Disco rotto

Da quanto si legge sulla Stampa di martedì 20 gennaio, l’assessora Zublena smentisce Rollandin (wow!), il quale recentemente pare avesse parlato dell’inceneritore come questione ancora aperta. Nell’ultimo consiglio regionale l’assessora all’inceneritore avrebbe infatti affermato, rispondendo a un’interpellanza di Enrico Tibaldi: «Si sta proseguendo il percorso avviato dalla giunta precedente, che prevedeva lo smantellamento della discarica contestualmente alla realizzazione del termovalorizzatore». Un disco rotto, che ripete quanto già detto mesi fa. Non si può tornare indietro, perché l’aveva deciso Caveri (uh?). E pensare che una delegazione di Legambiente, incontrando l’assessora a suo tempo, aveva notato una certa disponibilità.

10 pensieri su “Disco rotto

  1. penso che l’inceneritore alla fine si farà. Ma, tutto sommato, credo di più a Rollandin che alla Zublena (un assessore portaborse, cioè di fatto inesistente).
    E’ infatti l’unico che, se del caso, avrebbe il coraggio di mandare a quel posto sia buonanima Caveri, sia Cerises brothers.
    I cittadini, come per l’aeroporto, si sono dati da fare e, per lo meno, un po’ di attenzione da parte di rollandin sono riusciti ad averla.
    E l’opposizione?
    Dorme, dorme, dorme, sulla collina? (Antologia di Spoon River; trad. f. de andré).
    (come per l’aeroporto, non mi risulta infatti che l’opposizione abbia minimamente appoggiato, neanche con un appello, la raccolta di firme).
    Cosa pensa la minoranza di brissogne a proposito dell’inceneritore a brissogne: è favorevole o contraria? e con quali motivazioni? sentire la sua posizione, se non si è ancora espressa, sarebbe gradito (anche nel caso non fosse ufficialmente presente in consiglio comunale, ma mi pare di sì).
    Aspettiamo venerdì.

  2. Alla fine della fiera Guste non si stà comportando male.
    Mi sembra che, a differenza di quello che si poteva pensare, venga posta una particolare attenzione a tutte le voci che si levano circa i più disparati argomenti anche se ovviamente esistono modi e tempi dettati in modo un pò strano.
    Tutto si può dire ma è certamente un uomo che non scansa le proprie responsabilità e questa è già una gran cosa per il cittadino che è abituato a vedere viscidi personaggi in cerca d’autore quali sono la maggior parte dei politici oggi in circolazione.
    Rolllandin emerge perchè comunque a me sembra non si tira certo indietro nel bene o nel male e credo che oggi questa sia la sua maggior forza agli occhi dei cittadini.
    Il suo ruolo è quello del traghettatore per la nostra piccola regione perchè mai come in questo periodo è stato evidente che quello che ci apprestiamo ad affrontare sarà un nuovo mondo, una nuova società con regole nuove che saranno dettate dalle necessità sempre crescienti di chiarezza, impegno e giustizia sociale.

  3. pane al pane e vino al vino.
    che Guste non si stia comportando male non c’è dubbio.
    D’altronde è un gigante (si fa per dire), in mezzo a tanti nanerottoli, in maggioranza e all’opposizione.
    Sta addirittura battendo sul tempo e dettando i tempi anche all’opposizione (formale, di fatto non c’è).
    L’opposizione, ha definitivamente rinunciato al suo ruolo: ha detto chiaramente che preferisce godere di luce riflessa (la luna e il sole) e non lasciare tutti i meriti a rollandin (operazione deval).
    Insomma, l’opposizione non c’è, siamo in un regime assembleare (credo si dica sudamericano).
    Pazienza, almeno le cose adesso sono chiare, anzi chiarissime, dopo tanta fuffa (come ama esprimersi qualcuno).
    Per chi vota, d’ora in poi, tanto votare direttamente per Rollandin.
    E’ tutto chiaro anche per quel che riguarda quello che si chiama ancora PD (sigla usurpata): nulla di nuovo, nulla di plurale; sono i vecchi DS sempre in vena di camaleontismo. Qualcuno di essi ha anche affermato di essere ancora comunista: forse allora Berlusconi non ha tutti i torti.
    L’importante è comunque che si dica pane al pane e vino al vino, e non si continui a turlupinare la gente con questa famosa fuffa.
    Il PD pertanto, almeno qui in Valle ha fallito ed è defunto: sono gli exDS che ora vorrebbero tornare a letto con l’UV e per il momento la appoggiano esternamente. Tutto il resto, come dicono loro, è fuffa.

  4. Credo che un ruolo, fosse anche solo di punzecchiatori, ai consiglieri di VdaVive-Renouveau bisogna pur riconoscerglielo.

    Dopo pochi mesi di legislatura, credo siano, essi stessi, consapevoli che nulla potranno per anche solo modificare lievemente gli intendimenti della maggioranza o per meglio dire di Rollandin.

    Hanno i loro limiti ma finora non si sono venduti.

    Per quanto riguarda il presunto gigante…….
    forse era meglio citare il guercio re nel regno dei ciechi!

    Certo che Luciano Caveri è un comodo parafulmini per molti, anche per quelli del suo movimento, dell’allora sua maggioranza, della sua giunta. troppo comodo…….

  5. Concordo con dario m.carmassi.
    In effetti l’unica voce ripetitiva un pò efficace è quella di Vda/Renouveau.
    L’illustrazione di una nuova visione di Vda di Robert Louvin in occasione dell’approvazione del bilancio mi è piaciuta.
    Grossi limiti però dettati principalmente a mio modo di vedere dalla costrizione mentale e operativa legata all’appartenenza al leone rampante da parte di troppi esponenti di spicco nelle 2 forze.
    La paura di compiere scelte drastiche e concretamente visibili comporta spesso una strana situazione di critica ininfluente, di distacco “super partes”.
    Per quello che concerne il PD, come diceva Bruno, ho un pò la stessa sensazione di forza politica ormai allo sbando e senza apparente possibilità di recupero di immagine.
    Saluti a tutti.

  6. riepilogando
    1) nulla da dire a proposito di quel che dice Carmassi a proposito, oggi, di quel che fa VdaVive (opposizione senza inciuci), ma torniamo un attimo a monte.
    Alle ultime regionali, un gruppo di forze politiche (costrette o no dalla legge elettorale, non importa), ha formato una coalizione con un programma ben preciso, ALTERNATIVO a quello di UV e soci.
    2) può darsi che quella coalizione (per cui ho votato) si illudesse di vincere le elezioni, può darsi che, perdendole, pensasse comunque che andassero meglio. Può darsi che alcune forze (VDAVive) siano rimaste sufficientemente contente del loro risultato personale, altre no (PD e sedicenti comunisti e gruppuscoli vari).
    Comunque sia, può bastare questo per:
    1) mandare all’aria il giorno dopo le elezioni il programma sul quale la coalizione aveva invitato i cittadini a votare, rinunciare ad una opposizione congiunta su quel programma e in pratica dire: ” va beh, è stato uno scherzo, adesso ognuno pensi agli affari suoi”?
    2) cambiare surrettiziamente rotta (PD) e di fatto, non solo rinunciare all’opposizione congiunta, ma addirittura collaborare con l’UV?
    3) troncare sul nascere, senza possibilità di appello, ogni iniziativa che andasse verso quell’opposizione coerente e congiunta auspicata in campagna elettorale (i famosi 32; 32= 2 alla quinta; può darsi che siano destinati a crescere in maniera esponenziale, non si sa mai).

    In pratica mi sembra che in regione sia (mutatis mutandis), successo quello che è successo alle amministrative qui a rhemes-saint-georges: la lista che ha perso le elezioni, non aveva altra ambizione se non quella di vincerle. Avendole perdute, ha partecipato a qualche riunione del consiglio, ma, non piacendole il ruolo dell’opposizione, ha dato, con incredibili motivazioni, le dimissioni, e se ne è tornata a casa.

    In regione è successa praticamente la stessa cosa: la coalizione di opposizione, non avendo ottenuto i risultati che sperava, ha “dato le sue dimissioni” dal ruolo che i cittadini le avevano affidato e che aveva promesso, e ora tira a campà.
    Ovviamente, a questo punto,pretendere che tornino a casa, sarebbe chiedere troppo.

    Rimane la presa per i fondelli per i cittadini.

    p.s. qui in paese non si sono e non si limitano a perdere le elezioni e a tornare a casa: ritorsioni, dispetti, minacce, intimidazioni, sono all’ordine del giorno, per tanti, ogni giorno vengo a conoscenza di qualcosa di nuovo, tutta roba da codice penale.
    Per quel che mi riguarda personalmente, l’ultima è di un paio di giorni fa.
    Personalmente non denuncio più niente, è solo tempo perso.
    E quando ho denunciato (minacce di morte), sono stati gli stessi inquirenti, pressati politicamente dagli stessi mandanti, a pressarmi per farmi ritirare il tutto.
    Bel paese!

  7. se fosson ha votato, in senato, a favore del cosiddetto “federalismo fiscale”, non è certo perché la parola “federalismo” gli ha fatto scattare qualche molla particolare; ha solo verificato che il “fédéralisme local” della VDA non sarebbe stato toccato, dopo gli innumeri interventi di rollandin atti a salvaguardare gli interessi dei valdostani.
    Del pasticciaccio che anche il governo ormai si rende conto che ha fatto e sta per fare? ma chi se ne frega.
    p.s. però almeno ha votato, non si è astenuto positivamente.

  8. Concordo con la disamina di Bruno, condivido anche il ps.
    Ma nulla di nuovo sotto il sole romano e neppure sotto quello valdostano!

  9. adesso che fosson è passato, da un giorno all’altro, dal no annunciato al sì convinto in votazione (lui dice da calderoli, io penso da qualcun altro più vicino a noi), che farà nicco?
    Anche per lui, francia o spagna, purché se magna?
    Per fortuna che c’è anche l’astensione negativa.

  10. Caro Bruno, non dovremo attendere molto per svelare l’arcano!
    Teniamo presente che Roberto Nicco è comunque un indipendente, quindi…tutto è possibile.
    L’astensione negativa? L’astensione positiva? L’astensione collaborativa? L’astensione proprio non mi piace, e quindi non mi è piacuiuta neppure l’astensione del mio partito l’IDV, avrei preferito un no chiaro!

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