai a votare (sempre sperando che venga percepito come un voto di protesta e che al tuo se ne sommino tanti altri).

    Non mi esprimo sui figli dell’UV (che faranno? si sono emancipati?)

    l’IDV? credo che al momento, a livello regionale, non possa proporsi che come “serbatoio” del dissenso.

    Ma l’alternativa, il nuovo che ci era stato promesso dal PD?

    I 32?

  4. dimenticavo: tutto lascia pensare che a breve, oltreché nelle madrasse unioniste, le classi dirigenti locali (UV) verranno sfornate dall’Università di chez nous (dio ce ne scampi!), in combutta con il Celva (il meglio prodotto dalle varie madrasse di cui sopra!).

  5. Concordo che l’IDV al momento non abbia una grossa forza , ma si inizia sempre dal basso e con umiltà………
    I grossi serbatoi non mi pare diano dei grossi segnali di dissenso, purtroppo!

  6. ma siamo sicuri che la cosiddetta “questione morale” e i mali politici di questo paese (inefficienza, ecc.) non siano in rapporto diretto tra di loro o addirittura le due facce di una medesima medaglia?

    Così sosteneva a suo tempo l’economista Ricossa su La Stampa (in quel periodo commentava in particolar modo il cosiddetto “spoil system” tipicamente nostrano.

    Le sue conclusioni, da economista e non da moralista, erano queste:
    la prima riforma da fare, per rimettere in piedi il paese, è il risanamento della pubblica amministrazione (es. spoil system).

    Questo credo che sia oggi, dopo qualche anno, ancora più vero.

    Questo ci pareva uno dei compiti primari dell’alternativa all’attuale sistema.

    Ma questo pare impraticabile, anche da parte di chi predica l’alternativa (a parole).

  7. Riformare è sempre difficile, riformarsi da soli poi diventa a mio avviso pressochè impossibile!
    E’ un pò come in Valle la questione del Presidente della Regione che ricopre anche la carica di Prefetto, non ne faccio una questioni di nomi, ma sfido chiunque a fare il controllato e il controllore e quindi ad essere il controllore di se stesso.
    Quindi la vedo spessa, e anche qui non faccio distinzioni, che una classe politica riesca a riformarsi.
    Sarebbe già qualcosa se almeno si allontanassero le persone indagate, colluse o condannate……. ma anche qui la vedo dura.
    La mia indignazione totale è verso coloro che danno la solidarietà a chi è indagato, perchè allora vuol dire che il fatto di abusare del bene pubblico è già stato preso ampiamente in considerazione e il fatto in se stesso non è considerata colpa così grave.
    Mai sentita solidarietà verso i cittadini che pagano le tasse, non arrivano alla fine del mese, non vedono attuati i loro diritti e perdipiù non vedono realizzate le opere pubbliche i servizi a regola d’arte perhè qualcuno sugli appalti fa la cresta.

  8. E domenticavo……………. dopo aver fatto la cresta gode della solidarietà della classe politica:destra, sinistra, centro, a parte qualche giustizialista!

  9. la casta e … collaboriamo

    “… il Parlamento compatto (escluso Di Pietro) boccia l’arresto del deputato Pd Margiotta” (La Stampa odierna).

    p.s. a scanso di equivoci:
    il mio non vuol certo essere un inno a Di Pietro, che in un paese normale fa quello che farebbe un qualsiasi cittadino normale, prescindendo dalla propria aderenza o appartenenza politica.

    E’ un inno a questo paese di m…. e alla compattezza del suo Parlamento (che evidentemente rispecchia la quasi totalità dei suoi cittadini).

  10. l’impunità per i politici:
    non c’è bisogno di tante parole: è l’unico argomento su cui tutto il Parlamento vota compatto.

    Questa è la nostra classe dirigente politica. Prendiamone atto.

  11. C’è una sola cosa che è rimasta al popolo in questo stato delle cose.
    Solo che è meglio non dirlo.
    Insultato e sbeffeggiato.
    Il governo della classe politica è diventata ormai una sorta di monarchia travestita da vecchi abiti con sù appiccicato per sbaglio il simbolo “democrazia”.
    Si è ricostituita una cerchia ristretta cerchia di persone intoccabili che governano le sorti di milioni di povere persone sempre più allo sbando.
    E’ di oggi la notizia che in Italia il 90% della ricchezza è in mano a circa il 10% della popolazione.
    Naturalmente parte di quel 10% sono quelli che tirano le fila del nostro presente.
    Senza rendercene conto siamo diventati una nazione a livello sud americano.
    Il prossimo scalino a scendere ci porterà in africa.
    A meno che qualcosa non scoppi prima.
    Sì perchè qualcosa in Grecia già si è mosso; nella tranquilla e povea Grecia.
    Culla storica della civiltà; paese dimenticato da tutti se non per il suo passato.
    Le difficoltà di questo momento collegate all’insensibiltà della classe politica possono essere una miscela per un cocktail esplosivo.

  12. Per 4 anni ancora Berlusconi non schioda.
    C’è tutto il tempo di un bel regolamento di conti a sinistra (politico ovviamente).
    Vedremo tra un paio di anni cosa sarà rimasto in piedi.
    Io, per me, preferisco la linea IDV.

  13. Ah scrivo con questo nome, di modo che clikkandoci sopra potrete accedere al mio blog, dove propongo una mia versione di questi ultimi fatti.
    Se a Calì sembra che sia troppo uno spam, cancelli pure, nessun problema.
    Casa sua, regole sue.
    Saluti.

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