Elogio della vatsetudine

scansione0300La notizia di gran lunga più importante della scorsa settimana a livello regionale, riportata soltanto dalla Vallée Notizie del 17 gennaio nelle pagine interne, è stata sicuramente il calendario delle sedicenti vere vatse valdostane di Pont-Saint-Martin.  Quattro donne immagine (Martina, Paola, Maria ed Elisa, dei cognomi nulla si sa) che si sono messe in mostra con fotografie “al limite del volgare”, secondo l’articolista della Vallée che ha potuto ammirarle.

Il settimanale anticipa soltanto la foto del mese di agosto, riprodotta qui sopra. Purtroppo non è al limite del volgare.

Il modello di bellezza proposto è di rottura, nel senso che le coraggiose non sono strafighe, se vogliamo assumere il cliché di questi anni. Anzi, mostrano la ciccia con allegra disinvoltura. Loro ne sono perfettamente consapevoli, per cui non si può dire che si tratti di un’operazione conformista di persone ipnotizzate dai reality, sull’improbabile scia di veline o ex-future-ministre, che concedono (strapagate) ogni anno le loro grazie sui calendari.

Lasciando da parte la presunta motivazione benefica, per altro rigettata sdegnosamente dall’associazione che le quattro avevano dichiarato di voler beneficiare, non resta che pensare a una provocazione simil-futurista.

Le quattro, che possiamo d’ora innanzi chiamare artiste, irrompono sulla scena di una regione sonnacchiosa, essa sì conformista, anzi che dico, superconformista, e ne mettono a nudo (diciamo) le ipocrisie e i falsi valori. Colpiscono duro, fino alla carne sanguinolenta dell’ideologia localista, ergendosi  sfrontatamente a paladine della vatsetudine, irriverenti dissacratrici delle divinità locali, le reine dell’orgoglio salasso.

Nel panorama avvilente dell’arte locale, condannata alla riproduzione ripetitiva, infinita, dello stilema del tatà (da cui nessuno può allontanarsi risalendo la china, perché sarebbe come Sisifo inesorabilmente ricacciato all’indietro dal regime fondato sull’immobilismo intellettuale), le quattro vere vatse appaiono come salvatrici.

Sia lode a loro, che all’unisono con Antonio Albanese sembrano dirci: «’nto culo alle vostre panzane».

4 pensieri su “Elogio della vatsetudine

  1. pardon, sono sempre bruno courthoud. ho fatto un po’ di casino.
    chiedo scusa a vincenzo (manuela capirà).

  2. avevo scritto:
    le 4 grazie, ovvero la valle dell’abbondanza (manuela non c’entra niente).

  3. @Bruno
    Dovresti riscrivere i commenti a tuo nome, altrimenti sono automaticamente bloccati dal sistema (non dal sistema politico, proprio dal sistema informatico…).

  4. avevo scritto un commento (nel contenuto sostanzialmente tale e quale quello che ho riscritto a proposito della manuela zublena) e l’avevo scritto per “divertissement”, a nome suo, salvo poi dire che l’autore del messaggio ero io e non lei. Tutto qui. Avevo poi inserito alcune considerazioni che ho riscritto “tel quel”, così a memoria.
    Dispiace che qualcuno (giorgio nel forum di area democratica) abbia sempre dei retropensieri: è anche questo un male della nostra politica, il quale evidenzia però un altro male, molto più grave: quello dei nostri politici, che generalmente dicono una cosa, ne pensano un’altra, e poi ne fanno una terza.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...