Duemila e nove

Nel 2008

I comunisti sono diventati capitalisti

I capitalisti sono diventati comunisti

I comunisti italiani sono diventati luxuriosi

Gli economisti sono diventati pessimi cartomanti

Gli italiani hanno deciso di andare fino in fondo con il Ventennio berlusconiano

I valdostani hanno deciso di andare fino in fondo con il Trentennio rollandiniano

Israeliani e palestinesi hanno deciso di andare a fondo con la loro guerra infinita

La Provincia di Aosta è diventata prima (dev’essere stato il ponte sul Buthier)

E il 2009? Facciamoci tanti auguri.

6 pensieri su “Duemila e nove

  1. a proposito della provincia di aosta: grimod non vuole proprio andare a cuccia e oggi, sulla stampa, insiste con una lettera ai lettori che senz’altro avrete letto.
    Evidentemente non ha ancora trovato il tempo di dare uno sguardo a questo blog (dell’articolo sul Sole 24 ore deve aver letto solo il titolo, che evidentemente lo ha tratto in inganno: d’altronde, cosa di più e di meglio possiamo pretendere da un politico?)
    intanto, pare che lo vogliano a caltanisetta, non so bene a che fare.
    Augurissimi a tutti.

  2. Vorrei dare un taglio diverso a questo Topic “Duemila e nove” tralasciando per qualche ora, almeno sino alla mezzanotte del “Duemila e otto”, le polemiche, i momenti e i cattivi pensieri che si fanno su tutte le parole che terminano con “isti” o “ismi”.

    Da qualche parte ho sentito che non è importante sapere quanti respiri riusciamo a fare nel corso della nostra vita, ma importanti sono i momenti che ce lo tolgono il respiro…

    Perciò auguro a tutti voi un nuovo anno pieno di momenti che vi tolgano il respiro. Un augurio che spero contribuirà a farne nascere molti di questi momenti. Non auguro niente di spettacolare, ma semplicemente un anno all’insegna di “noi” alla ricerca di quello che conta davvero e tanta tanta serenità. Buon Anno.

  3. Buon anno anche a Giorgio.
    E buon anno e infinite grazie anche allo Stato italiano, che continua a regalarci soldi al di sopra dei nostri bisogni e delle nostre necessità (diciamolo, sinceramente), facendo finta di niente, tanto siamo pochi e molti non sanno nemmeno chi siamo e cosa facciamo.
    Rollandin ha ammesso che il suo dossier principale nel 2008 è stato quello del federalismo e che lo sarà anche per il 2009. Ha anche ammesso onestamente e candidamente di essere dov’è per fare gli interessi dei valdostani.
    Tradotto in pecuniese: sono qui per blindare lo statuto, per non permettere che ci tolgano dieci lire (pardon, dieci euro), anzi per trovare il modo che ci diano ancora più soldi: questi sono infatti gli interessi dei valdostani.
    La politica valdostana è tutta qui, e su questo pare siano tutti d’accordo (anche un parlamentare a Bruxelles servirebbe solo per questo).
    Come non dare allora ragione a Rollandin?
    E gli altri, il federalismo globale, la solidarietà e la sussidiarietà?
    E chi se ne frega, ognuno pro domo sua.
    E verificare se questi soldi li spendiamo bene?
    E chi se ne frega, gli altri (in Italia) li spendono peggio: ce n’è un po’ per tutti.
    Cosa vogliamo di più e di meglio? Mai contenti!

  4. @bruno
    leggo con molto piacere che non sono la sola a pensare che il ns riparto fiscale sia qualcosa che rasenta l’indecenza.
    Mi fa piacere leggere che altri in Valle guardano oltre Pont Saint Martin.
    Di certo non lo fanno i nostri politici tutti.
    Mi è capitato a volte di dirlo a qualche nostro pensoso politico, mi ha liquidata con un sorrisetto di sufficienza…. sono lontani i tempi in cui anche qui in valle a sinistra si sostenevano posizioni scomode; ora chi ha più il coraggio di dirci che siamo un peuple égoiste?
    Se il riparto fiscale fosse applicato anche alla Lombardia, che produce oltre il 20% del PIL, lo Stato Italiano si troverebbe col sedere per terra.
    Noi non siamo solidali con il resto del Paese, prendiamo e non diamo nulla o, solo briciole. Eppure i nostri ragazzi frequentano Università pagate dallo Stato Italiano, quando abbiamo bisogno di cure speciali ci rivolgiamo ad ospedali fuori Valle, i cui medici si sono a loro volta formati in Università italiane… per non dire della Magistratura e delle Forze Armate.
    Forse ci lasceranno i nostri privilegi (non possiamo certo chiamarli diritti) perchè siamo poca cosa … poco più di centomila abitanti, ma il discorso delle autonomie speciali andrà giocoforza rivisto perchè se, allora, avevano una ratio, ora quella non è più sostenibile.
    @calì
    Dici: I valdostani hanno deciso di andare fino in fondo con il trentennio Rollandiniano…
    è vero … ma anche gli incerti sono stati aiutati, vi ricordate il 2001?
    Se non mi sbaglio allora il nostro President era schiscio- schiscio, aveva avuto le sue traversie… poi ecco che viene candidato alle politiche, ricordate?
    legittimo che lo candidasse l’Union, ma vi ricordate che fu anche il candidato dei DS Gauche Valdotaine? praticamente, se so può dire, concorsero al suo “sdoganamento”
    All’epoca, l’on Fassino venne a Como a chiudere la campagna elettorale.
    Io mi presentai sotto il palco con un cartello ” Fassino, perchè i DS Valdostani candidano a senatore Augusto Rollandin, pluriinquisito, condannato con sentenza definitiva ….ecc ecc”?
    Fassino ha continuato a far finta di non vedere fino a quando. placcatolo, mi ha risposto testuale:”Non so, non conosco”
    Ecco: “non so – non conosco”
    la cifra di molti nostri politici!

  5. per cesara
    credo che affermare che il nostro riparto fiscale rasenti l’indecenza sia solo una questione di mero buonsenso, senza alcuna connotazione politica.

    Le stesse cose, ad es., afferma e ripete Giancarlo Borluzzi, che passa, ingiustamente, per essere una persona di estrema destra, e quindi “da non prendere nemmeno in considerazione”.

    La stessa figlia di de Gasperi, in occasione del centenario della morte del padre, ha affermato, in base ai suoi ricordi del padre, che alla regione Valle d’Aosta era stato concesso un regime finanziario di favore solo in ragione della sua estrema povertà (cosa del tutto vera in allora).

    Anche il regime fiscale particolare di cui la regione ha goduto per secoli e secoli (praticamente dalla sua sottomissione ai Savoia), ha sempre avuto questa sola motivazione (seria).
    Ora le cosa sono cambiate.

    Ma è del tutto strumentale ed ipocrita giustificare queste concessioni con la motivazione dell’autonomia (quale autonomia? siamo finanziati dall’Italia) e, ancor più grave, con la motivazione di una presunta o reale diversità etnica (nulla cambia, anche se questa diversità fosse effettiva) e con la motivazione che parleremmo una lingua diversa dall’italiano (anche qui, nulla cambierebbe se fosse effettivamente vero).

    Il fatto è che per giustificare (o cercar di giustificare) questa abbondanza di soldi di fronte allo stato, siamo costretti, bene o male (direi più male che bene), anche a spenderli e a far credere, in un modo o nell’altro, che questa abbondanza di spesa è necessaria (opere faraoniche, cattedrali nel deserto, ecc.).

    Con tutte le sue conseguenze, sempre presenti laddove, e non solo, le risorse sono sovrabbondanti rispetto alle necessità (contiguità tra affari e politica, corruzione, clientelismo, ecc.).

    Condivido l’analisi sul ruolo avuto dai DS accanto all’UV (si sono resi complici della presa del potere assoluto da parte dell’UV in VDA, tramite Viérin (la mente) e Rollandin (il braccio). Ingenuità politica, connivenza? Non lo so.

    Sembrava che, con la costituzione del PD e le fratture interne all’UV, il vento potesse cambiare direzione e stesse per nascere un’alternativa, per il momento di opposizione, all’UV.

    Niente di tutto questo.

    Il PD e i figli dell’UV, dovendo scegliere, preferiscono coltivare separatamente il loro orticello e sono contrari a qualsiasi ipotesi di opposizione organica e comune.

    Ognuno praticamente dice:
    prima penso al mio partito (o al mio gruppo politico), poi, quando sarò sufficientemente forte (probabilmente alle famose calende greche), penserò all’alternativa.

    E così si continua come prima, con i diversi livelli (e l’UV è l’unica a gioire).

    p.s. ovviamente nessuno è così masochista ed ingenuo dal richiedere unilateralmente allo stato italiano di ridurci i soldi, ma almeno
    1) siamo onesti nel riconoscere lo stato delle cose ed evitiamo assurde strumentalizzazioni che gli uni (UV e compagnia) sono costretti a dire e a cercare di far credere e gli altri (diciamo lo stato italiano) sono costretti a far finta di credere.
    2) cerchiamo di spendere bene i soldi che abbiamo, senza disperderli inutilmente a destra e a manca come stiamo facendo.

    E finiamola, per favore, di menare il can per l’aia con ‘sto fédéralisme global (art. 1, statuto UV).

  6. Innanzitutto Augurissimi per un fantastico 2009 a tutti, un pò in ritardo!
    L’analisi fatta da Bruno è perfetta per cui vorrei solo aggiungere due considerazioni:
    la prima modifica da effettuare al nostro statuto è togliere la funzione di prefetto al Presidente della regione, si è mai visto che qualcuno controlli se stesso?
    la seconda è che il calare dei consensi del PCI/DS/PD è iniziato quando è iniziata la collaborazione con l’UV al comune di Aosta, quando dai sindaci di sinistra siamo passati ai sindaci targati UV!
    Lo sconvolgente, a mio avviso, che non se ne rendano conto!

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